Velluto blu

Film 1986 | Thriller 120 min.

Regia di David Lynch. Un film Da vedere 1986 con Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lange, Dean Stockwell. Cast completo Titolo originale: Blue Velvet. Genere Thriller - USA, 1986, durata 120 minuti. - MYmonetro 3,77 su 52 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In una quieta cittadina della California un giovane trova un orecchio umano in un prato e lo porta alla polizia. Insieme a Sandy, comincia a investigare e presto i due scoprono che devono cercare nella vita di Dorothy Vallens. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes.

Consigliato assolutamente sì!
3,77/5
MYMOVIES 3,63
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,59
CONSIGLIATO SÌ
Il noir secondo David Lynch: da qui nascerà Twin Peaks, da qui cambierà il cinema.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 16 ottobre 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 16 ottobre 2017

Il padre di Jeffrey Beaumont è colpito da un infarto: lui torna a Lumberton per assisterli. Un giorno trova in un terreno abbandonato un orecchio umano mozzato. Lo consegna alla polizia, ma prosegue da solo le sue indagini, concentrando la sua attenzione sulla cantante Dorothy Vallens.
Dietro una staccionata bianca si nasconde la provincia americana, con il suo sogno impossibile di serenità, in cui cantano i pettirossi. Nell'erba invece si nasconde l'inaspettato: un orecchio umano reciso e attorniato di insetti, a ricordarci che il male esiste e si cela nei luoghi più inaspettati. A ricordarci quanto possa essere profonda la tana del Bianconiglio.

L'Alice della situazione - tutto il cinema di Lynch è attraversato dalla visione di Lewis Carroll, così come da Il mago di Oz - è un giovane curioso, che vince la noia dilettandosi in indagini su casi più grandi di lui.

Anziché scoprire il Paese delle meraviglie, troverà l'orrore e finirà per scottarsi metaforicamente le dita, ma anche per arrivare laddove nessuno aveva il coraggio o l'interesse di recarsi. Per David Lynch Velluto blu è il film della svolta, quello che muta in maniera irreversibile la sua carriera e trasforma le intuizioni da incubo di Eraserhead in una forma compiuta, rivestita da un'apparenza tranquillizzante e seducente. Dopo l'acclamazIone di The Elephant Man e le perplessità derivate dal flop di Dune, Lynch impara la lezione n.1.
La sua arte, l'intuizione che lui è capace di trasporre dallo stato onirico a quello creativo, è irriducibile ai compromessi di una sceneggiatura in tre atti o alle esigenze di un produttore. Nella sua sostanziale alterità, solo il tempo è capace di dar ragione all'arte di David Lynch. E così avverrà, specie dopo la rivoluzione televisiva di Twin Peaks. Ma tutto ha inizio qui, in un film che sembra la summa di ciò che verrà. Come lo stesso Lynch ha più volte dichiarato, c'è un po' di Frank Booth - un Dennis Hopper da incubo, perennemente in uno stato di alterazione - in ogni BOB e in ogni villain della Loggia Nera, così come c'è un po' dell'agente Cooper nel giovane Jeffrey, voyeur desiderante e insieme oggetto del desiderio.

Il suo rapporto di biunivoca morbosità con Dorothy Vallens - una Isabella Rossellini irresistibile - sottintende una nuova relazione, partecipativa, tra chi guarda e chi è guardato, tra spettatore dell'opera e opera stessa, tema che diventerà centrale nella filmografia lynchiana. Rondi a Venezia si rifiuta di mettere il film in Concorso, mentre la critica del tempo, da Roger Ebert in giù, si scaglia contro il film e i dilemmi etici che affronta, in maniera inconsueta. Molte di quelle firme si ricrederanno negli anni successivi, una volta compreso dove Lynch volesse arrivare.

