E ora dove andiamo?

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Un film di Nadine Labaki. Con Nadine Labaki, Claude Baz Moussawbaa, Layla Hakim, Yvonne Maalouf, Antoinette Noufaily, Petra Saghbini, Ali Haidar, Kevin Abboud, Mostafa Al Sakka, Julien Farhat, Anjo Rihane, Samir Awad, Ziad Abou Absi Titolo originale Et maintenant, on va où?. Drammatico, durata 110 min. - Francia, Libano, Egitto, Italia 2011. - Eagle Pictures uscita venerdì 20 gennaio 2012. MYMONETRO E ora dove andiamo? * * * 1/2 - valutazione media: 3,49 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,49/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
 pubblico * * * - -
Le donne di una piccola comunità mediorentale divisa tra musulmani e cattolici le provano tutte pur di distogliere i loro uomini dal proposito di ricorrere alle armi.
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primo piano
Una commedia al femminile contro l'integralismo
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -
Showtime:
venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 17,25 in TV su SKYCINEMACULT
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In un paese in una zona montuosa del Medioriente la piccolo comunità è divisa tra musulmani e cattolici. Se gli uomini sono spesso pronti alla rissa tra opposte fazioni le donne, tra cui spiccano le figure di Amale, Takla, Yvonne, Afaf e Saydeh sono invece solidali nel cercare di distogliere mariti e figli dal desiderio di trasformare i pregiudizi in violenza. Non tralasciano alcun mezzo in questa loro missione, ivi compreso far piangere sangue a una statua della Madonna o far arrivare in paese delle ballerine da avanspettacolo dell'Europa dell'Est affinché i maschi siano attratti da loro più che dal ricorso alle armi. Si arriva però, nonostante tutto, a un punto di tensione tale in cui ogni tentativo di pacificazione sembra ormai inutile.
Dopo averci deliziato con una beirutiana depilazione al profumo di caramello, Nadine Labaki lascia la città per tornare ad affrontare con stile diverso ma con intatta (se non addirittura maggiore) efficacia il tema che sembra maggiormente starle a cuore: la convivenza tra esseri umani che professano una religiosità diversa. In questo film, che si apre con una coreografia cimiteriale di grande effetto, Labaki svaria dalla commedia al dramma non negandosi neppure sprazzi di musical. Questo però non va a detrimento dell'unitarietà di un film che proprio nel variare dei toni trova la cifra stilistica su cui intessere un elogio alla saggezza delle donne che non le presenta però manicheisticamente come 'migliori'. Hanno i loro cedimenti, le loro rivalità, le loro invidie ma sanno però, ogni volta, ritrovare quella ragionevolezza che gli uomini sembrano sempre pronti a perdere cedendo a provocazioni spesso infantili. Labaki dirige (e attraversa come interprete di grande impatto) un film che ha la leggerezza che è propria di chi ha scavato nel profondo di un'intolleranza che non è più 'tollerabile'. Se lo slogan del '68 "una risata vi seppellirà" ha perso la sua efficacia forse un sorriso può avere ancora la forza di erodere il cancro dell'integralismo.

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E ora dove andiamo?

domenica 28 giugno 2015 di sergio dal maso

“La storia che sto per raccontare la offrirò a chi la vuole ascoltare, su gente che digiuna che in preghiera si raduna, la storia di un villaggio isolato dalle mine circondato solo, tra cielo e terra sperduto nella guerra, due gruppi dal cuore straziato sotto un cielo infuocato, con le mani che il sangue abbruna,  in nome della croce o della mezzaluna …..è una lunga storia di ombre scure senza gloria senza, stelle scintillanti né fiori sfavillanti con continua »

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Donne al servizio della pace fra i popoli

mercoledì 29 febbraio 2012 di osteriacinematografo

 Il film si apre con la danza funebre e onirica di vedove di fedi diverse che condividono un tragitto dissestato, prima di giungere in prossimità dei due cimiteri in cui sono seppelliti i propri morti: qui i loro percorsi si separano in ossequio ai rispettivi rituali. La vicenda si svolge in un villaggio sperduto e assolato del Libano, nel bel mezzo di un paesaggio aspro e semi-desertico e di un territorio che nasconde mine inesplose e l’ombra spettrale di conflitti irrisolti. Nel continua »

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Nella "non-appartenenza"

domenica 22 gennaio 2012 di M.Barenghi

Un villaggio rurale nel Libano, nazione dilaniata da anni di guerra e massacri. Lontani quel che basta dalla civiltà,la gente del villaggio convive in pace e armonia, curandosi non più di tanto dell' appartenenza alla fede cristiana o musulmana. Qualche segno c'è, come è connotato nella bellissima sequenza d'apertura, in cui un corteo di donne di entrambe le confessioni si reca al cimitero a piangere i propri numerosi morti, a destra le cristiane, a sinistra le musulmane. E a questo rito comune continua »

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Questa è la guerra

martedì 7 febbraio 2012 di enrichetti

Da una parte i morti di Allah, dall'altra i morti di Cristo, in mezzo il sentiero di Dio calpestato fino allo sfinimento da una umanità maschile ed integralista votata alla distruzione. Antropomorfizzato in un prodotto dell'umana specie (il film di Nadine), Dio sembra chiedersi come abbia fatto a creare tanta idiozia. Ma lo può fare proprio perchè la regia del film è di una donna... Genere umano femminile, aiutaci tu! Musulmane e cristiane accomunate dal lutto continua »

"Le donne sono peccato. La voce è peccato. Ridere è peccato..."
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DVD | E ora dove andiamo?

