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Pilar Bardem

Pilar Bardem. Data di nascita 14 marzo 1939 a Siviglia (Spagna) e muore il 17 luglio 2021 all'età di 82 anni a Madrid (Spagna).

La madre di Javier Bardem

A cura di Giulia Zeni

Nata a Siviglia il 14 marzo 1939, Pilar Bardem è un'attrice spagnola per il cinema e la televisione. Attualmente presidente dell'AISGE, è parte di una famiglia di artisti: è infatti la madre di Javier Bardem. Nelle elezioni al Parlamento europeo del 2004 si presenta nella lista Izquierada Unida.

Anni Sessanta e Settanta
Pilar Bardem irrompe nel mondo del cinema da giovane, a metà degli anni Sessanta. Fra i suoi lavori di questo periodo si ricordano le interpretazioni per pellicole come Y el mundo sigue, di Fernando Fernàn Gòmez (1965), Buenos dias, condesita, di Luis César Amadori (1967), La novicia rebelde di Luis Lucia (1971) e Las Ibéricas F. C. Di Pedro Masó (1971). Negli anni Settanta continua partecipando alla realizzazione di molti film di taglio commerciale con Transición Española, come Las colocadas di Pedro Masò (1972), La duda di Rafael Gil (1972), Yo soy Fulana de Tal di Pedro Lazaga (1975), ma non si può dire di non trovarla sovente anche impegnata in opere più eccentriche e particolari, basti pensare a La venganza de la momia e Los ojos azules de la muñeca rota, entrambi di Carlos Aured (1973). La filmografia di Pilar Bardem include poi, nei suoi anni di adattamento cinematografico di opere letterarie antiche, La Regenta di Gonzalo Suárez (1974), basato sul romanzo di Leopoldo Alas, "Clarin", e El libro del buen amor di Tomás Aznar y Julián Marcos (1975), ispirato all'omonima opera dell'Arcipreste de Hita. Altre pellicole che confermano l'intensa attività dell'attrice nel cinema di questi anni Sessanta e Settanta in Spagna sono pure La joven casada di Mario Camus (1975), Carne apaleada di Javier Aguirre (1978), Soldados di Alfonso Ungría (1978), Cinco tenedores di Fernando Fernán Gómez (1979) e El día del presidente di Pedro Ruiz (1979). In televisione la Bardem partecipa alla serie Cuentos y leyendas e nei montaggi drammatici distribuiti da Estudio 1.

Anni Ottanta
La Bardem si dedica principalmente alla realizzazione di lavori destinati al piccolo schermo come Los gozos y las sombras (1982), Tristeza de amor (1986), Lorca, muerte de un poeta (1987) e Cómicos (1987). La ritroviamo anche nella serie La huella del crimen, nell'episodio «El crimen de la calle Fuencarral» (1984). Per il cinema invece partecipa a tre pellicole di Mariano Ozores.

Dagli anni Novanta ad oggi
Dopo aver incarnato una prostituta in Las edades de Lulú di Bigas Luna (1990), è in Todo por la pasta di Enrique Urbizu (1991), Vacas di Julio Médem (1992), Siete mil días juntos di Fernando Fernán Gómez (1994), Hermana, pero ¿qué has hecho? di Pedro Masó (1995), Cachito di Enrique Urbizu (1995), Entre rojas di Azucena Rodríguez (1995), Boca a boca di Manuel Gómez Pereira (1995)... Finché nel 1995 non le viene offerta da Augustin Diaz Yanes una parte per Nadie hablará de nosotras cuando hayamos muerto. Nell'anno seguente ottiene il titolo di Miglior Attrice per i Premi Goya; la stessa notte il nipote Miguel Bardem riceve il Premio Goya per il miglior cortometraggio di fantascienza e la cerimonia termina con la proclamazione del figlio Javier come Miglior Attore dell'anno.
A partire da questo importante momento della sua carriera, le offerte per lei non mancano: Airbag di Juanma Bajo Ulloa (1996), Carne trémula di Pedro Almodóvar (1997) e Pantaleón y las visitadoras di Francisco Lombardi (1999). L'attrice non smette comunque di partecipare a serie come Hermanas, Kitty no para, El inquilino, o Abierto 24 horas.
È anche il momento del teatro: la Bardem si cimenta in 5 mujeres.com, in cui recita un monologo che riguarda sostanzialmente la figura e la condizione della donna in una società maschilista. Con lei sul palco ci sono Llum Barrera, Beatriz Carvajal e Toni Acosta. I quattro ottengono insieme la candidatura ai Fotogramas de Plata.
Gli anni Duemila iniziano per Pilar Bardem con pellicole come Sin noticias de Dios di Díaz Yanes e Cosa de brujas di José Miguel Juárez (2003). E' poi protagonista di María querida (2004), di José Luis García Sánchez, biografia di María Zambrano che le fa guadagnare il premio come Miglior Attrice SEMINCI di Valladolid e pure una nuova candidatura ai premi Goya. Nel 2006, partecipa a Alatriste. In uscita nelle sale italiane il prossimo 12 febbraio c'è il film distribuito da Walt Disney Maga Martina e il libro magico del draghetto (2009) di Stefan Ruzowitzky dove ha interpretato la parte di Teodolina.

L'impegno di Pilar oltre lo spettacolo
Nella serata di gala per il Goya 2003 l'attrice, nel bel mezzo di accesi dibattiti che stanno avendo luogo in Spagna in merito alla guerra in Iraq, insieme agli altri invitati María Barranco, Amparo Larrañaga, Ana Belén, Juan Echanove, Jordi Dauder, Juan Luis Galiardo indossa una maglietta dallo slogan molto chiaro: «No a la guerra». Dopo l'"incidente" vengono espulsi dalla sezione; ventiquattro ore dopo, Pilar Bardem si appresta a presiedere l'associazione di Cultura contro la guerra. Da questo momento l'attrice partecipa a numerosi incontri e manifestazioni con altra gente dello spettacolo, in lotta contro la discriminazione fra i sessi e in difesa delle sue convinzioni politiche.
Nel luglio 2021 è morta a Madrid all'età di 82 anni, in seguito a un'infezionale renale.

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