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Un'opera preparatoria, interessante per le sue simbologie, che hanno concimato il terreno per la più feconda filmografia lynchiana successiva.
Recensione di Annalice Furfari

Lumberton è una tranquilla cittadina americana di provincia, dove non succede mai niente di memorabile. Eppure, un giorno, il giovane studente Jeffrey Beaumont, di ritorno a casa dal campus universitario per far visita al padre malato, fa una macabra scoperta: in un campo vicino casa trova un orecchio umano. Portandolo alla polizia, Jeffrey conosce Sandy, la bella figlia del detective Williams. Spinti dalla curiosità e dal desiderio di fare nuove esperienze, spezzando la monotonia delle loro giornate, i due giovani cominciano a investigare sullo strano caso dell'orecchio mozzato. L'indagine in proprio porta Jeffrey a casa di Dorothy Vallens, seducente e misteriosa cantante di un night club.
È nella sequenza iniziale che il cineasta David Lynch ha racchiuso il senso del suo quarto film, il tanto discusso e ciò nonostante apprezzato Velluto blu. Blu come il cielo che apre il lungometraggio, sulle note rasserenanti della "Blue Velvet" di Bobby Vinton, leitmotiv dell'opera. Così come rassicurante è il passaggio in camera di un pompiere che saluta sorridente, mentre veglia sulla sicurezza degli abitanti di una cittadina dalle villette a schiera, rigorosamente bianche, perfettamente intonate al verde dei prati e al giallo dei fiori che le ornano. Ma la serenità - tanto accentuata da risultare quasi finta - di questa immagine da cartolina della lieta provincia americana viene subito turbata da un evento stonato: un uomo è colto da un malore.
Così, alla melodia idilliaca di "Blue Velvet" si contrappongono gli aspri e stridenti suoni del sottosuolo brulicante di insetti minacciosi. A mettere in comunicazione il mondo di sopra con quello di sotto, in un film giocato su simbologie uditive, è un orecchio. Il macabro oggetto che dà vita all'intreccio è la chiave che spalanca al giovane protagonista le porte dell'età adulta. Come in un rito di iniziazione, Jeffrey si lancia in un'avventura - dapprima un gioco, poi sempre più pericoloso - che lo condurrà alla consapevolezza della raggiunta maturità. Il prezzo da pagare è la perdita dell'innocenza, la presa di coscienza del male che sporca i colori di un mondo pastello, albergando in società ma soprattutto nel lato oscuro di ognuno di noi.
Dalle simbologie uditive - valorizzate da questo primo fortunato incontro con il compositore Angelo Badalamenti - il genio folle e visionario di Lynch passa alle simbologie visive, cromatiche, supportate dalla bella fotografia di Frederick Elmes, che ci regala il contrasto tra un mondo azzurro e un altro blu notte. Blu come il velluto della vestaglia di Dorothy e come le note tristi e seducenti che intona ogni sera. Blu come la malattia della violenza che la avvolge e la contagia ogni notte, mentre viene spiata, dalle ante di un armadio, dal giovane Jeffrey, che con lei perde l'innocenza e trova il desiderio. Diviso tra due donne agli antipodi (la bionda e angelica Laura Dern, la bruna e oscura seduttrice Isabella Rossellini), Jeffrey (il Kyle MacLachlan futuro agente Cooper di Twin Peaks) testa la propria mascolinità, scegliendo la strada da intraprendere, a costo di perdersi.
Non sono solo i bravi interpreti di questo film che ritroveremo in parte nella fortunata serie tv del 1990. L'intero Velluto blu appare come la prova generale de I segreti di Twin Peaks e del suo indagare tra le staccionate e le lenzuola della sonnolenta provincia americana, portandone allo scoperto, con metodo psicanalitico, il volto sordido e violento. Se nella serie tv il disvelamento, per quanto scioccante, sarà intriso di ironia e visionarietà grottesca e surreale, qui la pratica è soprattutto grottesca e volutamente disturbante. Ecco perché questo film è facile da odiare, se si ignorano le sue simbologie e ci si ferma a una superficie ributtante (per quanto visivamente e sonoramente affascinante, ancorché senza mai sfiorare le vette del più recente Mulholland Drive), in cui la tensione non è data dalla suspense dell'intreccio (svelato a metà del film), ma dalla violenza sadica di certe scene. Letta in prospettiva, Velluto blu appare, quindi, come un'opera preparatoria, interessante per le sue simbologie, che hanno concimato il terreno per la più feconda filmografia lynchiana successiva.