20 centimetri

Film 2005 | Commedia musicale 112 min.

Regia di Ramón Salazar. Un film con Mónica Cervera, Geli Albaladejo, Pilar Bardem, Fany de Castro, Lola Dueñas. Cast completo Titolo originale: 20 centímetros. Genere Commedia musicale - Spagna, 2005, durata 112 minuti. Uscita cinema venerdì 26 agosto 2005 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 12 recensioni.

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Incerto e impacciato il "paso adelante" di Ramón Salazar sogna (come la sua protagonista, Marieta, travestito dall'identità sessuale complessa che si prostituisce) di essere musical ma rimane video-clip. In Italia al Box Office 20 centimetri ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 142 mila euro e 34,7 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ
Una commedia grottesca e musicale sul travestitismo.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Marieta è un travestito madrileno che soltanto venti centimetri, quelli del titolo, allontanano dalla felicità. Marieta soffre di una forma di narcolessia che l'addormenta nei vicoli tristi della prostituzione e la sprofonda in numeri musicali, di cui è protagonista esplosiva e naturalmente "castrata". Se lungo i marciapiedi di Madrid Marieta vende il piacere per comprare la piena grazia femminile, in quelli glamour dei suoi sogni danza e canta, in vesti sempre diverse, il meglio della musica leggera europea. La sua vita è popolata da personaggi almodovariani che finiscono per ingombrare a passo di danza la sua fervente attività onirica. Dal nano Tomás, patetico (nel senso di páthos) nel tentativo di "abbracciare" uno strumento musicale troppo grande per braccia troppo corte, a La Frío, un trans dal cuore d'oro interpretata/o dalla s-grazia picassiana di Rossy De Palma, dalla Coniglietta, prostituta gravida che offre la sua condizione come una perversione, all'hermoso scaricatore col "vizietto" interpretato dal paso adelante di Pablo Puyol, già attore e ballerino dell'omonima serie tv. La partitura di passi e di immagini condurrà al lieto fine con tip-tap e zac. Versione grottesca di Dancer in the dark, Marieta è l'iberica epigone della Selma di von Trier con cui condivide un musical parallelo dove danzare la vita invece che patirla. Le similitudini ovviamente terminano qui.
Resta la sensazione di un'opera sopravvaluta soprattutto al festival di Locarno dove il film è stato presentato in concorso e replicato, pare, in piazza per un pubblico esageratamente generoso. Resta, ancora, la sensazione della "perdita", non solo di tempo.

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Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 29 agosto 2005

Commedia musicale con una ricerca di identità sullo sfondo, "20 centímetros" segue, tra risate e lacrime, la vita di Marieta, travestito dall'identità sessuale complessa che si prostituisce. Marieta si sente donna, ma il suo corpo le ricorda che è un uomo. Non vuole più chiamarsi Adolfo, come il padre, e soprattutto non vuole più avere tra le gambe quei venti centimetri di troppo che le consentono di guadagnarsi da vivere sui marciapiedi di Madrid, ma che a lei suscitano soltanto disgusto e repulsione. Muovendosi in mezzo a una galleria di personaggi bizzarri - Berta, impiegata in un sexy shop che sogna di andare a vivere in Brasile, Tomás, nano melomane, Reponedor, seducente giovane con «glutei sodi come pesche» - Marieta ha un'unica ossessione: farsi operare al più presto e diventare così la donna che avrebbe sempre desiderato di essere. Affetta da narcolessia, malattia del sonno che la fa addormentare all'improvviso nei momenti meno opportuni, sogna ed evade dalla realtà con canzoni e balli, lontana dallo squallore del sua realtà quotidiana.
Il panorama cinematografico iberico in questi anni ha generato tanti, troppi imitatori del grande Pedro (Almodovar). Tutti bravini, tutti capaci di riprendere i temi proposti dal Maestro, molti di loro anche capaci di prendere in prestito qualcuno dei suoi attori preferiti (come in questo caso). Ne nascono dei film 'carini' che possono sembrare originali solo a chi va al cinema tre volte l'anno. Per il resto nulla di nuovo sotto il sole, compresa una retorica un po' posticcia, sia che si applichi agli etero che alle altre tendenze sessuali. In questo caso si tratta di gay e travestiti che sono tutti buoni, solidali e altruisti e quando gli capita di maltrattare qualcuno poi si pentono e cercano di farsi perdonare. Anche Pedro ogni tanto usa queste retoriche ma le sa quasi sempre tramutare in arte. Con gli altri restano divertimento favolistico.

