Hong Kong Express

Film 1994 | Drammatico, +13 98 min.

Titolo originaleChonqin senlin
Anno1994
GenereDrammatico,
ProduzioneHong Kong
Durata98 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diWong Kar-wai
AttoriTony Chiu-Wai Leung, Takeshi Kaneshiro, Brigitte Lin, Faye Wong, Valerie Chow Chen Jinquan, Lee-na Kwan, Zhiming Huang, Liang Zhen, Songshen Zuo.
Uscitagiovedì 20 maggio 2021
TagDa vedere 1994
DistribuzioneTucker Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,18 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wong Kar-wai. Un film Da vedere 1994 con Tony Chiu-Wai Leung, Takeshi Kaneshiro, Brigitte Lin, Faye Wong, Valerie Chow. Cast completo Titolo originale: Chonqin senlin. Genere Drammatico, - Hong Kong, 1994, durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 20 maggio 2021 distribuito da Tucker Film. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,18 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Hong Kong. Due poliziotti senza una compagna. Il primo incontra una bionda vistosa che indossa sempre occhiali scuri. In Italia al Box Office Hong Kong Express ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 35,6 mila euro e 3 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente sì!
4,18/5
MYMOVIES 3,38
CRITICA 4,33
PUBBLICO 4,08
ASSOLUTAMENTE SÌ
L'inspiegabile nascita (e fine) dell'amore sotto le luci al neon di Hong Kong.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Chungking Mansions, Hong Kong, 1994. L'agente 223 (Takeshi Kaneshiro) non riesce a dimenticare Ah Mei, la ragazza che l'ha lasciato, e arriva ad abbrutirsi mangiando ananas scaduto. Incontra una donna misteriosa con una parrucca bionda (Brigitte Lin) e se ne innamora. L'agente 663 (Tony Leung) frequenta assiduamente un chiosco dove lavora Ah Fei (Faye Wong), la quale si innamora di 663 senza che questi se ne renda conto.

Storie apparentemente parallele che parallele non sono, che in modo quasi impercettibile si toccano, o meglio si sfiorano, talora ingannando lo spettatore meno smaliziato.

Per esempio quando Ah Fei compra il pupazzo di Garfield mentre la killer è fuori dal negozio, in un cortocircuito impossibile (dal momento che Ah Fei non può ancora aver conosciuto l'agente 663). Questo perché Wong Kar-wai - che col Tempo sin da Days of Being Wild ingaggia un duello che non troverà mai fine - distorce la continuity dell'intreccio nella stessa maniera in cui altera il senso di un'istantanea del presente, adottando a profusione lo step-framing, ovvero quella tecnica che permette, con un astuto trompe l'oeil, di congelare un singolo personaggio del frame mentre il resto della scena sembra muoversi a velocità doppia.

Strumenti che permettono a Wong di (sovra-)comunicare la sensazione di solitudine e di smarrimento di uomini (e donne, anche se il pdv è principalmente maschile) in una metropoli così spersonalizzante da ridurre le identità a meri numeri. Ma per quanto annullate nella massa queste identità anelano alla ricerca dell'altro da sé, del proprio completamento, comprendendo che la difficoltà, se non l'impossibilità, di un successo è parte del gioco, crudele e spesso inspiegabile, su cui si regge il sentimento d'amore.

Se il quadro generale tocca temi cari a Wong Kar-wai e li eleva a un apice di compiutezza, sono i dettagli ad aver reso Hong Kong Express un oggetto di culto - per quanto esoterico: Tony Leung che dialoga con i suoi pupazzi e indumenti, California Dreamin' dei Mamas & Papas suonata a massimo volume, la dissertazione di Kaneshiro sulle ore e i centimetri che separano da un incontro (e da un innamoramento).

Tutto costruito con la perizia di uno stratega dei sentimenti, che sa di poter donare a ogni dettaglio vita propria, ma infonde una passione così sincera nella sua creazione che non si corre mai il rischio di intravedere la mano che muove i fili da lassù.