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Il giovane Jeffrey Beaumont è costretto a tornare alla sua cittadina natale, Lumberton, per assistere il padre vittima di un infarto. Durante la sua permanenza in città, per caso Jeffrey raccoglie in un campo vicino casa un orecchio umano; incuriosito il giovane comincia a indagare, scoprendo ben presto un collegamento tra il mistero dell'orecchio e un'affascinante cantante di night-club, Dorothy Vallens.
Lumberton è una ridente cittadina della provincia americana, immersa in un'atmosfera di idilliaca tranquillità, in cui tutto sembra perfetto come in uno spot pubblicitario: fiori dai variopinti colori crescono sotto le staccionate dipinte di bianco, i bambini attraversano in fila la strada all'uscita da scuola, la gente è allegra e felice, e il sole risplende abbagliante sulla fila di villette che si susseguono una dopo l'altra lungo la via principale del paese, mentre in sottofondo risuonano lente melodie d'epoca. Ma dietro questo scenario di apparente serenità si cela un mondo oscuro e sotterraneo, nel quale è impossibile distinguere il confine fra realtà e incubo. Tutto questo è
Velluto blu, una delle opere più originali e significative nella carriera del geniale regista americano David Lynch: realizzato come una pellicola a basso budget e prodotto da Dino De Laurentiis, il film è stato consacrato come un capolavoro dalla critica e con il tempo è diventato un vero e proprio cult, grazie soprattutto al suo stile spiazzante e coinvolgente che ha saputo avvincere il pubblico. Personaggio principale della storia è Jeffrey Beaumont, interpretato da Kyle MacLachlan (già protagonista di Dune), che pochi anni dopo tornerà a farsi dirigere da Lynch nei panni dell'agente Cooper in Twin Peaks. Spinto dalla propria istintiva curiosità, il ragazzo si troverà coinvolto suo malgrado in un morboso gioco voyeuristico che gli farà conoscere una realtà nascosta e sconcertante, dominata dal sadismo, dalla violenza e dalla sopraffazione, della quale non avrebbe mai neppure sospettato l'esistenza; una realtà che segnerà, per Jeffrey, la definitiva perdita dell'innocenza e della sua ingenuità da adolescente, inducendolo ad inoltrarsi lungo una strada pericolosa e senza via d'uscita. Con questa pellicola incredibilmente suggestiva, David Lynch conduce lo spettatore in un inquietante viaggio che già prelude ad alcune delle sue opere future, da Strade perdute a Mulholland Drive, e anticipa quelli che saranno i temi centrali della celeberrima serie televisiva Twin Peaks (anche in quel caso, i torbidi enigmi di una piccola città di provincia).
Straordinaria la regia di Lynch, capace di creare effetti surrealisti ai limiti della visionarietà (memorabili la sequenza iniziale e l'inquadratura dell'orecchio nell'erba), così come le musiche di Angelo Badalamenti, che contribuiscono a trasmettere un indefinibile senso di minaccia. Eccellenti Dennis Hopper, nella parte del folle criminale Frank Booth, e Isabella Rossellini, che interpreta con sorprendente intensità il ruolo ambiguo e seducente di Dorothy Vallens, ineffabile donna del mistero che sotto la sua parrucca corvina e il trucco pesante da bambola sfiorita rivela una fragilità e una disperazione a dir poco strazianti. Il titolo originale deriva dalla canzone Blue velvet, di Bobby Vinton, usata come leitmotiv dell'intero film e cantata dalla Rossellini durante le sue esibizioni al night-club.

