Happy Together

Film 1997 | Drammatico, +13 93 min.

Anno1997
GenereDrammatico,
ProduzioneHong Kong
Durata93 minuti
Al cinema7 sale cinematografiche
Regia diWong Kar-wai
AttoriLeslie Cheung, Tony Chiu-Wai Leung, Chen Chang, Gregory Dayton, Shirley Kwan .
Uscitavenerdì 11 giugno 2021
TagDa vedere 1997
DistribuzioneTucker Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,81 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wong Kar-wai. Un film Da vedere 1997 con Leslie Cheung, Tony Chiu-Wai Leung, Chen Chang, Gregory Dayton, Shirley Kwan. Genere Drammatico, - Hong Kong, 1997, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 11 giugno 2021 distribuito da Tucker Film. Oggi tra i film al cinema in 7 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,81 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il racconto di un esilio geografico e sentimentale, tra Hong Kong e Buenos Aires, con la celebre canzone dei Turtles chiamata a giocare di contrappunto. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office Happy Together ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 15,6 mila euro e 291 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
3,81/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,58
CONSIGLIATO SÌ
Un film complesso, che spiazza lo spettatore e segna l'apice dello stile che ha caratterizzato gli anni Novanta nel nome di Wong Kar-wai.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 2 giugno 2021
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 2 giugno 2021

Yiu-fai e Po-wing viaggiano da Hong Kong a Buenos Aires in cerca di una nuova vita: ma il loro amore sarà un turbinio di tradimenti e riconciliazioni, liti e strappi dolorosi, mentre Fai si arrabatta tra mille lavoretti e Po-wing finisce per prostituirsi. Fai diviene amico di Chang, che probabilmente è interessato a lui sentimentalmente. Attorno alle vite dei tre ruotano le cascate dell'Iguazu e un faro a sud del mondo.

Forse l'apice dello stile cinematografico che ha segnato gli anni Novanta nel nome di Wong Kar-wai e insieme la spinta definitiva di questo verso il manierismo, Happy Together non è un film per tutti, neppure per tutti i fan del regista di In the Mood for Love.

Probabilmente anche in virtù della scelta di raccontare un amore omosessuale, dove fin qui Wong aveva sempre raccontato storie etero, vissuta quasi come una sfida: la brutale scena di sesso che apre il film sembra quasi dire questo allo spettatore, quasi a demarcare una linea oltre la quale è meglio lasciare il romanticismo da sognatori di Hong Kong Express e inoltrarsi in una carnalità che non lascia scampo. Non tanto per quel che si vede (poco), ma per quel si percepisce e si ascolta.

L'intero film è concepito attorno al concetto di dittatura dell'immagine e al suo superamento: "Penso che ascoltare sia più importante che vedere per capire davvero cosa pensano le persone", dice Chang, ed è per questo che chiede a Fai di affidare le sue memorie a un registratore anziché a una macchina fotografica. Un significato che procede quasi in controtesto rispetto a un'opera dominata dai virtuosismi delle inquadrature, con Christopher Doyle, abituale direttore della fotografia di Wong, scatenato in grandangoli e persino zoom, mentre raccoglie riflessi bluastri da ogni possibile fonte di luce.

L'immagine persiste e arriva immediatamente a chi guarda, ma spesso mente, lasciando al contatto fisico il compito di rivelare la natura umana. Gli abbracci, le partite di pallone, persino i pugni che Fai, Po-wing e Chang si scambiano lasciano trapelare la tensione erotica tra di loro e la chimica che li unisce, anche quando i loro caratteri così dissimili finiscono inevitabilmente per provocare un allontanamento. Una domanda di carnalità che non significa denudamento dei corpi. Con quell'incipit, infatti, Wong mente ancora: non ci saranno altre scene di sesso e prevarranno, anche qui, i ricordi e i rimpianti, i feticci d'amore.

Alle scatolette di ananas scadute di Hong Kong Express si sostituiscono un passaporto rubato o una lampada che richiama le cascate dell'Iguazu; ai segreti sussurrati in un buco di In the Mood for Love il registratore che raccoglie solo i singhiozzi di Fai. L'equazione non cambia, mutano solo le tessere di un puzzle che accetta infinite nuove combinazioni ma che potrebbe anche illustrare il medesimo film, intriso di romanticismo bohémien, amori impossibili e mai equilibrati, nostalgia e spleen. Ma forse è un ulteriore inganno, che nasconde un invisibile e robusto filo narrativo.

Come per innumerevoli parabole di amori sfortunati e di spiriti impossibili da ingabbiare in una relazione di coppia (basti pensare a Il filo nascosto), anche in Happy Together lo stato di infermità di uno dei due amanti è l'unica condizione che consente una autentica armonia tra loro. E qui sta l'elemento più riconducibile alla metafora sociopolitica che innerva il sottotesto del film.

