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Attualità ed eventi dal mondo del cinema, dello spettacolo e delle arti visive.

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Charles Dickens sapeva che avrebbero inventato il cinema

In foto il ritratto dello scrittore Charles Dickens (Portsmouth, 7 febbraio 1812 – Gadshill, 9 giugno 1870).

Il 7 febbraio di 200 anni fa nasceva il grande scrittore inglese.

Charles Dickens sapeva che avrebbero inventato il cinema

martedì 7 febbraio 2012 - Pino Farinotti

Scrivo spesso di “educazione sentimentale”. Faccio nomi di scrittori che l’hanno dettata. Negli anni vulnerabili, per dirla alla Fitzgerald, abbiamo letto certi autori, classici e post-classici, diciamo così. Non c’è dubbio che parte del nostro sentimento, della cultura e del carattere, lo dobbiamo a loro. Cito solo i primi giganti e primi motori, da Omero a Dante, Shakespeare, Cervantes, fra i non molti a seguire nelle epoche. Mi limito al generale, alle grandi letterature: i russi, i tedeschi, i francesi, gli americani. Quegli scrittori, diciamo negli ultimi due secoli, chiamiamola era moderna, hanno descritto la vita, il mondo e l’uomo, come un vangelo laico. C’è tutto. Decisivi furono i britannici dell’epoca vittoriana. Autori come Stevenson, Kipling, Maugham, Conrad, Forster raccontarono i sentimenti fondamentali reperiti nei loro viaggi infiniti, in quel tempo, quando la fantasia di tutti, senza il supporto delle immagini ferme o in movimento, viaggiava quasi soltanto sui romanzi e sui racconti. Va detto che quegli britannici erano davvero privilegiati, si muovevano in quasi tutto il mondo come padroni di casa. Tutta gente, per inciso, straordinariamente filmabile. Furono proprio costoro, quasi tutti, ad ammettere che da Charles Dickens avevano molto imparato.

Se stesso
Charles ha raccontato tanto di se stesso. Si poneva spesso come modello delle proprie storie e lo dichiarava. Oliver (Twist), David (Kopperfield), Nicola (Nickleby), fra gli altri: le loro vicende erano il riflesso della vicenda di Charles. L’ispirazione funzionava. Disse di essere dotato di una grande memoria che definiremmo fotografica. Partiva dalle immagini che si prefigurava e poi narrava. È un’ affermazione di cinema. Dunque non è improprio dire che Dickens scriveva per il cinema, senza saperlo, un merito in più. Adesso King, Clancy, Grisham, scrivono sapendo che i loro libri diventeranno film.
Il cinema ha davvero sposato Charles Dickens. Se consulti un dizionario di autori letterari che hanno dato opere al cinema, la macchia dei suoi titoli occupa buona parte della pagina. Poco più avanti, alla voce Dumas ecco un’altra grande macchia. Due grandi “cineasti” davvero ante litteram, quasi contemporanei. Li dividevano dieci anni alla nascita (Dumas era nato nel 1802) ma li univa il 1870, anno della loro morte. Dumas era lo scrittore dell’avventura, ma Dickens lo era di tutto, appunto.

Nacque da famiglia agiata, divenne povero, finì in prigione col padre, lavorò in una fabbrica di scarpe, dovette arrabattarsi, si innamorò, corrisposto e non. Poi, i momenti decisivi: l’assunzione in un quotidiano che gli diede un minimo di sicurezza economica, il passaggio a una testata più importante, il Morning Chronicle, le prime pubblicazioni. Non mancò una mossa canonica del successo: sposò Catherine Hogarth, figlia del proprietario del giornale. Da lì è tutta una conquista. E poi i viaggi, anche grandi viaggi e tutti i temi assunti: il sociale, i ricchi e i poveri, l’amore, i buoni e i cattivi, la meta raggiunta ma sempre a fronte di lotta e dolore. La giustizia che alla fine si afferma. Dicevo di “educazione sentimentale”, importante e garante.