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La provocazione e il mistero secondo Lynch.
Recensione di Stefano Lo Verme

In una quieta cittadina della California un giovane trova un orecchio umano in un prato e lo porta alla polizia. Insieme a Sandy, figlia del poliziotto che indaga, comincia a investigare e presto i due scoprono che devono cercare nella vita di Dorothy Vallens, cantante di night. Jeffrey scopre che Frank, uno psicopatico drogato, la sottopone a sordide violenze e la ricatta, dopo averle rapito il marito e il figlio. Dopo essere stato picchiato e catturato dalla banda di Frank, Jeffrey riesce a uccidere lo psicopatico e a salvare il bambino. Ma non il marito di Dorothy, detta Velluto Blu.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 13 luglio 2012
Fabian T.

Difficile essere "critici" con un talentato e onirico regista come Lynch, ma pur rischiando di andare antipaticamente controcorrente, mi permetto di giudicare questo interessante film un esperimento se non incompleto, certamente non all'altezza dello stile e della cura che avrebbe meritato. Sebbene riesca a catturare l'attenzione dello spettatore fin dalle prime scene, durante il [...] Vai alla recensione »

martedì 15 febbraio 2011
capitan_gian

 Cinema e sogno, sogno e realtà, realtà e finzione, finzione e incubo. Il cinema di Lynch è pittura ad olio, ed è inconfondibile.  "Velluto blu" è stoffa ed è discesa verso gli inferi. Il velluto blu è l'Acheronte, fiume di morte della divina commedia, ed è aggrappato alla vita e alla morte.

lunedì 27 aprile 2009
paride86

Non è il mio preferito di D. Lynch ma è sicuramente un film eccezionale nel vero senso del termine. Provocatorio e spregiudicato, grottesco e romantico, "Velluto Blu" si dipana lentamente mostrando la psiche conflittuale di Jeffrey, diviso tra il sesso e l'amore, la morbosità e la purezza, il torbido mondo della nottee la provincia americana incantata.

domenica 25 marzo 2012
BlackDragon89

Noir. Nient'altro che un espediente cinematografico atto a rappresentare un giallo sotto un intricato gioco di contrasti.  Dino de Laurentis lascia le redini a uno degli artisti più ferrati nel campo. Il tratto di Lynch è distinguibile sin dalla prima scena. Un'atmosfera vivace marcata da musica e colori fa da cornice a un evento del tutto drammatico.

domenica 12 febbraio 2017
elgatoloco

"Blue Velvet"(1986)di David Lynch, che peraltro all'epoca aveva già al suo attivo vari film, tra cui"The Elephant Man", dimostra il suo genio creativo, replicato poi ancora in varie occasioni(va ricordato anche che Lynch è anche, oltre che autore e regista, uno scultore di vaglia, pluririconosciuto), oltre al livello autobiografico(il ricordo del"country" [...] Vai alla recensione »

domenica 5 giugno 2016
IuriV

La prima considerazione a cui sono giunto dopo aver visto questo film è che, per essere un lavoro di Lynch, sembra piuttosto lineare. Velluto Blu, infatti, si presenta come un semplice noir, nel quale un ragazzo tornato in paese per occuparsi degli affari del padre vittima di un incidente, decide di scacciare la noia indagando su un misterioso orecchio ritrovato in un campo.

venerdì 2 dicembre 2011
Gianni Lucini

Il 21 settembre 1963 arriva al vertice della classifica statunitense dei dischi più venduti il brano Blue velvet interpretato da Bobby Vinton, uno dei tanti ragazzotti bellocci dalla voce calda inventati dai discografici per la gioia delle ragazze e degli editori di rotocalchi giovanili. I tempi, però, stanno cambiando e l'arrivo del beat sta per spazzare via dalla scena musicale, [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 agosto 2014
Howlingfantod

Come partire con la recensione di un film visto tanto tempo fa eppure se ancore tutto è così vivo e limpido nella memoria significa è qualcosa che ha lasciato il segno evidentemente, come poche volte avviene nella storia del cinema, almeno per me e penso a “Shining” o a “Quarto potere”. Ci si trova dentro tutto nel capolavoro di David Lynch: l’amore, l’orrido, il sublime, il tragico, il perverso [...] Vai alla recensione »

domenica 13 luglio 2014
cineman94

Recensire un regista come Lynch non è mai facile, essendo egli complesso sia nelle tematiche affrontate che nel messaggio che vuole mandare. Tuttavia questo bellissimo film mi ha dato modo di maturare una mia ottica su di esso. Comincerei parlando della trama, che nonostante il suo inizialmente lento incedere, dopo un po' cattura l'attenzione dello spettatore, gettandolo in un mondo intriso di follia [...] Vai alla recensione »

martedì 21 settembre 2010
luca r.

