La versione di Barney

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3,15/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
   
   
   
Barney Panofsky, ebreo canadese, ha una sua versione da raccontare su come sono andate le cose, tanto nella sua vita sentimentale (tre burrascosi matrimoni) che nel mistero legato alla scomparsa del migliore amico Boogie.
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primo piano
Versione molto 'gentile' e poco yiddish del Barney di Mordecai Richler
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -
Showtime:
domenica 31 luglio 2016 alle ore 22,59 in TV su PREMIUMCINEMA
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Barney Panofsky è un produttore televisivo ebreo che vive a Montreal, dove colleziona mogli e bottiglie di whisky. Figlio affettuoso di un poliziotto in pensione col vizio del sesso e degli aneddoti, Barney è incalzato dalle ambizioni e dalle calunnie del detective O'Hearne, convinto da anni del suo coinvolgimento nella scomparsa di Boogie, amico licenzioso e scrittore dotato. Dopo l'uscita del libro di O'Hearne, che lo accusa di omicidio e di ogni genere di bassezza, Barney si decide a dare la sua versione dei fatti, ripercorrendo la sua (mal)educazione sentimentale e la sua vita fuori misura, consumata nell'Italia degli anni Sessanta e perseverata in Canada. Tra una partita di hockey e una boccata di Montecristo, l'irrefrenabile Barney rievoca il suo primo matrimonio con una pittrice esistenzialista e suicida, riesamina le seconde nozze con una miliardaria ebrea e ninfomane e riconsidera gli errori fatti con la sua terza e amatissima consorte, speaker garbata e madre dei sui due figli.
Indubbiamente non è facile misurarsi con il lavoro di trasposizione, figuriamoci poi sceneggiare le parole di Mordecai Richler e il suo romanzo più celebre ("La versione di Barney"), pubblicato in Italia all'inizio degli anni zero. Ma forse valeva la pena provarci perché Barney Panofsky ha 'carattere' cinematografico e personalità impetuosa per soddisfare quel pubblico trasversale che ama la letteratura e il cinema e resiste alla banalità dei pregiudizi. Purtroppo però la traduzione questa volta non funziona e l'omonimo libro di Richler eccede la versione di Richard J. Lewis, rendendo la sua conversione mediale trascurabile.
La versione di Barney è un film 'gentile', scritto e pensato da gentili, goym (non ebrei) gli avrebbe probabilmente chiamati l'ingovernabile Panofsky, che nel romanzo omonimo si racconta senza misura e in prima persona. Il regista, impegnato un decennio sulla scena del crimine (CSI), rinuncia consapevolmente all'uso della voce fuori campo del narratore, che non sempre è segno di difficoltà narrativa, prendendo così le distanze dal protagonista e lasciando che sia l'intreccio a prevalere sul personaggio.
Smarcandosi dalla fedeltà e appagato dall'esaltazione del tradimento, Lewis preferisce una 'versione' conciliata e conciliante di Barney, che manca l'identità ebraica e l'umorismo yiddish di Richler. Preoccupato forse della 'diversità' di Panofsky il regista finisce per renderlo troppo uguale a troppi eroi da melodramma, perdendo la peculiarità di un buontempone disprezzato da rabbini e gentili, sempre pronto a sacrificare verità e relazioni per una buona battuta. Una battuta che veicola sempre sentimenti profondi e sfoga un'energia nervosa a lungo trattenuta. A incarnare meglio del protagonista Paul Giamatti la straordinarietà espressiva dello spirito yiddish è il padre di Dustin Hoffman, attore ebreo e per questo probabilmente emotivamente prossimo al Barney letterario e in grado di riconoscerne e impiegarne l'umorismo e la superiorità paranoide.
L'Izzy Panofsky di Hoffman smaschera l'ordinarietà del Barney cinematografico, ereditando la pungente critica sociale di Richler e la sua precisa (e penetrante) ricognizione dei più piccoli dettagli della vita sociale. Mazel tov al piccolo grande uomo.