Cinque
Dickens è uno degli autori più letti in tutte le epoche. Diciamo che è nei primi cinque. Ebbe un picco di vendite anomalo persino per lui nel 1939, l’anno di Via col vento.
Il libro prediletto da Margaret Mitchell, l’autrice del romanzo, era David Copperfield. Nel film c’è un episodio in cui Rossella viene aggredita da due neri in un ghetto. Alcuni sudisti, fra cui Ashley e Franco, mariti di Melania e Rossella, organizzano una spedizione punitiva. Se verranno scoperti saranno impiccati. Le donne, in casa, aspettano, la tensione è quasi mortale. Occorre applicarsi a qualcosa. Melania ha in mano il romanzo di Dickens. Comincia a leggere: La mia nascita. Per cominciare la mia vita dall’inizio devo registrare che sono nato… La lettura viene interrotta dall’irrompere di un capitano nordista con la sua scorta. Alla domanda degli uomini, Melania racconta una bugia. “Aspetteremo fuori” dice l’ufficiale. La donna riprende la lettura: Capitolo sesto. Il mio compleanno fu memorabile, non mi dilungo su ciò che successe a scuola finché non si giunse al mio compleanno in marzo. Se si eccettua che Stilford era sempre più bello, non ricordo altro. Doveva lasciarci verso la metà dell’anno, se non prima, ed era più animoso e indipendente di prima secondo me, e perciò più avvincente del solito, ma oltre a questo non rammento niente. Le parole di Dickens, in una situazione così sospesa e opprimente diventano fisiche, diventano attori. Grandi attori. Anche Paul Newman in Makintosh man in prigione legge un passaggio del "Circolo Pickwick", che fu il primo romanzo dello scrittore. Era il 1836.

Rai
Nel 1968 la Rai ne produsse un’apprezzabile versione televisiva. Il “Circolo” racconta il viaggio di quattro amici attraverso l’Inghilterra. Chiacchiere e umorismo. Qualcosa di desueto nella letteratura di allora. Nei tre anni successivi si applicò a una delle sue opere fondamentali, Oliver Twist, che sarebbe diventato un titolo classico del cinema, di quelli rifatti ogni decennio secondo le legittime evoluzioni sociali e umane. Sono almeno cinque gli “Oliver”, compreso un musicale, diretto da Carol Reed che nel ‘68 vinse ben sei Oscar, tutti i più importanti.
Dal libro Le due città del 1859, il regista Jack Conway trasse un colosso dell’epoca, era il 1935. Dickens affrontava i contenuti della rivoluzione francese, mostrando, come molti inglesi del resto, … scarsa simpatia per Robespierre e gli altri. Nicola Nickleby è un altro titolo assunto dalla nostra televisione, come del resto il “Copperfield”. Erano gli anni Cinquanta e Sessanta, quelli eroici della Rai, che compì davvero un’azione culturale importante irradiando grandi romanzi, molti dei quali di Dickens. Altri titoli della memoria della letteratura, e del cinema, sono Grandi speranze e Tempi difficili. Tutte “sicurezze”, tutta roba che rimane dentro di noi. Charles Dickens oggi compie duecento anni. È vivo più che mai. Non è da tutti.

   

One Day e The Dark Knight Rises le prossime sfide dell'attrice.

È arrivato il giorno di Anne Hathaway?

giovedì 18 agosto 2011 - Adriano Ercolani
Anne Hathaway (Anne Jacqueline Hathaway) (29 anni)
da venerdì 11 novembre al cinema nel film One Day

È arrivato il giorno di Anne Hathaway? Per gli amanti del cinema romantico uno dei film più attesi di questa estate americana è senza dubbio One Day. Adattamento del bestseller di David Nicholls, diretto da quella Lone Scherfig che due anni fa ha piazzato il sorprendente successo di An Education, il film potrebbe rappresentare un momento decisamente importante per la carriera della sua protagonista, la star Anne Hathaway. Consolidatasi come nuova regina della commedia sentimentale e sofisticata, la ventottenne newyorkese proprio con One Day avrà dunque la possibilità di aggiungere un tassello più serio e malinconico alla gamma dei personaggi fino ad ora portati sul grande schermo.