Apprendendo che il film è stato girato nelle pause di lavorazione dell'interminabile Ashes of Time non ci si crede, ma è anche così, nella fretta o quasi per gioco, che nascono opere fondamentali. Con la stessa apparente (e un po' fatalista) casualità con cui, in Hong Kong Express, uomini e donne si amano o si lasciano e segnano così indelebilmente le loro vite.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?

Hong Kong. Due poliziotti senza una compagna. Il primo incontra una bionda vistosa che indossa sempre occhiali scuri. Il secondo non si rende conto che la cameriera di un locale gli riordina l'appartamento in sua assenza. Un storia "minima" raccontata con tutti i segni dell'alienazione e con una grande importanza attribuita al linguaggio metacinematografico e alla presenza degli oggetti. Intorno aleggia, palpabile, la paura dell'annessione alla Cina.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nel 1° dei 2 episodi un poliziotto piantato dalla fidanzata si arrapa in un night per una fascinosa, ma non sa che spaccia eroina e altre droghe. Nel 2° l'efebica Wong prende una cotta per Leung e irrompe in casa sua per riarredarla in sua assenza. 2 mediometraggi d'autore dove più che le storie contano i personaggi, le atmosfere e i sentimenti. Fresco, spiccio, divertente, anticonformista come il primo Godard. Fotografia: Christopher Doyle, Lau Wai Keung.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 25 marzo 2015
Storie di Cinema

 "Quando un uomo piange, basta un fazzoletto, ma quando a piangere è una casa, ti tocca fare un sacco di fatica." Hong Kong. Due poliziotti e altrettante storie d'amore finite male. La delusione dell'abbandono si fa ossessione: date da ricordare, oggetti da custodire, ricordi, in attesa di un ritorno. E poi due ragazze: occhiali da sole, una parrucca bionda, leggerezza, [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 maggio 2011
Parsifal

Attraverso questo film romantico Wong Kar Wai racconta la vita dei protagonisti, attraverso il loro rapporto con l’amore. Rapporti segnati dalle peculiarità dei suoi personaggi, che hanno in comune il vivere nella caotica e spersonalizzante Hong Kong. Il film entra nelle solitudini dei personaggi, monologo orso 2nelle loro case, attraverso un’osservazione attenta dei personaggi nei momenti più [...] Vai alla recensione »

sabato 5 giugno 2021
Ghisi

In questi ultimi tempi stanno restaurando molte pellicole girate verso la fine del secolo scorso e in alcune sale romane le stanno riproiettando, talvolta sotto forma di rassegne monografiche. Il regista cantonese Wong Kar-wai, ad esempio, è diventato famoso nel mondo occidentale dopo il grande successo del film “I’m in the mood for love” del 2000.

martedì 12 ottobre 2010
paride86

Quello di "Hong Kong Express" è un Kar Wai in potenza, che mostra già le sue doti di regista talentuoso e originale senza però convogliarle in un risultato eccezionale. Si possono già notare, comunque, tutti i temi e i modi che l'autore svilupperà più avanti nel suo percorso registico.

mercoledì 7 novembre 2012
Forint Productions

Due episodi di tenero amore: due separazioni, due incontri,e dinuovo due separazioni. Oppure no? Girato senza sceneggiatura e con la telecamera in spalle, in una Hong Kong rumorosa ed asfissiante, vi si colgono tutti i tratti tipici di WKW, la delicatezza delle scene, l'intimità dei personaggi, il simbolismo dei pasti, degli oggetti che ci circodano: uno straccio bagnato diventa una [...] Vai alla recensione »

venerdì 29 giugno 2012
Janos Mark Szakolczai

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RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 24 maggio 2021
Federico Chiacchiari
Sentieri Selvaggi

"Mi trovavo in piena fase di produzione di Ashes of time e ho pensato che sarebbe stato possibile girare, nei momenti di pausa, un altro film, in tempi molto veloci, meno di tre mesi... La struttura binaria del film è del tutto inconsapevole. All'inizio volevo raccontare tre storie, poi mi sono accorto che la prima storia costituiva da sola la metà del film e quindi mi sono limitato a raccontarne due. [...] Vai alla recensione »

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venerdì 14 maggio 2021
 

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