The Informant!: la menzogna che non muore mai

Matt Damon nei panni di un collaboratore di giustizia con il vizietto dell'imbroglio

 
Andata e ritorno verso la verità
Andata e ritorno verso la verità
martedì 15 settembre 2009 di Nicoletta Dose

Andata e ritorno verso la verità
Soderbergh ci ha abituato all'imprevedibilità. Ogni film una nuova cifra stilistica. Ogni idea un originale modo di raccontarla. Con The Informant! sceglie la commedia come contenitore formale ma si apre alle atmosfere dark del noir, ritornando poi sulle direttive di uno humour classico giocato su equivoci e ridicolaggini tipiche della slipstick comedy. Nel genere così rivoluzionato inserisce molti dei temi a lui cari in passato: l'abuso di potere, la prevaricazione dei forti sui più deboli, l'opportunismo delle grandi compagnie multinazionali. Il regista di Atlanta si lascia sedurre dal lato oscuro del mondo, lo analizza e lo riporta sul grande schermo con grande capacità narrativa. Lo ha sempre fatto con grande ironia, divertendosi a beffeggiare la borghesia e mostrando l'ipocrisia delle classi più abbienti. In Traffic è il traffico di droga tra Stati Uniti e Messico ad essere al centro dell'attenzione, in Erin Brockovich – Forte come la verità l'accusa va ad un colosso industriale colpevole di aver contaminato le falde acquifere di una piccola cittadina californiana. Entrambe le vicende sono "based on a true story", successivamente rimpastate e rese appetibili ad un pubblico ampio (la scelta di un cast garanzia di successo o l'apertura a sfumature riconducibili al melodramma tengono in piedi il gioco). Allo stesso modo la picaresca esistenza dell'impiegato in ascesa Mark Whitacre ha molto a che vedere con il vero Whitacre di Ohio, al quale il libro omonimo di Kurt Eichenwald è ispirato. La testimonianza vera su cui si basa il caso di The Informant!, è solo il punto di partenza per riflettere sulla dicotomia tra verità e menzogna, tra luce e buio, tra vita e morte. I grandi temi universali sono filtrati dalle azioni – più che mai bizzarre nel caso del signor Whitacre interpretato da Matt Damon – dei protagonisti, denudati della serietà che avrebbe richiesto un film di denuncia e vestiti da un'aria buffa che vira tutto il divertissement all'intrattenimento della commedia noir.

La storia del signor Whitacre
La trama è apparentemente molto semplice. Un manager della multinazionale agro-industriale Archer Daniels Midland punta tutto sulla carriera, aspira a diventare il capo della compagnia. Così, quando scopre le attività fraudolente del direttore, complice di un accordo illegale sui prezzi che decide l'andamento del mercato internazionale, si offre all'FBI come collaboratore, sperando di cacciare i superiori e prendere il loro posto, diventando, agli occhi di tutti, un eroe nazionale. La strada verso il successo tanto desiderato si avvia dritta verso un bivio senza indicazioni: quante frottole deve raccontare l'innocuo signor Whitacre per convincere l'FBI di essere un uomo retto e onesto, tanto da meritare senza esitazioni una promozione esemplare? In veste di testimone chiave di un malaffare di grandi proporzioni, non può lasciarsi andare alle armi – a doppio taglio - della fantasia. Le bugie non sono concesse ma ormai la corsa alla menzogna è cominciata. Impossibile fermarla.

L'attore perfetto per il ruolo
La scelta di Matt Damon è stata folgorante, priva di tentennamenti. Secondo Soderbergh, era lui l'unico a poter rendere credibile un personaggio ambiguo, a poco a poco spiacevole ma al quale è difficile voler male. L'attore premio Oscar, abituato alle trasformazioni sul set, questa volta è andato oltre: è ingrassato di 15 chili, si è fatto crescere i baffi, ha indossato una parrucca (così come faceva nella realtà il vero Mark Whitacre) e per tutta la lavorazione del film ha portato una specie di imbottitura in bocca per far sporgere le guance. E con quella bocca trasformata ci ha accompagnato dentro il film, parlandoci attraverso lunghi monologhi interiori inaffidabili, quasi sempre distaccati dalla scena che si svolge sullo schermo. Il suo è una sorta di pensiero digressivo che, nel mezzo di una conversazione, può spaziare su argomenti lontani come orsi polari, cravatte, gente che accumula ore di volo. In quel suo vagare forsennato si nasconde il tarlo dell'inganno. A tratti inconsapevole, a momenti folle. Alla fine patologico.

In foto:
Matt Damon (Matthew Paige Damon) (41 anni) 8 Ottobre 1970, Cambridge (Massachusetts - USA) - Bilancia
Interpreta Mark Whitacre nel film di Steven Soderbergh The Informant!. Al cinema da venerdì 18 settembre 2009.
Matt Damon
The Informant! La doppia vita di un agente segreto menzognero, votato al raggiungimento del sogno americano
The Informant!

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,90)
Il film si basa su un fatto realmente accaduto. Brian Shepherd è un agente FBI che, con l'aiuto del biochimico Mark Whitacre, riuscì a smascherare una fraudolenta politica di controllo dei prezzi da parte di una multinazionale. Al termine del processo l'azienda, riconosciuta colpevole, venne condannata al pagamento di una multa pari a 100 milioni di dollari.
La storia del signor Whitacre
La storia del signor Whitacre
In foto:
Matt Damon (Matthew Paige Damon) (41 anni) 8 Ottobre 1970, Cambridge (Massachusetts - USA) - Bilancia
Interpreta Mark Whitacre nel film di Steven Soderbergh The Informant!. Al cinema da venerdì 18 settembre 2009.
L'attore perfetto per il ruolo
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In foto:
Matt Damon (Matthew Paige Damon) (41 anni) 8 Ottobre 1970, Cambridge (Massachusetts - USA) - Bilancia
Interpreta Mark Whitacre nel film di Steven Soderbergh The Informant!. Al cinema da venerdì 18 settembre 2009.

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