   


Timberlake è tra i pochi musicisti ad aver avuto successo anche al cinema.

Play it again, Justin!

martedì 9 agosto 2011 - Adriano Ercolani
Justin Timberlake (Justin Randall Timberlake) (31 anni)
da mercoledì 31 agosto al cinema nel film Bad Teacher: una cattiva maestra

Play it again, Justin! Quando le odierne star della musica americana hanno provato a confrontarsi col cinema il risultato non è stato decisamente ragguardevole: pensiamo al recente, bistrattato Burlesque, protagonista una legnosa Christina Aguilera, oppure al luccicante ma banale Dreamgirls con Beyoncé Knowles. Andando più indietro nel tempo, è con una certa malcelata ironia che vogliamo citare il terribile Crossroads, protagonista una Britney Spears in versione puritana. L’unico artista musicale che in tempi recenti era riuscito a realizzare un film davvero notevole a conti fatti è stato Eminem, notevole e sensibile interprete dell’ottimo 8 Mile di Curtis Hanson. Chissà perché poi il rapper, a parte un gustoso cammeo in Funny People qualche tempo fa, non ha più continuato col cinema.
Chi invece si sta costruendo una carriera cinematografica interessante e ormai pienamente consolidata è Justin Timberlake, esploso nel mondo musicale con la boyband N’Sync e poi autore di una gloriosa carriera da solista.

   


Il regista ha conquistato Hollywood con la Terra di Mezzo.

5x1: Peter Jackson, lo hobbit neozelandese

martedì 9 febbraio 2010 - Stefano Cocci
Peter Jackson (Peter Jackson) (50 anni)
da venerdì 12 febbraio al cinema con il film Amabili resti

5x1: Peter Jackson, lo hobbit neozelandese Si può conquistare Hollywood partendo dalla piccola propaggine al largo delle costa australiane conosciuta come Nuova Zelanda? Ebbene sì e, grazie a Peter Jackson, l'isola ha smesso di essere celebre solo per la squadra di rugby degli All Blacks e la loro danza maori, la haka. Infatti, se gli All Blacks rappresentano per la palla ovale quello che il Brasile è per il calcio, Peter JacksonStanley Kubrick del cinema del XXI secolo. Infatti, con le dovute proporzioni e con grande rispetto verso uno dei massimi Maestri del cinema del secolo scorso, ci sono alcuni punti di contatto: la passione per la fotografia (entrambi hanno iniziato come fotografi), il gusto di adattare libri importanti per il grande schermo, il maniacale perfezionismo, la voglia di isolarsi dalla patinata Hollywood (Kubrick visse per gran parte della propria vita vicino Londra sebbene fosse americano, Jackson continua a realizzare e produrre i suoi film in patria). Invece, come un altro grande del cinema, Alfred Hitchcock, adora comparire in piccoli cameo nei suoi lavori. Ce ne è uno in ognuno dei suoi film.
Dopo l'abbuffata di Oscar de Il ritorno del re, Peter Jackson deve aver perso l'appetito, ha interrotto la sua dieta a base di hamburger e ne ha iniziata una in cui si nutre principalmente di yogurt e muesli. Il risultato? Il regista ha perso una quindicina di chili ma non sembra aver perso la fame di cinema. Così, prima ha messo mano ad un classico della Hollywood degli anni d'oro, King Kong, e, poi, è tornato alla passione per i libri adattandone uno di grande successo, Amabili resti di Alice Sebold.


L'attrice fiorentina cerca la svolta con Muccino.

