Alan LaddNome: Alan Walbridge LaddData nascita: 3 Settembre 1913 (Vergine), Hot Springs (Arkansas - USA) Data morte: 24 Gennaio 1964 (50 anni), Palm Springs (California - USA) |
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![]() E voi, avete scelto qualche posto? Uno vale l'altro: non mi fermo in nessun posto.
dal film Il cavaliere della valle solitaria (1953)
Alan Ladd è Shane
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Il tirocinio è il solito, molti lavori e attività (anche giornalismo), prima di entrare alla Paramount. Qualche piccola parte (per esempio in Quarto potere) poi un paio di presenze più robuste fino alla grande occasione, Il fuorilegge, tratto da Graham Greene in cui incarna un killer freddo e crudele ma con sfumature intense e inquietanti. Ladd ha trovato quella che sarà la sua immagine della prima stagione della carriera: una grinta impassibile e durissima in contrasto col suo aspetto di biondo dagli occhi azzurri fragile e fin troppo bello. Negli anni quaranta diventa padrone di quel tempo di ruolo con film come La chiave di vetro, da Hammett, La dalia azzurra da Chandler, Saigon e Calcutta. Spesso accanto a lui c'è la sua omologa (piccola, bionda, pettinatissima) Veronica Lake. Ladd fa incassare milioni di dollari con produzioni a basso costo. Sarà un autentico guaio per lui. La major continua a sfruttarlo in quel senso senza dargli la possibilità di evolversi e manifestare tutte le sue qualità, che sono rilevanti. L'opposto di un Bogart, certamente non più dotato di Ladd ma impiegato in ruoli meno commerciali. L'attore è straordinario nella riduzione del famoso romanzo di Scott Fitzgerald Il grande Gatsby, dove domina una produzione lontanissima dalla qualità e dalla verità del romanzo. Intanto è perennemente nei top ten, cioè nella importantissima hit parade del botteghino hollywoodiano. Nel 1948 la Casa lo impiega in un western a colori, Smith il taciturno, film di ottimo budget e possibilità. Ladd si rivela un magnifico westerner e da quel momento i suoi moli saranno per lo più quelli. Nei 1953 George Stevens dirige il film che, in occasione del quarto di secolo della Paramount dovrà diventare leggenda, e leggenda diventa, Il cavaliere della valle solitaria (Shane). Shane è Alan Ladd. Ne esce un eroe strepitoso: l'uomo misterioso e silenzioso, che sa essere umano e, al caso, violentissimo, e che fa giustizia senza compensi. Forse il più fulgido eroe di tutto il cinema. L'attore, a quarant'anni, ha avuto la consacrazione che meritava. Shane è uno dei più leggendari cult del cinema del mondo, con una folta schiera di appassionati che erano ragazzi in quel tempo. Dopo Il cavaliere Ladd comincia a declinare. Gli anni, e l'alcol, gli toccano il volto e fanno emergere tutta la sua fragilità, anche interna. Dopo una serie di western, alcuni dei quali certamente decorosi, sempre più legnoso e a disagio, l'attore è diventato ombra di se stesso. L'ultima impennata è nel suo ultimo film, L'uomo che non sapeva amare, dove l'attore ha accertato un ruolo di caratterista. È un vecchio cow boy tramontato, triste e grottesco, che diventa attore del cinema. Ladd muore poco dopo, a 51 anni, per una miscela di pillole e liquori. Di Alan Ladd, nei decenni sono davvero sparite le tracce. Il suo destino postumo di attore-eroe misconosciuto è stato implacabile. Una certa memoria popolare (ottusa) lo identifica come il piccoletto che doveva salire sulle casse per abbracciare Sophia Loren ne Il ragazzo sul delfino. Eppure, era esattamente quello che faceva Bogart per baciare sua moglie Lauren Bacall. Pochi si sono accorti del carisma esclusivo di Ladd, della sua intensa capacità di sentire i ruoli, della sua naturale, malinconica nobiltà.
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Quarto potere
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Genere Drammatico, - USA 1941. |
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Frantic
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Genere Giallo, - USA 1988. |
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Il cavaliere della valle solitaria
continua»
Genere Western, - USA 1953. |
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L'uomo che non sapeva amare
continua»
Genere Drammatico, - USA 1964. |
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Acque profonde
continua»
Genere Guerra, - USA 1958. |
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l titolo corretto di questa puntata sarebbe "donne". Argomento: le italiane nel cinema internazionale, possibilmente grande cinema. Certo, abbiamo lasciato dei segni, visibili, ma non così visibili. Le co-produzioni internazionali sono una opportunità e una necessità del cinema contemporaneo. Un sistema che favorisce di fatto gli operatori di settore, siano produttori, registi, tecnici, attori. Alcune nostre attrici hanno dunque avuto occasione di porre il loro nome nel cast di una produzione internazionale. Naturalmente l'"opportunità" andava poi colta e onorata, e lì dovevano entrare in gioco il talento e l' appeal. L'italiana che più si è fatta notare nell'era contemporanea ha messo, e mette in campo, più l'appeal che il talento. Scrivo di Monica Bellucci. Classe 1964, dunque "artisticamente" matura, ha nutrito quello che ormai è corretto chiamare il suo mito, come testimonial di grandi prodotti, come emigrata di lusso in Francia, come moglie di un francese sexy, come ospite d'onore e madrina di mondanità di vertice. Nei molti film internazionali nei quali è apparsa, ha dato un'ottima prova per presenza e discreta per talento in The Private Lives of Pippa Lee, accanto a grandi nomi del cinema americano come Keanu Reeves e Winona Ryder.
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