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C'era una volta in America
Un film di Sergio Leone.
Con Elizabeth McGovern, James Woods, Robert De Niro, Treat Williams, Joe Pesci.
continua»
Titolo originale Once upon a Time in America.
Drammatico,
durata 218 min.
- USA 1984.
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Dal romanzo Mano armata (The Hoods, 1983) di Harry Grey (David Aaronson). All'origine dell'ultimo film di Leone (1929-89) c'è il tempo con la sua vertigine. Come struttura narrativa, è un labirinto alla Borges, un giardino dai sentieri incrociati, una nuova confutazione del tempo. La sua vicenda abbraccia un arco di quasi mezzo secolo, diviso in 3 momenti: 1922-23, quando i protagonisti sono ragazzini, angeli dalla faccia sporca alla dura scuola della strada nel Lower East Side di New York; 1932-33, quando sono diventati una banda di giovani gangster; 1968, quando Noodles (R. De Niro), come emergendo dalla nebbia del passato, ritorna a New York alla ricerca del tempo perduto. Se il 1922 e il 1932 sono flashback rispetto al 1968, il 1968 è un flashforward rispetto al 1933: il Noodles anziano è una proiezione di quel che Noodles, allucinato dall'oppio, ha sognato nella fumeria. Il presente non esiste: è una sfilata di fantasmi nello spazio incantato della memoria. Alle sconnessioni temporali corrispondono le dilatazioni dello spazio: con sapienti incastri tra esterni autentici ed esterni ricostruiti in teatro, Leone accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso l'America metropolitana (e la storia del cinema su quell'America) che è reale e favoloso, archeologico e rituale. Sono spazi dilatati e trasfigurati dalla cinepresa; spazi anche sonori e musicali, riempiti dalla musica di E. Morricone e da motivi famosi: “Amapola”, “Summertime”, “Night and Day”, “Yesterday”. È un film di morte, iniquità, violenza, piombo, sangue, paura, amicizia virile, tradimenti. E di sesso. In questa fiaba di maschi violenti le donne sono maltrattate; la pulsione sessuale è legata all'analità, alla golosità, alla morte, soprattutto alla violenza. È l'America vista come un mondo di bambini. Piccolo gangster senza gloria, Noodles diventa vero protagonista nell'epilogo quando si rifiuta di uccidere l'ex amico Max. Soltanto allora, ormai vecchio, è diventato uomo. Il produttore Arnon Milchan rimontò e ridusse il film a 2 ore per la versione da distribuire negli USA e fece fiasco. Nel 2003 edito dalla Warner Bros Video in DVD con una nuova colonna sonora in cui la voce di Ferruccio Amendola (per R. De Niro) è stata sostituita da quella di un altro doppiatore. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 5 0 |
Golden Globes 0 2 |
Immortale
martedì 16 ottobre 2001
di Nino Mavi
"C'era una volta in America' è un'opera di importanza capitale nel panorama cinematografico internazionale e quindi nella cultura del novecento. Non è esagerato paragonare questa immensa opera d'arte a poemi del passato e noi, contemporanei, non siamo ancora in grado di valutarne appieno la grandezza. Partendo da un romanzo semiautobiografico scritto da un gangster newyorkese Leone disegna magistralmente una sua ideale proiezione dell'esistenza umana inventando una particolare "interzona" fluttuante continua » |
Indimenticabile
venerdì 28 settembre 2001
di Davide
Credo sia già stato detto tanto, forse tutto, su Leone e su questo film. Mi rendo conto che sia riduttivo definirlo solo così, ma dal mio punto di vista anche "capolavoro" non risulterebbe sufficiente a descriverlo. Non so se questa pellicola venga utilizzata a scopo propedeutico, ma dovrebbe. Penso che per descrivere il cinema, il GRANDE cinema, possa essere sufficiente la visione di questa opera. E' un film da salvare, da conservare per il futuro, ma soprattutto da vedere e far vedere il più possibile, continua » |
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“i vincenti si riconoscono alla partenza”...
venerdì 27 aprile 2007
di ziogiafo
ziogiafo - C'era una volta in America - USA 1984 - Con non pochi sacrifici e dopo molti anni di lavorazione, il grande Sergio Leone diede un'immensa lezione con la sua genialità, al mondo del cinema americano e della grande Hollywood dell’epoca, con questo capolavoro che è stato definito come il più grande affresco cinematografico della drammatica epoca del “proibizionismo” e della nascita delle prime spietate bande di gangster nella New York degli anni ’20. Con questa inestimabile opera, Sergio continua » |
Dvd, warner home video, 2003
giovedì 4 marzo 2004
di E.
