La mafia uccide solo d'estate

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Un film di Pif. Con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé.
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Commedia, durata 90 min. - Italia 2013. - 01 Distribution uscita giovedì 28 novembre 2013. MYMONETRO La mafia uccide solo d'estate * * * 1/2 - valutazione media: 3,68 su 111 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,68/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
   
Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore.
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Il film trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative
Marzia Gandolfi     * * * - -

Arturo ha pochi anni e un segreto romantico che condivide con Rocco Chinnici, giudice e vicino di Flora, la bambina che gli ha incendiato il cuore. Nato a Palermo, Arturo è stato concepito il giorno in cui Totò Riina, Bernardo Provenzano, Calogero Bagarella e altri due uomini della famiglia Badalamenti, uccisero Michele Cavataio vestiti da militari della Guardia di Finanza. Da quel momento e da che si ricordi la sua vita, spesa a Palermo, è stata allacciata alla Mafia e segnata dai suoi efferati delitti. Cresciuto in una famiglia passiva, in una città 'muta' e tra cittadini incuranti dei crimini che abbattono i suoi eroi in guerra contro la Mafia, Arturo prova da solo a produrre un profilo e un senso a quegli uomini contro e gentili che gli offrono un iris alla ricotta (il commissario Boris Giuliano) o gli concedono un'intervista (il Generale Dalla Chiesa). L'unico che proprio non riesce a incontrare, ma di cui ritaglia e colleziona foto dai giornali, è il premier Giulio Andreotti, che da una trasmissione televisiva gli impartisce un'ideale lezione sentimentale da applicare al cuore della piccola Flora. Gli anni passano, la Mafia cresce in arroganza e crudeltà e i paladini della giustizia vengono falciati, sparati, esplosi. Soltanto Arturo rimane uguale a se stesso, ossequiante e 'svenduto' in una televisione locale e nella campagna elettorale di Salvo Lima. Ma la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino lo risveglieranno da un sonno atavico e dentro una città finalmente cosciente.
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, debutta al cinema con una storia di rimozione, una storia scomoda perché chiama in causa responsabilità collettive che costringono a interrogarsi sull'identità culturale del Paese, sul suo passato e sul suo futuro. Aiuto regista di Marco Tullio Giordana nel 2000, lo ha accompagnato nei cento passi che separavano l'abitazione di Peppino Impastato da quella del boss Tano Badalamenti. E di quel film l'opera prima di Pif ha l'urgenza e la necessità di raccontare una pagina drammatica che non deve essere dimenticata perché rompe col silenzio e con l'omertà, un contratto sociale basato sulla connivenza.
Costruito come un romanzo di formazione, La mafia uccide solo d'estate trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative. Infilato il terreno minato dell'universo criminale, Pif contempla il fascino sinistro dell'eroe del male, incarnato nel film da Giulio Andreotti e allargato a una lunga serie di 'persone perbene'e istituzionali fino alla bassa macelleria criminale, scartando i sentimenti retorici e i cliché che veicolano l'idea dell'immutabilità della Mafia. Nato in una regione incline al fatalismo come la Sicilia, Pif fa qualcosa di più che dimostrare la parabola discendente di Cosa Nostra, scegliendo come protagonista un ragazzino che coltiva sogni, speranze e illusioni e che imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi 'diverso' rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione. I padrini forti e arcaici visti sempre nella loro sacralità di potenti e cattivi vengono 'rovesciati' in una storia drammaturgicamente valida e capace di scendere dentro le cose.
Cinema impegnato in prima linea, che arriva col sorriso fino in fondo, fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, La Mafia uccide solo d'estate capovolge il comico in tragico ricordandoci che ribellarsi è possibile. Il film porta a coscienza del protagonista e della sua città i mostri che stanno anche dentro chi li vorrebbe cacciare e che decide per questo di dichiarare guerra a una parte di sé. Lo sguardo attonito e incredulo di Arturo bambino sulle omertà e le brutalità del mondo degli adulti, che lo hanno sedotto (Giulio Andreotti), innescato (il giornalista esiliato di Claudio Gioè) e (ri)educato (i 'retroscena' del potere mafioso), si posa adesso consapevole sul figlio e sulle targhe di marmo.
Targhe che 'medicano' le ferite di Palermo, targhe fissate sui suoi muri e nella sua memoria, targhe su cui Arturo legge i nomi dei caduti per la Mafia. Legge il loro impegno, le loro imprese, rompendo l'ordine delle cose (nostre) e avviando il processo di eredità di chi ha saputo far esistere la cultura come possibilità della comunità.