5x1: Vittoria Puccini, bella in corsetto

martedì 26 gennaio 2010 - Stefano Cocci
Vittoria Puccini (30 anni)
da venerdì 29 gennaio al cinema nel film Baciami ancora

5x1: Vittoria Puccini, bella in corsetto Per Vittoria Puccini e Baciami ancora gli intrecci sul set si sovrappongono a quelli della vita reale. Infatti, l'attrice fiorentina è celebre per la storia d'amore nata tra una scena e l'altra della fiction Elisa di Rivombrosa con il collega Alessandro Preziosi che diede un tono straordinariamente reale alle vicende di cappa, spada e corsetti molto stretti nel Piemonte sabaudo del XVIII secolo. Allo stesso modo, sembra essere stata la storia, finita male, tra Accorsi e la Mezzogiorno a precludere all'attrice il ritorno dei panni di Giulia. Ai tempi de L'ultimo bacio i due stavano insieme e, a dire il vero, il diniego della Mezzogiorno è stato alquanto garbato. Ma, tant'è, Muccino non è rimasto certo a guardare e, determinato a riportare sul grande schermo le vicende dei due, ha puntato sulla Puccini, che forse ha meno spessore interpretativo ma certamente non è da meno in quanto a fascino.
Così, per la donna giunta alla celebrità grazie alla televisione, e che si è fatta notare con la partecipazione a qualche buon film indipendente, arriva la grandissima occasione, una sfida senza precedenti. La biografia ufficiale dichiara che Vittoria Puccini è giunta davanti a una cinepresa per gioco, quasi per caso, quando decise di partecipare a un provino malgrado il sogno fosse quello di diventare avvocato. Vero o no, se sia frutto di un buon press agent o la verità, resta il fatto che, ad oggi, abbiamo un avvocato di meno e una splendida attrice in più a cui chiedere sognanti "baciami ancora".


Matthew ha passato l'inizio della sua carriera a scacciare l'ombra del mito. Sembra esserci riuscito.

5x1: McConaughey, nuovo Paul Newman

martedì 30 giugno 2009 - Stefano Cocci
Matthew McConaughey (Matthew David McConaughey) (42 anni)
da venerdì 3 luglio al cinema nel film La rivolta delle ex

5x1: McConaughey, nuovo Paul Newman Saluterò questo giorno con l'amore nel cuore. È uno dei versi più significativi del libro "Il più grande venditore del mondo" di Og Mandino, un best seller da oltre 50 milioni di copie nel mondo, che dal 1968, anno della sua pubblicazione, ha cambiato, a torto o a ragione, la vita di milioni di persone. Anche la vita di Matthew McConaughey è stata cambiata dal libro di Mandino, come orgogliosamente scrive nel suo sito ufficiale, in cui mancano, però, i riferimenti a quando fu beccato suonare nudo i bongos nel giardino di casa sua, insieme all'amico del cuore Cole Hauser (il cui bisnonno ha fondato la Warner bros), completamente fatto di marijuana. Sarà per questo che il sito ufficiale di Matthew accompagna la navigazione con una continua litania di musica reggae. Così, tra uno scandalo e l'altro e, soprattutto, tra una pubblicità di D&G e l'altra (l'ultima ancora non smette di andare in onda, mostrando i pettorali di Matthew inondati dei flash dei fotografi), McConaughey sembra aver scelto la propria dimensione artistica: infatti, all'epoca di Contact ed EDtv era contesto dalla produzioni a "big budget" e sembrava non ci potessero essere limiti a dove poteva arrivare questo texano dallo sguardo di ghiaccio. Qualcuno disse che era il nuovo Paul Newman. Passato quasi un decennio, il vero Newman non c'è più, ed anche il nuovo ha perso la strada. McConaughey passa da una commediola all'altra, in cui interpreta sempre lo stesso personaggio: uno sciupafemmine incallito che trova, donna dopo donna, la retta via. Così accade con La rivolta delle ex, in cui addirittura si è scomodato Charles Dickens per far capire a Matthew quello che suo padre gli ripeteva fin da bambino: "never lie and respect woman", non mentire mai, rispetta le donne. Chissà se c'è scritto anche questo ne "Il più grande venditore del mondo".


Sexy personaggio shakespeariano per l'attrice esplosa in Un posto al sole.

