La vita di Adele

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Un film di Abdel Kechiche. Con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche, Mona Walravens, Jeremie Laheurte.
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Titolo originale La Vie d'Adèle. Drammatico, durata 179 min. - Francia 2013. - Lucky Red uscita giovedì 24 ottobre 2013. - VM 14 - MYMONETRO La vita di Adele * * * 1/2 - valutazione media: 3,86 su 105 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,86/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Diretto dal regista Abdellatif Kechiche, la comedy-drama La vita di Adele ha vinto la Palma d'oro a Cannes 2013.
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primo piano
Il regista tunisino racconta una stagione d'amore dolorosa, senza psicologismi e con una carnalità priva di morbosità
Marzia Gandolfi     * * * * -

Adèle ha quindici anni e un appetito insaziabile di cibo e di vita. Leggendo della Marianna di Marivaux si invaghisce di Thomas, a cui si concede senza mai accendersi davvero. A innamorarla è invece una ragazza dai capelli blu incontrata per caso e ritrovata in un locale gay, dove si è recata con l'amico di sempre. Un cocktail e una panchina condivisa avviano una storia d'amore appassionata e travolgente che matura Adèle, conducendola fuori dall'adolescenza e verso l'insegnamento. Perché Adèle, che alle ostriche preferisce gli spaghetti, vuole formare gli adulti di domani, restituendo ai suoi bambini tutto il bello imparato dietro ai banchi e nella vita. Nella vita con Emma, che studia alle Belle Arti e la dipinge nuda dopo averla amata per ore. Traghettata da quel sentimento impetuoso, Adèle diventa donna imparando molto presto che la vita non è sempre un (bel) romanzo.
Ancora una volta Abdellatif Kechiche guarda a Pierre de Marivaux, maître dei sentimenti nella società francese del diciottesimo secolo, spiando il cuore della 'petites gens' dove si nasconde l'amore. L'amore che il suo cinema come la letteratura dello scrittore fa uscire allo scoperto, segnato da un movimento della parola e da una naturalezza di espressione che incanta. Sul romanzo "La Vie de Marianne" apre La vie d'Adèle, storia d'amore e di formazione di un'adolescente che concede alla macchina da presa ogni dettaglio e ogni sfumatura di sé. Eludendo il compiacimento dell'esibizione, il regista tunisino racconta una stagione d'amore dolorosa e irripetibile, senza psicologismi e con una carnalità priva di morbosità. Al centro del film due giovani donne che leggono la realtà con gli occhi del desiderio, il loro, che esplode sullo schermo accordando i capitoli della loro esistenza. L'abilità dell'autore a dirigere gli attori, già osservata nei lavori precedenti (La schivata, Cous cous, Venere Nera), produce periodi di pura bellezza come in occasione della lunghissima scena dell'amplesso, delle cene di presentazione e delle letture scolastiche. Con un movimento dall'esterno verso l'interno, Kechiche realizza un film che quanto più si distende nel tempo (quello diegetico e quello effettuale), tanto più si stringe nello spazio di una camera, di un'aula, di una cucina, placandosi nel ritmo e dentro un'appassionata ricerca di interiorità. La galleria di reincarnazioni dell'eterno femminino dopo la danzatrice del ventre di Cous cous e la 'schiava assoluta' di Venere Nera si arricchisce di un'altra figura, questa volta divorata dall'eros, spregiudicata, libera e bellissima. Adèle Exarchopoulos è l'Adèle del titolo, colta nell'incandescenza di un sentimento fervidissimo e totalizzante per Emma e congedata con una raggiunta consapevolezza. Dentro un abito blu, 'preso in prestito' dalla bande dessinée di Julie Maroh ("Le Bleu est une couleur chaude"), la protagonista comprenderà di poter sopravvivere agli amori che non possiamo trattenere, preferendo le lacrime (tante lacrime) e lo struggente languore all'innaturale rimozione. E la bellezza di La vita di Adele nasce proprio nei momenti di frattura, chiavi per aprire il futuro alla protagonista rimasta sola col suo sentimento infelice. Come nei romanzi, tutti francesi, che divora da studentessa e poi da insegnante, Adèle si cerca nel fondo del proprio amore, sopportando una solitudine che ha imparato a curare. Alla maniera di Antoine Doinel, la protagonista di Kechiche è iniziata alla vita adulta nel tempo di due capitoli, che la formano e la rimandano a una nuova avventura esistenziale, dopo averne determinato il sé sociale ed emotivo con tenace aspirazione. 'Ricomposto' il corpo freak di Saartjie Baartman, su cui si fissava il potenziale oppressivo dello sguardo, il regista 'assedia' quello vitalistico di Adèle, a cui corrisponde quello impressionista e languido di Léa Seydoux, magnifica ossessione che la introduce alla 'belle arti', all'arte amatoria e alla celebrazione dell'energia del corpo.

