La summa di tutti i codici e di tutti i titoli del genere. Un capolavoro che ha convinto la critica e frantumato ogni record d'incasso. Ora su TIMVISION.
L’Avatar è un nativo del pianeta Pandora, guidato, da lontano, dagli umani, che non sopravviverebbero in quell’ambiente. Si tratta di accettare la colonizzazione. Ne vale la pena?
Cito alcuni titoli a salire nel tempo, pietre angolari, rimango all'essenza e al codice che li identifica: Guerre stellari (il digitale), Incontri ravvicinati (alieni buoni), E.T. (intelligenza artificiale), Blade Runner (il destino dell'uomo), Matrix (uomo contro macchina). Avatar è la summa di tutti i codici e di tutti i titoli del genere.
Il film di Cameron assume un ruolo da primatista, per molte ragioni. Non si può ignorare, come premessa, l'elemento (quasi) nuovo che gli appartiene, il 3D, che ha fatto da ariete nell'iperbole generale che riguarda Avatar, a cominciare dal record assoluto degli incassi. È sì un capolavoro, ma occorre inserirlo in un contesto. Tutte le storie sono già state inventate così come tutti i codici dominanti, e non è stato il cinema a inventare e raccontare per primo. Il nodo è proprio questo: il pericolo che al cinema vengano attribuite paternità inventate quando... il cinema non c’era.
Avatar contiene metafore infinite, ispirazioni radicali, dolori e sentimenti naturali, antropologici. Il cinema arriva buon ultimo nella scoperta, ma diventa importante nella rappresentazione. Il regista, nello sforzo, nella creatività, nell’estetica, insomma nel “cinema”, si è portato molto avanti, ha davvero evoluto, se non trovato, una frontiera. Fantasy, davvero fantasy, nobile fantasy, se non arte nobile. Il tema è antico, espresso dal pianeta Pandora: l’umano civile che si ritrova in un mondo primordiale e naturale e si integra coi “primordiali/naturali”, ritrovando la prima mistica, magari incoraggiato dall’amore.
L’enfatizzazione del film, avallata anche dai numeri, ci sta. È un titolo che i libri certo riporteranno. Il nodo è un altro, che esprimo così: sempre di film trattasi. Riprendo il concetto iniziale “Tutto è già stato inventato e raccontato”. Parto da alcuni richiami del cinema che sono espliciti, dico, fra gli altri, Guerre stellari, naturalmente Aliens e Terminator (2). E poi Balla coi lupi, col bianco Costner che a contatto col popolo rosso si integra diventandone alleato contro la propria gente. È esattamente lo stesso percorso dell’Avatar. Balla coi lupi si è riferito a un tema fondamentale, ancestrale, l’Eden. Il pianeta Pandora di Avatar cos’è se non una proposta di Eden? Quel primario bisogno umano, sappiamo da dove derivi, dai primi tempi, dalle prime scritture dell’umanità, orientali, mediorientali, cristiane, che siano.