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Damon Runyon: un nome sconosciuto, un inventore di grande cinema

A 74 anni dalla scomparsa, lo scrittore torna in libreria con “Little Miss Marker. E altre storie di Broadway”.
di Pino Farinotti

Shirley Temple (Shirley Jane Temple) 23 aprile 1928, Santa Monica (California - USA) - 10 Febbraio 2014, Woodside (California - USA).
lunedì 20 gennaio 2020 - Libri

Ricevo libri quotidianamente, alcuni di interesse, altri trascurabili. Quando vedo una copertina “cinematografica” presto attenzione maggiore. Specialmente se contiene qualcosa di storico, magari esteticamente suggestivo. Così com’è “storica e suggestiva” un’immagine di Shirley Temple, nella sua stagione d’oro, gli anni Trenta, dove era sistematicamente la star regina del box office distanziando, gente come Clark Gable e Gary Cooper. Nella copertina sorride ad Adolphe Menjou, ritenuto, in quegli anni, il divo più elegante di Hollywood. Coppia regina, dunque.

Il titolo del libro è “Little Miss Marker – E altre storie di Broadway”. (GM Libri, 72 pagg. 12€) L’autore è Damon Runyon. Chi era costui? Mi sono chiesto. Poi ho scoperto che davvero non era un Carneade, tutt’altro. Era una mia lacuna. 

Runyon (1880-1946) vale una storia. Era nato nella cittadina di Manhattan, nel Kansas, suo nonno possedeva una tipografia e un giornale locale. Ma non gli servì, perché bambino, seguì la famiglia nel Colorado dove visse fino a trent’anni. Divenne giornalista sportivo, poi si trasferì e New York. E tutto cambiò, perché... c’era Broadway. Frequentò quel mondo, si appassionò a quelle storie e perfezionò il suo stile, che aveva il linguaggio diretto ed essenziale, al “presente”, ricorrendo a metafore ispirate al demi-monde di Broadway. Si impose come scrittore originale ed efficace. Si imposero le sue storie. E così, il passaggio New York-Hollywood fu quasi automatico. Succedeva allora. 

Alcuni dei film tratti da suoi racconti sono dei classici, fanno parte della memoria popolare del cinema. Il Little Miss Marker della copertina è il film che fece della bambina prodigio Shirley la beniamina delle platee di tutto il mondo. Seguirono altre tre versioni: Come divenni padre (1949) con Bob Hope e Lucille Ball; 20 chili di guai... e una tonnellata di gioia (1962) con Tony Curtis; Io mi gioco la bambina (1980) con Walter Matthau, Julie Andrews e ancora Tony Curtis. È la storia di una bambina che un gangster affida per poche ore a un amico bookmaker. Il gangster viene ucciso e l’amico deve vedersela con la nuova ospite. Naturalmente le si affeziona. 

Nel 1933 Frank Capra acquisì i diritti del racconto di Runyon "Madame La Gimp" e ne trasse il film Signora per un giorno. Nel 1961 riprese il tema e firmò il remake Angeli con la pistola, il suo ultimo film. Trama e lieto fine, squisitamente suoi. La storia: avuta la notizia che la figlia sta per arrivare dalla Spagna assieme al suo promesso sposo, una mendicante di New York, che le ha sempre taciuto la verità sulle sue condizioni, viene aiutata da una banda di gangster a ricevere i due giovani in un favoloso party durante il quale la vecchia Annie si presenterà come una facoltosa dama dell’alta società.

Guys and Dolls (Bulli e pupe, 1956) ha vissuto tre volte. Come racconto di Damon Runyon, come musical che tenne Broadway per mesi e come film diretto da Joseph L. Mankiewicz, con Marlon Brando e Frank Sinatra. Dove Brando canta "Women in Love" e perde il confronto di voce con Sinatra ma stravince quello per presenza.

Tutto questo, e davvero non è poco, senza Runyon, non ci sarebbe stato.
 


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