Premi e nomination La versione di Barney MYmovies
Incassi La versione di Barney
Primo Weekend Italia: € 849.000
Incasso Totale* Italia: € 2.590.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 5 giugno 2011
Incasso Totale* Usa: $ 4.368.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 24 aprile 2011
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Premi e nomination La versione di Barney

premi
nomination
Premio Oscar
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1
Nastri d'Argento
0
1
Golden Globes
1
1
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Il mostro sono io

venerdì 21 gennaio 2011 di pepito1948

Lasciamo stare per una volta il confronto con il romanzo dell’ebreo Richler da cui il film è tratto; primo perché io non l’ho letto; secondo perché non si può chiedere ad ogni spettatore di conoscere la fonte letteraria dei film che va  a vedere; terzo perché detto confronto nel 90% dei casi è a favore del libro; quarto perché la discussione se la trasposizione cinematografica sia o meno conforme alla sua fonte rischia di distogliere continua »

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La fenomenologia della bellezza

mercoledì 16 febbraio 2011 di Writer58

Policromo e suggestivo, evocativo nei luoghi, narrato con un ritmo rapido ma non frenetico, ben caratterizzato nei suoi personaggi principali - tra tutti spicca l'ottima prova di Paul Giamatti-, "La versione di Barney" mi è parso un film che lascia nello spettatore quell'insieme di suggestioni che definiamo con il termine sintetico "bellezza". La storia di Barney, rivista in flash back nel momento in cui il protagonista si avvicina alla morte,  è continua »

* * - - -

Difficile dopo aver letto il romanzo...

domenica 16 gennaio 2011 di C.V.B.

Difficile,come sempre,ridurre la complessa materia di un romanzo in un film.E non sempre operazione lecita,neanche per invogliare alla lettura.Le persone che erano con me al cinema e non hanno letto il libro hanno capito poco di questo strano personaggio che è Barney,hanno solo visto magari l'ubriacone irriverente,non l'uomo buono,simpatico,capace di amare,generoso con gli altri che lui è.Non hanno colto il vitalismo che c'è dietro quel suo comportamento che sembra continua »

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Barney e la morte dell'autore

martedì 25 gennaio 2011 di laulilla

Mi chiedo quale senso abbia la polemica presente in quasi tutte le recensioni, relativa all'inadeguatezza del film rispetto al romanzo. Il film va, secondo me, giudicato di per sé, poiché si avvale, nel narrare la stessa vicenda del romanzo, di mezzi espressivi, grammaticali e sintattici completamente diversi. Parafrasando il famoso titolo di un'opera di Roland Barthes, "La morte dell'autore", che invitava il lettore a ignorare l'autore, per soffermarsi esclusivamente continua »

Barney
siate grandi nelle azioni come lo siete stati nel pensiero
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Barney
Ma ho anch'io i miei principi. Non ho mai venduto droga, armi e cibi dietetici.
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Miriam
...la vita è reale, è fatta di piccole cose: minuti, ore, sonnellini, commissioni, routine... e questo deve bastare.
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DVD | La versione di Barney

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 22 ottobre 2015

Cover Dvd La versione di Barney A partire da giovedì 22 ottobre 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd La versione di Barney di Richard J. Lewis con Dustin Hoffman, Rachelle Lefevre, Paul Giamatti, Rosamund Pike. Distribuito da Warner Home Video, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1. Su internet versione di Barney (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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SOUNDTRACK | La versione di Barney

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 18 gennaio 2011

Cover CD La versione di Barney A partire da martedì 18 gennaio 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film La versione di Barney del regista. Richard J. Lewis Distribuita da Universal Strategic.

APPROFONDIMENTI | Trasposizione cinematografica del best-seller di Mordecai Richler.

