Una nuova missione all'insegna dell'ecologia aspetta Drebin e Jane. Espandi ▽
Il ritmo serrato del primo capitolo di questa saga delle battute a raffica era impossibile da riprodurre, dunque gli autori hanno avuto il buon gusto di risolvere il film con una quantità maggiore di sorrisi e minore di risate. Rimangono inalterate la tecnica della palese citazione, con vere e proprie scene ricostruite da altri film (una per tutte l'autocitazione del dolciastro Ghost) e il gusto per la pulizia formale. C'è anche posto per il messaggio ecologico dell'aria pulita che è efficace perché non sbandierato ma mascherato. Il poliziotto Drebin e la splendida Jane aiuteranno infatti il presidente degli Stati Uniti Bush, caricaturato in maniera esemplare, a scoprire gli intrighi dei distruttori dell'aria pulita. Recensione ❯
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Dopo Il nome della rosa e L'orso, Jean-Jacques Annaud si misura con il celebre romanzo di Marguerite Duras. Espandi ▽
Dal romanzo (1984) di M. Duras. Nell'Indocina del 1929 una quindicenne francese, che appartiene a una famiglia borghese ma impoverita, diventa l'amante di un trentenne cinese, ricco e nullafacente. Lui l'ama, lei si lascia amare. Quando, tre anni dopo, lui è costretto dalla famiglia a sposarsi, la ragazza s'imbarca per la Francia e scopre di averlo amato. Recensione ❯
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Il regista di Nightmare ritorna in gran forma per questo piccolo capolavoro del cinema fantastico. Semplice, efficace e premonitivo rispetto a... Espandi ▽
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Il sesto capitolo delle avventure dell'equipaggio di Star Trek. Espandi ▽
L'eccessivo sfruttamento minerario causa la distruzione di Praxis, una delle maggiori lune del pianeta natale dei Klingon, e ne compromette irreparabilmente l'atmosfera. Incapaci di fronteggiare da soli l'emergenza, che renderà inabitabile il loro mondo nel volgere di 50 anni, i Klingon sono costretti a smobilitare e a negoziare con la Federazione per ottenere gli aiuti di cui hanno bisogno. Recensione ❯
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Kasdan, il regista de Il grande freddo, sembra riprendere in chiave diversa i problemi della generazione sessantottina, alle prese con la realt... Espandi ▽
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Un avvocato di successo, cinico e spietato, viene coinvolto in una rapina e colpito alla testa da una pallottola. Salva la vita ma perde la memoria. Espandi ▽
Un avvocato di successo, cinico e spietato, viene coinvolto in una rapina e colpito alla testa da una pallottola. Salva la vita, ma resta parzialmente paralizzato e perde la memoria. La lenta riabilitazione fisica e il faticoso recupero delle sue facoltà mentali gli rivelano la sua precedente personalità. L'uomo decide di cambiare la sua vita per una nuova esistenza, nella quale saprà dare il giusto peso alle cose che contano realmente. Disprezzerà al punto tale ciò che era che si rimetterà in gioco al 100%, recuperando anche i legami che aveva da tempo trascurato. Recensione ❯
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Premiato al Festival di Berlino, ex-aequo con Jonathan Demme per Il silenzio degli innocenti, Ricky Tognazzi passa dalla commedia chiusa della sua opera d'esordio, Piccoli equivoci, a un film verista sulla scia di quelli di Marco Risi. Espandi ▽
Premiato al Festival di Berlino, ex-aequo con Jonathan Demme per Il silenzio degli innocenti, Ricky Tognazzi passa dalla commedia chiusa della sua opera d'esordio, Piccoli equivoci, a un film verista sulla scia di quelli di Marco Risi. La violenza negli stadi attraverso l'esperienza di alcuni ragazzi che sfogano i propri problemi esistenziali nel tifo. Violento e secco, nonostante qualche ingenuità, sembra costruito apposta per dare fiato al trombone Biscardi. Recensione ❯
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Il regista di Schegge di follia si ripresenta con un'altra rilettura di genere. Se in quello era la revisione del genere giovanilistico con cu... Espandi ▽
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È probabilmente, con il film di Jean Renoir del '34, la migliore versione apparsa sullo schermo della storia di Madame Bovary. Espandi ▽
Insieme al film di Jean Renoir del '34 è la migliore versione apparsa sullo schermo della storia di Madame Bovary. Quello che accade alla protagonista nel romanzo di Flaubert è cosa nota: in una borghese vita di provincia, Madame Bovary conduceva una esistenza noiosa, così non trovò di meglio che tradire il marito, quasi per gioco, per occupare la sua giornata. Le conseguenze per lei furono tragiche e la portarono al suicidio. Nel film di Chabrol il tema è affrontato con eleganza. Vero protagonista del film è il bovarismo, cioè la mentalità della provincia in una certa fascia sociale. La Huppert è brava, segue il suo destino con un'annoiata tranquillità (proprio quello che Flaubert voleva esprimere), quasi non sapesse a cosa va incontro; gli altri personaggi sono descritti con molta fedeltà al testo originale. Recensione ❯
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