La 25ª ora

Film 2002 | Drammatico 134 min.

Regia di Spike Lee. Un film Da vedere 2002 con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Anna Paquin, Rosario Dawson, Brian Cox. Cast completo Titolo originale: 25th Hour. Genere Drammatico - USA, 2002, durata 134 minuti. - MYmonetro 3,91 su 71 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Da un romanzo di David Berioff, un film sulla disillusione di un individuo e di un intero Paese. Al Box Office Usa La 25ª ora ha incassato 13,1 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente sì!
3,91/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Spike Lee torna con un film intenso, forte, poetico e duro.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Montgomery Brogan è un pusher che conduce una vita agiata sulle rive dell'Hudson. Monty, per gli amici, ha deciso di ritirarsi dal narcotraffico e di vivere di rendita con la sua bellissima portoricana. Ma una soffiata lo condanna a scontare sette anni di carcere. Gli restano ventiquattro ore per riconciliarsi col padre, congedarsi dagli amici, un broker di Wall Street e un'insegnante di letteratura inglese, e decidere della sua 25a ora: la prigione, il suicidio, la fuga. Le ventiquattro ore di Monty, prima della galera, dei denti rotti e degli stupri, della violenza e del sadismo, della miseria e della paura, sono un'elegia che Spike Lee dedica al suo personaggio e alla sua personale New York.
Liberamente interpretata come una metafora delle vicende newyorkesi, la storia di Monty in verità è del tutto autonoma, nel senso che per ogni cittadino di New York la storia personale è anche quella della città e delle sue atmosfere. Non è un caso che il romanzo di David Benioff, da cui il film è tratto, sia stato scritto prima dell'undici settembre, mentre Lee decide di proiettare sul racconto il fascio oscuro della luce liberata dalla tragedia. Nessun altro film riesce ad essere viscerale come La 25a ora, dove la rappresentazione del dolore è scoperta e ammirevolmente impudica. Spike Lee costruisce un tempo che si ripete uguale a se stesso per dilatare all'infinito le ore di Monty, le ore di New York prima dell'impatto fatale, prima di un'ora dopo la quale niente sarà più lo stesso e prima della quale tutto poteva essere ancora. In quella zona liminare in cui non sai dire se poi sia giorno o sia notte, in quella sospensione in cui Lee sorprende Monty e i suoi amici, in quella luce che è aurora dentro un crepuscolo, il regista inserisce due sequenze strazianti: la rovina del volto, che Monty chiede di eseguire all'amico pur di non essere stuprato in carcere, e il lungo viaggio col padre, che assume il ruolo tradizionale dello storyteller irlandese, con il compito di tramandare le storie folkloriche della sua terra e rassicurare per il futuro.
Ribaltando l'assunto, il padre di Monty gli prospetta un futuro da fuggiasco e una vita ricominciata altrove, con un'altra identità, mentre lo spettatore assiste al concretizzarsi di questo universo narrativo. Si tratta di quella che Lynch chiamerebbe "fuga psicogena", tanto intensa da materializzarsi. Ma Monty è ancora lì e sta andando in prigione. E allora il film si rivolge a tutti coloro che hanno avuto una 24a ora - una forma di addio, di lutto, di separazione - e soprattutto a chi ha osato immaginarne una venticinquesima: l'espressione più bella di una vita mancata.

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Recensione di Alessandra Montesanto

Monty Brogan è un trafficante di droga. Qualcuno, forse la sua donna, Naturelle, lo ha denunciato alla polizia che ha trovato una grossa quantità di cocaina nascosta nei cuscini del divano di casa sua. Monty, adesso, ha solo 24 ore di libertà prima di entrare in galera per sette anni. Decide di trascorrere questo lasso di tempo in compagnia di due dei suoi più cari amici, un rampante broker di Wall Street e un impacciato professore di letteratura inglese; inoltre Monty è deciso a recuperare il rapporto conflittuale con suo padre. Ma per il protagonista il tempo serve anche per tuffarsi, immergersi e "vivere" la sua città, New York, in particolare Manhattan, ferita a morte dall'11 settembre. Alla 53 edizione della Berlinale Spike Lee torna con un film intenso, forte, poetico e duro, tratto da un romanzo di David Berioff. Un film sulla disillusione di un individuo e di un intero Paese. Un film corale e intimista che porta a riflettere sull'ineluttabilità del Tempo, sulla perdita di ogni punto di riferimento e che ci pone la domanda: "Ma c'è ancora una possibilità per cambiare le cose?", una domanda, oggi più che mai, ossessiva e necessaria.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 21 novembre 2012
Adadf

