74ª edizione del Festival di Cannes, il programma dei 146 film. Cannes - 6/17 luglio 2021. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Le difficoltà di una famiglia composta da sole donne. Espandi ▽
Una cicogna viene abbattuta su un camino. Una donna soffre di depressione post-partum e quasi si butta dal balcone. Una ragazza deve convivere con lo stigma dell'HIV. Una madre cerca un po' di magia in un calendario lunare. La fragilità e l'assurdità di una famiglia bulgara contemporanea sono raccontate sullo sfondo di violente proteste contro la parità di genere. Recensione ❯
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La vita della giovane Freda in in quartiere popolare di Haiti. Espandi ▽
Freda vive con la madre, la sorella e il fratello minore in un quartiere popolare di Haiti. Sopravvivono con il loro piccolo negozio di strada. Di fronte alla precarietà e alla violenza della loro quotidianità, tutti cercano una via per uscire da questa situazione. Anche se significa rinunciare alla propria felicità, Freda decide di credere nel futuro del suo Paese. Recensione ❯
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Un professore si scaglia contro l'amministrazione della sua città ma ne pagherà le consrguenze. Espandi ▽
Il film segue un professore russo che usa i social media per criticare l'amministrazione della sua città. Ben presto si ritrova accusato di appropriazione indebita e messo agli arresti domiciliari. Recensione ❯
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Un giovane sta avendo problemi a gestire la sua vita personale e lavorativa. Espandi ▽
Al momento non sono disponibili dettagli sulla trama. Recensione ❯
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Un uomo torna nel suo villaggio d'origine e si trova intrappolato dalle truppe israeliane. Espandi ▽
Sami vive a Gerusalemme con sua moglie Mira e il figlio Adam. I suoi genitori sognano di vederlo tornare da loro, nel villaggio arabo dove è cresciuto. Il matrimonio di suo fratello lo costringe a tornare lì per una sera... Ma durante la notte, senza alcuna spiegazione, il villaggio viene circondato dall'esercito israeliano e Sami non può andarsene. Molto rapidamente, inizia il caos e le persone si surriscaldano. Tagliato fuori dal mondo esterno, intrappolato in una situazione assurda, Sami vede vacillare tutti i suoi punti di riferimento: la sua relazione, la sua famiglia e la sua visione del mondo. Recensione ❯
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Un film miracoloso dove il classico viaggio dell'eroina è fatto di carne viva, dolore e di un'oscurità di straziante bellezza. Drammatico, Italia, Francia, Slovenia2021. Durata 89 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Una giovane madre tenta un viaggio per riportare in vita la sua bambina morta. Espandi ▽
Italia, 1900. La bambina della giovane Agata è nata morta e quindi condannata a vagare nel Limbo. Agata sente parlare di un luogo in montagna dove i neonati possono essere riportati in vita d'un fiato, come un battesimo. Intraprende questo viaggio con il corpo della sua bambina nascosto in una scatola e incontra Lynx, un ragazzo solitario che le offre il suo aiuto. Si imbarcano in un'avventura che li avvicinerà entrambi a un miracolo che sembra impossibile. Recensione ❯
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Un film tutto di scrittura e recitazione, con lo charme immediato, naturale, travolgente di Anais Demoustier. Sentimentale, Francia2021. Durata 98 Minuti.
Una giovane donna è divisa tra diverse passioni. Espandi ▽
Che cosa vuole davvero Anaïs? Vuole vivere pienamente, intensamente. Vuole l'amore: magari, rubandolo. Un film sapientemente sospeso fra leggerezza, dolore e desideri.
La prima cosa che salta agli occhi, nel film, è questa figura leggera, da nouvelle vague, attorno a cui sembra avvitarsi tutta l'opera, come se inseguisse i suoi movimenti - i primi piani sequenza, vertiginosi - le sue indecisioni, le sue bugie, il suo potere di sedurre chiunque con un vestitino da tre soldi, le gambe nude, e un talento per dribblare ogni domanda.