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Incassi La mafia uccide solo d'estate
Primo Weekend Italia: € 757.000
Incasso Totale* Italia: € 4.552.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 13 luglio 2014
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Premi e nomination La mafia uccide solo d'estate

premi
nomination
Torino Film Festival
1
0
Nastri d'Argento
2
5
David di Donatello
2
9
* * * * *

Il riso amaro di un canto d’amore

venerdì 29 novembre 2013 di rita branca

  La mafia uccide solo d’estate, film (2013) di Pif,  con Pif (Pierfrancesco Diliberto), Cristiana Capotondi, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé, Ninni Bruschetta, Barbara Tabitta, Rosario Lisma.   Film autobiografico, davvero originale, altamente drammatico seppur vestito di commedia. Questo insolito e assolutamente nuovo approccio al tema della mafia, non poteva che essere svolto da uno che con essa ha avuto familiarità, essendo un palermitano, continua »

* * * * *

Bellissimo

venerdì 29 novembre 2013 di MAMMUT

veramente simpatico,ben fatto. Se contiamoche è un'operaprima,pif ha talento da vendere continua »

* * * * *

Dalla favola alla nostra storia: pif!

domenica 1 dicembre 2013 di francesco cerretelli

La mafia, chi è costei? Esiste la mafia? L’opera prima di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, racconta il percorso di Arturo, a cavallo fra gli anni ‘70 e ‘90, verso il sogno d’amore con la compagna di classe Flora e verso la verità: solo facendo emergere quest’ultima otterrà il cuore di Flora. E l’ostacolo inaspettato si chiama mafia. A Palermo ci sono tanti morti ammazzati e ancora più numerose sono le dicerie sulla mafia, molte favole per far dormire tranquilli non solo i bambini: c’è chi continua »

* * * * *

Assolutamente da brividi!

venerdì 13 dicembre 2013 di giulyfab.65

Premetto che la mia votazione esula da quello che può essere la cifra stilistica, l'uso delle luci, la colonna sonora da brividi, le performance attoriali e via dicendo che normalmente guidano i più accaniti cinefili. Qui conta solo ed esclusivamente la Storia e come viene presentata. Se La vita e bella è stato un esempio di come, con leggerezza, si possa far conoscere la tragedia delle deportazioni nella II Guerra Mondiale, questo è un altro esempio di come, continua »

ARTURO
QUANDO SONO DIVENTATO PADRE HO CAPITO DUE COSE: LA PRIMA CHE AVREI DOVUTO DIFENDERE MIO FIGLIO DALLA MALVAGITA' DEL MONDO LA SECONDA CHE AVREI DUVUTO INSEGNARGLI A DISTINGUERLA
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Arturo al Gen. Dalla Chiesa
Andreotti dice che l'emergenza criminalità è in Campania e in Calabria. Generale, ha sbagliato regione?
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ninni bruschetta
il none del padre del figli e dello spirito santo
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DVD | La mafia uccide solo d'estate

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 15 maggio 2014

Cover Dvd La mafia uccide solo d'estate A partire da giovedì 15 maggio 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La mafia uccide solo d'estate di Pif con Pif, Cristiana Capotondi, Claudio Gioé, Ninni Bruschetta. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet mafia uccide solo d'estate (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,39 €
Prezzo di listino: 17,99 €
Risparmio: 3,60 €
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VIDEO | Una clip tratta dall'esordio alla regia di Pif in concorso a Torino.

