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venerd 19 gennaio 2018

Articoli e news Antonio Albanese

53 anni, 10 Ottobre 1964 (Bilancia), Lecco (Italia)

A colloquio con Antonio Albanese in attesa della proiezione serale di Qualunquemente.

U pilu sopra Berlino

U pilu sopra Berlino BERLINO. "Ma che cosa si mangia, qui a Berlino?". A un certo punto, la curiosit gli viene. Anche perch ora di pranzo. E forse per stemperare l'attesa della sera, della proiezione ufficiale del film davanti al pubblico tedesco, e ai giornalisti internazionali. "Si mangia lo stinco", gli dicono. "Ah, bene, allora stinco per tutti!".

la prima volta di Antonio Albanese a Berlino. Il film, che in Italia ha sbancato i botteghini, venduto gi in alcuni paesi stranieri, alla grande prova internazionale. Stasera si capir, alla fine della proiezione, come l'avranno presa. Se questa satira grottesca, amara, cinica, spietata dell'Italia vallettata e sgallettata piace o no anche all'estero. Albanese non sembra preoccuparsene, e dopo un attimo di silenzio, dice: "Minchia! U pilu sopra Berlino!".

"Che cosa direi a un tedesco che sta per vedere Qualunquemente? Forse non gli direi proprio niente: vorrei che si gustasse il film da solo. E soprattutto, vorrei che non pensasse che un film 'su una situazione specifica, su un politico specifico. Secondo me questo personaggio universale: parla del nostro paese, ma anche dell'Europa. Anche in giro per Berlino ci sono un centinaio di Cetti La Qualunque dappertutto".

"Io non sono capace di giudicare il mio personaggio, in realt. Lo faccio e basta. Mi piace, mi piaceva questo personaggio: non ho mai pensato che fosse un film sull'attualit. Anzi, il fatto che un film preparato da anni sembri un film giocato sul presente quasi un danno, per noi".

" arrivata questa contemporaneit scioccante, che ha strumentalizzato un po' l'anima del film".

Come potrebbe evolvere Cetto?
"Sicuramente vorr diventare onorevole. gente che non si ferma pi, e che quindi va bloccata all'inizio".

Le mai venuta paura che il pubblico ridesse "con" Cetto, stando dalla parte sua?
" un po' come Coppola che fa Il padrino, e tutti poi sperano di fare i padrini... Ma io penso proprio di no, che non si rida insieme a lui, stando dalla sua parte. Se poi questo accadr, non colpa mia".

Era mai stato prima a Berlino?
"No, ero stato solo per sbaglio alle terme di Baden Baden. Sono arrivato ieri sera, al buio, non ho visto ancora niente".

Nelle prime recensioni internazionali a Qualunquemente, viene quasi dato per scontato che il film sia un riflesso del Ruby Gate. Che effetto vi fa?
"Dispiace un po', perch il film l'abbiamo scritto anni fa, e il personaggio nato nel 2003. solo una coincidenza incredibile che sia scoppiato lo scandalo adesso. E la stampa italiana ha accentuato similitudini, cercando a tutti i costi un parallelo. Per esempio, 'lei ha un corpo da assessoressa', una frase che Cetto dice nel film, io l'avevo scritta anni prima".

Ribaltiamo la domanda: non avete avuto paura che la realt vi superasse? Che gli scandali veri risultassero ancora pi estremi e grotteschi dei vostri, con il rischio di non fare pi ridere?
"No, solo in una scena ci siamo sentiti superati dagli eventi: quando abbiamo immaginato Cetto in una piscina con tre, diciamo cos, fidanzate... Beh, abbiamo capito che erano troppo poche! Adesso ne avremmo messe di pi!".

Che cosa trova veramente scandaloso, oggi?
"Mettiamola cos: sempre successo che un industriale, o un potente, regalassero beni preziosi alle loro amanti. Pellicce, diamanti. Prima se le compravano, per: adesso le pagano con i soldi nostri!".