Equilibrato fra commedia - a un certo punto c'è anche un lèmure in overdose - dramma e viaggio sentimentale, Gli amori di Anaïs è un film tutto di scrittura e di recitazione. La regia ti fa essere lì, e quando è necessario ti fa anche sentire - con alcuni primissimi piani - la delicatezza della pelle di Anais, il rossore sul collo di Bruni Tedeschi. Ma per la maggior parte del tempo ti fa "essere lì", ed è ciò che conta. La musica, firmata da un fuoriclasse come Nicola Piovani, non invade: per apparire magari prepotente all'interno del racconto, quando Valeria Bruni Tedeschi e Anaïs Demoustier ballano, in una luce di crepuscolo in cui ogni equilibrio sembra più fragile, sulle note rauche di "Bette Davis Eyes" di Kim Carnes. Recensione ❯
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Il ritratto intrigante della vita (sospesa) tra le nuvole di un'assistente di volo. Commedia, Belgio, Francia2021. Durata 110 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Cassandre, assistente di volo, vive un'esistenza all'insegna del presente e della ricerca della libertà. La sua routine viene però interrotta da un imprevisto che mette in crisi la sua visione della vita. Espandi ▽
La prima regia nel lungometraggio per il duo formato dai francesi Julie Lecoustre ed Emmanuel Marre è uno spaccato di vita contemporanea su un soggetto originale. L’esistenza sospesa di una generazione di assistenti di volo, e in particolare nel tritacarne delle linee low-cost, viene raccontata dagli autori con dovizia di particolari, mettendo in fila ogni dettaglio al fine di trasmettere allo spettatore tutte le sfaccettature tediose e vuote di questa vita. In un registro che è per scelta piatto e ripetitivo, dal taglio quasi documentaristico, Adèle Exarchopoulos nel ruolo della protagonista è un’iniezione di star power, una presenza magnetica che aiuta a non perdersi nel senso di straniamento evocato dalla storia. La sua Cassandre è una ragazza ormeggiata in un porto lontano, il cui senso di provvisorietà si calcifica in uno scorrere insostenibile. Un ritratto generazionale che si applica agli scenari contemporanei della gig economy ma che in realtà la precede, visto che il mito degli spostamenti low-cost in giro per l’Europa catturava le menti dei più giovani già un paio di decenni fa. Recensione ❯
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Una regia fluida e armoniosa accompagna con grazia la storia di una riscoperta e della progressiva presa di coscienza della propria sessualità. Drammatico, Francia2021. Durata 102 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Ahmed si innamora di Farah scoprendo insieme a lei un corpus di letteratura araba erotica. Benché sconvolto da questo desiderio, cerca in tutti i modi di resistere. Espandi ▽
È la parola poetica la terza protagonista di Una storia d’amore e desiderio, ed è attraverso la parola che due ragazzi di origine nordafricana scoprono che la loro cultura un tempo accoglieva la sensualità maschile e femminile e non condannava la ricerca del piacere o dell’ebbrezza, compresa quella dopo un bicchiere di vino. Ma mentre Farah, proveniente da una città di mentalità più aperta come Tunisi e da uno strato sociale economicamente più avanzato, è felice di quella scoperta, Ahmed, di famiglia modesta e circondato da coetanei conservatori, prova un rifiuto che ha anche che fare con una scarsa dimestichezza con la propria sessualità. Più che una storia d’amore, il film di Bouzid è la storia della presa di coscienza della propria sessualità da parte di un maschio che non vuole darle spazio, e che invece la regia “sessualizza” alla stessa maniera dei personaggi femminili del passato. Una storia d’amore e desiderio è un racconto imbevuto di tensione sessuale, aumentata da quel diniego e quella ritrosia che un tempo, anche cinematograficamente, erano esclusivo appannaggio femminile, e che invece qui fano capo ad un giovane uomo al picco della propria “riproduttività”. Recensione ❯
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Da una storia vera, un film realistico e perfettamente sintonizzato con i dubbi e la paure di un'adolescente. Drammatico, Svizzera, Ucraina, Francia2021. Durata 87 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
2013. Una ginnasta di 15 anni è divisa tra la Svizzera, dove si allena, e l'Ucraina, dove sua madre, una giornalista, segue gli eventi di Euromaidan. Espandi ▽
Olga, basato su una storia vera, è stato girato prima e dopo la pandemia, con in mezzo una lunga pausa dovuta al lockdown, e il percorso di riprese ha visto la situazione ucraina precipitare. Il regista franco-svizzero Elie Grappe aveva solo 22 anni quando ha iniziato a scrivere la sceneggiatura, e ha concluso le riprese appena 27enne: probabilmente la sua giovane età gli ha consentito di sintonizzarsi perfettamente con i dubbi e la paure di un’adolescente che, oltre al consueto carico emotivo legato all’età, deve confrontarsi con una situazione politica difficile, con la preoccupazione per un genitore costantemente in pericolo, e con la tensione per le gare sportive in arrivo. Grappe racconta molto bene le lealtà divise all’interno della mente della ragazza, che ha tutto il diritto di investire sul suo futuro sportivo ma anche tutto il rimpianto di doverlo fare lontana da Kiev e da sua madre. In questo senso il film di Grappe, già narrativamente riuscito, diventa efficace metafora di una situazione comune a molti e dolorosamente attuale. Recensione ❯
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Una favola che combina con grande audacia realismo magico e poesia sociale. Drammatico, Francia, Egitto, Paesi Bassi, Grecia2021. Durata 110 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
La parabola di una donna che si ritrova ed essere il capofamiglia dopo uno strano incidente. Espandi ▽
