Una donna fantastica

Film 2017 | Drammatico +13 104 min.

Titolo originaleUna mujer fantástica
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneCile, Germania
Durata104 minuti
Al cinema54 sale cinematografiche
Regia diSebastian Lelio
AttoriDaniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera Néstor Cantillana, Alejandro Goic, Sergio Hernández.
Uscitagiovedì 19 ottobre 2017
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Sebastian Lelio. Un film con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera. Cast completo Titolo originale: Una mujer fantástica. Genere Drammatico - Cile, Germania, 2017, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 19 ottobre 2017 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 54 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Le vicende tragicomiche di una giovane che scopre il passato ingombrante di un compagno tanto più anziano di lei. Il film è stato premiato al Festival di Berlino.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un film importante prodotto da Larrain che ci ricorda che esistono dei diritti umani che debbono essere rispettati e tutelati.
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 12 febbraio 2017
Recensione di Giancarlo Zappoli
domenica 12 febbraio 2017

Santiago del Cile. Orlando, un ultracinquantenne imprenditore tessile, ha una soddisfacente relazione con Marina e intende festeggiarne il compleanno con un viaggio alle cascate di Iguazu. La sera della ricorrenza ha un malore in seguito al quale cade dalle scale di casa. Marina lo porta all'ospedale e avvisa il fratello che sopraggiunge. Orlando è deceduto e Marina viene invitata dalla ex moglie a tenersi lontana dalle esequie e dalla sua famiglia. Non perché sia l'amante ma perché è un transgender.

Produttore di questo film è Pablo Larrain, un regista da sempre attento alle tematiche sociali, che questa volta decide di spezzare una lancia in favore dei diritti di chi, secondo i benpensanti, non dovrebbe averne alcuno.

Quello che emerge da ciò che deve subire Marina é uno scenario di quotidiana grettezza in cui i protagonisti non vedono o, meglio, fingono di non vedere la realtà. Marina è donna nel profondo e nella relazione che ha iniziato con Orlando non é contemplata alcuna forzatura né da una parte né dall'altra. La società invece le cerca anche quando non ci sono perché sembra non poter essere altrimenti. Ecco allora che, pur con tutte le cautele, la responsabile del servizio di tutela dei minori cerca tracce di colluttazione tra i due partner pur sapendo che Marina è maggiorenne e potendo constatare con facilità le circostanze che hanno visto Orlando cadere per le scale e causarsi ferite ed ematomi. La ex moglie si erge a sua volta a difesa del coniuge e dell'onore della famiglia quasi che all'uomo spettasse la medaglia dell'innocente irretito nel gorgo della perversione. L'unico in grado di comprendere la situazione, ma impossibilitato ad andare oltre le convenzioni, finisce con l'essere il fratello del defunto.

In giorni in cui il neoeletto presidente degli Usa Donald Trump decide di non difendere più, davanti alla Giustizia, la linea del suo predecessore che permetteva di utilizzare bagni e spogliatoi non secondo il sesso di nascita ma secondo la propria identità di genere, film come questo ci ricordano che, al di là delle esasperazioni da cui non sono esenti anche alcuni sostenitori del transgender, esistono dei diritti umani che debbono essere rispettati e tutelati. Spiace solo che non sia stato Larrain stesso a trovarsi dietro la macchina da presa. Perché si sarebbero evitate alcune cadute nella retorica più deja vu che non fanno bene alla causa che il film sostiene. È sufficiente citarne una per far comprendere le ragioni di questa osservazione: mettere come colonna sonora del momento in cui Marina va a consegnare l'auto di Orlando alla ex moglie "Natural Woman" di Carole King appare banale e scontato anche perché nulla aggiunge (semmai toglie) alla valida interpretazione della protagonista.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 17 ottobre 2017
Maurizio.Meres

Quando la dignità di essere umano viene vista e soprattutto calpestata così come in questo bellissimo film ci si domanda,ma dove sono le istituzioni,dove finiscono tutte le belle parole sulla parità dei diritti umani,la coscienza è solo una parola che sfugge nei meandri di ognuno di noi,e viene rappresentata in veste divina,in una grottesca purificazione dell'anima. Vai alla recensione »

lunedì 16 ottobre 2017
casomai21

La storia rivela lentamente il suo contenuto drammatico, anche se ad inizio film nel delineare una storia che nasce  e subito si tronca nell'imrprevista tragedia che incombe nella notte cilena.Nulla aiuta la protagonista a tirarsene fuori, anch'essa vittima del chiacchericcio e del pregiudizio di chi pur essendo donna non è meno crudele nel giudicare e nell'individuare rsponsabilit&a [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
martedì 17 ottobre 2017
Ilaria Ravarino

Niente funerale per Marina, lei non può entrare. Se ne vada anche fuori di casa, perché non ha diritto di abitarci. Anzi, che le si levi tutto, ogni affetto: incluso il cane. Marina è una transgender, il suo compagno è morto fra le sue braccia e la famiglia di lui non riesce ad accettarla: su queste premesse nasce il film di Sebastian Lelio, Una donna fantastica, dal 19 ottobre in sala.

Premiato con l'Orso d'argento per la migliore sceneggiatura alla Berlinale, e interpretato magnificamente dalla 28enne Daniela Vega, il film potrebbe permettere alla sua interprete di essere la prima artista transgender a ottenere una nomination agli Oscar.

Impresa non scontata, visto che anche il cinema - che pure spesso ha raccontato la transizione sessuale in pellicole profonde e toccanti - qualche problema di trans-genere ce l'ha.

INCONTRI
giovedì 21 settembre 2017
Paola Casella

All'ultimo Festival di Toronto il suo Disobedience, film drammatico ambientato nella comunità ebreo-ortodossa londinese che affronta il tema dell'omosessualità femminile e vede protagoniste Rachel Weisz e Rachel McAdams, ha riscosso grandi consensi di critica e di pubblico. Ora arriva sui grandi schermi italiani Una donna fantastica, storia di una trans che, nella Santiago dei giorni nostri, affronta l'ostilità nei suoi confronti da parte della famiglia del suo compagno.

Il film, coprodotto dal regista cileno Pablo Larrain e dalla regista tedesca Maren Ade, ha vinto l'Orso d'argento per la sceneggiatura all'ultimo Festival di Berlino e è il candidato del Cile all'Oscar come Miglior Film Straniero.

Ne parliamo con il suo autore, Sebastian Lelio, che ha al suo attivo anche il successo di Gloria, la cui protagonista Paulina Garcia aveva vinto l'Orso per la migliore interpretazione femminile nel 2013.

NEWS
GUARDA L'INIZIO
mercoledì 18 ottobre 2017
 

Santiago del Cile. Orlando, un ultracinquantenne imprenditore tessile, ha una soddisfacente relazione con Marina e intende festeggiarne il compleanno con un viaggio alle cascate di Iguazu. La sera della ricorrenza ha un malore in seguito al quale cade [...]

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Berlino
2017
Con Daniela Vega nella parte di Marina
Francisco Reyes nella parte di Orlando
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