James Hunt vs Niki Lauda: una rivalità leggendaria che Ron Howard trasforma in un certame, una imperdibile chanson de geste. Ora su TIMVISION.
James Hunt, pilota, era un puro londinese, nacque e morì in quella città nel 1993, a soli 46 anni. Nacque da una modesta famiglia, fece scuole normali, senza un grande profitto, era uno spirito ribelle. Un giorno, guidando una Mini si rese conto di avere del talento, qualcuno credette in lui, esordì in Formula 3, poi passò alla 2, poi alla Formula uno. Nel 1976, vinse il titolo mondiale. Nel 1949, a Vienna, nasceva Niki Lauda. Rispetto a quello che sarebbe stato il suo antagonista inglese Lauda presentava una nascita cospicua, la sua era una famiglia di banchieri. Le formule minori sono le stesse di Hunt, in Formula Uno l’austriaco vinse tre volte il titolo.
Hunt era un carattere difficile da gestire, un istintivo, abbandonate le gare fece il cronista alla BBC, fino a quando l’infarto lo stroncò. Ma Lauda, dopo le corse divenne un imprenditore importante, usò il suo nome come un passepartout potente, fondò due linee aeree, poi navigò nell’ambiente delle corse, strapagato. Anche adesso le telecamere non mancano di inquadrarlo nei box col suo cappellino con la scritta Mercedes.
L’inglese e l’austriaco, così diversi, erano fatti per combattersi e lo fecero, in quel 1976 dove tutto accadde: anno e vicende da film, appunto. E così Ron Howard, quello di Apollo 13, Ramson e del Codice da Vinci, fra i tanti titoli, ha diretto Rush, la storia di quei due.
L’inizio di quel campionato fu favorevole a Lauda che vinse le prime tre gare, ma il trend cambierà. Ci sono poi e vicende private dei due piloti, molto diverse com’è destino: Hunt scopre che sua moglie Suzy ha una relazione con Richard Burton e divorzia da lei, mentre Lauda sposa la giovanissima Marlene anche lei austriaca, che le ha presentato un altro asso, Clay Regazzoni.
Il campionato sembra volgere a favore di Lauda ma al decimo Gran Premio tutto cambia. È agosto, si corre al Nürburgring, il tempo è pessimo. Al sesto giro, la sospensione destra della Ferrari dell’austriaco cede, la macchina sbanda, esce dalla pista, urta con violenza le barriere esterne. Il casco di Lauda vola via, la Ferrari si incendia. Il pilota è incastrato, a soccorrerlo sono gli stessi concorrenti che si sono fermati. Lauda viene estratto e portato in ospedale in elicottero. Riuscirà a salvarsi la vita ma rimarrà sfigurato per sempre.
Cerca di guarire in fretta per tornare in pista, Hunt e Lauda sono vicini in classifica. Sul circuito del Fuji in Giappone c’è la resa dei conti. Hunt è terzo, ma gli basta per diventare campione del mondo. Ron Howard ha trasformato quel campionato in un certame, in una chanson de geste. È il cinema, bellezza.