Come ostentato nei titoli di testa e ribadito con la scena della notizia della morte di Deng Xiao-ping, Happy Together non è ambientato in un anno a caso, ma nel 1997 in cui Hong Kong viene restituita, attraverso il cosiddetto "handover", dalla Gran Bretagna alla Cina. Il titolo del film, mutuato da un successo anni Sessanta dei Turtles ripreso in versione cantonese nei titoli di coda, diviene così un'ironica affermazione, sospesa tra speranza e disillusione, su come potrà effettivamente andare la cooperazione tra Cina e Hong Kong. Sarà davvero felicità una volta riuniti? Sarà possibile "ricominciare", come Po-wing chiede insistemente a Fai? Per capirlo e interrogarsi sull'identità dell'ex colonia, i personaggi del film devono vivere in prima persona la diaspora, allontanandosi da Hong Kong fino ai suoi esatti antipodi, in Argentina. E l'amata metropoli, così dominante come presenza fisica nei film precedenti di Wong, qui rivive solo capovolta, attraverso una breve sequenza surreale che sembra rimandare all'anarchia stilistica del dittico Hong Kong Express-Angeli Perduti.

Come ben sa chi ha potuto assistere al prosieguo della storia, con la esse maiuscola, è un'immagine destinata a non essere raddrizzata: quella Hong Kong non tornerà più, trascinata via da una metaforica cascata. Premio per la Migliore Regia al Festival di Cannes.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
La cronaca di un amore tanto desiderato quanto impervio.
Recensione di a cura della redazione

La storia è molto semplice. I protagonisti si amano, emigrano in Argentina, si lasciano e si ritrovano fino a che uno dei due decide di fare ritorno ad Hong Kong. Ciò che rende interessante il film è che, nei panni dei due protagonisti, troviamo due attori divenuti famosi grazie a film d'azione. C'è poi la regia, sempre estremamente attenta all'uso del mezzo, di Wong Kar-Wai che ci trasmette l'inumanità di un mondo che non riesce ad accogliere l'umanità disperata che lo abita.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Infelice e tormentato amore di due giovani gay cinesi in una livida e notturna Buenos Aires, agli antipodi della loro Hong Kong. Il senso della storia sta nel suo contesto: il sentimento dell'esilio, la nostalgia, il vuoto, la solitudine, lo sradicamento. Buenos Aires diventa un luogo dell'anima come le cascate di Iguaçu o il faro all'estremo sud della Patagonia, filmati con straordinaria intensità dalla fotografia jazzistica di Chris Doyle che qua e là porta il film verso il manierismo. In Italia V.M. 18 anni. Premio della regia a Cannes 1997.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 13 giugno 2021
FabioFeli

Due giovani di Hong Kong, Fai (Tony Leung Ciu-Wai) e Wing (Leslie Cheung), legati da un amore omosessuale, partono per l’Argentina per vedere le cascate dell’Iguazù. Non hanno molti soldi e l’auto presa a nolo non va: non immaginavano che la distanza tra Buenos Aires e le monumentali cascate superasse i 1300 km, abituati a pensare alla loro isola, lunga 300 km.

lunedì 25 gennaio 2010
paride86

Due ragazzi cinesi fanno una specie di luna di miele in Argentina. Il loro viaggio si trasformerà in una palestra di vita. Quella che apparentemente può sembrare una storia d'amore è in realtà un racconto sulla solitudine, sull'isolamento. Wong Kar-Wai fa il suo lavoro con delicatezza e maestria, dando vita ad un film profondo e toccante.

Frasi
"Io e Chang eravamo diventati molto amici. Per un attimo non ho sentito più niente. Ho visto soltanto il mio cuore battere. Chi sa se lui è riuscito a sentirlo"
Una frase di Lai Yiu-fai (Tony Chiu-Wai Leung)
dal film Happy Together - a cura di Antonino Ingrà
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Nella bellissima storia d'amore e disamore tra due gay cinesi, arrivati da Hong Kong a Buenos Aires “per ricominciare da zero”, il titolo Happy Together, felici insieme, suona sardonico, e almeno tre novità sorprendono, affascinano: l'inizio del film, che è una scena di sesso tra gli amanti, esplicita, girata magnificamente; la passione tra i due uomini, narrata come una qualsiasi storia di coppia; [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Quanto lontani da se stessi si può andare? Quasi per rispondere alla domanda, Wong Kar-Wai sposta la sua macchina da presa dalla natìa Hong Kong fino in Argentina, all'altro capo del mondo. E poi, dalla sua nuova prospettiva, immagina che la metropoli cinese gli si mostri con i marciapiedi al posto del cielo e il cielo al posto dei marciapiedi. Ha qualche vantaggio, la scomoda "posizione" in cui Wong [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 giugno 2021
Fabio Fulfaro
Sentieri Selvaggi

Nel 1997 Hong Kong passa da colonia inglese alla Cina. Ma dovunque ci si giri, lo spazio è stretto per un amore omosessuale, e bisogna fuggire. Wong Kar-wai fa le prove di avvicinamento al capolavoro In The Mood For Love (2000) e decide di lasciare parlare i corpi, spesso costretti in spazi angusti, delimitati da barriere e confini, vetri e trasparenti.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Storie del Grande Nulla. Ce le racconta, in trasferta argentina, un regista di Hong Kong, Wong Kar-Wai (lo stesso di Hong Kong Express e Angeli perduti). In realtà, il titolo del film, Happy Together ("Felici insieme") ci potrebbe far pensare a qualcosa di opposto, alla pienezza di un amore o di un'amicizia, a un rapporto umano compiutamente vissuto.

winner
miglior regia
Festival di Cannes
1997
SHOWTIME
    Oggi distribuito in 7 sale cinematografiche
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