Ammazziamo il padre

giovedì 14 novembre 2013 - Chiara Renda

La mafia uccide solo d'estate, ammazziamo il padre In concorso al Torino Film Festival, La mafia uccide solo d'estate è l'esordio nella regia cinematografica di Pif, brillante autore televisivo siciliano ideatore del programma Il testimone su MTV. Interpretato dallo stesso Pif e da Cristiana Capotondi, il film è un racconto lungo vent'anni attraverso gli occhi di Arturo, un bambino cresciuto a Palermo tra gli anni '70 e i '90. Opera tragicomica - come si intuisce dal surreale dialogo tra i tre mafiosi in questa clip in esclusiva - sullo sfondo di una tenera storia d'amore tra due ragazzini, il film ripercorre gli eventi più drammatici della storia italiana e in particolare della tragica e affascinante città di Palermo.

   

VIDEO | Una clip tratta dal film di Pif in concorso al Festival di Torino.

Il popolo sbaglia spesso

mercoledì 13 novembre 2013 - Chiara Renda

La mafia uccide solo d'estate, il popolo sbaglia spesso Esordio alla regia cinematografica di Pif, brillante autore televisivo ed "ex iena", La mafia uccide solo d'estate sarà uno dei due film italiani in concorso al prossimo Torino Film Festival. Il film racconta l'educazione sentimentale e civile di un bambino, Arturo, che nasce a Palermo lo stesso giorno in cui Vito Ciancimino, mafioso di rango, è stato eletto sindaco. Fin dalla clip, in cui troviamo Arturo travestito da Andreotti a una festa di carnevale tra bambini, possiamo cogliere il tono surreale di questa esilarante opera tragicomica.

   

Pif racconta la mafia con lucidità e realismo

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Si possono raccontare vent'anni di mafia con il sorriso sulle labbra? E si può, con toni da commedia, rendere omaggio ai grandi eroi dell'antimafia che hanno pagato, con la vita, il coraggio di essere, fino in fondo, servitori dello Stato? Detto così, sembrerebbe un sacrilegio bello e buono. Invece, La mafia uccide solo d'estate è una delle operazioni più riuscite e intelligenti fatta dal cinema italiano, in questi ultimi anni. E il merito va tutto a Pif, nome d'arte di Pierfrancesco Diliberto, volto noto televisivo che ai successi ottenuti sul piccolo schermo (dalle Iene a Il testimone) può aggiungere, ora, anche questo rimarchevole debutto nella regia cinematografica. »

Pif alla prova del botteghino

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Non è che Lei ha sbagliato regione?". Innocente quanto basta a spiazzare i cervelli più fini, il piccolo Arturo pone la fatidica domanda a Carlo Alberto dalla Chiesa, appena nominato prefetto di Palermo. Gli avevano detto che il presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, aveva dichiarato che la criminalità organizzata esisteva "solo in Campania e Calabria". E poiché mai avrebbe messo in discussione l'infallibilità del Divo Giulio, qualche perplessità sul giusto posizionamento del generale Dalla Chiesa gli suonava legittimo. »

Pif, prova di maturità a Palermo

di Valerio Caprara Il Mattino

Pif non rinnega il taglio da provocatore tv, ma la sua opera prima è degna della qualifica di cineasta. In «La mafia uccide solo d'estate», infatti, il suo sguardo stralunato e finto ingenuo coglie bene i paradossi della storia di Palermo, dominata dalla presenza di un potere criminale talvolta negato, talvolta esorcizzato e talvolta assunto come alibi. Il piccolo Arturo alias Pif stesso si destreggia, così, tra autobiografia e cronaca restituendo - grazie a tutti gli ottimi interpreti - il sapore di un quotidiano inestricabilmente composto da tenerezza, comicità, tragedia e colpi bassi del destino. »

La mafia uccide solo d'estate | Indice

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Il film è oggi distribuito in 22 sale cinematografiche:
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