Pop, fracassone, energia pura e leggerezza programmatica. Un film capace di intrattenere tutta la famiglia.
È pop, è fracassone, è energia pura e leggerezza programmatica. È uno di quei film, insomma, capaci di trattenere in salotto tutta la famiglia: mamme, papà, bambini e adolescenti musoni inclusi. Anche perché è soprattutto a loro, ai teenager millennials smaliziati da ore di serie tv, che parla Tartarughe Ninja, film del 2014 diretto dal regista horror Jonathan Liebesman. Lo spunto è il cult del 1990, Tartarughe Ninja alla riscossa (tratto a sua volta dai fumetti delle Tartarughe Ninja di Kevin Eastman e Peter Laird) di cui questa nuova pellicola è più un reboot che un remake: cambia la fattura delle tartarughe - non più pupazzoni ma creature iperrealistiche in CGI - e cambiano le caratterizzazioni dei personaggi, più simili a quelle rese popolari dalla serie animata del 2003.
Al centro delle vicende del film, fortemente voluto e prodotto da Michael Bay, c’è una New York dall’estetica vagamente anni ’90, messa sotto scacco da una setta, il Clan del Piede, guidata dal cattivissimo Shredder. Fortunatamente un gruppo di eroi dalla misteriosa identità lotta ogni giorno per sradicare il male alla radice: si chiamano Leonardo (il leader), Michelangelo (il simpatico), Donatello (il razionale) e Raffaello (il giustiziere), e sono delle tartarughe mutanti, cioè creature figlie di un esperimento realizzato in laboratorio per scopi non esattamente umanitari. Allenate alle arti marziali dal loro tutore Splinter, mutante a sua volta, le tartarughe stringono un’alleanza con la reporter April O’Neil e il suo cameraman Vern Fenwick per salvare la città e mandare all’aria i piani del diabolico Shredder.
Punto di forza di un film che considera gli adolescenti come target primario, Megan Fox - più nota per avvenenza che talento - è l’attrice scelta per recitare nella parte di April. Scoperta proprio da Bay nella saga di Transformers, Fox rientrò con Tartarughe Ninja nelle grazie del regista-produttore, dopo una clamorosa rottura: “Michael è sicuramente tra le persone più care che ho incontrato durante la lavorazione di questo film - ha dichiarato - Gli ho sempre voluto bene. Abbiamo avuto le nostre incomprensioni in passato, ma anche se ci siamo sempre confrontati sulle nostre difficoltà non ho mai smesso di ripetere che tra di noi c’è molta affinità. Lui è un uomo davvero vulnerabile, ma anche molto simpatico e amabile. Se ci scontriamo è perché abbiamo due caratteri molto forti”.