Wade trova la compagna perfetta ma ecco l'imprevisto, pesante: una malattia terminale. Ma c'è una speranza, un esperimento estremo e pericoloso. Ora su TIMVISION.
Deadpool, il mercenario chiacchierone, pubblicato dalla Marvel Comics è un supereroe, e la definizione ci sta, e come, perché ormai questi figli dei fumetti comandano il gusto popolare, quello giovanile, che è il più importante, perché è quella la fascia prevalente che frequenta le sale. E se si legge in chiave di estetica e di potenza della proposta, ormai questi “eroi” sono perfettamente rappresentativi della nostra epoca, dove comanda l’iperbole, l’eccesso, la velocità, il tutto sostenuto da una cifra di fantasia gestita benissimo, perché è proprio nella fantasy che il cinema può prevalere, diventa “arte sui generis”, certo non nobile, ma decisamente efficace.
Un nome esemplare: Edward James McGuinness, non sarà popolare come un Hitchcock ma è il fumettista che ha disegnato serie come Superman, Batman, Hulk, lo stesso Deadpool, fra gli altri. Il disegnatore “incombe” sulla cultura giovanile, condiziona il gusto, l’emulazione e il marketing. Non è roba da poco. In termini di quantità e di adesioni - non di qualità certo - inventori come Johnston McCulley (Zorro), Edgar Rice Burroughs (Tarzan), sono sorpassati, e mettiamoci anche autori come Chandler, Christie e Fleming: tutti messi in un angolo dai fumetti. È un segnale, forte del nostro tempo. Un concetto che si estende a un altro: produttrici come DC Comics e Marvel “pesano” più di una Warner e di una Paramount. Questo adesso è il cinema, “... bellezza, e non puoi farci niente” diceva Bogart.
Deadpool rappresenta una sorta di evoluzione e di punto di arrivo, chiaro che poi ci sarà una nuova ri-partenza, di estetica e di contenuti, perché alla Marvel sono attentissimi e straordinariamente professionali. Il mercenario Wade Wilson si ritrova con una compagna che sembrerebbe perfetta ma ecco l’imprevisto, pesante, un cancro allo stadio terminale. Ma c’è una speranza, un esperimento estremo e pericoloso. Così la vicenda si arricchisce di implicazioni diverse, super-umane, tocchi di sarcasmo e di humour, secondo i codici del personaggio e della Marvel.
Ryan Reynolds, attore, porta registri evoluti e diversi, appunto, un sequel allargato rispetto ai precedenti, da Spider Man, ai “complessivi” Avengers, un trionfo popolare della derivazione dal fumetto, se è vero che il film rappresenta il terzo incasso assoluto dopo Titanic e Avatar.