5x1: Laura Chiatti, dalla tv a Desdemona

martedì 24 febbraio 2009 - Stefano Cocci
Laura Chiatti (Laura Chiatti) (29 anni)
da venerdì 27 febbraio al cinema nel film Iago

5x1: Laura Chiatti, dalla tv a Desdemona La musica l'ha lanciata ma è la televisione ad aver segnato la sua carriera. Anche oggi che è una delle più desiderate attrici italiane, Laura Chiatti non disdegna di mantenere in piedi un rapporto con il suo primo amore. La storia dell'attrice nata a Castiglione del Lago nella calda estate del 1982 inizia con la musica: sogna di sfondare come cantante e arriverà a incidere due album in inglese. Il successo non le sarà riconosciuto per le sue doti canore ma per quelle fisiche. Nel 1996 vince il concorso di bellezza Miss Teenager Europa. Si aprono le porte del cinema e sarà la musica a segnare la sua carriera. È scelta per il "musicarello" in salsa anni Novanta Laura non c'è: chi meglio di lei per il film ispirato alla canzone di Nek? È ovvio che i gloriosi tempi che fecero grande questo genere in Italia sono ben lontani – quelli, per intenderci, di Gianni Morandi che fece una grande coppia con Laura Efrikian, Claudio Villa, Al Bano e Rita Pavone, solo per citarne alcuni. Però Laura c'è e non demorde. Dal 1999 inizia a fare presenza fissa sui canali Rai grazie a fiction e soap, come Incantesimo e Un posto al sole. Il nuovo millennio è suo. Campiotti e Sorrentino la vogliono. Il confronto con il regista de Il Divo sembra lasciare degli strascichi. Qualche anno fa, in una intervista, la Chiatti dichiarò di preferirgli Muccino, un'affermazione che forse sottintende qualche frizione sul set. Abbandonati gli spifferi e i gossip, la Chiatti prosegue nella sua folgorante carriera: diventa icona del cinema generazionale italiano, insieme a Scamarcio, Capotondi e Vaporidis. Prima o dopo li incontrerà tutti sul set. L'ultimo è proprio il bel Nicolas in Iago, diretta da Volfango De Biasi nell'italico tentativo di un Romeo+Giulietta di luhrmaniana memoria. Ispirato all'Otello di Shakespeare, vuole essere una rilettura del capolavoro attraverso una lente giovanilistica.


Fenomenologia di un divo e di una diva destinati a perdersi e ritrovarsi eternamente.

Kate Winslet e Leonardo Di Caprio: due sulla strada

giovedì 29 gennaio 2009 - Marzia Gandolfi
Leonardo DiCaprio (Leonardo Wilhelm DiCaprio) (37 anni)
da venerdì 30 gennaio al cinema nel film Revolutionary Road

