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Il gattopardo |
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Un film di Luchino Visconti.
Con Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale, Paolo Stoppa, Rina Morelli.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 205 min.
- Italia 1963.
- da definire
MYMONETRO
Il gattopardo
valutazione media:
4,31
su
21
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Il principe di Salina, legato alle sue tradizioni ma capace di capire il corso delle cose, deve affrontare l'arrivo in Sicilia dei piemontesi. Il suo ...
![]() Visconti fa parlare il passato nel presente per riportarci alla decadenza della nobiltà siciliana |
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Edoardo Becattini
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Dall'alto della propria villa, la famiglia nobiliare dei Corbera accoglie con preoccupazione la notizia dello sbarco delle truppe garibaldine in Sicilia per rovesciare il regno borbonico e avviare il processo di unificazione dell'Italia. Il capofamiglia Fabrizio, principe di Salina, sfruttando la propria intelligenza politica e l'attivismo dell'ambizioso nipote Tancredi Falconeri fra le file delle camicie rosse, comprende che i tempi stanno cambiando e che il potere politico e istituzionale è ormai in mano ad una nuova classe di ricchi borghesi. Per adattarsi al tramonto dell'aristocrazia e difendere il prestigio della propria casata, il principe decide così di attendere la presa di Palermo da parte dei garibaldini, appoggiare apertamente l'annessione all'Italia ed accettare le nozze fra l'adorato Tancredi e la bella figlia di un sindaco ricco e incolto, perché “affinché niente cambi, bisogna che tutto cambi”.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
Nastri d'Argento 3 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
David di Donatello 1 0 |
Un classico mondiale...
sabato 14 aprile 2007
di ziogiafo
ziogiafo - Il Gattopardo - Italia, Francia 1963 – Il Gattopardo è un raffinato affresco cinematografico, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, messo in scena dal superlativo Luchino Visconti, che con grande maestria dirige un cast di “stelle” per la rappresentazione dello storico trapasso fra il regno borbonico e il regno d’Italia. Don Fabrizio Principe di Salina è il personaggio centrale del famoso romanzo e quindi di questo bellissimo film, figura austera ed autorevole interpretata continua » |
Il gattopardo
giovedì 11 marzo 2010
di G. Romagna
Sicilia, 1860. Tancredi (Alain Delon), giovane di famiglia aristocratica, si arruola nelle Camice Rosse garibaldine. Suo zio, il principe di Salina (Burt Lancaster), desideroso di mantere i suoi possedimenti e fiducioso nella conservazione dello status quo nobiliare sotto la monarchia dei Savoia, decide di supportare la nascita del Regno d'Italia. Una volta che ciò è compiuto, Tancredi passa a militare nella guardia regia regolare e si fidanza con la bellissima Angelica (Claudia continua » |
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Un magnifico affresco!!!
domenica 18 febbraio 2007
di Renato Corriero
Ritengo sia il miglior film di Luchino Visconti, almeno tra quelli che ho visto, rappresenta prorio bene la Sicilia di quel tempo con la sua nobiltà e la saggezza del principe di Salina ad andare nel modo più indolore possibiile in fronte ai cambiamenti! (Ottima comunque la frase:"Bisogna che tutto cambi se vogliamo che tutto resti come prima!") Una grande interpretazione di Burt Lancaster, una bellissima Claudia Cardinale ed ottime anche le parti secondarie di Alain Delon, Paolo Stoppa e la breve continua » |
Il gattopardo/1
giovedì 28 luglio 2011
di il cinefilo
"Dobbiamo cambiare tutto affinchè non cambi niente"è la frase storica,e vagamente"eccessiva",che Tancredi(Alain Delon)pronuncia davanti a suo zio il principe di Salina(un grandissimo Burt Lancaster)e già queste parole,in sè,rappresentano(insieme,soprattutto,anche al bellissimo dialogo tra don Fabrizio e il funzionario Chevalier sul"sonno"dei siciliani)un patrimonio-capolavoro di stile e ideologia liberale(per quanto,comunque,anche discutibile continua » |
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| Il principe di Salina (Burt Lancaster) | |
| I siciliani non vorranno mai migliorare, perché si considerano già perfetti. In loro la vanità è più forte della miseria. | |
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| Tancredi (Alain Delon) | |
| Cambiare tutto perché niente cambi. | |
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| Il principe di Salina (Burt Lancaster) a proposito dell'aristocrazia al crepuscolo | |
| Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra. | |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Discusso, discutibile ma certamente non privo di belle immagini e di intensi valori emotivi, ecco Il Gattopardo, il film che Luchino Visconti ha tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Al suo centro, come nel libro, c’è un personaggio che domina su tutti gli altri, quello del principe palermitano Fabrizio di Salma, travagliato da una crisi personale che è anche la crisi del suo tempo; è un gentiluomo di antica razza venuto a trovarsi, per nascita, a cavallo tra due generazioni, quella che ha lealmente servito gli ultimi Borboni di Napoli e Sicilia e quella che, con lo sbarco dei Mille e la proclamazione del Regno d’Italia, si affaccia ai tempi nuovi, pronta a dimenticare il passato e a profittare dell’avvenire; lui, però, anche se non stima gli attuali Borboni, non può dimenticare del tutto il legame che li univa a quelli passati e, per quel che riguarda l’avvenire, vede il nuovo Regno troppo facile strumento di una casta fino a ieri tenuta a distanza, per poter allearsi senza riserve a della gente che, in fondo, non apprezza; così, dopo un primo, contraddittorio e quasi cinico tentativo di venire a patti con i tempi nuovi, se ne ritrae silenziosamente, lasciando ai più giovani di seguire il destino della loro generazione. » |
di Gian Piero dell'Acqua
Un principe siciliano, la sua famiglia, le sue terre, il suo confessore, i suoi contadini, all’indomani del 1860: una società tramonta, un’altra comincia il suo cammino. Un grande e sontuoso affresco, con pagine di bellissimo rilievo figurativo, come la lunga sequenza finale del ballo, e psicologico (come il colloquio fra il Gattopardo e il rappresentante del governo piemontese Chevalley); ma anche il film più imbarazzato e incerto di Luchino Visconti, che quanto aveva da dire, in argomento analogo, l’aveva già detto con Senso. » |
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di Georges Sadoul
Fedele adattamento del celebre romanzo, quadro straordinario della Sicilia, nel 1860, all'epoca dell'epopea garibaldina. Le parti più riuscite sono: i combattimenti per le vie di Palermo, il viaggio della nobile famiglia attraverso le campagne aride, e il ballo finale, che dura circa un'ora sullo schermo, in cui il Principe, interpretato con vigore da Burt Lancaster, capisce d'essere alla vigilia della propria morte e della fine del suo mondo. Il paragone con Senso, come film d'ambiente storico su un periodo non troppo lontano da questo, è però a tutto favore del dramma della contessa Serpieri. » |
di Giuseppe Marotta
Domenica 31 marzo, vidi (buon ultimo, rispetto ai miei colleghi) Il Gattopardo al Metropolitan di Napoli. Scelsi il primo spettacolo; avevo letto che la proiezione dura tre ore e un quarto e m'ero avviato pensando: “Ah che lavoraccio... ah dannato Visconti... non possiamo dire, con te: vado al cinema, tu ci obblighi a svernarvi, muniti di pemmican e di antiscorbutici... nulla da fare per quanti soggiacciano a disturbi vescicali o prostatici... chi entra col pappagallo è rimandato, suppongo, e dovrà attendere la sabbiosa relazione di Guido Aristarco, nella quale soffocherà vivo”. » |
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