L'ora che Monty non ha mai vissuto, conclusione di un susseguirsi di vicende che lo portano a scontare sette anni. una distinta regia di Spike Lee che come di consueto delude poco; geniale il raddoppio delle scene più significative, per poi non arrivare a ripetere la proposta del padre di farsi una nuova vita da latitante, ma facendo precedere ai titoli di coda la cruda verità: James che accompagna [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 luglio 2011
Filippo Catani

Il film narra l'ultima giornata di libertà di uno spacciatore che decide di non fare i nomi dei suoi capi andando così incontro ad anni di prigione. La giornata passerà con i migliori amici e la splendida fidanzata. Partiamo da quì: come abbia fatto un film del genere a passare inosservato agli Oscar resta un mistero.

lunedì 13 dicembre 2010
nick castle

Nonostante tutto l'impegno sociale dei suoi film, Spike Lee sembrerebbe rendere molto meglio con pellicole meno socialmente impegnate e più ricercate dal punto di vista narrativo. In questo, parte integrante e folgorante del film è David Benioff, lo sceneggiatore che ha adattato un suo romanzo. Fuori dalle concezioni cervellotiche dei neri, Lee costruisce nel vero senso della parola [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2010
Dario J. A.

Sorprende e incuriosisce. La trama è sotto gli occhi dello spettatore fin dai primi minuti, ma sapientemente infastidita al punto da aspettarsi fino all'ultimo un'inversione di rotta, un colpo di scena. Ma appena scompare questa idea rimane soltanto una storia vera, una delle tante. Una storia di sfortune, incoscenza, rischio, sentimenti forti e debolezze.

giovedì 23 aprile 2009
taniamarina

Penso che Spike Lee abbia ragionato parecchio su come iniziare un film così pericoloso e delicato; e nel buio cinematografico, dove chiunque si sarebbe aspettata una ennesima solfa su pompieri eroi e uomini disperati per l'11 settembre, il mugolio di una cane che non si vede, picchiato a sangue e lasciato per strada, apre il dolore acuto di questo lungometraggio.

sabato 17 dicembre 2011
DAN69

Film duro ma anche struggente, magnificamente interpretato (Barry Pepper fu per me una rivelazione) e con un finale che, nonostante l'abbia già rivisto non so quante volte, mi porta invariabilmente a piangere come un bambino. Spike Lee è grande perché in ogni suo film, anche in quelli meno riusciti, traspare un profondo amore per il cinema.

sabato 18 marzo 2017
emanuele marchetto

Tratto dal romanzo omonimo di David Benioff, il film è stato presentato in concorso al Festival di Berlino. “Una norma della legislatura (…) degli stati uniti prevede che l'incensurato ritenuto colpevole di reati non di sangue possa beneficiare di una sorta di periodo-finestra, dall'istanza di carcerazione all'effettivo ingresso in galera.

domenica 18 agosto 2013
rita branca

  La 25a ora, film (2002) di Spike Lee con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson e Anna Paquin è un film intenso in cui si tratta di rapporti d’amicizia e d’amore nella nostra epoca, dominata dal danaro e dalla cinica cupidigia, dove però, come in tutte le epoche precedenti, non tutto è perduto e c’è ancora spazio [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 maggio 2013
Alex41

Spike Lee realizza un film crudo, sensazionale, emozionante, la sua pellicola più commovente e sbalorditiva. La 25esima ora è la storia di un giovane pusher che, una volta catturato dalla polizia, è costretto a 7 anni di carcere. Passerà le sue ultime ore con gli amici e la fidanzata, quando verrà a conoscenza di altri fatti che egli stesso non sapeva.