Ma insomma, a un tedesco di Potsdamer Platz, lei cosa direbbe: il film parla di Berlusconi o no?
"Ma no, sarebbe troppo facile. Chi conosce questo paese, chi lo osserva, sa che un modo di gestire il potere che esiste da tanto. E addirittura non n di destra n di sinistra".

Ora che lei porta "U pilo sopra Berlino", pu dircelo: ma lo slogan del pilu ha qualche fondamento reale? successo davvero?
" successo eccome, in un paesino calabrese. Uno di quei paesi dove si conoscono tutti. Il politico non riusciva a infiammare gli animi, e alla fine sbott: 'va', se mi votate vi porto pure o pilu!'. Fu l'applauso pi fragoroso della storia dei comizi".



Antonio Albanese torna al cinema con il film Qualunquemente.

Riso amaro

Riso amaro Cetto La Qualunque, l'imprenditore corrotto e incorreggibile ideato e impersonato da Antonio Albanese, torna in Calabria dopo una lunga latitanza all'estero. Questa volta, per, non si presenta affacciandosi dal televisore bens da centinaia di sale cinematografiche sparse per lo stivale. Quale missione lo spinge a cercare tanta visibilit presto detto: la sua candidatura a sindaco di Marina di Sopra, scritta con Piero Guerrera, inscenata da Giulio Manfredonia e sostenuta dalla Fandango in collaborazione con Rai Cinema. Lo slogan? Qualunquemente.

Come nasce il film?
Manfredonia: Conosco Antonio, personalmente e professionalmente, da tanti anni. Quando mi ha proposto di aiutarlo a portare al cinema Cetto La Qualunque ho pensato che avrebbe funzionato e ci saremmo divertiti. Il personaggio molto noto, netto, una maschera come quelle della miglior tradizione italiana, ma un film su di lui si prestava anche a contenere molto cinema, vale a dire molti generi. E cos partita quest'avventura.
Albanese: Io sono un figlio dell'immigrazione, sono stato "tatuato" da mio padre, dai suoi ricordi, dal suo bisogno di lavorare. Anche Piero, lo sceneggiatore, viene dal meridione e insieme sentivamo da tempo il bisogno di raccontare il nostro paese. Per prima cosa nato il personaggio di Cetto La Qualunque, gi nel 2003, poi sono nati il contorno, gli altri personaggi, le vicende. Infine arrivata la grande occasione con Fandango.
Guerrera: Negli ultimi anni ci siamo chiesti spesso se portare Cetto La Qualunque al cinema, perch abbiamo un rapporto ambiguo verso il personaggio: gli dobbiamo molto ma a volte ci auguriamo anche che muoia, che finisca. Invece continuava ad essere attuale, per cui eccoci qui.

Non facile definirlo un film comico, piuttosto un film che agghiaccia e suscita un riso molto amaro.
Albanese: La comicit anche una questione di gusti, io per esempio lo trovo comicissimo, la cosa pi comica che ho mai fatto. Nella comicit ci dev'essere il salto mortale, la libert, l'assenza di condizionamenti e fare comicit in questo paese molto difficile. Ma capisco anche un'accoglienza di altro segno, perch il film tutte e due le cose: sia comico che amaro.

Oggi pi difficile lavorare in libert? Ci sono pi costrizioni?
Albanese: Bisogna ingegnarsi, lavorare. Un modo si trova sempre, c' sempre.

Stando ai giornali degli ultimi tempi, pare che la realt superi di gran lunga la fantasia, al punto che Cetto rischia di apparire un moderato...
Albanese: vero. Non ci posso fare niente. Posso solo raccontarvi che due anni fa io e Piero ci dicevamo "Ah, se il film uscisse adesso..." e cos abbiamo pensato un anno fa e sei mesi fa. Forse anche mio padre 25 anni fa avrebbe detto lo stesso. il nostro paese. La verit che in questo film non scopriamo niente, la risata viene dal fatto che tutto ci era gi noto. Noi comici rappresentiamo il nostro tempo, lo studiamo, non lo giudichiamo.