Kate Winslet e Leonardo Di Caprio: due sulla strada È stato oggetto del desiderio di tutti, Leo DiCaprio. Di donne in Pronti a morire, di uomini in Ritorno dal nulla e in Poeti dall'inferno. Sarà per quel volto innocente composto di angoli gentili, per quella fronte illuminata dai tramonti del Titanic, per quella abbassata del Re Sole (La maschera di ferro) o per quella corrugata nel bene e nel male (The Departed). Candido e privo di ambiguità, l'attore americano è stato all'alba della sua carriera l'interprete ideale del ruolo romantico e rassicurante. È stato l'anello di congiunzione tra etero e omosessualità. Senza sfumature, senza una vitalità dirompente da mettere in gioco, senza il dolore ardente di River Phoenix o la bellezza imperfetta di Matt Dillon. Poi un giorno ha acquistato un biglietto di terza classe, si è imbarcato su un transatlantico spettacolare, ha sostenuto l'amata sull'orlo dell'abisso e si è immerso nel profondo, riemergendo da una mare nero come inchiostro a nuova vita e a nuovo cinema. Quello esotico di Danny Boyle, quello in fuga di Spielberg, quello esaltato di Scott, quello esistenziale di Mendes e una, due e tre volte quello "meanstreets" di Scorsese. Dopo l'inabissamento e dopo gli occhi di Jack che dipinge gli occhi di Rose, DiCaprio contraddice coraggiosamente il suo fisico da eroe romantico scegliendo personaggi ambigui come il contrabbandiere di diamanti di Blood Diamond, sgradevoli come l'agente della CIA di Nessuna verità o ancora patologici come l'Howard Hughes di The Aviator, alternandoli ad altri decisamente più convenzionali. Perduto l'aspetto efebico e raggiunta la definizione sessuale, DiCaprio costruisce ruoli di luci e ombre attraverso una recitazione "naturale", vagamente nevrotizzata, che cerca la psicologia del personaggio e che pretende una verità psicologica al personaggio. Lavorando all'interno e giocando sulle sfumature che spaziano dall'underplaying all'overplaying, l'attore che con una macchinetta in bocca urlava straziante l'altrove in Mr. Grape, ha sancito il commiato dagli adolescenti innamorati, dai poeti amanti, dai pittori di terza classe per abbracciare "quei bravi ragazzi" con la faccia d'angelo che compiono azioni cattive. Produce allora personaggi per cui la morale è un arnese obsoleto. Sollecita lo spettatore ad abitare la spaccatura esistenziale dell'agente infiltrato di un infernal affairs o la progressiva arcatura autodistruttiva di Howard Hughes, miliardario eccentrico, capitalista impavido, sognatore megalomane del Sogno Americano, metafora leggendaria di un destino di distruzione precipitato dal cielo sulla Mecca hollywoodiana. L'eterno adolescente si sbriglia nel titanismo ambizioso di Hughes e raggiunge la maturità sui marciapiedi di Boston, incoraggiato da Frank Costello (e da Martin Scorsese) a frequentare la luce chiara della legge e insieme il buio clandestino del crimine. Muovendosi nell'oscurità del non essere pienamente se stessi e nella normalità di un asfissiante sopportazione, DiCaprio guida fino alla Revolutionary Road. Sull'uscio di una casa a due piani lo aspettano April, Rose e Kate, sopravvissute al naufragio del Titanic e "affondate" nelle loro stanze. In una notte senza luna, in un giorno senza sole, in una vita senza Frank, Jack, Leo.


Altro che Titanic: tornano insieme DiCaprio e Winslet ma è tutta un'altra storia.

5x1: L'amore al tempo del cinema

martedì 27 gennaio 2009 - Stefano Cocci
Kate Winslet (Kate Elizabeth Winslet) (36 anni)
da venerdì 30 gennaio al cinema nel film Revolutionary Road

5x1: L'amore al tempo del cinema Il 2008 si è chiuso all'insegna del romanticismo un po' fantasy di Twilight, con l'amore di un vampiro per un'umana, che ha conquistato il pubblico e il box office. Il 2009 si è aperto con un ritorno al classicismo hollywoodiano, con la passione australiana tra Nicole Kidman e Hugh Jackman, entrambi belli, avventurosi ed innamorati sullo sfondo dei paesaggi "down - under". Gennaio, invece, si conclude all'insegna di un altro tipo di amore, anzi, con il racconto di un rapporto che lentamente cede ai colpi dei sogni infranti e delle speranze deluse. È il ritorno di Sam Mendes, del suo viaggio dentro la famiglia americana: dopo American Beauty, Revolutionary Road è ambientato in un'altra epoca, gli anni Cinquanta, è tratto da un romanzo dal successo clamoroso degli anni Sessanta, che per primo squarciò il velo dell'ipocrisia della famiglia, e della società, perfetta americana: Frank e April Wheeler tentano di lottare contro il qualunquismo della provincia, pensano e credere di essere qualcosa in più di una casa in ordine, un'auto e dei figli da crescere, ma, presto, faranno i conti con la realtà. Il film è bellissimo, struggente e interpretato magistralmente. I protagonisti sono una delle coppie "romantiche" più amate e di maggior successo della storia del cinema: Jack e Rose che naufragano con il Titanic, alias Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Tornano insieme e stavolta non sono più i brividi della passione – oltre che dell'oceano ghiacciato – a scuoterli ma i dubbi e le paure di una famiglia borghese. Se Australia e Revolutionary Road sono i due poli dell'amore e del romanticismo attorno a cui ruota il nuovo anno appena iniziato, il cinema ha sempre offerto spunti e riflessioni sull'amore romantico, in qualsiasi forma fosse pensato e vissuto.


