Margherita Buy e Sabrina Ferilli in un film necessario, che punta l'attenzione sull'amore tumultuoso tra due donne che cercano il proprio posto nel mondo. Ora su TIMVISION.
“La nostra è una storia omosentimentale. Il rapporto non si basa sul sesso, ma sui sentimenti”. Ci volevano due grandi interpreti del cinema italiano come Margherita Buy e Sabrina Ferilli per puntare l’attenzione sull’amore tumultuoso tra due donne che cercano di definire la loro posizione nel mondo. Da una parte c’è Federica, architetto dal carattere riservato che deve fare i conti con un matrimonio finito male e la sua prima relazione omosessuale; dall’altra c’è Marina, un’imprenditrice che vive con orgoglio e spensieratezza la propria condizione.
Io e lei è una garbata commedia che scardina con gusto e sensibilità uno dopo l’altro tutti i pregiudizi sull’unione tra persone dello stesso sesso. Il merito va riconosciuto a una regista, Maria Sole Tognazzi (Viaggio da sola), che delinea due donne che condividono un amore che travalica i loro limiti caratteriali. Federica (Margherita Buy) ha mille titubanze e incertezze: si confronta con l’ex marito (Ennio Fantastichini) e il figlio oramai giovane adulto (Domenico Diele), soffre il giudizio dei colleghi di lavoro, non accetta le ripercussioni sociali della sua omosessualità.
Marina (Sabrina Ferilli) è molto più esuberante e spontanea della compagna. Con un passato da attrice, la donna prova a convincere Federica ad abbracciare con più serenità la loro relazione, a lasciarsi andare, a non farsi condizionare dalle opinioni altrui. “Sei stata per tutta la vita la moglie di Sergio, la madre di Bernardo. Basta! Goditi un pochino la libertà che hai”, la incita in uno dei momenti più significativi della loro storia d’amore.
La stabilità della coppia viene messa fortemente in discussione da una serie di eventi non preventivabili: il ritorno di Marina sui set cinematografici e una sbandata di Federica per Marco (Fausto Maria Sciarappa). Le due donne ridefiniscono i loro sentimenti in una girandola di situazioni mostrate efficacemente da Maria Sole Tognazzi, regista e sceneggiatrice della pellicola. “Tutte le storie d’amore sono uguali, tutte hanno gli stessi diritti”, ha analizzato con pertinenza in fase di presentazione.
Io e lei ha qualità artistiche che sostengono i tanti messaggi politici, in particolar modo il riferimento allo stato delle unioni civili in Italia. Va sottolineato inoltre come celebri vagamente Il vizietto, film di Édouard Molinaro del 1978 con una coppia omosessuale al centro dell’attenzione. “Sono due opere diverse che testimoniano come il mondo sia cambiato”, ha commentato Maria Sole Tognazzi ricordando come il padre Ugo abbia interpretato uno dei protagonisti. “Il vizietto ha personaggi caricaturali che Io e lei non ha”.