In quali precedenti cinematografici avete cercato ispirazione?
Manfredonia: Quando si progetta un film spesso si ricorre a dei paragoni per raccontare che genere di film si ha in testa e cercare di farsi capire. Io ho pensato a Fantozzi, a qualcosa di Sergio Leone, addirittura qualcuno mi ha citato Indagine su un cittadino.., dopo aver visto il film, ma in realt nessun confronto si adatta davvero. C' un sapore di malavita, di Sud America, di western, ma ci sono pi nelle singole scene che non nel film nella sua interezza.

Il film termina su una fotografia del Quirinale. immaginabile un proseguimento della carriera politica di Cetto La Qualunque?
Albanese: Il Quirinale era un divertimento. L'emblema del fatto che ogni piccolo politico punta al potere e il potere mira poi sempre pi in alto.

Il Sud ultimamente va molto bene al cinema. Quello fotografato in questo film il vero Sud? reale?
Rubini: Il Sud questo ma non solo questo. In un film comico importante semplificare, per far ridere. Il Sud pi complesso, per certi versi persino pi povero e pi violento, ma anche pi ricco.

Cetto La Qualunque di destra o di sinistra?
Albanese: Cetto La Qualunque orizzontale.

Si espongono i problemi, si fanno film, ma il Paese sembra non voler rialzare la testa.
Albanese: vero. Ma abbiamo fatto il film perch siamo ottimisti, volevamo rendere ridicoli questi personaggi. Volevamo far capire alle nuove generazioni quanto sono ridicoli, perdenti, dei cattivi esempi. In ogni cosa che faccio penso sempre ai nostri figli, alla generazione futura, perch spero in loro.
Lorenza Indovina: Ricordo, per, che nel film si parla di un Sud che reagisce e vota De Santis, anche se poi Cetto imbroglia.
Burruano: Il film, a mio parere, un ritratto dell'immoralit in cui viviamo e alla quale purtroppo ci siamo assuefatti.

Produttivamente, come stata vissuta la prossimit del contenuto del film con la realt politica del Paese?
Procacci: la prima volta che la Fandango fa un film comico, ma non era questo il punto, come non era l'attinenza con la realt. Abbiamo lavorato per fare un film che fosse pi "film" possibile, agendo sul cast, sulla troupe, come per qualsiasi altro progetto. Il personaggio aveva una sua attualit gi da otto anni, per cui nessuno poteva indovinare gli accadimenti degli ultimi giorni, anche se per lo pi erano gi prevedibili da mesi. La presenza di Giulio Manfredonia, poi, era di per s una garanzia e il personaggio di Cetto La Qualunque aveva le caratteristiche per poter raccontare una storia. Queste sono le cose che mi hanno convinto a portare avanti un progetto che era comunque rischiosissimo, perch c' bisogno di un gran lavoro per costruire un film attorno ad un personaggio televisivo o teatrale. Infine, mi ha stupito piacevolmente il fatto che da parte di Rai Cinema non sia mai stata sollevata nessuna preoccupazione rispetto al contenuto politico del film, il che mi pare un segnale positivo.

Le location sembrano frutto di una sfrenata fantasia, invece risultano essere reali...
Manfredonia: La villa di Cetto un Bed&Breakfast sul Raccordo, dopo Boccea; la moglie del proprietario Svetlana, la fidanzata di Pino nel film; il paese, Marina di Sopra, non ubicato sul pianeta Terra ma molto realistico, un'unica e continua colata di cemento lungo il mare di Calabria, come purtroppo ce ne sono sempre pi. Noi l'abbiamo girato vicino a Tivoli, in una propriet che il comune di quel luogo non sapeva nemmeno di avere. Realt e surrealt si sono mischiate, fuori e dentro il film.