Nella terra in cui il denaro salvifica tutto, l'attore afroamericano ha un ruolo determinante.

Samuel L. Jackson, eroe americano

domenica 21 dicembre 2008 - Stefano Cocci
Samuel L. Jackson (Samuel Leroy Jackson) (63 anni)
da giovedì 25 dicembre al cinema nel film The Spirit

Samuel L. Jackson, eroe americano Compie sessant'anni oggi Samuel L. Jackson, un'età che per molti, i comuni mortali, rappresenterebbe il tempo della riflessione e del ritiro. Non per un eroe del cinema che, a questa veneranda età sarebbe il caso di dire, ancora si lancia in avventure come quella di The Spirit, in cui interpreta il super – cattivo Octopus. Non rinuncia alle sfide, quindi, nemmeno fisiche, tanto meno professionali. Il dato più importante, però, è che con una filmografia esplosa in ritardo (Pulp Fiction il suo primo vero successo mondiale è del '94, quando il nostro eroe aveva 46 anni) oggi Samuel L. Jackson entra di diritto nel Guinness dei primati come l'attore con il più alto record di incassi della storia: la cifra astronomica di 7,94 miliardi di dollari lordi maturati nelle sue apparizioni sul grande schermo. Nella nazione in cui i sogni hanno il colore dei soldi, è l'investitura a Signore di Hollywood. Il segreto del suo successo, come spesso ha dichiarato, è di aver mantenuta intatta la curiosità "di fare per lavoro le cose che adorava vedere da ragazzo", ruoli e interpretazioni "eccitanti da guardare".
Se sia il segreto del successo, non lo sappiamo. Certo è che grande parte ha avuto Quentin Tarantino nel costruire l'eroe Jackson, scegliendolo per il pluripremiato Pulp fiction quando l'attore afro-americano non era nient'altro che una figura di rincalzo nel panorama cinematografico. Poi sono arrivati Die Hard e Guerre Stellari. Insomma, capitoli fondamentali di quella straordinaria saga chiamata cinema.


In Nessuna verità interpreta un uomo dei servizi segreti americani.

5x1: Leonardo DiCaprio e il suo doppio

martedì 18 novembre 2008 - Stefano Cocci
Leonardo DiCaprio (Leonardo Wilhelm DiCaprio) (37 anni)
da venerdì 21 novembre al cinema nel film Nessuna verità

5x1: Leonardo DiCaprio e il suo doppio Quando si pensa a Leonardo DiCaprio si fatica a disgiungerlo dal titolo di uno dei più grandi successi planetari del cinema degli ultimi 50 anni. Titanic rispolverò il mito di Ben Hur, fece incetta di statuette agli Oscar, condannò Céline Dion a cantare per sempre "My heart will go on" e i suoi giovani attori divennero prigionieri di quel trionfo. Mentre Kate Winslet ha impiegato del tempo ad uscirne, non si può negare che Leonardo DiCaprio abbia continuato incessantemente a lavorare, a costruire uno stile e perfezionarsi scegliendo dei registi di prima classe a cui affidarsi. Così, dopo Spielberg e Scorsese, cade nelle braccia di un altro maestro di Hollywood, Ridley Scott, e con Nessuna verità fronteggia un altro mostro sacro del cinema, Russell Crowe. Bella prova di personalità, dopo aver affiancato Tom Hanks in Prova a prendermi, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York, Jack Nicholson in The Departed, tutte prove di livello, assorbendo tutto quello che c'era da imparare da questi miti, ma non rinunciando alla propria cifra stilistica e a una chiave interpretativa: l'uomo, l'icona ma anche il suo doppio, il rovescio della medaglia, l'immagine riflessa nello specchio.


