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Errol Morris

Errol Morris. Data di nascita 5 febbraio 1948 a Hewlett, New York (USA). Errol Morris ha oggi 74 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

Il documentarista investigatore

A cura di Annalice Furfari

Ad animare il suo lavoro è la ricerca costante, spasmodica e appassionata della verità. Errol Morris è uno dei documentaristi più apprezzati del tardo ventesimo secolo, colui che ha fortemente contribuito alla rinascita di questo genere cinematografico negli anni '80. Amante dei soggetti scomodi e controversi e fan dichiarato dei film noir, Morris ha l'approccio di un detective che esamina tutte le prove, assembla ipotesi e le propone agli spettatori, lasciandoli, però, liberi di tirare le proprie somme. Autore dallo stile non convenzionale, il regista americano contamina il documentario con altri generi, inserendo spesso nei suoi lavori elementi di animazione e found footage. I risultati sono stati alcuni dei documentari di maggiore impatto visivo mai realizzati. Le sue frequenti rievocazioni e le sue lunghe interviste, che spingono i soggetti ritratti ad affrontare direttamente la videocamera, sono diventate la norma nei progetti cinematografici e televisivi ispirati a fatti realmente accaduti.

I primi progetti
Errol Morris nasce a Hewlett, New York, il 5 febbraio 1948. Suo padre muore per un attacco di cuore quando il figlio ha appena due anni. La madre lavora come insegnante di musica. Strabico dalla prima infanzia, Morris frequenta il liceo di Putney, nel Vermont, e impara a suonare il violoncello, trascorrendo un'estate in Francia, dove studia musica con l'acclamata compositrice Nadia Boulanger. Laureatosi in Storia nel 1969 all'Università del Wisconsin, svolge diversi lavori saltuari, tra cui il venditore di televisioni via cavo, prima di tornare al mondo accademico per ottenere una nuova laurea. Studia Storia della scienza a Princeton, ma ai testi universitari da sempre preferisce il cinema e diventa un assiduo frequentatore dell'archivio Pacific Film. Abbandonata Princeton, si iscrive in Filosofia a Berkeley, ma ancora una volta lascia gli studi. Suggestionato da Psycho di Hitchcock, elabora un progetto filmico sul noto serial killer Ed Gein, i cui macabri delitti hanno ispirato il capolavoro del maestro del brivido. Morris intervista più volte il criminale rinchiuso in manicomio e pianifica un film con la partecipazione del regista tedesco Werner Herzog, conosciuto nel 1975. Alla fine il progetto non va in porto, nonostante Herzog offra all'americano dei soldi per finanziarlo. Morris utilizza i duemila dollari ricevuti per lavorare a un nuovo progetto sul caso di un gruppo di abitanti di Vernon, in Florida, che si sono deliberatamente amputati un arto per riscuotere i soldi dell'assicurazione. Minacciato di morte dalla piccola comunità, l'aspirante regista abbandona anche questo lavoro, suscitando il giuramento ironico di Herzog, che promette di mangiare le proprie scarpe qualora Morris termini il suo primo documentario. Cosa che effettivamente avviene nel 1978 con Gates of Heaven, che racconta la storia di una famiglia di Napa Valley che gestisce un cimitero di animali domestici. Dopo il primo film, il regista fatica a trovare nuovi finanziamenti e lavora a diverse sceneggiature che non si concretizzano. Per mantenersi, in questo periodo svolge diversi lavori, tra cui l'investigatore privato. Tornato a Vernon, gira il suo secondo documentario, Vernon, Florida (1981), incentrato sugli abitanti più strani della città, tra cui un cacciatore ossessionato dal tacchino.

