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Napoli Napoli Napoli: anteprima nazionale a Scampia

Il docu-fiction di Ferrara sotto un cielo stellato.
di Fiorella Taddeo

Scampia vede se stessa
Abel Ferrara (69 anni) 19 luglio 1951, New York City (New York - USA) - Cancro. Regista del film Napoli Napoli Napoli.

mercoledì 28 aprile 2010 - News

Scampia vede se stessa
Scampia è uno dei quartieri più abituati alle telecamere se non in Europa, almeno in Italia. Il quartiere che si vuole off limit, che nasconde tra vialoni da formula uno e mostri di cemento di architettura popolare, il maggiore mercato della droga del Vecchio continente, è in realtà quasi quotidianamente sotto obiettivi e flash. Televisioni nazionali e straniere, stampa locale e non, grandi gruppi, produzioni cinematografiche, documentari, video amatoriali: cercano tutti di catturare degrado e contraddizioni, vogliono mostrare e far capire, vogliono far vedere. Scampia viene “vista”, giorno dopo giorno, da un pubblico di persone su scala mondiale. Ma Scampia non “vede”, e non potrebbe non essere così. La popolazione giovanile è al 70 per cento disoccupata, non ci sono servizi, negozi. Non c’è un cinema.
Ieri sera Abel Ferrara ha deciso di vedere, una volta di più Scampia, ma ha fatto in modo che anche Scampia vedesse e, di conseguenza, si riappropriasse di una normalità che non ha mai conosciuto. Nella ex Piazza Grandi Eventi, al centro di Viale della Resistenza territorio in possesso di motorini sfreccianti e auto a tutta velocità, a pochi metri dalla “Villa comunale”, un parco pubblico meta privilegiata di tossicodipendenti e spacciatori, il grande regista americano ha voluto l’anteprima nazionale del suo ultimo lavoro, il docufiction “Napoli Napoli Napoli”, realizzato in collaborazione con Gaetano Di Vaio dell’associazione “Figli del Bronx”, la Film Commission della Regione Campania, la Minerva Pictures.

Un viaggio tra le ferite di Napoli
Niente sala dunque, niente parterre, nessun bar o rinfresco, nessuna scaletta. Le sedie sono state messe a disposizione dal Comune di Napoli, così come service e schermo, qualche poliziotto presidiava l’improvvisato cinema. In alto un cielo stellato e clemente. Intorno le Vele, la luce fioca dei lampioni. Una serata suggestiva su cui pochi avrebbero scommesso, ma che invece ha dirottato nel cuore di uno dei set di Gomorra circa quattrocento spettatori. “Molti vorrebbero distruggere, a ragione, questa architettura- ha detto Abel Ferrara riferendosi alla monumentale porta del parco- ma siamo in realtà immersi in uno dei più bei cinema esistenti”. La proiezione ha inizio. Lo schermo riflette, oltre il film, anche i palazzoni circostanti. “Una visione spettrale- sottolinea Enrico Ghezzi- forse una delle proiezioni più belle a cui sia mai stato. Lo schermo nasconde e mostra due volte la realtà”.
La pellicola è un viaggio tra le ferite sanguinanti di Napoli. La realtà vissuta dalle detenute del carcere femminile di Pozzuoli bilancia la realtà riprodotta dal regista attraverso piccoli episodi di brutalità quotidiana, lasciati interpretare da attori come Peppe Lanzetta, Ernesto Mahieux, Salvatore Ruocco. “E’ un film che potrebbe essere realizzato in qualsiasi altra parte del mondo- spiega Ferrara- ci sono similitudini con altre realtà, anche se Napoli conserva una sua forza caratterizzante unica. Nei giorni terribili della faida di Secondigliano, ho visto negli occhi dei bambini di Scampia il sorriso della speranza. E questa è una cosa unica”.

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