Judas and the Black Messiah

Film 2021 | Biografico, 126 min.

Regia di Shaka King. Un film Da vedere 2021 con Jesse Plemons, Daniel Kaluuya, Algee Smith, Lil Rel Howery, Robert Longstreet. Cast completo Genere Biografico, - USA, 2021, durata 126 minuti. distribuito da Warner Bros Italia. - MYmonetro 3,49 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia vera del gruppo delle Pantere Nere dell'Illinois e dei tragici eventi che ne seguirono. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 4 candidature e vinto un premio ai BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 3 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, Al Box Office Usa Judas and the Black Messiah ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 5,4 milioni di dollari e 2 milioni di dollari nel primo weekend.

Judas and the Black Messiah è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,49/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,48
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
La vicenda politica di Fred Hampton, leader delle Pantere nere ucciso dall'FBI nel 1969, raccontata dalla parte di chi lo tradì.
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 4 marzo 2021
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 4 marzo 2021

A Chicago, verso le fine degli anni Sessanta, il criminale minorenne Bill O'Neal accetta di fare l'informatore per l'FBI dopo il suo arresto. Infiltrato da un agente nell'influente Black Panther Party, O'Neal scala le gerarchie del partito e si avvicina al suo leader Fred Hampton, prima arrestato e poi liberato in attesa dell'appello. Militante di giorno e traditore stipendiato la notte, Bill vive in maniera tormentata la sua doppia natura, da un lato aderendo alla visione politica di Hampton ma dall'altra contribuendo in maniera decisiva alla sua violenta uccisione, avvenuta per mano dell'FBI nel dicembre 1969.

Il ritratto di una figura chiave della politica afroamericana degli anni Sessanta evita per fortuna il santino, scegliendo come protagonista lo sguardo incerto del Giuda che lo ha condannato a morte.

Il titolo è più che esplicito: al cinema Giuda viene sempre prima di Gesù. In questo caso, un Giuda che lavora per l'FBI e un messia che a fine anni '60, dopo le uccisioni di Malcolm X e Martin Luther King, portava avanti la battaglia del popolo afroamericano: Fred Hampton, leader delle Pantere nere di Chicago (interpretato da Daniel Kaluuya, premiato con un Golden Globe al migliore attore non protagonista in un film drammatico), politico e ideologo marxista che professava una visione rivoluzionaria in grado di superare tradizioni e retaggi di una cultura preziosa ma subalterna.

«I am a revolutionary!» gridava Hampton alle folle che arringava, mettendo la sua militanza armata al di sopra di ogni parola o pensiero. Il racconto della sua vita e della sua morte violenta (accennata anche in Il processo ai Chicago 7 di Sorkin, dove Hampton è interpretato da Kelvin Harrison Jr.), nel film diretto da Shaka King, scritto dallo stesso regista con Will Berson a partire da un soggetto firmato da entrambi e dal due comico The Lucas Brothers, viene efficacemente filtrato dallo sguardo di un traditore incapace di distinguere fra rappresentazione e verità, azione spontanea e mascherata. Un Giuda, per l'appunto, che a partire dalla propria frattura interiore decide della vita del Messia.

In tempi di riconsiderazione del cinema afroamericano da parte di Hollywood, e in generale della rappresentazione degli uomini e delle donne di colore al cinema, è importante che un film come Judas and the Black Messiah non faccia il santino di Hampton (o meglio, che non si limiti a un ritratto in odore di agiografia), ma attraverso la figura di O'Neal sposi al contrario la contraddizione insita nel racconto della Storia.

Il protagonista del film è infatti il piccolo criminale che passa dalla parte della legge e al tempo stesso acquisisce una coscienza politica. Le parole e l'azione di Hampton fanno da innesco alla vera natura di O'Neal, ma al tempo stesso l'identità dell'uomo si apre alla possibilità della finzione e del trucco (nel segno del più grande impostore della storia americana, il direttore dell'FBI Edgar J. Hoover).