martedì 14 agosto 2012
andyflash77

C'è un qualcosa di indefinito ed indefinibile, nei film di Spike Lee, che mi porta ogni volta a volere che il film non finisca mai. Avrei potuto vedere Clockers, Summer of Sam (uno dei film più belli degli ultimi dieci anni) e La 25^ ora per ore, cinque, dieci, trenta, non importa. Sarà l'abilità di narratore di Spike Lee, sarà la maestria con cui riesce ad [...] Vai alla recensione »

martedì 12 luglio 2016
elgatoloco

Inquadrature(per nulla "documentaristiche") dall'alto di una metropoli livida, angosciante, ansiogena, "notturni", molti interni non meno angoscianti, con primi e primissimi piani, riferimenti all'11 settembre, svoltosi poco prima(il film è del 2002), con un formidabile monologo di Edward Norton adversus mundum ma poi soprattutto versus suam personam(co [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 luglio 2016
no_data

Leggo molte critiche positive su questo film. Però queste critiche parlano di filosofia, non parlano di cinema. Parlando di cinema possiamo dire che film appartiene alla fase due di Spike Lee; nella fase uno il regista dirigeva film brevi, discreti, con una trama scorrevole e interessante, nella fase due il regista decide di fare film lunghissimi, lentissimi e noiosi.

domenica 22 marzo 2015
kondor17

Non amo molto Spike Lee e il suo cinema ma questo film è veramente ben fatto.  Il film narra la storia dell'ultimo giorno di libertà di Monty, pusher newyorchese dell high society, beccato con roba e soldi in casa per  via di una soffiata. Con flash back frequenti la storia pian piano prende corpo. Monty ha di fronte una giornata intensa, piena di impegni - il padre, il [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2014
cizeta

Capolavoro di Spike Lee... l'ultima giornata prima di entrare in cella Montgomery con i mille dubbi che hanno portato alla sua cattura, le riflessioni sulla sua città, la sua famiglia (il padre), i suoi amici e nemici...  Quando Spike Lee racconta... beh... c'è poco da fare... si rimane impietriti dalla profondità del film.

mercoledì 18 novembre 2015
Mickey O Neil

Il film rappresenta l'apice della carriera di Spike Lee che merita il titolo di capolavoro e che rararente potrà essere eguagliato. Montgomery Brogan (Monty) un pusher di New York poco prima del suo ritiro dagli affari viene beccato per una soffiata e condannato a 7 anni di carcere. La storia si sviluppa nelle sue ultime 24 ore di libertà, fino alla fatidica 25a ora, quella della [...] Vai alla recensione »

sabato 23 ottobre 2010
Siper

“La 25° ora” può, forse, considerarsi il miglior lavoro cinematografico di Spike Lee. Parla delle ultime ore di libertà di Monty (Edward Norton), un ex-pusher condannato a 7 anni di reclusione. Sullo sfondo di una New York ancora scossa dai terribili fatti dell’11 settembre, Spike Lee racconta una storia dura dai molteplici aspetti. Sono, infatti, varie le tematiche legate alla storia di Monty.

domenica 29 aprile 2012
Nonvogliogiudicaremalofarò

Solo degli sciocchi possono scambiare questo (bel) film per un capolavoro. La 25a ora non decolla mai, è un "vorrei ma non posso" di Spike Lee che cerca di darle un impronta brillante e "tarantinesca" nei dialoghi e nell'evoluzione delle scene che però mancano di profondità e risultano scollate tra di loro: è il caso del personaggio del padre di [...] Vai alla recensione »

martedì 13 settembre 2011
tiamaster

come ho detto sopra la trama e semplice e tutt'altro che originale,e questo potrebbe essere un indicatore negativo,se non fosse che questa semplice trama e trattata veramente in modo superlativo,resa coinvolgente dallo spessore dei personaggi e alla forza dei dialoghi in un film incalzante in cui ti immedesimi subito,tutto cio a sfondo dell' america terrorizzata dall'11 settembre,il film migliore di [...] Vai alla recensione »

