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Emmy 2020, una premiazione virtuale per un’edizione da record

Una cerimonia, chiaramente, anomala ma che non verrà ricordata solo per questo.
di Giorgio Crico

lunedì 21 settembre 2020 - Premi

Nonostante una cerimonia di premiazione virtuale, l’edizione numero settantadue degli Emmy Award verrà ricordata non solo (o non tanto) per essere stata organizzata nell’anno del CoVID-19 ma anche per il record fatto registrare da Schitt’s Creek che, per la prima volta nella storia, ha sbancato la sezione dedicata alle serie comiche con nove Emmy vinti in totale (di cui sette della sezione Primetime, quella legata alla qualità delle produzioni e agli attori, divisa dalla sezione Creative, volta invece a premiare gli sceneggiatori e gli autori che lavorano ai prodotti tv). La serie drammatica Succession ha invece vinto nella sua categoria e non solo, portando a casa ben cinque premi.

Unica premiata di Euphoria, l’attrice-cantante Zendaya (vista anche in alcuni film Marvel e non solo) si è aggiudicata il premio di miglior attrice protagonista in una serie drammatica diventando la più giovane di sempre a guadagnarsi il riconoscimento e, di conseguenza, affermandosi come sorpresa assoluta della serata di gala.
 


Schitt’s Creek di Pop TV ha dunque vinto il premio come miglior serie comica mentre Succession di HBO ha trionfato tra le serie drammatiche. Watchmen (sempre HBO) ha conquistato il primo premio come miglior miniserie, risultando tra le produzioni più premiate in assoluto della serata.

Da queste tre produzioni arrivano anche tanti dei migliori attori: Schitt’s Creek vanta infatti Catherine O’Hara e Eugene Levy come miglior attrice e miglior attore di commedia rispettivamente mentre Succession ha in Jeremy Strong il miglior interprete drammatico maschile. Sempre dalla produzione di Pop TV arrivano Annie Murphy, miglior attrice non protagonista di una commedia, e Daniel Levy, che si è aggiudicato la versione maschile dello stesso riconoscimento. È invece di Watchmen Regina King, la miglior attrice protagonista di una miniserie, così come Yahya Abdul-Mateen II, miglior attore non protagonista di una miniserie o di un film.

Rompono la dominazione quasi assoluta di Schitt’s Creek, Succession e Watchmen: Zendaya, miglior attrice di una serie drammatica (protagonista di Euphoria), l’ex Hulk della Marvel Mark Ruffalo – miglior attore di una miniserie o di un film in maniera discretamente inattesa – grazie a I know this much is true, la miglior attrice non protagonista di una serie drammatica Julia Garner di Ozark, Billy Crudup per The Morning Show (miglior attore non protagonista di una serie drammatica) e Uzo Aduba di Mrs. America, che ha vinto il premio per miglior attrice non protagonista in una miniserie o in un film.
 


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