Ed è in questo terra di nessuno della coscienza individuale, inaccessibile e incomprensibile per chiunque, che il film, nonostante una fattura da biopic tradizionale e l'immancabile finale con immagini di repertorio e aggiornamenti biografici, trova la sua originalità e il superamento delle linee guida del nuovo cinema americano, ormai più interessato all'adesione a un contenuto politico dichiarato (e vagamente eterodiretto) che alla sua messa in pagina e in scena.

Uguale e contrario a BlackKklansman di Spike Lee, dove un nero infiltrava il Ku Klux Klan, Judas and the Black Messiah porta nel cuore del movimento black più famoso e potente di sempre, le Pantere nere nate nel 1966 e stroncate verso la metà del decennio successivo, la crisi di un uomo fragile e meschino, tematizzando la tensione irrisolta fra adesione e rivoluzione, fra la rappresentazione di figure buone per la coscienza collettiva (come in fondo lo stesso Hampton, ormai passato da nemico pubblico a politico da scoprire) e le parole incendiarie dei discorsi rivoluzionari.

La tragedia di O'Neal (il bravo Lakeith Stanfield), che continuò a fare l'informatore per l'FBI anche dopo l'assassinio di Hampton e finì suicida nel 1989 dopo aver visto una sua intervista a proposito della coinvolgimento in quel caso controverso, è l'immagine, non tanto della tragedia del popolo black, quanto dell'impossibilità di aderire pienamente a una causa senza ammettere la possibilità dell'errore e del dubbio.

E in tempi di certezze granitiche e immagini assertive da parte di Hollywood, una simile ammissione di debolezza e incertezza non può che essere un paradossale segnale di forza.

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JUDAS AND THE BLACK MESSIAH
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 11 aprile 2021
JonnyLogan

Nel 1968 William O’Neal, un ventenne di Chicago, viene arrestato per aver rubato un’auto ed essersi spacciato per un agente dell’FBI. Per evitare il carcere William dovrà avvicinare Fred Hampton, presidente della sezione di Chicago del movimento Black Panther e fornire all’FBI tutte le informazioni necessarie allo smantellamento dell’organizzazione.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 20 aprile 2021
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

La dedica del film dichiara: Un pugno serrato per tutti i compagni caduti. Liberare tutte le vittime dell' oppressione politica. Fred Hampton, solo 21 anni quando fu assassinato dall' Fbi il 4 dicembre del 1969, sarebbe d' accordo. Hampton, marxista -leninista, socialista rivoluzionario, figura di primissimo piano delle Pantere nere aveva creato la Rainbow Coalition, un' organizzazione mirata a eliminare [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 aprile 2021
Marco Grosoli
Gli Spietati

Volendo immaginare la carriera di Ryan Coogler portata sullo schermo in un biopic un filino didascalico, lo vedremmo ricevere, da giovane, un "premio Stanley Kramer". Sulla scia di esso, la giovane promessa indie a tipico rischio di impaludamento (la palude in cui sprofondano i mille Derek Cianfrance del caso, per dire) fa il botto con un film che incrocia scaltramente blockbuster e impegno sociale, [...] Vai alla recensione »

domenica 11 aprile 2021
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Black Power a Hollywood. Ma stavolta sul serio. Cominciamo dal produttore e attenti alle date. Gennaio 2013. L' esordiente Ryan Coogler, 26 anni, seduce il Sundance con "Next Stop Fruitvale Station", solida rievocazione della morte di uno dei troppi giovani neri uccisi dalla polizia, ripresa (di già) col cellulare. Successone, ma di stima. Poi il botto: tra il 2015 e il 2018 Coogler firma "Creed" [...] Vai alla recensione »

sabato 10 aprile 2021
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

"Io li odio i nazisti dell' Illinois!", confessò John Belushi. Qui non ci sono i nazisti, bensì le Pantere Nere dell' Illinois, ma l' odio rimane, ed è federale: il direttore dell' Fbi J. Edgar Hoover (Martin Sheen, liftatissimo) vuole stroncarle, e il fine giustifica ogni mezzo. Il grimaldello per scassare il partito delle Black Panther, guidato con crescente carisma da Fred Hampton (Daniel Kaluuya), [...] Vai alla recensione »

sabato 10 aprile 2021
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ecco l' ultimo titolo del plotone black agli Oscar di quest' anno: sei candidature importanti, ma forse la statuetta più ambita andrà alla sino-americana Chloé Zhao con "Nomadland" (in Italia lo vedremo su Disney+ a fine mese). Interessante scontro tra vittime: Shaka King porta Fred Hampton, il capo delle Black Panther ucciso dall' Fbi a dicembre del 1969; la rivale porta i bianchi che oggi vivono [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
A. O. Scott
The New York Times