domenica 23 giugno 2013
Beppe Baiocchi

Monty, uno spacciatore in una New York devastata dall'attacco terroristico dell'11 Settembre, decide di ritirarsi dalla malavita, ma una soffiata lo porta a dover scontare sette anni di carcere. Spike Lee ci propone le 24 ore prima della carcerazione di Monty. In queste lunghe 24 ore Monty dovrà salutare gli amici e la sua compagna, riconciliarsi con il padre, dire al boss di aver chiuso [...] Vai alla recensione »

martedì 11 settembre 2012
paride86

Uno dei film più significativi dei primi anni 2000. L'ultimo giorno di libertà di uno spacciatore di droga diventa un pretesto per affrontare rimpianti, peccati, sogni e limiti del protagonista e dei suoi comprimari. Un ottimo cast per uno Spike Lee diverso dal solito.

lunedì 26 settembre 2011
greg2

Grande film, grande regista e grande interpretazione. Una storia che per certi versi può essere vista anche poco originale viene raccontata in maniera molto profonda, il messaggio che traspare è di quelli forti.. finale da brividi...eccezionale Edward Norton..un monologo superlativo

sabato 3 settembre 2011
Alex41

Da poco tempo sono diventato un grande fan sia di Spike Lee che di Edward Norton. Quest'ultimo l'ho conosciuto proprio grazie a questo film e mi è sembrato subito grandioso: è un film intenso, lento sì ma nel complesso veramente ben fatto e recitato divinamente anche da Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper e Rosario Dawson che dimostrano (di nuovo) di essere grandiosi attori, specialmente il primo [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 agosto 2009
sciamalaglia

ottima la fotografia,ottimi gli attori in questo grande film di spike lee.Leggendario il monologo di Montgomery di fronte allo specchio del bar del padre.Un film imperdibile

giovedì 16 ottobre 2014
ataru80

bisognar saper guardare al di là delle ore di luce e buio che la vita può dare e colgiere le infinite opportunità di quell'ora che non esiste che non dovrebbe esserci ma che se abbiamo il coraggio di cercarla c'è e ci cambia la vita

martedì 19 novembre 2013
toty bottalla

La 25a ora è un bel film di introversa drammaticità quasi onirica, e, a parte qualche sbavatura nel montaggio, è una storia raccontata con stile da spike lee che dirige un cast di bravi attori, l'amicizia fra i tre protagonisti è trattata senza ipocrisia esaltandone il suo valore, il monologo di monty allo specchio è fantastico e risvegia in noi la voglia di lasciarsi [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 agosto 2013
stefano bruzzone

una perla clamorosa nel carnet cinematografico di Sua Altezza il Maestro Spike Lee. le ultime 24 ore di libertà di E.Norton beccato a spacciare droga e condannato a 7 anni. ci saranno feste, ricordi, vecchie ruggini e rancori da sistemare prima di salutare tutti per 7 lunghissimi anni....ma il finale vi stupirà. solita grandissima regia di Spike Lee che non ne sbaglia uno.

lunedì 29 aprile 2013
gatsby97

Edward Norton impersona alla grande un pusher che deve vivere l'ultimo giorno da uomo libero prima di andare in prigione , solo 24 h per risolvere tanti problemi eppure non bastano , ce ne vogliono 25... quell'ora che non esiste , norton ce la fa vivere con suspense e tanto amaro in bocca perchè i rimpianti nella sua vita sono tanti. Spike lee si supera in questo film psicologico,duro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 23 maggio 2012
darth vader 21

Questo film mi ha davvero stupito per la schiettezza e naturalezza con cui dipinge una storia molto triste e commovente; molti i richiami, da Ground Zero ai broker di Wall Street. Un film da non perdere.

martedì 23 giugno 2009
tigr1

Risulterebbero riduttive parole di encomio per questo film. Penso, infatti, che chiunque abbia preso visione del film "La 25 ora", non possa far altro che alzare le mani e dichiararsi vinto dalla capacità di trasporto riscontrata nella pellicola. Di solito gli spettatori al termine della proiezione cercano un confronto, magari con l'amico o con la ragazza, su quale sensazione gli abbia trasmesso il [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 maggio 2012
brando fioravanti

