In un ridente quartiere di periferia, il ladro Gru che sta progettando il più grande colpo della storia del mondo: rubare la luna! Ora su TIMVISION.
Sarebbe bello assistere – solo assistere senza intervenire – alle riunioni degli autori quando preparano un film di animazione, che offre possibilità infinite perché il disegno, l’azione, i sentimenti o pseudo tali, il fantasy estremo senza responsabilità, il non-dovere della verità, aprono tutti gli orizzonti, e tutti i contenuti, anche se, alla fine, devi rientrare in una morale finale che non può essere cattiva. E così la dialettica degli autori riguarderà la definizione dell’eroe che certo non potrà essere senza macchia, ma dovrà essere un “eroe cattivo” che permette una narrazione più interessante.
È da molto tempo che il cattivo prevale nel cinema, seduce, come Brando e Pacino nei “Padrini”, Hannibal, il Joker, i “tarantiniani”, o mille altri. E c’è un altro nodo, commerciale. Se produci un film di animazione non è come una volta, ai tempi di Biancaneve dove il target era semplice: “ci porto i bambini”. Adesso il genitore ha il diritto a non annoiarsi in sala aspettando solo il momento ella fine. E così occorre quella mediazione. “Film per piccoli (soprattutto) ma anche per grandi.”
Scendendo dalle categorie della premessa il “cattivissimo” degli autori Pierre Coffin, Chris Renaud e Sergio Pablos, si pone come modello scaltro e cattivo, ma sempre nell’ambiguità di un cambiamento. Il percorso che lo porterà partendo da “cattivo” presenta tutte le invenzioni possibili, e anche i simboli. Si comincia dalla prima intenzione: quale può essere l’impresa cattiva del secolo, qual è l’oggetto impossibile da rubare? La luna, lontana, staccata dalla terra. Grandi furti sono già stati compiuti, i più importanti monumenti del mondo sono stati rubati, ma non è bastato, i ladri ci hanno messo trucco, fantasia e genialità, li hanno sostituiti. Sì, bisogna puntare alla luna.
Gru, che possiede anche strumenti tecnologici per procurare sofferenza, viene a conoscenza di un’impresa quasi impossibile, il furto della piramide di Giza ad opera di un altro supercattivo. E così scatta l’antagonismo e l’emulazione. Per l’impresa impossibile naturalmente occorre organizzarsi e mettere insieme una squadra, e poi procurarsi uno strumento indispensabile, il “raggio restringente”.
Il tutto complicato dal’entrata in scena di Vector, l’antagonista che aveva rubato la piramide. Ostacoli e ancora ostacoli da superare. Alla fine, se può esserci una morale, sarebbe questa: è troppo faticoso essere cattivi. Meglio rinunciare.