Bill O'Neal, interpretato da Lakeith Stanfield, è il Giuda dell'intenso dramma storico diretto da Shaka King. O'Neal infatti era capo della sicurezza delle pantere nere di Chicago e anche informatore dell'Fbi. La sua controparte - obiettivo del suo tradimento e dell'ostilità del governo - era Fred Hampton, leader delle pantere dell'Illinois. E l'idea del "messia nero" non riflette tanto un'iperbole [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Nella Chicago black del 1968 "il distintivo fa più paura della pistola". Per questo il ladro d'auto William O'Neal preferisce fingersi agente dell'FBI: qualche minaccia ben pronunciata e il furto è servito. Ma un giorno sono i federali a incastrare lui, che barattano la sua libertà in cambio della coscienza: infiltrarsi nelle Black Panthers e spiarle al soldo governativo.

venerdì 9 aprile 2021
K. Austin Collins
Rolling Stone

Prima di tutto, la Storia: nel dicembre del 1968, quasi un anno prima dell'assassinio del leader delle Black Panther Fred Hampton per mano dell'FBI, la Paramount Pictures distribuì quello che resta uno dei più curiosi prodotti nella storia di Hollywood. È un film intitolato Tradimento. Questa la trama: l'ex operaio di acciaieria nero interpretato da Julian Mayfield, diventato col tempo un alcolizzato [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
Ilaria Falcone
NonSoloCinema

William O'Neal (LaKeith Stanfield) è un ladro di automobili che ha due possibilità davanti a sé: scontare un tempo indeterminato in prigione o accettare di diventare un informatore dell'FBI, infiltrandosi nella cerchia di Fred Hampton (Daniel Kaluuya), il leader delle Black Panther dell'Illinois, e guadagnandosi la sua fiducia. Questa è la proposta che gli viene messa sul tavolo dall'Agente Speciale [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
Marco Minniti
Asbury Movies

Basterà la neanche troppo velata (eufemismo) allusione biblica racchiusa nel titolo a porre l'accento sul versante spirituale della faccenda. Ma va aggiunto qualcosa. Perchè Judas and the Black Messiah, dal 9 aprile disponibile per l'acquisto e il noleggio sulle principali piattaforme streaming, è un curioso e perlopiù riuscito ibrido di generi. C'è qualcosa di molto interessante nel senso delle proporzioni [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Uno dei principali candidati agli Oscar è il grande protagonista della settimana: si tratta di «Judas and the Black Messiah», film disponibile ora on-demand, aspettando di scoprire se sarà tra i trionfatori della notte cinematografica più attesa dell'anno. Candidato a sei statuette, tra cui quella per il miglior film, «Judas and the Black Messiah» racconta la vera storia di Fred Hampton, leader del [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 aprile 2021
Piero Zardo
Internazionale

Daniel Kaluuya ha già vinto una quindicina di premi per la sua interpretazione di Fred Hampton in Judas and the black messiah. Tra questi il Golden globe e il premio del sindacato degli attori (Sag). Probabilmente vincerà anche il premio Oscar. Anche se sono tutti premi per il miglior attore non protagonista, non ci sono dubbi che al centro dell'importante film di Shaka King ci sia proprio Hampton, [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 aprile 2021
Maurizio Acerbi
Il Giornale

«Non combatteremo il capitalismo bianco con il capitalismo nero, combatteremo il capitalismo con il socialismo», afferma Fred Hampton, il presidente del Black Panther Party dell'Illinois. È la frase chiave, pronunciata nel 1968, per capire tutto il film, tratto da una storia vera, drammatica, su uno dei leader delle Pantere Nere e dei tragici eventi che lo coinvolsero.