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Incassi La vita di Adele
Primo Weekend Italia: € 458.000
Incasso Totale* Italia: € 1.506.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 24 novembre 2013
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Premi e nomination La vita di Adele

premi
nomination
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Festival di Cannes
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European Film Awards
0
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Cesar
1
8
BAFTA
0
1
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Accogliamo a cuore aperto questo capolavoro

sabato 26 ottobre 2013 di fef�22

Il cinema di  abdel kechiche rappresenta la realta , forse questo e proprio la summa di quel che alla fin fine possiamo definire come genere cinematografico.Il film ha fatto gridare allo scandalo per una scena di circa 10 minuti di sesso lesbo, non si puo difinire scandalosa una delle scene al limite dell'erotico,piu potente e dolce che si sia mai vista nell'intera storia della cinematografia.è un film sull'adolescenza , sulle scelte, sulle ambizioni , sul diventare adulti continua »

* * * * -

Le difficoltà di vivere la propria sessualità

lunedì 28 ottobre 2013 di Luca Scial�

Adele è un'adolescente come tante, piena di vita e di curiosità, ai suoi primi approcci con la sessualità. Capisce che ad attrarla sono le donne, ma soffre dentro, in una società che vuole imporle i suoi standard. Ma lei affronta il proprio destino, entra in un locale lesbo e incontra Emma, ragazza più grande, con più esperienza, stravagante, un'artista a tutto tondo. Emma la prende per mano e le fa scoprire la sua natura, sebbene Adele non viva continua »

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"questo film è la vita"

lunedì 28 ottobre 2013 di lucblaks

In molti hanno liquidato la trama di questo immenso esempio di cinema come una storia "tra due lesbiche" lasciando da parte l'elemento universale tanto caro a Spielberg che giustamente ha deciso di premiare il nuovo,coraggioso,lavoro di Kechice all'ultimo Festival di Cannes.Dopo aver assistito ad oltre tre ore di pellicola non so neanche so se classificare La vita di Adele come un film,o come un percorso. Un percorso che lo spettatore intraprende con la stessa protagonista,amando continua »

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Adele vince

lunedì 28 ottobre 2013 di Lorbrush

Un film finalmente scevro dei più comuni clichè nei quali comunemente si incappa trattando lo spinoso tema dell'omosessualità (specie nel periodo adolescenziale). Basterebbe questo a fare de "La vita di Adele" un film del tutto degno di nota, eppure non è tutto. Adele è DAVVERO la protagonista indiscussa della pellicola: questo personaggio perennemente sospeso nella sua "incapacità di essere o diventare", ma al contempo fissato in un'inquadramento "genuino" dell'esistenza, cattura attenzione e continua »

Emma (La vita di Adele)
"Il caso non esiste, non lo sai?"
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Emma
Il destino non esiste
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klimt è floreale
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DVD | La vita di Adele

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 18 marzo 2014

Cover Dvd La vita di Adele A partire da martedì 18 marzo 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La vita di Adele di Abdel Kechiche con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Jeremie Laheurte, Catherine Salée. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet vita di Adele (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 14,99 €
Prezzo di listino: 17,99 €
Risparmio: 3,00 €
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APPROFONDIMENTI | La vita di Adèle e il calco del reale.