Un ragazzo dopo essere stato arrestato vive i suoi ultimi momenti da libero insieme ai suoi amici e alla sua ragazza. Nessuno gli è stato veramente amico e per quasi tutto il film sospetta che sia stata la sua ragazza a tradirlo. Molte sono le riflessioni sullo squallore della sua vita, ma niente giustifica quello che ha fatto. Prima di andare in carcere comincia una venticinquesima ora in cui [...] Vai alla recensione »

sabato 19 marzo 2011
Shebangsthedrums

Ho praticamente tutta la filmografia di Norton, lo adoro sempre. Questo film non è male, mi è piaciuto, però non mi ha convinto granchè la parte dove il padre lo porta in carcere. Quale persona normale, che non è stata portata in carcere dagli agenti si farebbe accompagnare il giorno dopo per scontare sette anni? Non lo so, probabilmente se si  ci sente in [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 giugno 2010
kairo

IL tema del criminale redento poteva essere un pò scontato,e invece Spike Lee racconta la disillusione di uno spacciatore raccontando le sue debolezze e non il suo coraggio(tema tipico di questo genere di film);rinunciando all'azione,ma mettendo in scena il suo quotidiano con commovente chiarezza:tutti i personaggi,dal padre agli amici fino all'ambigua e bellissima fidanzata,sono negativi,ma anche [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 ottobre 2010
Taras Bulba

Un film che non decolla mai, non mi sono del tutto annoiato ma quasi. La storia vuole essere seria ma è assolutamente inverosimile (un condannato al carcere che è libero, e il giorno dopo deve presentarsi in carcere per scontare 7 anni).

venerdì 4 settembre 2009
Night

Di sicuro è un buon film ma il capolavoro di Spike Lee resta senza dubbio Inside man.

lunedì 8 marzo 2010
torakiki

è il classico film che nn inizia mai...sei li per tutta la durata ad aspettare che la storia parta decentemente...invece nulla, stereotipi americani e qualche scena ad effetto giusto per cacciare un pò di fumo negli occhi...consiglio la visione la mattina, con lo stesso impegno con cui si potrebbe vedere un telefim com Riptide o l'A-time

Frasi
In c**o alle signore dell'Upper East Side con i loro foulard di Hermès e i loro carciofi di Balducci da cinquanta dollari, con le loro facce pompate di silicone, laccate e liftate... non riuscite a ingannare nessuno, vecchie befane! In c**o ai negri di Harlem, non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi! La schiavitù è finita 137 anni fa! E muovete le chiappe! È ora! In c**o ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li trivellano con quarantuno proiettili, nascosti dietro al loro muro di omertà. Avete tradito la nostra fiducia. In c**o ai preti che mettono le mani nei pantaloni dei bambini innocenti. In c**o alla Chiesa che li protegge, non liberandoci dal male. E, dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco: un giorno sulla croce, un week-end all'inferno e poi gli alleluja degli angeli per il resto dell'eternità... provi a passare sette anni nel carcere di Otisville! In c**o a Osama Bin Laden, ad Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno, stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa! Baciate le mie nobili palle irlandesi! In c**o a Jackob Elinsky, lamentoso e scontento. In c**o a Francis Slaughtery, il mio migliore amico, che mi giudica con gli occhi incollati sulle chiappe della mia ragazza. In c**o a Naturelle Riviera, le ho dato la mia fiducia e mi ha pugnalato alla schiena, mi ha venduto alla polizia, maledetta puttana! In c**o a mio padre con il suo insanabile dolore, che beve acqua minerale dietro al banco del suo bar, vendendo whiskey ai pompieri e inneggiando ai Bronx Bombers. In c**o a questa città e a chi ci abita, dalle casette a schiera di Astoria, agli attici di Park Avenue, dalle case popolari del Bronx ai loft di Soho, dai palazzoni di Alphabet City alle case di pietra di Park Slop e a quelle a due piani di Staten Island... Che un terremoto la faccia crollare, che gli incendi la distruggano, che bruci fino a diventare cenere, che le acque si sollevino e che sommergano questa fogna infestata dai topi, no, no... In c**o a te Montgomery Brogan, avevi tutto e l'hai buttato via, brutto testa di ca**o!
Una frase di Monty Brogan (Edward Norton)
dal film La 25ª ora - a cura di Patrizia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Dario Zonta
L'Unità

Ci sono film che da soli danno senso a un'intera stagione cinematografica. Arrivano al momento giusto e ci parlano del momento ingiusto: quello che il presente consegna alla Storia. Lo fanno con grande fede nelle capacità del cinema di raccontare il mondo attraverso l'arte, e di mettere l'Arte contro il Mondo quando questi si trasforma nel fantasma della sua storta Storia.