In una baraccopoli ai margini del mondo, una madre sottomessa e silente spende tutte le sue energie per allevare i figli e soddisfare un marito autoritario, che gestisce la sua vita e la sua economia. Il ritmo monotono delle sue giornate è interrotto dal compleanno di uno dei suoi bambini. Per l’occasione prepara una torta e gonfia palloncini mentre il consorte ingaggia un mago ciarlatano che lo trasforma in pollo. Un film radicale e radicalmente singolare. È la storia di un trucco di magia andato storto. Una storia di polli metaforici, che hanno conosciuto momenti di gloria nelle riflessioni di molti pensatori. È una favola senza senso che ne cerca uno in ogni angolo lurido della città, dove l’emergenza è permanente e i diritti umani un disegno lontano. Combina con grande audacia realismo magico e poesia sociale, mettendo a dura prova lo spettatore col suo miserabilismo testardo su cui il film inciampa e si sporca, letteralmente. Ma Omar El Zohairy ci crede, crede alla sua premessa strampalata, crede in quella storia ‘da non credere’ dove l’assurdo infiltra il reale senza battere ciglio. Recensione ❯
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Una giovane ragazza ebrea a Parigi ancora non sa che sta per accadere qualcosa che segnerà per sempre la sua vita. Espandi ▽
Nella Parigi occupa del 1942, in piena estate, la diciannovenne Irène, figlia di genitori ebrei, sorella minore di Igor, frequenta il conservatorio d'arte drammatica e preparare con il compagno di studi Jo una scena da una pièce di Malraux per l'esame finale. Attorno a lei la vita per gli ebrei comincia a essere difficile, tra obblighi e divieti, ma Irene pare non accorgersi di nulla, decisa a recitare, crescere, imparare; anche ad amare, dopo l'incontro con Jacques, giovane medico che ricambia la sua passione. Dopo la misteriosa sparizione di Jo, Irene trova comunque il modo di presentarsi all'esame, ma per lei il futuro è segnato da una tragedia pronta a incombere. Recensione ❯
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Un bel dramma famigliare in cui diverse generazioni di donne sperimentano il dolore dell'incomunicabilità. Drammatico, Spagna, Belgio2021. Durata 104 Minuti.
Due giovani ragazze stringono un forte legame che le aiuterà ad affrontare l'adolescenza. Espandi ▽
Esordio al lungometraggio della sceneggiatrice Clara Roquet, Libertad racconta con delicatezza e profondità i drammi familiari, le connessioni e le separazioni di un gruppo di donne intente a fare i conti con i muri invisibili innalzati dall’incomunicabilità. Teresa non riesce a comunicare con la madre Angela a causa dell’insorgere dell’Alzheimer; Nora non è in grado di esprimere a parole la sua frustrazione nei confronti di Teresa e Libertad si dedica a escogitare un piano di fuga per evitare il confronto con una madre verso cui porta un profondo rancore. Al tempo stesso, le barriere che separano le protagoniste del film non sono soltanto intergenerazionali: la distanza si esprime infatti anche attraverso la loro appartenenza a contesti sociali ed economici differenti. In questo film tutto al femminile, permeato da un continuo alternarsi di contatti e allontanamenti, il distacco diventa infine simbolo di cambiamento e rinascita: la nascita di due donne che, abbandonata l’adolescenza, porteranno per sempre con sé le connessioni e i silenzi del loro passato. Recensione ❯
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Una vecchia gloria del cinema stringe un forte legame con una giovane agente di sicurezza. Espandi ▽
Georges, una star del cinema un po' in là con gli anni, si ritrova con il suo abituale braccio destro, nonché uomo della sicurezza, in congedo e lo vede sostituire dalla giovane Aïssa che è anche una lottatrice professionista. L'attore ormai privo di una vera e propria motivazione per il proprio mestiere e la ragazza iniziano una relazione di lavoro partendo da situazioni molto distanti ma con un elemento in comune: il non facile rapporto con il proprio corpo. Constance Meyer alla sua opera prima si impone una duplice sfida. Da un lato mette di fronte un mostro sacro come Gérard Depardieu e un'attrice emergente: Déborah Lukumuena. Dall'altro focalizza l'attenzione sin dal titolo sulla loro fisicità. Il corpo debordante dell'attore diventa così elemento di confronto con quello della giovane atleta che finisce con il fare la doccia per ultima dopo gli incontri in palestra. La sua fisicità le consente di imporsi come guardia del corpo ma al contempo ha bisogno di conferme tanto da aver instaurato una relazione con un collega anche se priva di una vera passione. Recensione ❯
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Un vivace bambino stringe amicizia con un insegnante molto sicuro di sé. Espandi ▽
Il film esplora con sincerità le sfumature di un’età cruciale per un bambino, alla ricerca della propria sessualità e di un posto nel mondo, e alle prese con l’inevitabile confronto tra classi sociali. I bambini, ancora una volta, ci guardano. E la regia di Theis ci restituisce quello sguardo, sia facendoci vedere il mondo dalla prospettiva di Johnny sia soffermandosi con insistiti primi piani sulle sue espressioni e i suoi gesti, pedinandolo con la cinepresa a mano nei suoi tentativi di fuga come nei momenti di risveglio emotivo e sessuale. La scrittura sincera dei personaggi riesce a tradurre tutte le sfumature e la complessità di cui è fatta la vita: non esistono mostri ma esseri imperfetti, più o meno colpevoli di fronte all’incontro/scontro tra classi sociali. Il dramma familiare e sociale non è quasi mai urlato. Per questo, quando l’esplosione avviene, si sente ancora più forte. Recensione ❯
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