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 13 giugno 2012

Cover Dvd E ora dove andiamo? A partire da mercoledì 13 giugno 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd E ora dove andiamo? di Nadine Labaki con Claude Baz Moussawbaa, Layla Hakim, Nadine Labaki, Yvonne Maalouf. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet E ora dove andiamo? (Blu-ray) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,74 €
Prezzo di listino: 12,99 €
Risparmio: 3,25 €
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SOUNDTRACK | E ora dove andiamo?

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 31 gennaio 2012

Cover CD E ora dove andiamo? A partire da martedì 31 gennaio 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film E ora dove andiamo? del regista. Nadine Labaki Distribuita da Naive, il cd è composto da musiche di genere World, Latin, Etnica.

NEWS | La regista libanese Nadine Labaki si aggiudica il premio del pubblico.

A Toronto 2011 vince il dramma Where Do We Go Now?

lunedì 19 settembre 2011 - Nicoletta Dose

A Toronto 2011 vince il dramma Where Do We Go Now? Il Cadillac People's Choice Award della 36a edizione del Toronto International Film Festival, che si è concluso ieri dopo dieci giorni di kermesse cinematografica, è andato al dramma Where Do We Go Now? della regista libanese Nadine Labaki, finora conosciuta soprattutto per l'elegante Caramel. Il film si concentra sulle vicende di un villaggio devastato dalla violenza integralista di cattolici e musulmani: il loro destino viene risollevato dalla forza delle donne che decidono di contrastare il dolore, unendosi insieme, al di là delle fedi divergenti.

   

GALLERY | Tra dramma e ironia, il secondo lavoro dell'autrice libanese Nadine Labaki.

Donne unite contro la guerra

mercoledì 18 gennaio 2012 - Luca Volpe

E ora dove andiamo?, donne unite contro la guerra Diretto e interpretato dall'autrice libanese Nadine Labaki, E ora dove andiamo? (Et maintenant, on va où?) racconta con delicatezza e un pizzico di ironia la situazione critica di un paese lacerato da una guerra di religione. Ma "non è una storia sulla guerra – chiarisce la Labaki - semmai è una storia sul come evitare una guerra". E non è neanche un film sul Libano, perché "La guerra tra due fedi è un po' una legge universale. Potrebbe benissimo accadere tra Sciiti e Sunniti, tra bianchi e negri, tra due famiglie o due villaggi.

   

VIDEO | In esclusiva su MYmovies una clip del film di e con Nadine Labaki.

La pace è ancora un'utopia

giovedì 19 gennaio 2012 - Nicoletta Dose

E ora dove andiamo?, la pace è ancora un'utopia La pace tra musulmani e cattolici si è finalmente concretizzata in una piccola comunità del Medioriente. Almeno nella finzione. Almeno in un film politico (e sognante) come E ora dove andiamo? di Nadine Labaki, in cui le donne sono le fautrici di un'incredibile tregua tra opposte fazioni, di una magia senza precedenti. Tra le strategie adottate per distrarre gli uomini dalla corsa alle armi, spicca l'arruolamento di un gruppo di seducenti ballerine da avanspettacolo provenienti dall'Europa dell'Est.

   

Il Medio Oriente salvato dalle donne

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Buone notizie dal Medio Oriente. Nel Libano eternamente dilaniato tra mille fazioni è nata una regista che maneggia i generi più esplosivi e le trovate meno ortodosse con leggerezza da coreografa e mira da lanciatore di coltelli. Si chiama Nadine Labaki e qualcuno si ricorderà di lei per Caramel, la commedia ambientata in un salone di bellezza che rivelò il suo talento (e la sua grazia, Labaki è anche attrice, qui fa la padrona del bar). Stavolta però la 37enne scoperta a Cannes compone un’irresistibile requisitoria per la pace mescolando gli ingredienti più disparati con sfacciataggine, inventiva, felicità non comuni. »

Si sorride anche se c’è la guerra

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Eccellente commedia in agrodolce, secondo film dell’acuta, e bellissima, Nadine Labaki, che come nel suoprecedente, splendido Caramel tiene per sé anche il ruolo della protagonista. Siamo nel Libano del 1999. Nel villaggio dove arrivano gli echi di una nazione martoriata dalla guerra, le donne trepidano sperando che mariti e figli sapravvivano. Musulmani o cristiani? Per noi non fa differenza. Una storia delicata e sensibile sull’orrore della guerra, in ammirevole equilibrio fra dramma e umorismo. »

Spetta sempre alle donne salvare la situazione

di Roberto Nepoti La Repubblica

Il titolo di E ora dove andiamo? è riferito all’epilogo del nuovo film di Nadine Labaki (già notata per Caramel del 2007, imperniato anche quello su un universo femminile), una commedia sospesa continuamente sull’orlo del dramma che si apre con una sequenza potente. Un gruppo di donne in nero, con i ritratti dei loro defunti, cammina danzando verso il cimitero di un villaggio libanese; giunte, si dividono in due gruppi: l’uno va nel settore musulmano, l’altro in quello cristiano. Nel paesino di montagna, i conflitti religiosi sono sempre sul punto di esplodere; gli uomini, di dissotterrare le armi. »

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Ancora non lo sanno dove andranno le donne libanesi guidate da Nadine Labaki. Ma ovunque sia, lo fanno con ironia in corpo. Dopo le estetiste di “Caramel” (2007), lo sguardo della regista di Beirut illumina le semplici abitanti di un villaggio fantasioso del Libano profondo: per metà cristiane e metà musulmane. Gli uomini combattono una guerra religiosa surreale, e loro li sfidano scambiandosi il credo. Perché tutto si prova in nome della pace. Mescolanza di generi “light”, tra musical e la fiaba, il secondo lungo di Labaki nasce con la strategia di osservare gli orrori dei conflitti nazionali (e non solo) attraverso il filtro della commedia. »

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