|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
Cous Cous
Un film di Abdel Kechiche.
Con Habib Boufares, Hafsia Herzi, Faridah Benkhetache, Abdelhamid Aktouche, Bouraouïa Marzouk.
continua»
Titolo originale La Graine et le Mulet.
Drammatico,
durata 151 min.
- Francia 2007.
- Lucky Red
uscita venerdì 11 gennaio 2008.
|
Accedi
|
Registrati
|
|||||||||||
|
||||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() Abdel Kechiche torna a parlare efficacemente del mondo che conosce meglio e cioè di quello degli arabo-francesi integrati da decenni nella società dell'area marsigliese
Giancarlo Zappoli
|
|
|
|
||||||
|
|
premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Nastri d'Argento 0 1 |
David di Donatello 0 1 |
Il vero protagonista di una trama inconsistente
giovedì 17 gennaio 2008
di dott.ssa R. Langiulli
Splendido ritratto della vita di immigrati più o meno integrati in Francia, Cous-cous più che un film drammatico appare agli occhi dello spettatore come un lungo documentario estremamente realistico la cui macchina da presa più che creare il film all’interno della scena, appare come ospite indiscreto tra i discorsi di una famiglia di origini nordafricane che tra invidie, frustrazioni e tentativo di emergere, conduce la sua vita sullo sfondo di una Marsiglia delineata a squallide pennellate. Il continua » |
Odore di nafta e pesce
giovedì 7 febbraio 2008
di La discarica delle storie
Cous cous tratta della famiglia. E lo fa con stilemi claustrofobici, toni striduli e gracchianti, e chilometri di pellicola. Si sbadiglia, non tutto è chiaro, in certi momenti si prova fastidio fisico per le voci sempre eccessive, per l'ossessiva musica magrebina, per la fronte imperlata di sudore e le imperfezioni del corpo, per il testardo trascorrere dei minuti, per le torrenziali tirate isteriche delle donne. Poi si intuisce una fine tragica. Buio. Titoli di coda. Tutti a casa. E il giorno dopo continua » |
|
Il neorealismo del terzo millennio:grande kechiche
lunedì 11 febbraio 2008
di Gaetan 72
Con un occhio a ladri di biciclette di De Sica e l'altro a nuvole in viaggio di Kaurismaki, Kechiche realizza uno dei film più belli e "pieni" degli ultimi anni. L'immigrazione ormai ultradecennale degli algerini in Francia, il trionfo del precariato e del denaro a spese del valore del lavoratore (il licenziamento del protagonista in un inizio film alla Ken Loach); la bellissima e realistica scena del pranzo domenicale(il cous cous mangiato con le mani); le dinamiche familiari con i maschi quasi continua » |
Couscous e la tragedia greca
venerdì 1 febbraio 2008
di Paisiello
La recensione riportata, presa dal Manifesto, credo che sia una delle migliori lette. Ciònonostante non ho trovato né in questa né in altre, alcuna considerazione su quello che a me è sembrato quasi subito evidente, tanto che ho seria paura di sbagliarmi. Anche se è sempre vero quello che diceva Borges che ogni opera esiste perché viene letta e quindi il contenuto dipende dalla creatività del lettore. Ogni capolavoro è come una treccia di molti capi, ed in questo film uno riconduce, così mi sembra, continua » |
|
DVD | Cous CousUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 10 settembre 2008
|
INTERVISTE | Hafsia Herzi racconta, intimidita, il percorso che l'ha portata al premio di Venezia.La mia dieta speciale per
giovedì 3 gennaio 2008 - Claudia Resta
|
||
|
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Se certe scene vi sembran lunghe, sappiate che nel primo montaggio erano ancora più lunghe. Venti minuti sono stati tagliati, prima di presentare il film a Venezia, dove la giuria ha indecentemente preferito a Bechiche "Lussuria" di Ang Lee. Mai nella vita abbiamo avuto voglia di vedere un director's cut con le scene eliminate. Fa eccezione finora soltanto Orson Welles. "Cous cous" merita una seconda eccezione, per sapere fino a dove riesce a spingersi un regista geniale, capace di mettere in scena un pranzo che dura venti minuti (e cinquanta pagine di copione: tutto è scritto, tutti parlano contemporaneamente attorno al tavolo, alzando i toni per farsi sentire, due macchine da presa non si perdono neanche una lisca di pesce tra i denti) o una chiacchiera sullo scandaloso prezzo raggiunto sui pannolini, con vasino in primo piano e moccioso a culetto nudo. » |
Immigrazione, sogni, danze: così la magia di Kechiche ci racconta le verità della vita
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Il cinema è finzione, ma ci sono dei film che ci fanno toccare la verità. Il cinema si basa sulla recitazione ma ci sono dei film che riescono a trasmettere spontaneità e immediatezza. Il cinema tende per sua natura alla semplificazione, ma ci sono dei film che sanno restituire il senso (e il valore) della complessità. Couscous (traduzione corretta ma riduttiva dell' originale La graine et le moulet, la semola e il muggine, componenti essenziali per il couscous di pesce) è uno di quei rari film veri, coinvolgenti e densi che riconciliano lo spettatore con il cinema e fanno pensare che spettacolo e intelligenza possono ancora andare sottobraccio. » |
|
Quanta fatica di vivere mangiando cuscus
di Piera Detassis Panorama
Il porto di Sète nel sud della Francia, il sogno di un vecchio barcone, La source (La sorgente), trasformato in ristorante di cuscus al pesce (semola e cefalo, come recita il titolo originale), la vita difficile eppure mai depressa di Slimane, sessantenne stretto fra due famiglie, quella formata da moglie e figli e quella con la nuova compagna. Il regista francese Abdellatif Kechiche ha già all'attivo un piccolo capolavoro, La schivata, e sa bene come correre sul filo sottile che separa il realismo puro dallo scatto fantastico. » |
«Cous cous», l'Europa rinasce dal Maghreb
di Dario Zonta L'Unità
Cous cous, del regista franco tunisino Abdellatiffe Kechiche, è uno dei film più sorprendenti degli ultimi anni. Visto a Venezia, ha lasciato un segno indelebile e un ricordo vivo. La novità dell'opera (la terza, dopo Tutta colpa di Voltaire e La schivata) sta nel riscoprire il «segreto» del cinema, ovvero (citando Godard) che «nella vita, come nel cinema, non c'è nulla di segreto, nulla da chiarire, bisogna solo vivere e filmare». Sembra facile a dirsi. Ci vuole il tempo di una vita, quella di Kechiche e della sua famiglia, e il tempo per prenderne le distanze e trasformare quella vita in qualcosa di romanzesco, e cinematografico. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
Pubblico (per gradimento)
1° | dott.ssa r. langiulli 2° | la discarica delle storie 3° | gaetan 72 4° | paisiello 5° | darjus 6° | letizia 7° | mdgrazia 8° | marco 9° | antonello villani 10° | giunilisbon
Rassegna stampa
Paolo Mereghetti Dario Zonta Mariarosa Mancuso Valerio Caprara Roberta Ronconi Silvana Silvestri Natalia Aspesi Silvio Danese Maurizio Porro Roberto Nepoti Valerio Caprara Lietta Tornabuoni Natalino Bruzzone Dario Zonta Valerio Caprara Paola Casella Dario Zonta Maurizio Cabona Kenneth Turan A. O. Scott Roberta Ronconi Lietta Tornabuoni Mariarosa Mancuso |
Festival di Venezia (1) Nastri d'Argento (1) David di Donatello (1) Articoli & News |
Link esterni
Sito ufficiale |