La promessa dell'autentico

domenica 27 ottobre 2013 - Roy Menarini

La promessa dell'autentico Per il momento, le uniche voci di dissenso su La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche provengono da ambiti che non si concentrano su questioni propriamente estetiche: la maestranze del film, che denunciano il comportamento anti-sindacale dell'autore; le due attrici, che - sia pure con sfumature differenti - lamentano la cocciutaggine del regista, pronto a logorarle pur di ottenere reazioni veritiere e veementi; l'autrice del fumetto da cui La vita di Adèle è tratto, la quale - con più pertinenza - critica le scene erotiche bollandole come il frutto di uno sguardo maschile, un po' da voyeur, lontano dallo spirito dei suoi disegni.

   

La vita di adele

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Una storia d'amore. Senza aggettivi. Il film che ha conquistato Cannes dura tre ore e racconta la cosa più bella e terribile del mondo. Un amore che nasce, cresce, trionfa, si consuma, si spezza. Uno di quegli amori che potrebbe durare una vita e invece sbatte contro ostacoli eterni e insormontabili. Le differenze di classe e cultura, le mentalità che separano mentre i corpi si attraggono, i diversi modi di stare al mondo che finiscono per allontanare anche gli amanti più appassionati. Anzi le amanti, perché le protagoniste di La vita di Adèle, che comincia un po' dove finiva La classe di Cantet, sono due ragazze, Adèle e Emma appunto. »

di Julien Gester Libération

Quello che si spera sempre di vedere durante un festival è un film che s'innalzi sopra gli altri, un grande film capace di farci dimenticare tutto il resto, soprattutto in annate particolarmente cupe. Ed eccolo qui, dopo otto giorni di proiezioni a Cannes (un periodo che in termini di festival equivale a un secolo), un film che vale anche come gesto di riconciliazione. Riconciliazione con il concorso di Cannes, fino a quel momento ancora in cerca di eccellenza, ma soprattutto con il cinema di Kechiche, dopo le ultime deludenti esperienze. »

Quando due ragazze si amano

di Valerio Caprara Il Mattino

Conoscendo l'esilità del soggetto e contando sull'assenza di un produttore da presa, Monsieur Kechiche lo ha dilatato (tre ore di durata), puntellato, imbandito e posizionato affinché svettasse al festival di Cannes: al momento dell'annuncio della Palma d'oro a «La vita di Adele», infatti, il regista franco-tunisino ha pianto, ma avrebbe pianto ancora di più di rabbia se non gliel'avessero data. A scongiurare, del resto, che la storia della passione tra due ragazze del profondo Nord potesse perdersi nel buco nero dei cinéfili, si dava il caso che nelle stesse ore a Parigi un milione di persone fossero scese in piazza contro l'introduzione delle nozze gay: è così strano ipotizzare che il film, con buona pace delle ragioni dell'arte, abbia funzionato da replica provocatoria alla cronaca ovvero come manifesto poetico-politico? Trascurando la premessa con promessa (di dibattito), resta la trama: delusa dall'esperienza con un maschio, la famelica e torpida liceale Adéle (Exarchopoulos) è rimessa sulla retta strada dall'incontro con Emma (Seydoux) i cui capelli blu servono a identificarla d'acchito come bohémienne mascolina, vagamente acculturata e mosca da bar. »

Ecco l'incontro ravvicinato tra Emma & Adele

di Paolo D'Agostini La Repubblica

I supporter - in testa Spielberg, presidente della giuria che ha assegnato la Palma d'oro - dicono che La vita di Adele di Abdellatif Kechiche è una grande e potente storia d'amore e passione. E che il film è portatore di spiccate qualità espressive, estetiche, propriamente cinematografiche. Siamo a Lille, media città del nord francese. La liceale Adele non ha diciotto anni. Adora la letteratura ma le piace impadronirsi dei testi da sola, la lettura analitica dei professori mortifica l'emozione. »

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