Roberto Nepoti
La Repubblica

La 25ma ora è uno dei film migliori della stagione: una storia ambientata nel milieu del crimine, ma soprattutto un atto d'amore per New York resa da un cineasta newyorkese per eccellenza come Spike Lee. Il soggetto, tratto dal romanzo di David Benioff, riguarda l'ultima giornata di libertà di Monty Brogan, spacciatore condannato a sette anni di detenzione.

Enrico Magrelli
Film TV

Un uomo e una città. L’uomo è Monty Brogan, uno spacciatore incastrato da una soffiata che ha davanti a sé l’ultima giornata di libertà prima di essere rinchiuso per sette anni in una prigione. La città è New York con i suoi quartieri, con i suoi territori, con le sue strade codificate dalla topografia simbolica del cinema, con le sue facce, i suoi colori, le sue etnie, con quel condensato teorico, [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Un’intera giornata, da un’alba all’altra: questo è il tempo di La 25ma ora (25th Hour, Usa, 2002, 135’). E alla fine, tornati al mattino grigio da cui il film è iniziato, Spike Lee e lo sceneggiatore David Benioff sembrano volerci portare in un tempo ulteriore, lontano dalla storia senza futuro di Monty Brogan (Edward Norton). Da qualche parte, a Ovest, nello spazio aperto del deserto, lo attende un [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

New York, scene del dopoguerra. Il vuoto allucinante delle Due Torri è il nuovo ombelico del dolore, il punto zero da cui ripartono tutte le storie. C’è stata la guerra, ora ognuno è un reduce. E un reduce, in questo particolare senso, è Monty (Edward Norton), il protagonista di La 25ma ora, di Spike Lee. Intelligente, sensibile, poteva avere tutto dalla vita, e invece ha buttato via ogni sogno, ogni [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Poema sinfonico su New York con lo sky-line ridisegnato da due fasci di luce blu e di blue music (Terrence Blanchard) come unica forma di vita, La 25th ora di Spike Lee, Orso d'oro virtuale alla Biennale 2003, arriva sugli schermi pasquali, film imprendibile del day-after. La città sull'Hudson è pietrificata, nebbiosa, bellissima nella fotografia che passa dalle impurità digitali a un lussuoso 35mm [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Ciak

Monty è un cuore d'oro. Lo incontriamo su un ponte mentre vuole salvare un bastardino ferito. Ma Monty è anche spacciatore. Per lui è un modo come un altro per fare soldi alle spalle dei deboli. In fondo fanno la stessa cosa i broker. Solo che quando Monty viene tradito lo aspetta la galera. Sette anni. E lui trascorre le ultime 24 ore di libertà, in attesa della 25 ora, quella del sogno.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Bellissima suite sull'addio diretta dal regista di "Malcolm X", equilibrata e struggente invocazione davanti alle macerie delle Twin Towers di un moralista afroamericano moderno e coraggioso. Dalla finestra di un grattacielo attiguo alle torri crollate, rivediamo il "ground zero" con le escavatrici, il deserto di polvere, il buco nella dentiera di cristallo del mondo occidentale: davanti a questa finestra [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Tra il romanzo La 25ª ora di David Benioff e il film di Spike Lee c'è una differenza non da poco: il libro è stato scritto prima dell'11 settembre e il film è stato realizzato dopo la data fatidica. Vale a dire che l'angoscia personale del protagonista, spacciatore che vive la sua ultima giornata di libertà prima di entrare in carcere per sette anni, è immersa nell'ansia collettiva di una New York [...] Vai alla recensione »

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