martedì 6 aprile 2021
Valerio Sammarco
La Rivista del Cinematografo

Di redentori e traditori. Il secondo lungometraggio di Sacha King - candidato a sei premi Oscar - ci riporta alla Chicago di fine anni sessanta, nel periodo a cavallo della morte di Martin Luther King (4 aprile 1968), per concentrarsi su un'altra figura chiave del movimento per i diritti civili neri, Fred Hampton, che a 20 anni, proprio nel '68, divenne Presidente della sezione dell'Illinois del Partito [...] Vai alla recensione »

martedì 6 aprile 2021
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Dopo il giudizio cerchiobottista del veterano nero Stanley Nelson Jr. nel doc Vanguard of the Revolution sul Black Pather Party, speravamo che lo sguardo nerd di Shaka King fosse sensibile e perspicace almeno quanto Kathryn Bigelow in Detroit e Mario Van Peebles in Panther nell'affrontare una pagina chiave di Storia Usa. Invece. Regia piatta, luci che estetizzano la volgarità incravattata, ma soundtrack [...] Vai alla recensione »

martedì 23 marzo 2021
Matteo Galli
Close-Up

In questo biennio maledetto il cinema americano ha fatto a più riprese i conti con il passato, col passato scomodo, con uno dei periodi più turbolenti, quello della guerra del Vietnam, quello in cui il paese è andato più vicino alla guerra civile, quello in cui il governo non importa se fosse in mano ai Democratici o ai Repubblicani ha provato senza andar troppo per il sottile a reprimere ogni e qualsivogli [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 marzo 2021
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

In Black Panther, il film Marvel che ha cambiato la storia di Hollywood e del black cinema, abbiamo un supereroe, T'Challa, erede naturale al trono di Wakanda, che deve vedersela con Killmonger, un sovranista della blackness. Alla fine riesce a sconfiggerlo ma la sensazione è che Killmonger, il cugino cresciuto in America, sia l'incarnazione di uno spirito black rivoluzionario ed estremista complesso [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 marzo 2021
Matteo Berardini
Cineforum

Quali immagini possono raccontare e rendere giustizia a un rivoluzionario? Quali sono i corpi e le parole, le strutture, quale sguardo posato su di loro può restituire la necessità dell'azione politica, la rabbia, la persistente insofferenza a un intero modo di vivere, a un sistema di pensiero immanente? A sei anni dal primo #oscarssowhite, attraverso un'era Trump caratterizzata da nuove rappresentazioni [...] Vai alla recensione »

domenica 7 marzo 2021
Alberto Piccinini
Domani

Tutti i film di finzione sulle black panther cominciano allo stesso modo: con le immagini vere dei rivoluzionari più spettacolari di ogni tempo. I baschi, le giacche di pelle nera, gli occhiali scuri. I volti corrucciati e i fucili. Le coreografie paramilitari Il rap dei comizi. Quando nel 1968 il vecchio regista di noir Jules Dassin gira uptight!, cruda parabola di un infiltrato in un collettivo nero [...] Vai alla recensione »

NEWS
NOW
mercoledì 25 agosto 2021
Simone Emiliani

Quello di Shaka King è un cinema che rilegge la Storia danzando tra il poliziesco classico e il thriller. Ora disponibile su NOW. Vai all'articolo »

HOMEVIDEO
mercoledì 30 giugno 2021
 

Un film apprezzatissimo dalla critica che ripercorre un fatto vero di cronaca. Vai all’articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

Battuta "Io sì" di Laura Pausini. Ad aggiudicarsi il premio è la canzone di H.E.R. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 26 aprile 2021
 

L'attore si aggiudica il premio per il suo ruolo nel film di Shaka King. Vai all'articolo »

NEWS
mercoledì 24 marzo 2021
 

La storia vera del gruppo delle Pantere Nere dell'Illinois e dei tragici eventi che ne seguirono. Vai all'articolo »

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