È sempre il momento di Stephen King, tornato nelle sale con la nuova edizione di It (guarda la video recensione), e con due titoli, Il gioco di Gerald e 1922, proposti da Netflix. Recente è anche l'uscita nei cinema de La torre nera e di The Mist sul piccolo schermo. Dunque un King dominante per molte regioni, a cominciare dai numeri: nessun autore contemporaneo è altrettanto prolifico e i suoi libri "pesano": un numero esemplare, le 1240 pagine di "It". Il suo grande tema, è notorio, è l'horror, e fa parte della sua attitudine naturale, e King ne ha fatto una bibbia -non sacra-, dove tutti i "generi del genere" vengono sviscerati come in un'autopsia, partendo da un codice semplice: ti terrorizzo facendo leva sulla tua paura individuale e sul suo oggetto, che sia il sangue, il buio o l'angoscia di ciò che non conosci. King è primatista di bestseller, si parla di copie vendute che si avvicinano al miliardo ed è primatista di distribuzione: una cinquantina i film derivati dalla sua opera, in moduli molto articolati: romanzi, racconti, sceneggiature, antologie, serie, E-book. Questa impressionante massa e il relativo successo di pubblico hanno determinato un ritorno di attenzione da parte della critica, quella con la "puzzetta" sotto il naso, per dirla in altri termini.


