Il libro di Hemingway è un romanzo che può essere considerato un unicum. Di Pino Farinotti.
di Pino Farinotti
Può succedere, per fortuna, che scorrendo attraverso i canali, si incappi in qualcosa di particolare, forte, storico. Lo dobbiamo a La7Cinema che ha proposto un romanzo che può essere considerato un unicum, che appunto, ha vissuto tre volte. È diventato un film e ha raccolto i due massimi riconoscimenti della letteratura universale. E poi l’autore, uno che nella letteratura e nella cultura è, a sua volta, un unicum.
"Il vecchio e il mare", un romanzo breve del 1952, premio Pulitzer di quell’anno. Storia semplice, in apparenza. Santiago, un vecchio pescatore di Cuba, dopo aver lottato per ore, riesce a catturare un enorme pescespada. Gli squali però glielo divorano prima che riesca a portarlo in porto. Ne rimane solo uno scheletro. Sì, “in apparenza”, perché forse nessun’altra opera di Hemingway contiene tanti simboli e tante indicazioni. Una citazione va al tragico capitano Achab di "Moby Dick", che combatte contro un altro gigante marino. Melville era sempre stato un modello di Hemingway. Dunque la lotta contro la natura, un karma hemingwayano. E lo scrittore si rendeva conto che ormai la sua lotta la stava perdendo. Santiago era il modello della sconfitta e del congedo finale. Il Comitato di Stoccolma assunse tutto questo e, assegnando il Nobel del 1954 a Ernest Hemingway, nella motivazione, per la prima volta citò un’opera precisa: “Per la sua maestria nell’arte narrativa, recentemente dimostrata con Il vecchio e il mare e per l’influenza che ha esercitato sullo stile contemporaneo.”
Hemingway era malato, senza le forze per raggiungere Stoccolma. Il premio fu ritirato dall’ambasciatore John Cabot. Così scrisse una lettera.
“Non possedendo le doti per un discorso ed essendo privo di qualsiasi qualità oratoria e tecnica retorica, desidero ringraziare gli amministratori della generosità di Alfred Nobel per questo Premio. Nessuno scrittore può accettarlo, se non con umiltà.
… La vita dello scrittore è, nel migliore di casi, una vita solitaria. Le organizzazioni di scrittori alleviano la sua solitudine, ma dubito che riescano a migliorarne la scrittura. Più diventa conosciuto al pubblico, più perde la sua solitudine, e così, spesso, il suo lavoro ne risente, deteriorandosi. Lui lavora da solo, e se è uno scrittore abbastanza bravo deve essere in grado di affrontare l’eternità, o la sua mancanza, ogni giorno.
Per un vero scrittore ogni libro dovrebbe rappresentare un nuovo inizio. Deve cercare di realizzare qualcosa che non sia già stato fatto, o che gli altri hanno fallito nel tentativo di realizzare. E prima o poi, con grande fortuna, riuscirà nel suo intento. Ed è proprio perché abbiamo avuto scrittori così grandi nel passato che uno scrittore deve sforzarsi di andare oltre, dove nessuno può aiutarlo.
Ma per essere uno scrittore, ho “parlato” fin troppo. Uno scrittore deve scrivere quel che ha da dire, non deve parlarne. Ancora grazie.”
Negli anni, Ernest diceva: “Me lo hanno dato troppo tardi”.
La Paramount affidò la regia di un’opera così importante a John Sturges, che non era un autore qualunque, basta ricordare titoli come I magnifici Sette, Sfida all’Ok Corral, La grande fuga, tutti classici del genere, opere di qualità artistica e popolare. Il regista trasgredì una regola del racconto inserendo la voice over, che non è amata dal cinema, troppe parole a “disturbare” le immagini. Ma Hemingway sorpassava quella regola, hai a disposizione il testo di uno degli autori più importanti del novecento e le lasci lì, quando possono offrire un valore molto alto e diverso. Così Sturges fa leggere il testo integrale che accompagna le azioni a Spencer Tracy, che è anche il protagonista del film. La voce italiana è di Gino Cervi, quanto di meglio.
L’incipit.
“Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni senza prendere neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva obbediti andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota.”