A Vanessa Tonini, quindi, è spettato il compito di entrare nel dettaglio dei temi e dei titoli della nona edizione del festival, che intende tracciare una mappatura del cinema francese di questo momento. Emerge, a suo dire, dalla selezione di quest'anno, un cinema molto ancorato al reale, che anche quando usa il genere lo fa per privilegiare i contenuti. Che si tratti di commedia sociale o di film drammatico, alla base ci sono spesso storie di rinascita, e il tentativo, da parte degli autori, di fornire delle risposte alla crisi, una delle quali, la più forte e diffusa, è la volontà di rimettere al centro la collettività.
Ritorna in Italia un affezionato del festival, Louis Garrel, accompagnato, nella vita e nel film che presenta, da Laetitia Casta. Il film in questione, il secondo da regista di Garrel, è L'uomo Fedele, il tema è un triangolo amoroso, tra suspence e commedia, e la sceneggiatura è firmata dallo sceneggiatore di Bunuel, Jean-Claude Carrière. Il film ha ispirato anche la locandina dei Rendez-vous di quest'anno, per l'idea di cinema giovane che veicola, semplice e sofisticato allo stesso tempo, in marcia verso il futuro. E molto ampia, in effetti, è la presenza di opere prime, anche di registi che sono arrivati al cinema da percorsi molto diversi, oltre che di cineasta donne.
Jacques Audiard sarà oggetto di un focus, con la riproposizione dei suoi titoli più importanti, mentre altri due focus saranno dedicati a Cédric Kahn e Catherine Corsini, con la proiezione dei loro ultimi lavori, rispettivamente La prière e Un amour impossible, dal romanzo di Christine Angot.
Il film d'apertura è invece Le invisibili, commedia corale su due assistenti sociali che decidono di salvare dalla chiusura un centro per donne senza fissa dimora. Il film di Louis-Julien Petit, che in Francia ha sbancato il botteghino, verrà distribuito in Italia da Teodora.
Tout ce qu'il me reste de la révolution è invece un piccolo, giovanissimo film di Judith Davis (regista e interprete), che nasce da un'esperienza teatrale e racconta in maniera brillante uno spaccato del mondo giovanile francese.
Lucky Red distribuirà il film Pupille di un'altra giovane regista, Jeanne Herry: una storia di adozione, con l'intensa Elodie Bouchet.
Cyrano mon amour è un'altra opera prima, di Alix Michalik, commediografo molto popolare in Francia, che inventa attorno alla figura di Edmond Rostand e alla genesi di "Cyrano de Bergerac": uscirà con Officine Ubu.
E grazie a loro vedremo anche Amanda, sulla Francia del dopo gli attentati, un cinema di ricostruzione che riflette su come risarcire le ferite del mondo.
Grande budget e grande cast (Omar Sy, Mathieu Kassovitz) per Le chant du loup, del regista Antonin Baudry, ex diplomatico e scrittore, che reinventa il kolossal in maniera poetica.
Ma ci sono anche titoli che ancora non hanno trovato distribuzione e scommettono per questo sul passaggio dalla fortunata cornice del festival romano: da Maya della giovane, ma già molto nota al pubblico cinefilo, Mia Hansen-Love, a I feel good del duo più iconoclasta del cinema francese, Délepine e Kervern, a Les confins du monde, di Guillaume Nicloux, regista controcorrente.