Icona di culto per alcuni cineasti, all'attore americano piace cimentarsi in pellicole non sempre impegnate.

5x1: le due anime di Samuel L. Jackson

martedì 20 novembre 2007 - Stefano Cocci
Samuel L. Jackson (Samuel Leroy Jackson) (63 anni)

5x1: le due anime di Samuel L. Jackson Quando esplose, all'epoca di Pulp Fiction, fu acclamato come la grande speranza nera. Denzel Washington era una stella ma faticava a raggiungere quel riconoscimento che arrivò con Training day, mentre Halle Berry era una delle tante bellone di Hollywood. Il monologo tratto dalla Bibbia di Jules Winnfield conquistò il pubblico e la critica di tutto il pianeta e Samuel L. Jackson si impose come una delle star in maggiore ascesa. Ottenne una nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista. La sua carriera era in prepotente scalata verso l'Olimpo.
Da allora, però, il nostro eroe ha alternato alcune buone prove ad altre francamente sconcertanti, non tanto in termini di successo al box office quanto come qualità stessa dei copioni scelti. S.w.a.t., Shaft e Blu profondo sono alcuni esempi. Per questo, all'attore di livello Samuel L. Jackson si è affiancato l'intrattenitore, come in queste pellicole di azione già citate o nei tanti thriller cui ha partecipato nel corso degli anni, alcuni francamente da dimenticare.
Oggi l'attore nato a Washington DC e che ha trascorso l'infanzia in Tennessee torna tra di noi con un thriller annunciato tra i più belli della stagione, 1408, tratto da un racconto di Stephen King, e presto anche in Black Snake Moan, in cui appare incanutito e calvo tenere in catene una Christina Ricci senza controllo. Ma qual è la vera anima di Samuel L. Jackson? Cerchiamo di scoprirla tra i 5 film scelti.



Prossimo mese
Un giorno questo dolore ti sarà utile
Henry
Un couple parfait
The Woman in Black
War Horse
Un giorno questo dolore ti sarà utile
Prossima settimana
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
Dorme
Adisa o la storia dei mille anni
40 carati
Tre uomini e una pecora
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma
Questa settimana
The Last Days of Emma Blank
Hugo Cabret
Millennium - Uomini che odiano le donne
I Muppet
Polisse
The Last Days of Emma Blank
Scorsa settimana
Mission Impossible - Protocollo Fantasma
L'arte di vincere
ACAB - All Cops Are Bastards
The Iron Lady
Il sentiero
Mission Impossible - Protocollo Fantasma
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Johnny Depp  (48 anni)
Nome: John Christopher Depp II
Data nascita: 9 Giugno 1963
Luogo nascita: Owensboro (Kentucky - USA)
da venerdì 3 febbraio al cinema in
Hugo Cabret di Martin Scorsese
Johnny Depp
Riccardo Scamarcio  (32 anni)
Data nascita: 13 Novembre 1979
Luogo nascita: Andria (Italia)
da venerdì 3 febbraio al cinema in
Polisse di Maïwenn Le Besco
Riccardo Scamarcio
Keira Knightley  (26 anni)
Data nascita: 26 Marzo 1985
Luogo nascita: Teddington (Gran Bretagna)
da venerdì 10 febbraio al cinema in
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma di George Lucas
Keira Knightley
Jude Law  (39 anni)
Nome: David Jude Law
Data nascita: 29 Dicembre 1972
Luogo nascita: Londra (Gran Bretagna)
da venerdì 3 febbraio al cinema in
Hugo Cabret di Martin Scorsese
Jude Law
Natalie Portman  (30 anni)
Nome: Natalie Hershlag
Data nascita: 9 Giugno 1981
Luogo nascita: Gerusalemme (Israele)
da venerdì 3 febbraio al cinema in
Hesher è stato qui di Spencer Susser
Natalie Portman

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