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Resolution 819 vince la terza edizione di Roma

Vince il thriller politico di Giacomo Battiato e il dramma bellico di Siddiq Barmak.

 
A Roma vincono racconti di guerra vista come dramma dell'umanità
A Roma vincono racconti di guerra vista come dramma dell'umanità
venerdì 31 ottobre 2008 di Edoardo Becattini

A Roma vincono racconti di guerra vista come il dramma dell'umanità
Ha un finale drammatico ma rasserenante questo Festival di Roma. Una contraddizione solo apparente, che riesce a mettere un segno positivo ad una terza edizione nata sotto il segno della polemica fin dalle sue prime battute. Resolution 819 di Giacomo Battiato è riuscito nell'ardua impresa di mettere tutti d'accordo: è un film impegnato, dal nucleo umanitario ed attuale, dal respiro internazionale, ma è soprattutto un film di produzione italiana. Raccontare il massacro dei civili bosniaci di Srebrenica del 1995 attraverso la forma narrativa del thriller politico è stata con molta probabilità lo scarto qualitativo che ha convinto compattamente il pubblico del festival, chiamato in massa a dare un giudizio ai vari film presenti in concorso grazie ad un sistema di lettura ottica posto all'uscita di tutte le sale. È stato il neo-sindaco di Roma Gianni Alemanno a dare il premio più importante di questo festival popolare, pensato e strutturato per il più ampio pubblico di amanti del cinema.
E che tuttavia non ha dimenticato l'importanza dei critici, una rappresentanza dei quali è stata chiamata ad attribuire premi collaterali. Questa "giuria di qualità", composta dai critici Edoardo Bruno, Michel Ciment, Emanuel Levy, Roman Gutek e presieduta da Tahar Ben Jelloun ha alla fine premiato Opium War, opera drammatica e toccante di Siddiq Barmak (allievo del più famoso Mohsen Makhmalbaf). Opium War si è imposto sulla giuria dei critici per il modo crudele, realistico e sottilmente ironico con cui è riuscita a raccontare la guerra in Afghanistan. Il regista si è inoltre detto onorato di essere premiato nella città di Fellini e Rossellini, che hanno contribuito in modo determinante a formare il suo amore per il cinema.
I migliori attori del Festival, sempre secondo l'insindacabile giudizio dei critici, sono stati invece considerati Bohdan Stupka, per il suo ruolo brillante in A Warm Heart (With Col cuore in mano) di Krzysztof Zanussi, e Donatella Finocchiaro, dark lady dalla doppia anima nel racconto sui rapporti fra Sacra Corona Unita e territorio pugliese Galantuomini, di Edoardo Winspeare. Menzioni speciale ai due film sorpresa della kermesse: A corte do Norte di Joao Botelho e Aide-toi, le ciel t'aidera di François Dupeyron, che nella mattinata aveva ricevuto anche il premio Farfalla d'Oro di AgiScuola.

I premi alla carriera e quelli di Alice
Nella sezione dedicata al cinema per l'infanzia e l'adolescenza il maestro dell'animazione Bruno Bozzetto ha premiato il miglior lungometraggio per bambini della sezione Alice nella città, attribuito a Magique! di Philippe Muyl. Il premio è stato consegnato direttamente nelle mani del piccolo protagonista Louis Dussol che ha letto un messaggio del regista alla platea e ha concluso il suo discorso, su invito del presentatore Vincenzo Mollica, con un'imitazione di Paperino. Fra i film destinati al pubblico maggiore di 12 anni ha invece vinto Summer dell'inglese Kenneth Glenaan, racconto di un'estate di due giovani emarginati ambientato nella provincia delle Midlands.
Altri premi collaterali erano stati poi attribuiti nella mattinata, fra i quali si distingue quello della Libera Associazione Rappresentanza di Artisti (L.A.R.A.) attribuito al miglior interprete italiano, che è alla fine risultato il giovane Michele Riondino, per la parte del carismatico manipolatore Francesco nel film di Daniele Vicari Il passato è una terra straniera. Altri due premi sono stati assegnati ai due migliori documentari della kermesse: Gyumri di Jana Sevcikova per la sezione CULT, e Life.Support.Music di Eric Daniel Metzgar per il premio ENEL, attribuito al miglior documentario di ambito sociale. Da segnalare infine, la presenza di un'icona della grande tradizione della nostra commedia popolare come Gina Lollobrigida, che ha chiuso la kermesse ricevendo il Marco Aurelio d'Oro alla carriera nel cuore della sua stessa città.

