Una cenerentola che diventa principessa, un'oscura dipendente che diventa tycoon. È il miracolo del sogno americano. Ora su TIMVISION.
Il Miracle mop è un mocio particolarmente efficace, apparentemente molto semplice, ma in realtà risultato di un approfondito studio di materiali e di misure. È diventato un indispensabile strumento per la casa. La sua storia è anche la storia di chi lo ha inventato, Joy Mangano, protagonista del film omonimo.
Partendo da una semplice idea, senza avere mezzi o sponsor, Joy realizza qualcosa che invade il mondo e cambia, in questo caso, la vita delle casalinghe, è decisamente affascinante per una cultura come quella americana, e non solo: cenerentola che diventa principessa, oppure oscura dipendente che diventa tycoon.
È l’antico sogno pionieristico della frontiera, inventare, fare cose all’apparenza impossibili. E gli elementi ci sono tutti: il contesto famigliare ostile e complicato, la diffidenza iniziale di chi si confronta con un soggetto così anomalo, donna per di più. E poi tutte le fasi successive dell’organizzazione fino al successo, e i problemi che il successo comporta. Non manca nessuno di quei segnali e di quei meccanismi, a cominciare dal culto mediatico del personaggio, con passaggi televisivi dove l’eroina veste i panni e i cliché della tradizione e del folklore americano, west compreso.
Eroi di un prodotto: ed è certo pertinente lo slogan “American First” tanto caro a Donald Trump. Una digressione, un rimando è a un altro grande inventore, Ray Kroc, quello di McDonald’s, al quale ha dato corpo e volto Michael Keaton nel film The Founder. Kroc è passato da venditore di frullatori negli anni cinquanta a una catena che nutre il due per cento della popolazione mondiale.
American first, appunto. Joy Mangano, oggi sessantunenne signora perfettamente realizzata, è presidente del’Ingenious Designs, ed è titolare di una trasmissione della rete commerciale HSN. Ha dichiarato di essere lusingata dal film di David O. Russell, anche se si riconosce in Jennifer Lawrence “soltanto al cinquanta per cento.”