Di richard j. lewis

venerdì 10 settembre 2010 - Luca Volpe

Venezia 67: La versione di Barney di Richard J. Lewis Dopo La solitudine dei numeri primi, presentato ieri in conferenza stampa, è oggi la volta di un altro film tratto da un romanzo-culto, capace di vendere in Italia qualcosa come 100.000 copie. La versione di Barney, diretto da Richard J. Lewis, è la trasposizione cinematografica dell'omonima opera letteraria di Mordecai Richler, compianto autore canadese in grado di ironizzare su un'intera comunità – quella ebraica – rimarcandone vizi e stranezze, punti deboli e caratteristiche meno evidenti. Un'abilità e un coraggio, quelli di Richler, e contenuti, quelli del suo romanzo, che hanno creato a Lewis non poche difficoltà nel lavoro di trasposizione: "Mi ha fatto un po' paura perché è un libro molto amato" ha commentato il regista in apertura di conferenza "Ecco perché dal mio punto di vista avevo molta pressione.

FOCUS | Il romanzo arriva prima. Di Pino Farinotti.

Dal romanzo al film non è facile

lunedì 17 gennaio 2011 - Pino Farinotti

La versione di Barney: dal romanzo al film non è facile C'è voluto del tempo prima che Mordecai Richler, l'autore de La versione di Barney, si accreditasse anche da noi. Il suo romanzo è del 1997, in Italia è esploso quattro anni dopo. Richler è un superdotato, lo rilevi all'istante. Leggendolo non hai bisogno che scorrano alcuni capitoli per decifrarlo e assumerlo. Nella pagina ti corteggia e ti seduce due o tre volte. Per dirla col calcio, non è un centrocampista geometrico e costante che fa sempre la cosa corretta, è un fantasista del dribbling che non dà spazio, che ti sorprende, che ti fa balzare in piedi.

   

GALLERY | Al lido rivive il leggendario Barney Panofsky.

Il red carpet de

sabato 11 settembre 2010 - a cura della redazione

Venezia.67: il red carpet de La versione di Barney Apprezzato soprattutto dagli amanti del politicamente scorretto, ieri La versione di Barney (film in concorso) ha portato al Lido humor e commozione ma anche qualche polemica: la trasposizione del celebre libro di Mordecai Richler ha infatti un po' deluso chi il romanzo lo conosceva bene. Si racconta la vita folle e picaresca di Barney Panofsky, l'ebreo canadese irascibile, impulsivo e sfacciato che oramai, rabbioso settantenne, decide di scrivere la sua versione dei fatti sulla morte del caro amico Boogie.

   

VIDEO | In esclusiva su MYmovies il trailer italiano del nuovo film di Richard J. Lewis.

mercoledì 22 dicembre 2010 - a cura della redazione

Trailer anteprima: La versione di Barney Tratto dall'omonima opera letteraria di Mordecai Richler e presentato in concorso a Venezia 2010, La versione di Barney si accinge ad inaugurare il nuovo anno al cinema. Nel raccontare la rocambolesca storia di Barney Panofsky, un ebreo canadese irascibile, impulsivo e sfacciato che decide di scrivere la sua versione dei fatti sulla morte del caro amico Boogie, il regista Richard J. Lewis (CSI: Scena del crimine) si impegna ad essere il più fedele possibile al romanzo e si affida all'interpretazione di due colossi del cinema, Paul Giamatti e Dustin Hoffman.

   

Ma dov'è finita l'autoironia di Barney?

di Lietta Tornabuoni La Stampa

La versione di Barney di Richard J. Lewis, convenzionale, non arriva a trasporre il romanzo di Mordecai Richler (Adelphi): lo spirito caustico, l’autoironia, a volte il cinismo del canadese Barney Panofski (Paul Giamatti) diventano una sorta di tristezza alcolica; le scene girate a Roma, considerata una città di bohemien, sono goffe e non credibili; l’amore della vita, Miriam (Rosamund Pike) è banalizzato. Sembra che i realizzatori facciano fatica ad accettare l’umorismo ebraico. I quarant’anni di biografia del personaggio, che ha una società televisiva di fiction, tre mogli, due figli, un carissimo amico scomparso, una progressiva perdita della memoria e d’altre facoltà mentali, provocano soprattutto malinconia: e Giamatti, spesso così bravo, non sembra in grado di reggere il ruolo, diversamente da Dustin Hoffman che fa la parte dell’ex poliziotto suo padre. »

La versione di Barney | Indice

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