L'uscita in sala il 21 gennaio espone il film al confronto obbligato col campione d'incassi Checco Zalone. Si sente in contrapposizione?
Albanese: Non ho visto il film e non conosco bene Checco Zalone. Sono certo che la Fandango e Rai Cinema hanno fatto bene i loro calcoli e spero di soddisfare il mio pubblico e anche di fare i numeri che al cinema servono e che non sono quelli del teatro, ma sono molto maggiori. Il cinema industria e ha bisogno di molte persone in sala, anche se poi chiaro che sono tante le volte che vediamo un film andare male al botteghino ma ci ricordiamo di quanto ci era piaciuto, di quanto era bello.

Il gemellaggio indicato nel cartello stradale tra Marina di Sopra e Weimar, la repubblica prenazista, lascia intendere che temete per l'Italia una svolta autoritaria?
Albanese: quando fai un film ti diverti con i particolari, siamo un gruppo di amici e ci divertiamo, tutto qui.
Manfredonia: Nel costruire un film su un personaggio singolo, che parla di un mondo che in tv non si vede mai, il lavoro maggiore stato quello di costruire per la prima volta proprio quel mondo. Il cast ha dovuto mettersi sulla lunghezza d'onda di un attore che ha un registro comico unico, cercando di non imitarlo ma di adeguarsi. Sono stati bravissimi. Il resto sono particolari, di cui conserviamo le nostre personali interpretazioni e ne lasciamo libere molte altre.

In quali e quante occasioni avete rivisto la sceneggiatura alla luce delle parole o delle azioni di Berlusconi?
Albanese: Mai. Mai e poi mai, mi dovete credere. Il personaggio nato pensando a certi fisici, all'esuberanza, alla "maschiet" di questa gente. Rispetto alle uscite di Berlusconi abbiamo cercato piuttosto di andare apposta in un'altra direzione. Anche da Fazio, dove avevo uno spazio settimanale, non abbiamo mai commentato l'attualit, ma abbiamo fatto un altro tipo di percorso. Siamo dei bravi lavoratori.

Il personaggio pi bizzarro senza dubbio quello di Rubini nelle vesti di spin doctor elettorale...
Albanese: Del cast io sono innamorato, ma secondo me quel ruolo lo poteva fare solo Sergio in Italia, perch ha la capacit di avere vari ritmi e caratteri, che non da tutti. Nella comicit Sergio un gigante.
Rubini: Sono stato molto felice di partecipare a questo film, perch Antonio ha qualcosa di tecnicamente irraggiungibile come attore, lo stimo molto. Inoltre mi era piaciuto molto l'ultimo film di Giulio Manfredonia che non conoscevo personalmente, infine il fatto che la telefonata che mi proponeva la parte sia venuta da Procacci mi ha convinto del tutto.

Dal romanzo di Umberto Contarello il nuovo film di Francesca Archibugi.

Amici di cuore

Amici di cuore Alberto e Angelo vengono colpiti da un infarto nella stessa notte, nella stessa citt. Il primo un noto sceneggiatore, il secondo un giovane carrozziere: due vite distanti, destinate a non incrociarsi mai, che s'incontrano niente meno che davanti allo spettro della morte. Dove si dice che ognuno sia solo, loro si ritrovano in due. Ne nasce un'amicizia che riscrive ogni cosa e che fa dell'approccio alla vita e alla scrittura "una questione di cuore". Dal romanzo omonimo di Umberto Contarello, Francesca Archibugi ha tratto un film con Antonio Albanese (Alberto) e Kim Rossi Stuart (Angelo) che parla della relativit delle distanze e della necessit, per il cinema italiano, di tornare sulla strada.

   
   
   


Contromano

Il nuovo film di Antonio Albanese
Data uscita: 29/03/2018
Regia di Antonio Albanese. Genere Commedia, produzione Italia, 2018.

Come un gatto in tangenziale

Milani affronta il tema necessario dell'incomunicabilit fra il centro e la periferia, fra un'alta borghesia intellettuale e una piccolissima borghesia
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Un uomo e una donna molto diversi tra loro si incontrano a causa dei figli che si sono innamorati. Lo scontro tra i due sar inevitabile.
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