La svolta
Il successo bussa alla porta di Morris solo nel 1988, quando il regista usa la sua passione per i casi di omicidio e le sue abilità investigative per dirigere La sottile linea blu, straordinario esempio di un documentario che contribuisce a ribaltare una sentenza giudiziaria. Il caso è quello di Randall Dale Adams, condannato a morte nel 1976 per l'assassinio di un poliziotto. Dichiaratosi innocente, ma inchiodato dalla testimonianza di David Harris, un ragazzo che, alcune ore prima del delitto, gli aveva dato un passaggio, Adams è ritenuto innocente da Morris, che documenta nel suo film le incongruenze delle testimonianze emerse dagli atti processuali. Sollevato un polverone, il processo viene riaperto e l'imputato è assolto dopo tredici anni di carcere, in seguito alla scoperta che il colpevole è proprio il principale teste dell'accusa, David Harris. Nel 1991 Morris prova a giocare la carta del film di finzione firmando La collina del demonio, adattamento di un romanzo mistery di Tony Hillerman su un detective della Polizia Tribale Navajo che indaga su un caso di omicidio. Il film passa quasi inosservato. Il regista torna, così, al documentario e gira Dal big bang ai buchi neri (1992), la storia dell'universo, di come si è generato e del suo possibile futuro, raccontata dall'inglese Stephen Hawking, professore di fisica a Cambridge, bloccato da una paralisi ma intellettualmente sorprendente. In Fast, Cheap and Out of Control (1997) Morris getta uno sguardo affascinante sulla vita di quattro uomini dalle carriere straordinarie, tra cui uno scienziato di robot, un giardiniere esperto nell'arte topiaria e un domatore di leoni. Nel 1999 il regista dirige uno dei suoi documentari più controversi, Mr. Death - Il signor Morte, che ricorre a tecniche da cinema di fiction per tracciare il ritratto imparziale di un puntiglioso burocrate della morte, Fred A. Leuchter Jr., esperto nella costruzione di camere a gas, sedie elettriche e iniezioni letali, che nel 1988 fu consulente di Ernst Zundel, neonazista canadese intento a dimostrare in tribunale che nei lager tedeschi del Terzo Reich non furono mai usate le camere a gas. Mentre produce e dirige una serie di brevi documentari per la televisione americana, Morris avvia una fortunatissima carriera di regista di spot commerciali per noti marchi.

L'Oscar e i progetti successivi
Nel 2003 Morris dirige il suo maggiore successo, The Fog of War, documentario tratto da trenta ore di interviste a Robert McNamara, segretario della Difesa americana dal 1961 al 1968, prima con Kennedy e poi con Johnson, figura-chiave della politica statunitense nel Novecento. L'ex professore di Harvard ed ex presidente della Ford parla degli avvenimenti bellici che lo hanno visto protagonista - la crisi dei missili a Cuba e la guerra del Vietnam - ammettendo errori e fragilità. Il film si aggiudica il premio Oscar come miglior documentario, compensando il regista delle mancate e discusse vittorie precedenti e consolidando il suo status come una delle voci più importanti del cinema documentario mondiale. Nel 2008 Morris conquista l'Orso d'Argento al Festival di Berlino per Standard Operating Procedure (2007), che esplora il significato delle fotografie scattate dalla polizia militare degli Stati Uniti nella prigione di Abu Ghraib nel 2003, il cui contenuto rivelò la tortura e gli abusi commessi ai danni degli incarcerati dai soldati americani, intervistati dal regista. Morris adopera toni più leggeri in Tabloid (2010), che racconta il bizzarro caso dell'ex Miss Wyoming Joyce McKinney, accusata di avere rapito e stuprato il missionario mormone Kirk Anderson. Nel 2013 il regista torna a misurarsi con la recente politica bellica americana firmando The Unknown Known, documentario-intervista in cui l'ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld ripercorre gli episodi più importanti della sua carriera, dagli albori fino al discusso conflitto iracheno del 2003, interrogato sul caso delle armi di distruzione di massa, mai trovate e forse inventate, e su quello delle sevizie nella prigione di Abu Ghraib.

Ultimi film

Documentario, Biografico - (USA - 2014), 115 min.
Documentario, (USA - 2013), 105 min.

Focus

APPROFONDIMENTI
mercoledì 15 gennaio 2014
Mauro Gervasini

In un periodo in cui il dibattito sul "cinema del reale" pare interessare più dei 25 spettatori ai quali è di solito rivolto, esce nelle sale italiane The Unknown Known, docu-intervista di Errol Morris a Donald Rumsfeld, ex segretario alla difesa dell'amministrazione Bush. Capo, insieme al vicepresidente Cheney, dei cosiddetti "falchi" fautori della guerra in Irak. Presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2013, The Unknown Known è un film eccezionale che dimostra un paio di cose fondamentali, anche dal punto di vista della "metodologia storica" applicata al cinema

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Uno dei più attenti rappresentanti del cinema del reale.
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