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lunedì 22 aprile 2019

Sergio Leone (II)

Data nascita: 3 Gennaio 1929 (Capricorno), Roma (Italia)
Data morte: 30 Aprile 1989 (60 anni), Roma (Italia)
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Francesco Troiano

Esordisce nel cinema lavorando come assistente volontario e comparsa, fra l'altro, in Ladri di biciclette (1948) di De Sica. In seguito, è a lungo aiuto regista di Mario Bonnard: nel '59, essendo quest'ultimo ammalato, lo sostituisce sul set de Gli ultimi giorni di Pompei per completarne le riprese. Dopo aver fatto l'aiuto regia del »

Il Sole-24 Ore

Giuliano Zincone

Gli intellettuali lo snobbavano, ma Sergio Leone con i suoi western aveva inventato un genere di tutto rispetto utilizzando talenti come Clint Eastwood e Claudia Cardinale. Moriva il 30 aprile di vent'anni fa.
Quando finisce la musica, spara, se ti riesce», sghignazzava il depravato assassino Gian Maria Volonté. Ma adesso ha paura. Il carillon dell'orologio pendulo allaga a poco a poco lo schermo. Ed è velocissimo il revolver vendicatore del colonnello Lee Van Cleef «Bravo», sussurra Clint Eastwood, arbitro del duello, con la serena voce italiana di Enrico Maria Salerno. Musica alta di Ennio Morricone. Scena indimenticabile, come tante altre, nel cinema di Sergio Leone. Scene snobbate dagli amanti dei silenzi enigmatici di Bergman/Antonioni e del vetusto Ejzenstejn, prima che Fantozzi affondasse la corazzata Potémkin. [...] »

Il Sole-24 Ore

Luigi Paini

«My name is Bob Robertson. I make westerns». Parafrasando John Ford, potrebbe essere la frase di presentazione ili Sergio Leone. Roberto, figlio di Roberto, "Bob Robertson": questo, come tutti sanno, il nome d'arte che il giovane Sergio scelse per firmare i suoi primi western-spaghetti. E Roberto Roberti, questo non tutti lo sanno, era appunto il nome d'arte del padre, regista dei mitici anni del cinema muto.
Allora, per far uscire dall'ingiusto oblio cotanto padre, cominciamo questa carrellata sui film di Leone reperibili in dvd (praticamente tutti) parlando di un'opera che in dvd, almeno per il momento, non c'è più. Un'opera meravigliosa, presentata alle Giornate del cinema muto di Pordenone di qualche anno fa: Napoli che canta, immagini del capoluogo partenopeo e di un'intatta Costiera Amalfitana girate negli anni 20, destinate agli occhi inondati di nostalgia dei nostri emigrati in terra d'America. [...] »

Il Venerdì di Repubblica

Elena Martelli

A vent'anni dalla morte, la figlia Raffaella racconta il grande regista: presentissimo in Famiglia e un po' 'tirannico, come sul set. Con leggendarie perfidie. Come quel giorno che lasciò la moglie in balia di un altro leone.
«Dopo la scomparsa di papà, c'è voluto molto tempo prima che potessi rivedere C'era una volta in America: di tutti i suoi film, è quello che lo rispecchia di più» racconta Raffaella Leone che ha gli stessi occhi verdi, brillanti, del titanico Sergio. Dei tre figli, due hanno seguito le tracce paterne: Raffaella, che è la più grande, con il fratello minore Andrea, gestisce la Andrea Leone Films, la stessa casa di distribuzione cinematografica fondata dal padre anni fa. [...] »

Ugo Casiraghi

Sergio Leone era figlio di un'attrice e di un regista del muto e pochi altri come lui, almeno in Italia, si formarono nell'ambiente del cinema. Il suo tirocinio tecnico ricordava quello dei grandi vecchi americani, John Ford, Howard Hawks, gente cresciuta sul set dalla gavetta, in un artigianato umile e proficuo. Quando Hollywood si riversò sul Tevere con i suoi colossi biblici o romani, Leone non si lasciò sfuggire l'occasione di perfezionare il mestiere imparato in casa, da Gallone, Camerini, Bonnard, mettendosi al servizio dei maestri d'oltreoceano, anche se ormai un po' scoloriti. Non ancora ventenne si era intruppato tra i seminaristi di Ladri di biciclette che corrono per evitare il temporale, ma quella fu la sua unica partecipazione al neorealismo. [...] »

Sergio Donati

Per un pugno di dollari, che pure avrei potuto scrivere, è l'unico western di Leone che mi manca. Ma gli altri li ho fatti, o dovrei dire sofferti, tutti. A Per qualche dollaro in più e a Il Buono, il Brutto, il Cattivo ho lavorato come 'negrò personale di Leone. Ero giovanissimo e questo era un prezzo che si usava pagare. Inventavo scene, riscrivevo di sana pianta dialoghi che poi Sergio spacciava per farina del suo sacco per non offendere lo sceneggiatore “ufficiale”, che era Vincenzoni. (Luciano a quei tempi neanche sapeva che esistevo: ma dopo siamo diventati amici fraterni al punto di scrivere in coppia più di venti film). Poi finalmente ho raggiunto l'onore della firma nei titoli di testa con la sceneggiatura di C'era una volta il West e il soggetto e la sceneggiatura di Giù la testa. [...] »

Fernaldo Di Giammatteo

Il padre si chiamava Vincenzo e - regista del muto - si firmava Roberto Roberti (la madre, attrice di film avventurosi, era Bice Valerian). Lui, che interrompe gli studi di legge e appena può s'infila nel cinema, assistente in varie mansioni, sceglie come pseudonimo con cui firmare il primo suo western Bob Robertson, nome americano per contrabbandare la merce ed evocare la famiglia (il figlio di Roberto). In effetti, dopo aver: seguito le orme di tutti gli specialisti di kolossal, italiani (Gallone, Camerini) e stranieri (Wise, LeRoy, Aldrich, Wyler, Walsh), Leone esordisce con uno sgargiante «mitologico» - Il colosso di Rodi (1960) - nel quale rivela un sicuro gusto dello spettacolo e una padronanza tecnica assoluta. [...] »

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Colt

Giovani criminali del West crescono
Regia di Stefano Sollima. Genere Western, produzione Italia, 2019.

Un gruppo di ragazzi che vive nel West comincia una gloriosa carriera da banditi.
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