Rapide conclusioni sul Festival
È così che nell'immensa tragedia di Srebrenica si affaccia il lieto fine per un festival che alle polemiche strutturali e congenite che fanno parte dell'ordinaria gestazione di un festival di ampio respiro, ha visto man mano aggiungersi sempre più forti dubbi e perplessità di natura politica sulle scelte adoperate dalla nuova direzione di Gian Luigi Rondi. Perché al di là di sterili disquisizioni linguistiche sul fatto se sia più rappresentativo per questa kermesse la più seriosa denominazione di "festival" rispetto ad una frivola "festa" del cinema, è pur vero che alcune defezioni dell'ultim'ora (su tutte l'ultimo film di Oliver Stone) e la netta prevalenza di pellicole italiane hanno destato più di un sospetto. A onor del vero, anche l'edizione di quest'anno non ha poi dimenticato anche l'aspetto più smaccatamente popolare che è base della stessa filosofia del festival. Nel tappeto rosso che accoglie all'Auditorium della Musica si sono viste così passare personalità del cinema internazionale come Colin Farrell, Jessica Biel, senza dimenticare il vero e proprio "bagno" di folla (mai termine fu più azzeccato visti i tremendi acquazzoni che hanno accompagnato le ultime passerelle) per i giovani divi di Twilight o per i numeri funambolici del corpo di ballo di High School Musical; o ancora le importanti testimonianze di cinema di Al Pacino, David Cronenberg e Viggo Mortensen.
Bisogna quindi in sostanza ammettere che, pur in un'edizione smaccatamente ideata e realizzata per celebrare il nostro cinema e dargli quella spinta necessaria a proseguire il buon cammino intrapreso dal "rinascimento" di Garrone e Sorrentino, il premio principale ad un film come Resolution 819 (attuale, importante, italiano, ma anche internazionale) mette buona pace a più di una polemica.

In foto:
Giacomo Battiato (68 anni) 18 Ottobre 1943, Verona (Italia) - Bilancia
Regista del film Resolution 819.
Giacomo Battiato
Resolution 819 Un thriller sulla risoluzione ONU in Bosnia
Resolution 819

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
La Risoluzione delle Nazioni Unite cui rimanda il titolo è quella presa dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per accertare e condannare i crimini contro l’umanità perpetrati durante la guerra nei Balcani all’indomani dell’indipendenza della Bosnia Herzegovina. Con questo mandato l’Alta Corte di Giustizia de L’Aja invia volontario a Srebrenica il poliziotto francese Jacques Calvez per trovare le prove del genocidio compiuto dai Serbi di Bosnia. Sei anni di ricerche con un team internazionale ad affiancarlo e mille ostacoli da superare, condussero Calvez a istruire il processo che oggi vede imputati Karadzic e Mladic. Un thriller potente per una pagina della nostra storia che si riapre sull’orrore.
I premi alla carriera e quelli di <em>Alice</em>
I premi alla carriera e quelli di Alice
In foto:
Gina Lollobrigida (Luigina Lollobrigida) (84 anni) 4 Luglio 1927, Roma (Italia) - Cancro
Rapide conclusioni sul festival
Rapide conclusioni sul festival
In foto:
Robert Pattinson (25 anni) 13 Maggio 1986, Londra (Gran Bretagna) - Toro
Interpreta Edward Cullen nel film di Catherine Hardwicke Twilight. Al cinema da venerdì 21 novembre 2008.
Resolution 819, un film di finzione con il valore di un documentario Intervista:
Resolution 819, un film di finzione con il valore di un documentario
Giacomo Battiato ha presentato il suo nuovo film al Festival di Roma.
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