8 ½

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4,82/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Guido è un regista, quarantenne, un po' stanco. Tutto ciò che lo riguarda è stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l'amante. Ha fatto costruire un'immensa impalcatura, nemmeno lui sa bene perchè...
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Guido è un regista, quarantenne, un po' stanco. Tutto ciò che lo riguarda è stanco: il rapporto con la moglie, col suo produttore, con gli amici, persino con l'amante. Naturalmente l'ispirazione si è fatta sottile, le idee sono rare e astratte, la pigrizia avanza. Ha fatto costruire un'immensa e costosa impalcatura che forse servirà per un film di fantasia, forse. Infatti lo stesso Guido non sa perché l'abbia fatta costruire. Intorno a lui si muovono tutti i "fenomeni" del cinema: tecnici che urlano, amanti di produttori, velleitari che propongono sceneggiature, anziane attrici che aspirano a un ultimo colpo di coda. Guido rincorre idea dopo idea, tutte scialbe e abbandonate. Un critico di cinema dal linguaggio inverosimilmente ermetico gli smonta una per una tutte le iniziative. Cerca un po' d'aiuto in un alto prelato, che in risposta alle sue angosce gli parla di cardellini. Per fortuna la sua fantasia può correre liberamente nel passato, nell'età dell'adolescenza, nella sua prima terra ai tempi della scuola e delle prime sensazioni. I timori, i misteri, le curiosità, le prime eccitanti trasgressioni. Gli episodi reali e quelli della memoria si alternano in una vetrina di caratteri che davvero non si possono dimenticare: il papà nel sogno, l'amico con l'amante giovane, la maga che gli legge nel pensiero la formula "Asa nisi masa". Infine ecco il grande girotondo da fiera, con tutti i personaggi che si tengono per mano, che gli girano intorno: tutto continua ed è vitale, ed è inutile drammatizzare sul grande palcoscenico della vita. Otto e mezzo è da molti ritenuto la più alta espressione di Fellini, più ancora della Dolce vita. Qui tutto si compie, tutti i misteri vengono identificati. Il mondo del regista si evolve da (più o meno) reale che era, sale di dimensione per diventare tutto. Tutto incredibilmente nella sua "prima persona", come una sorta di paradiso e inferno efficacissimi, onnicomprensivi: il cinema di Fellini è complice, misterioso e ruffiano, blasfemo e religioso, è puttaniere e crea disagio, è eroico e vigliacco, è uomo e donna, qualunquista, apolitico, periferico, olimpico e provinciale. Ma la soglia di fantasia, magia e sortilegio è altissima, raggiungibile solo da Fellini. Premio Oscar.

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Premi e nomination 8 ½

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nomination
Premio Oscar
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Nastri d'Argento
11
0
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L'unico il solo il supremo

giovedì 21 dicembre 2006 di roberto

il punto più alto del cinema: la Rivelazione del Sè.. quello che Fellini mette in scena è molto di più della sua crisi creativa: in realtà a partire da questa si aprono interi squarci nell'inconscio del regista che consentono uno sguardo che trascende la dimensione personale x inoltrarsi nei territori enigmatici della memoria collettiva e degli archetipi. E' questo che fa di 8e1/2 un'opera d'arte sublime che trascende la soggettività dell'autore x elevarsi verso una coscienza superiore. Per quanto continua »

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Sogno e realtà

sabato 7 febbraio 2009 di veronick

8 1/2 non si limita a raccontare la crisi del regista Guido ma anche la crisi di Guido come uomo e lo fa senza circoscrivere il racconto all'interno di una trama, ampliando i confini del film e distruggendo le barriere spazio-temporali, pur mantendendo un filo logico ben preciso:si viene proiettati direttamente nella coscienza, o meglio nell'inconscio di Guido, li' dove la dimensione reale si unisce a quella onirica senza che vi sia una reale linea di demarcazione. Da qui nasce la densità di personaggi continua »

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Rizzoli voleva lasciar perdere

lunedì 10 ottobre 2011 di Gianni Lucini

Il film, cui ha collaborato anche lo scrittore Ennio Flaiano, è un grande e impietoso affresco d’epoca che con ironia prende di mira la volgarità dei nuovi ricchi, l’assurdità dell’aristocrazia e la mediocrità della borghesia. È un pugno nello stomaco per il pubblico milanese della “prima”, composto in gran parte dalla buona borghesia lombarda. Alla fine della proiezione i fischi superano per clamore gli applausi. Uno spettatore sputa continua »

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Alternativa in fellini all'autobiografia di 8 1/2

sabato 21 maggio 2005 di frdb82

Opinione diffusa sul cinema di Federico Fellini è che oggetto immediato e unico dell'analisi e della rappresentazione sia il sè dell'autore, che ogni film di Fellini sia direttamente Fellini e nient'altro, non potendosi affatto distinguere fra realtà e autobiografia, fra esterno e interno, stante la personalità avvolgente e sviluppata oltre misura dell'autore. A mio avviso si potrebbe invece distinguere l'opera a seconda se oggetto diretto sia l'autore o la realtà che lo circonda: l'autore, coltosi continua »