lynch ha il merito con i suoi film che sono a volte con difetti di aver innovato un certo cinema!!anche in questo film crea le solite atmosfere torbide e strane!!all epoca sicuramente sara stato un pugno nello stomaco ma visto oggi forse ha perso qualcosa!!resta cmq uno dei migliori di lynch e assolutamente da vedere se non altro per dennis hoppere e stockwell...che attori

giovedì 19 maggio 2011
Kronos

Velluto blu è un vero cult anni '80 che alcuni fans ritengono (addirittura) uno dei migliori film del decennio. Ma se lo si vede con obiettività se ne ricava un'impressione diversa, anzitutto nella sceneggiatura: modesta e non coinvolgente. Anche il cast non aiuta, specialmente nei ragazzotti che appaiono scarsamente espressivi e ancor meno motivati.

lunedì 19 ottobre 2009
cloudhead

...quando qualcosa comincia male forse è il caso di cestinare il tutto e ricominciare da capo. C'è sicuramente chi si stupirà dell'affermazione, ma l'insoddisfazione regna sovrana dopo la visione di Velluto Blu. Ci sono elementi da apprezzare come antesignani della filmografia di Lynch, per esempio la presenza di donne vittime di abusi, come la cantante Dorothy Vallens, l'aspetto torbido di [...] Vai alla recensione »

martedì 6 dicembre 2011
Numenoreano

Lumberton è una cittadina in cui si curano le apparenze. Le rose sono in fiore, i bambini attraversano la strada in fila indiana, i vigili del fuoco compiono giornalmente dei giri di quartiere per controllare che tutto sia al proprio posto. La luce immacolata di questa placida comunità, tuttavia, non riesce a filtrare attraverso le spesse tende del chiuso casalingo le quali celano un'altra Lumberton. [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 giugno 2010
Luca Scialo

Un ragazzo come tanti ritrova un orecchio di un essere umano a terra e così decide di denunciare il macabro ritrovamento in Commissariato. La figlia del commissario decide di aiutarlo, raccontandogli ciò che origlia dai discorsi del padre, e così i due si addentrano in un mondo losco, al punto di rischiare più volte la pelle.

lunedì 5 settembre 2011
Francis Metal

come si fa a dire che i film di Moccia sono belli dopo avere visto questo??

venerdì 2 ottobre 2009
sciamalaglia

splendido!5 stelle per la musica e fotografia

venerdì 25 novembre 2011
Nicola

I personaggi di Jeffrey e Sandy sembrano vivere all'interno di una società rassicurate che si rifiuta di vedere cosa sta dietro l'apparente decoro in cui cerca riparo. Velluto Blu si potrebbe interpretare come una storia sulla scoperta del male. Infatti, Verso la metà del film, Jeffrey domanda a se stesso perché nel mondo ci sia tanta malvagità e lentamente scopre [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 aprile 2011
nikabarbieri

Non so ,francamente,a cosa attribuire il mio disaccordo : se alla mia inesperienza a livello di cinema prettamente Lynchiano , alla mia impossibilità evidente di cogliere sottigliezze tecniche della cinematografia noir  o cosa ; so che questo film , di cui pur riconosco il merito oggettivo , non mi ha granché trasportato. Memore della previa esperienza di "strade perdute" [...] Vai alla recensione »

venerdì 23 settembre 2011
Oblivion7is

Lynch è un visionario e lo spiega in vari modi: con "Eraserhead" ha creato un vero e proprio mondo, con "Elephant Man" un'atmosfera, con "Dune" (purtroppo) ha toppato, creando però comunque un suggestivo film di fantascienza... poi gli altri li sappiamo bene, visto che "Twin Peaks" (i due film e soprattutto la serie) ha affascinato tutti, "Cuore [...] Vai alla recensione »

domenica 17 luglio 2011
cineamatore

Con ciò,il mio vuole essere un invito ai lettori di questa recensione,a non porsi litimti di tipo territoriale o pubblicitario,al contrario di estendere la loro conoscienza cinematografica verso altri,e più vasti orizzonti,verso anche quesi registi di secondo piano,che poi di secondo piano non sono,che restano in sordina,per meccaniche di tipo aziendale,che poco hanno a che vedere con [...] Vai alla recensione »