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Transessuale e prostituto sui marciapiedi di Madrid, Adolfo Marieta si sbatte per pagarsi l'intervento chirurgico che finalmente lo trasformerà in donna, liberandolo dai suoi notevoli attributi maschili. Oltre alla narcolessia, fonte di sogni deliranti, e a un coinquilino nano bisognoso di soldi, gli complica la vita un aitante e passivo boy-friend. La trama del 2° lungometraggio scritto e diretto da Salazar è il pretesto per una serie di numeri musicali parodistici, appoggiati a canzoni famose (Mina, Madonna, i Queen, Sabrina Salerno) che danno l'occasione ai critici musical-cinefili di sfoggiare la loro cultura ma che in qualche modo si collegano alla vita, anche inconscia, del(la) protagonista, non senza contrapposizioni e contraddizioni. "Il microcosmo iperrealistico - una Madrid priva di riferimenti immediati... - supera in allucinazione la strabordanza scenografica dei numeri musicali" (Alb. Zanetti). Scontata la derivazione da Almodóvar e fatta la tara alle disuguaglianze di tono e di creatività, non è un film indifferente.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariarosa Mancuso
Vanity Fair

Da Moulin Rouge a Dancer in the Dark, il musical di moda ha un paio di numeri obbligatori. Uno ambientato tra operai e fabbriche, un altro che colpisce allo stomaco. Ramòn Salazar prima fa ballare il muscoloso scaricatore di frutta e verdura tra i banchi del mercato. Poi scatena le infermiere in sala operatoria (colona sonora: I Want to Break Free dei Queen).

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Marieta soffre di narcolessia e ogni tanto cade a terra fulminata. Marieta sogna in Technicolor e ogni sogno è un omaggio ai grandi musical, Bob Fosse o Jacques Demy, West Side Story o i classici della Metro, rivisti in chiave semi- hard da un nipotino di Almodovar. Marieta fa il mestiere più antico del mondo, anzi lo fa due volte. A qualcuno piace come sembra, cioè femmina.

Antonello Catacchio
Ciak

Sono l’eredità di famiglia i centimetri del titolo che la prostituta Marieta, nata Adolfo, si porta appresso. Ma vuole liberarsene per coronare il sogno: diventare una vera femmina. Non è l’unica fuori formato, tutti hanno qualcosa di troppo o qualcosa di scarso. Marieta poi vive la sua contraddizione: incontra finalmente il grande amore, uno scaricatore di frutta e verdura, il quale è entusiasta per [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un regista catalano, Ramón Salazar, qui alla sua opera seconda. Ne è protagonista un transessuale, nome d’arte Marieta, così desideroso di essere il più possibile donna da volere a tutti i costi privarsi di quei 20 centimetri nel corpo che sono rimasti l’unico residuo della sua mascolinità pur già tanto precaria. Nonostante un argomento del genere, però, che sembra citare il peggiore Almodóvar, Ramón [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

Se l’ultimo Almodòvar è sembrato a molti la maniera di se stesso, immaginatevi allora questo film di un epigono trentaduenne, presentato all’ultimo festival di Locarno. Marieta (Cervera) è un travestito narcolettico che raccoglie i soldi per andare in Brasile a operarsi e cambiar sesso; vive con un nano che suona il violoncello; si innamora di uno scaricatore (Puyol) che però di lei apprezza soprattutto [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Come gadget è stato consegnato ai giornalisti un pratico righello rosa e nero, utile per valutare l’impatto visivo dei venti centimetri che rovinano la vita a Marieta. Travestito in attesa della definitiva operazione, campa pulendo i pavimenti all’aeroporto. E soffre di narcolessia canterina. Quando si addormenta parte la scena di un musical. Alla Sette spose per sette fratelli, alla Dancer in the [...] Vai alla recensione »

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