Guido (Marcello Mastroianni) parlando alla moglie Luisa (Anouk Aimée)
Ma che cos'è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa, dolcissime creature; non avevo capito, non sapevo. Com'è giusto accettarvi, amarci. E come è semplice! Luisa, mi sento come liberato: tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire... Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo, e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita: viviamola insieme! Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri: accettami così come sono, se puoi. È l'unico modo per tentare di trovarci.
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Guido (Marcello Mastroianni) e Claudia (Claudia cardinale)
Claudia: Della storia che mi hai raccontato non ho capito quasi niente. Ma scusa, un tipo così, come tu l'hai descritto, che non vuol bene a nessuno, non fa mica tanta pena sai? In fondo è colpa sua. Che cosa pretende dagli altri?
Guido: Perché? credi che io non lo sappia? Come sei noiosina, anche tu.
Claudia: Ah ma non ti si può dire proprio niente! Quanto sei buffo con quel cappellaccio truccato da vecchio! Io non capisco, incontra una ragazza che lo può far rinascere, che gli ridà vita e lui la rifiuta?
Guido: Perché non ci crede più.
Claudia: Perché non sa voler bene.
Guido: Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo.
Claudia: Perché non sa voler bene.
Guido: E perché soprattutto non mi va di raccontare un'altra storia bugiarda.
Claudia: Perché non sa voler bene.
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Guido (Marcello Mastroianni) e Claudia (Claudia cardinale)
Claudia: Della storia che mi hai raccontato non ho capito quasi niente. Ma scusa, un tipo così, come tu l'hai descritto, che non vuol bene a nessuno, non fa mica tanta pena sai? In fondo è colpa sua. Che cosa pretende dagli altri?
Guido: Perché? credi che io non lo sappia? Come sei noiosina, anche tu.
Claudia: Ah ma non ti si può dire proprio niente! Quanto sei buffo con quel cappellaccio truccato da vecchio! Io non capisco, incontra una ragazza che lo può far rinascere, che gli ridà vita e lui la rifiuta?
Guido: Perché non ci crede più.
Claudia: Perché non sa voler bene.
Guido: Perché non è vero che una donna possa cambiare un uomo.
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FOCUS | Cinquant'anni fa Otto e mezzo: opera d'arte del Novecento.

Onda&fuorionda

domenica 13 gennaio 2013 - Pino Farinotti

ONDA&FUORIONDA Mezzo secolo fa usciva nella sale Otto e mezzo di Federico Fellini. Chi frequenta il cinema con attenzione e passione, alludo a professionisti e a cinefili che fanno altro, non manca di inserire il film fra le sue opere di culto. Vale anche per me, e vale anche in senso assoluto, se, pur senza beatificarlo, intendiamo attribuire un "assoluto" al British Film Institute, che edita il magazine cinematografico Sight and Sound, che dal 1952, ogni dieci anni, pubblica una classifica dei migliori film del mondo.

   

di François Truffaut

I film sulla medicina fanno inorridire i medici, i film sull’aviazione esasperano gli aviatori, ma Federico Fellini è riuscito a lasciar soddisfatti gli uomini di cinema con Otto e mezzo che ha per argomento il difficile periodo di incubazione prima dell’inizio delle riprese. Fellini mostra che un regista è prima di tutto un tizio che dalla mattina alla sera viene seccato da un mare di gente che gli pone domande alle quali non sa, non vuole o non può rispondere. La sua testa è piena di piccole idee divergenti, di impressioni, di sensazioni, di desideri nascenti e si pretende da lui che dia certezze, nomi precisi, cifre esatte, indicazioni di luogo e di tempo. »

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

“È una festa, la vita. Viviamola insieme». Questa la conclusione ottimistica cui giunge Federico Fellini nel suo ultimo film Otto e mezzo, dopo aver temuto, nella Dolce vita, di non poter più separarsi dai mostri di morte che gravano sulla società contemporanea e, nelle Notti di Cabiria, nel Bidone e persino nella Strada, di non poter arrivare a vincere il peso negativo degli egoismi, degli odi, delle sopraffazioni che schiacciano e spesso distruggono gli uomini d’oggi. Per arrivare a tanto egli ha messo a nudo se stesso, confessando pubblicamente non solo il suo tormento d’uomo, ma anche (contemporaneamente e simbolicamente) il suo travaglio di autore e, con un continuo parallelismo fra i due termini, ci ha detto di un uomo (che è anche un regista di cinema) che è a tal segno sopraffatto e ossessionato dagli altri – moglie, amici, compagni di lavoro – da desiderare soltanto di star solo, lontano da tutti, incapace, in pari tempo, di dare un ordine alle proprie idee, alla propria ispirazione e, perciò, di creare. »

di Lietta Tornabuoni La Stampa

A un certo punto di8 1/2 di Fellini, amici e parenti vedono insieme con il regista protagonista il materiale dei provini girati per il nuovo film. Una giovane donna magra che è la cognata del regista (la interpreta Elisabetta Catalano, fotografa bionda e chic) si china e con astio viperino sussurra a chi le sta davanti:”Tutte cose della sua vita....” Quest'idea, che nel 1963, quando uscì,8 1/2rappresentasse una autobiografia magari parziale di Federico Fellini, resiste oltre trent'anni dopo, ancora adesso che del film prezioso viene presentata stasera a Roma la versione restaurata. »

Un film purtroppo importante

di Francesco di Benedetto

In complesso un film megalomane narcisista chiuso in sé stesso che al contempo smocciola e implora commozione. Ha fatto bene a Fellini, allora in profonda crisi esistenziale, più male che bene alla storia del cinema. Mastroianni dà forse la sua più bella interpretazione, il raccordo fra musica e immagini in movimento riesce tanto naturale da non farsi sentire. Meglio comunque 8 1/2 che una finestra di fronte: almeno le contraddizioni sono dichiarate e il film si grida capolavoro fin dalla prima inquadratura. »

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