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Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti |
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Un film di Apichatpong Weerasethakul.
Con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas, Sakda Kaewbuadee, Natthakarn Aphaiwonk, Geerasak Kulhong.
continua»
Titolo originale Loong Boonmee Raleuk Chaat.
Commedia,
durata 90 min.
- Spagna, Tailandia, Germania, Gran Bretagna, Francia 2010.
- Bim
uscita venerdì 15 ottobre 2010.
MYMONETRO
Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti
valutazione media:
3,02
su
21
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Condannato da una malattia ai reni, Zio Boonme incontra i fantasmi dei suoi cari scomparsi e vede le sue precedenti incarnazioni.
![]() Una fusione complessa e troppo dilatata tra realtà fisica e metafisica |
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Gabriele Niola
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Zio Boonme, arrivato allo stadio terminale di una malattia ai reni, decide di andare a trascorrere i suoi ultimi giorni nella casa in campagna. Con lui alcuni membri della famiglia. All'improvviso però arrivano la moglie morta, sotto forma di fantasma, e il figlio creduto perduto, ormai diventato un uomo scimmia. Sperando di entrare in contatto con le sue vite passate, Boonme si reca in una grotta nella quale compie un viaggio all'interno di sé stesso e in cui finalmente muore.
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premi nomination |
Festival di Cannes 1 0 |
Una vita tante vite
venerdì 29 ottobre 2010
di Gagnasco
Lo zio Bonmee è un imprenditore tailandese che ricava di che vivere dalle sue api e dai suoi tamarindi. Da tempo si trova a dover sostenere cicli di dialisi quando un sole infuocato in mezzo alle fronde gli annuncia il tramonto della sua vita. In questo momento vengono ad assisterlo dei parenti dalla città:la cognata e il nipote...ma non sono i soli perchè la notte vomita al suo fianco l'amorevole fantasma della moglie morta venti anni prima e il figlio disperso sotto le continua » |
Viaggio suggestivo, ma distante da noi...
giovedì 21 ottobre 2010
di www.cine-amando.blogspot.com
Lo zio Boonmee (Thanapat Saisaymar), uomo anziano e malato, si sente vicino alla fine dei suoi giorni e decide di traferirsi, con cognata e nipote, in una casa vicina alla giungla per curarsi in tranquillità ed aspettare la propria ora. Gli faranno visita lo spirito della moglie morta ed il figlio, scomparso molto tempo prima ed ormai trasformatisi in scimmione dagli occhi di brace. Quello di Boonmee è un viaggio a ritroso verso origini lontane e dimenticate, un ritorno al Tutto che he nella caverna-utero, continua » |
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La vita, la morte, la reincarnazione
lunedì 22 novembre 2010
di pepito1948
Ho aspettato prima di dire qualcosa su un film lontano dai nostri schemi e difficile sia per impatto sia per comprensione dei contenuti e dei riferimenti culturali. Sul piano formale, la rivoluzione del regista è evidente: il ritorno agli albori del cinema con macchina da presa fissa, prima che qualcuno inventasse il binario con carrello mobile, è peraltro in linea con il ritorno alle origini, alla nascita che è uno dei temi del film. Le uniche sequenze sussultorie in cui continua » |
Molto bello
giovedì 4 novembre 2010
di renato volpone
Il film è veramente molto bello....particolare....Bellissimi i paesaggi e la storia è coinvolgente. E' un film molto lento nel quale le emozioni crescono dolcemente. Ci sono momenti di smarrimento, masi parla della crescita dello spirito e del cammino verso la morte e quindi alcune divagazioni sono ammesse. E' l'opposione di un monto antico con le sue storie e i suoi fantasmi ad un mondo moderno dove si perde la poesia del raccogliemento Non per tutti continua » |
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| Il fantasma della moglie di Bonmee | |
| "Il paradiso è sopravvalutato". | |
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DVD | Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedentiUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 2 marzo 2011
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FOCUS | Non un miracolo ma un buon film dalla Tailandia.Vincitore della palma d'oro
lunedì 18 ottobre 2010 - Pino Farinotti
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Sgombrate il cuore e apritelo al vecchio zio
di Franco Marcoaldi La Repubblica
Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, il film del thailandese Apichatpong Weerasethakul vincitore dell' ultima Palma d' oro al festival di Cannes, è un' opera che non sembra prestarsi ai giudizi sfumati, alle generiche mezze misure. Potrete tuffarvi felici nella sua magia o annoiarvi a morte. Ma è improbabile che usciate dalla sala dicendo di aver visto un film, ahinoi, «carino». Non c' è una vera e propria storia, i personaggi non danno luogo a intrecci memorabili. Non vi aiuterà fare riferimento ai generi canonici (commedia, thriller, dramma storico, noir, horror, fantasy, film di denuncia). » |
Una palma d'oro ipnotica
di Valerio Caprara Il Mattino
Premiato con molta buona volontà dai giurati in primavera a Cannes, «Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti» è uno di quei film fatti apposta per fare rifulgere il coté oracolare del critico. Il cui compito dovrebbe essere quello di spiegare al pubblico non specializzato e non snobistico perché la storia metafisica del thailandese A. Weerasethakul sia così densa di suggestioni coltissime e riferimenti culturali innovativi da farla svettare nel Palmarés del festival più importante. Accudito dai fantasmi nella sua casa di campagna, il protagonista si prepara per un tempo che sembra interminabile ad abbandonare questa valle di lacrime: tutto molto panteistico, tutto molto poetico, tutto molto ipnotico, pardon sonnolento, tutto molto incomprensibile. » |
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Dalla Thailandia un nipote di Pasolini
di Francesco Alò Il Messaggero
Visto il boom di filosofie orientali in Occidente un film come Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, palma d'oro a Cannes, dovrebbe avere un vasto pubblico. Invece conquisterà gli appassionati, non chi crede che l'unica lingua della settima arte sia quella dominante, fatta di spettacolo a tutti i costi. Eppure Weerasethakul chiede solo la pazienza e la concentrazione necessarie a entrare nella dimensione parallela dischiusa fin dal bellissimo prologo, la fuga notturna di un bufalo nella giungla che tesse come d'incanto una rete fra tutte le forme viventi, uomini, piante, animali. » |
"Oncle Boonmee", un œil dans l'au-delà des rêves
di Jean-Luc Douin Le Monde
C'est un cinéma mystérieux, hallucinatoire, d'une lenteur cérémonielle, faisant appel à la mystique et à des émotions sensuelles déroutantes pour certains, qu'a couronné cette année le Festival de Cannes en décernant sa Palme d'or à ce film. Adepte des fantasmagories les plus étranges et en même temps les plus ancestrales, le Thaïlandais Apichatpong Weerasethakul (Joe pour les intimes, et pour ceux qu'effraie ce patronyme exotique) est un artiste imbibé par les contes et légendes de son pays, un créateur bouddhiste qui croit à la réincarnation, tisse des liens permanents entre les vivants et les morts, le naturel et le surnaturel, le passé et le présent. » |
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