domenica 17 luglio 2011
cineamatore

Al grande pubblico sembrerà una follia.Ai super-fan del regista,addirittura un sacrilegio.Ma,nel rivedere quel "Velluto Blu",che tanto ha fatto discutere nei primi anni 80,consegnando,poi,a Lynch,lo scettro di regista visionario e quantomai controverso,come vero e proprio capostipite di un genere totalmente innovativo nell'intero panorama mondiale,ecco,mi è sorto un forte dubbio sulla straripante risonanza, [...] Vai alla recensione »

domenica 4 settembre 2016
vighi

Sono un appassionato di thriller e dopo averne visto tanti ritengo questo fra I migliori in assoluto per l'intensita' noir che raramente ho visto altrove, per Il gioco Dei colori,per la suspence continua ed angosciante, per la sistematica metafora delle situazioni di cui e'permeato Il film.Un Grande Linch che SI mantiene sempre geniale.

lunedì 9 marzo 2015
il befe

bello

venerdì 15 novembre 2013
jacopo b98

 Jeffrey (MacLachlan) vive a Lumberton, che ha sempre considerato una cittadina carina e tranquilla, fino al giorno in cui non trova un orecchio umano in un prato. Si immerge perciò nel lungo e terribile corridoio del male, terribile quanto soffice, come il velluto. È il quarto film di Lynch, è il primo realmente lynchiano: il primo film nella carriera di un grande ed emblematico [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 febbraio 2012
vale125j

Volevo solo dire che la vicenda non si svolge in una cittadina della California,ma a Lumberton,cittadina del North Carolina. Ed esiste davvero.

domenica 14 aprile 2013
Jayan

Un altro capolavoro di Lynch. Dietro un mondo apparentemente per bene si cela un altro mondo pieno di violenza, sadomasochismo, droga. Un giovanotto entra in questo mondo e scopre cose raccapriccianti. Cerca di aiutare una cantante di un night, che canta, per l'appunto, la canzone "Blue Velvet" ("Velluto blu"). Lui vuole liberarla da coloro che in qualche modo la tengono come [...] Vai alla recensione »

martedì 16 ottobre 2012
marilena monti

Lo trovo straordinario, una sorta di discesa nei gironi dell'inferno, una divina commedia a opera del novello Dante, David Lynch. E' un film che non ti lascia, che devi vedere più volte . A me è accaduto questo. Ad ogni visione scopro nuovi imput di riflessione. Credo che questo valga già a definirlo "ottimo", giacché ritengo che un' opere d'arte [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Guardami, non fare troppo il buon vicino con lei, sennò ti mando una lettera d'amore, scritta col cuore, stronzo! Sai cos'è una lettera d'amore? È il proiettile di una pistola, stronzo!"
Frank Booth (Dennis Hopper)
dal film Velluto blu - a cura di Flavus
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stefano Reggiani

Cara Isabella Rossellini. Finalmente ha trovato una storia dove il suo elegante spaesamento ha il ruolo giusto, una piccola cantante da night di provincia, una casalinga vittima di un orribile sopruso e insieme complice di un gioco sadomaso, una innocente perversa. Anche le scene di nudo stanno sul versante domestico, un chiarore di pelle indifeso e segreto.

Tullio Kezich

Quella particolare forma di detective story che in Francia hanno chiamato “film noir” trova in questo film un bizzarro revival. David Lynch, il regista di L'uomo elefante, mette in opera tutte le morbose seduzioni di un certo cinema americano del dopoguerra, ma in chiave più esplicita: il nudo esposto, la situazione scabrosa e il linguaggio forte si integrano, qualche volta a disagio, con gli artifici [...] Vai alla recensione »

Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Quante volte il cinema ci ha detto che dietro la ridente facciata delle cittadine di provincia gli psicopatici celebrano riti orrendi? È stato soprattutto il “giallo” a metterci in guardia dalle soavi apparenze, per convincerci (come se già non lo sapessimo) che viviamo gomito a gomito coi mostri. Delle “stranezze” del mondo fanno precoce esperienza, in Velluto blu, Jeffrey e.

winner
miglior attore non protag.
Golden Globes
1987
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