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'Uscire dallo stereotipo italiano', Francesco Giai Via e Piera Detassis insieme per Annecy Cinéma Italien

Una conversazione sulla collaborazione nata per il festival francese.
di Paola Casella

lunedì 16 settembre 2019 - Incontri

La 37esima edizione dell'Annecy Cinéma Italien vede consolidarsi la collaborazione fra la kermesse di cinema italiano, che quest'anno avrà luogo in Francia dal 23 al 29 settembre, e l'Accademia del Cinema Italiano che assegna i David di Donatello. Una collaborazione che è frutto dell'intesa fra Francesco Giai Via, direttore artistico di Annecy, e Piera Detassis, presidentessa e direttrice artistica dell'Accademia, culminata nella ciclo di conversazioni con i protagonisti del cinema italiano denominate ACI Ateliers, che ha affermato:

Quello con Giai Via è stato un incontro di quelli che volano al di là dei doveri istituzionali e delle semplici relazioni di lavoro. In Francesco ho riconosciuto l'emozione del cinema che amo e che l'Accademia del cinema italiano cerca di tenere vivo.
Piera Detassis

"Grazie a Piera lo spazio degli Ateliers si è riposizionato in un flusso di cose che stavano accadendo nel nostro Paese e di cui lei, con il lavoro che ha fatto sui David, è assolutamente protagonista", le fa eco Giai Via.
Gli Ateliers di quest'anno rispondono dunque il loro comune sentire: ci saranno tre incontri moderati da Piera Detassis - con Pierfrancesco Favino, protagonista del film di apertura di Annecy Il traditore (guarda la video recensione); con Alessio Cremonini, regista di Sulla mia pelle (guarda la video recensione) "che ha vinto due premi al David, non senza accompagnamento di borbottii perché era un film Netflix", come ricorda la presidentessa dell'Accademia; e con le sceneggiatrici del cinema italiano Valia Santella e Monica Rametta, più la produttrice Laura Buffoni, curatrice del volume "We Want Cinema".

Sguardi di donne nel cinema italiano, "perché il tema delle donne è una delle mie magnifiche ossessioni, per fortuna condivisa anche da alcuni uomini, e volevo chiacchierare su come e per chi scrive una donna oggi, e cosa rende difficile scrivere per un cinema maggioritariamente maschile".

Il quarto incontro, moderato da Francesco Giai Via, sarà con Pietro Marcello, il cui Martin Eden (guarda la video recensione) chiuderà questa edizione del festival. "Sono arrivato ad Annecy nel 2017, primo italiano a dirigere questa manifestazione: ho più o meno l'età dei registi della nuova generazione del cinema italiano, come Pietro Marcello ma anche Roberto Minervini o Alice Rohrwacher, e per me è stato naturale portare qui il loro cinema", spiega Giai Via. "L'accento è sulla contemporaneità, perché se è vero che Annecy è una città di immigrazione e le seconde e terze generazioni di italiani tendevano a guardare un po' all'indietro, oggi abbiamo la possibilità di volgere lo sguardo al presente e al futuro. Quindi ho incominciato a rimodellare il festival, e abbiamo costruito questo spazio di incontri e di conversazioni , gli ACI Ateliers, laddove ACI è l'acronimo di Annecy Cinema Italiano".


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