Il dvd uscito nel 2003, edito Warner Home Video, è la versione integrale distribuita per il mercato estero che non aveva ancora conosciuto il film da come originariamente concepito e visto da noi in Europa. Un vero disastro. Completamente ridoppiato in italiano per sottolineare dialetti del bel paese orecchiabili (eliminando fra le altre la voce di Ferruccio Amendola) e con una luminosità e nitidezza che cancellano ogni tono cupo, saturo, quasi sommerso in sè stesso, della fotografia che perfettamente continua » |
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| Jennifer Connely (Deborah) a Robert De Niro all'appuntamento | |
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È da tanto che mi aspetti? Tutta la vita |
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| James Woods | |
| Un amico tradito non ha altra scelta: deve sparare | |
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| Il giovane Max | |
| Io non voglio padroni! | |
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Altre frasi celebri del film C'era una volta in America
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DVD | C'era una volta in AmericaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 28 marzo 2007
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SOUNDTRACK | C'era una volta in AmericaLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 1 aprile 2003
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di Franco Montini La Repubblica
La bellezza, la poesia, la violenza. In una parola: C’era una volta in America. Il capolavoro di Sergio Leone che ebbe una gestazione, quasi ventennale e che fu per Sergio Leone, una sorta di testamento spirituale. Da geniale affresco sull’apprendistato di un gruppo di delinquenti del Lower East Side di New York negli anni 20, il film è cresciuto come metafora della vita, del rapporto fra i sessi, del peso della memoria, dell’imprescindibilità della violenza. In questa ricerca del tempo perduto Leone celebra la grande storia dell’America metropolitana. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
C'era una volta in America un ragazzaccio ebreo. Corre l'anno 1922 o giù di lì. David Aaronson batte le strade del ghetto di New York con l'arroganza del teppista in erba. Ha soltanto 14 anni ma sa già rendere servizio a Bugsy, il capobanda del quartiere. Insieme ai compagni Patsy, Cockeye e Dominic fa le prime spedizioni punitive: per ora incendia un'edicola di giornali e rubacchia, poi si vedrà. David, soprannominato Noodles perché ha sale in zucca, legge Jack London nel cesso. Spia Deborah, una giovane ballerina, quando danza e si sveste (ancora non sa che sarà il suo grande amore impossibile), ma Venere ha per lui il sorriso già vizioso di Peggy, la figlia della portiera. » |
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di Stefano Reggiani
Il film-evento, il film-vita di Sergio Leone, conclude il suo concepimento tormentoso e la gestazione lunghissima. Nasce per restare, controverso o no, nella memoria e nelle storie, singolare caso di follia amorosa verso l'America e verso il cinema. Come si fa a parlare di un film che è costato al suo regista oltre dieci anni di vitae di passioni e di incomprensioni non finite? Come si fa a stringere C'era una volta in America in un giudizio conciso come una segnalazione stradale? E che cosa si deve aggiungere se il regista è quel Sergio Leone inventore a suo tempo di un western senza passato, puro argine stilistico alla violenza europea e alla sua personale? Si sta giustamente sospesi in uno stato di solidarietà conflittuale, di consenso patteggiato: ammirati, turbati, provati e provocati. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Sergio Leone ama le favole. Forse perché ritiene che sia il modo più giusto, al cinema, di raccontare la verità. Ha cominciato con C’era una volta il West, ha proseguito con C’era una volta la rivoluzione, conclude adesso il trittico con C’era una volta in America. Ancora l’America, dunque, e ancora, dopo la rilettura del film western, una rivisitazione di un altro genere tipico del cinema america no, il film gangster. Sulla scorta di un libro autobiografico di un vero gangster, A mano armata, firmato con lo pseudonimo di Harry Grey ma scritto in realtà da un certo David Aaronson detto “Noodles”, attivo nel crimine soprattutto intorno agli anni Trenta e subito dopo la fine del “proibizionismo”. » |
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