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Emma Dante

Emma Dante è un'attrice italiana, regista, scrittrice, sceneggiatrice, scenografa, è nata il 6 aprile 1967 a Palermo (Italia). Emma Dante ha oggi 55 anni ed è del segno zodiacale Ariete.

La regina siciliana del teatro di denuncia sociale

A cura di Annalice Furfari

Affermata autrice e regista di un teatro che parte dalla classicità per sfociare nell'avanguardia, Emma Dante ha fatto della denuncia sociale il caposaldo dei suoi spettacoli. Pervasi da una sicilianità passionale, violenta e degradata, i personaggi della Dante lottano per la sopravvivenza in una società retrograda e opprimente, dove le istituzioni come la famiglia schiacciano l'individuo. Autrice capace di riscrivere le regole del teatro, per renderlo espressione artistica tesa alla sperimentazione, la Dante si è fatta apprezzare anche al cinema con Via Castellana Bandiera, adattamento del suo primo e tragico romanzo.

La folgorazione per il teatro di avanguardia
Emma Dante nasce a Palermo il 6 aprile 1967. L'infanzia la trascorre a Catania, dove si trasferisce con la famiglia. Dopo il diploma di maturità classica, nel 1986 decide di tornare nella sua città natale. Qui si accosta per la prima volta al teatro, iscrivendosi alla scuola "Theatres" di Michele Perriera, scrittore e regista esponente del "Gruppo 63", movimento letterario neoavanguardista formatosi a Palermo nel 1963. Il teatro di Perriera, fortemente legato all'espressionismo, non suscita, però, interesse nella giovane Emma che, dopo un anno, decide di lasciare la scuola. Spinta dalla madre, che la vorrebbe lontana dalla Sicilia, tenta l'ammissione all'Accademia d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" di Roma e supera le selezioni. Nell'ambiente che gravita attorno all'Accademia, entra in contatto con quelli che diverranno alcuni tra i principali esponenti della nuova generazione teatrale italiana. Alla fine degli anni '80 si accosta al teatro di avanguardia. In particolare, mentre assiste a uno spettacolo dello sceneggiatore polacco Tadeusz Kantor, "La macchina dell'amore e della morte", in cui gli attori recitano dando le spalle al pubblico, la Dante riconosce di aver avuto un'autentica "folgorazione teatrale", che avrebbe orientato la sua carriera di regista nella direzione della ricerca e della sperimentazione, allontanandola dalla tradizione.

Un teatro sociale
Diplomata all'Accademia, nel 1990 si unisce alla Compagnia della Rocca di Torino, di cui diventa socia dal '93 al '95 e dove lavora con il regista Roberto Guicciardini. Lasciata Torino, frequenta un laboratorio di canto con Cesare Ronconi. Dopo aver ottenuto un ruolo nello spettacolo "La rosa tatuata" di Gabriele Vacis, torna in Sicilia per assistere la madre morente e decide di fondare una compagnia teatrale nella sua Palermo. Nasce, così, nel 1999 la Sud Costa Occidentale, nome scelto in riferimento alla collocazione geografica della compagnia, per la quale la Dante seleziona attori provenienti dall'Accademia d'Arte Drammatica, perché li ritiene più preparati sui classici e sulle basi della recitazione teatrale. Gli spettacoli allestiti dalla compagnia Sud Costa Occidentale, scritti e diretti dalla Dante, utilizzano il dialetto siciliano, prediletto dalla regista per rendere con maggiore immediatezza i concetti da esprimere, veicolati anche dal linguaggio del corpo. I primi spettacoli della compagnia compongono una "Trilogia della famiglia", in cui la Dante affronta da varie angolazioni uno dei capisaldi della nostra società, rivelandone le debolezze e le frustrazioni. Nel 2001 "mPalermu" - riflessione amara sulla famiglia del Sud, metafora di una Palermo ancorata a tradizioni e cerimonie ancestrali - vince il Premio Scenario, il Premio Lo Straniero per la regia emergente e l'anno successivo il Premio Ubu nella categoria "novità italiana". Quest'ultimo riconoscimento viene attribuito nel 2003 anche a "Carnezzeria", dramma incentrato sull'incesto. Nel 2004 la Dante vince il Premio Gassman come migliore regista italiana e il Premio della Critica per la drammaturgia e la regia di "Vita mia", su una famiglia, composta da una madre e due figli maschi, in lutto per la morte del fratello minore. In questo spettacolo il pubblico è seduto intorno al letto del defunto, a formare una schiera silenziosa di partecipanti al rito funebre, abbattendo la quarta parete cara al teatro di tradizione. Quello proposto dalla regista è un teatro sociale, che denuncia le inciviltà del mondo e mette in scena famiglie sole, allo sbando, totalmente abbandonate dallo Stato. Nella quotidiana lotta per la sopravvivenza dei suoi personaggi c'è poco spazio per l'amore e tanto per la violenza. Spesso la denuncia della Dante prende di mira la Sicilia, una regione dove l'acqua va e viene e le donne sono ancora sottomesse da una società arcaica e maschilista.
Nel 2003 "Medea" - in cui la regista dirige due dei più grandi attori del panorama teatrale italiano, Iaia Forte e Tommaso Ragno - inaugura il filone di rivisitazione dei testi classici e degli elementi culturali di cui sono veicolo anche nel mondo contemporaneo. La rilettura della classicità costituisce un cardine del teatro della Dante, che in molti spettacoli inserisce elementi, situazioni e personaggi archetipici. Mentre "La Scimia" (2004) è una pièce incentrata sulla critica al culto religioso cattolico, "Mishelle di Sant'Oliva" (2006) scava di nuovo all'interno di una famiglia corrotta dalla miseria economica e morale, affrontando anche il dramma della prostituzione. "Cani di Bancata" (2006) è uno spettacolo in cui l'autrice siciliana si confronta per la prima volta con il tema della mafia.
Nel 2010 la Dante, regista ormai affermata, viene scelta per la prestigiosa inaugurazione della stagione del Teatro alla Scala di Milano. La sua versione della "Carmen" di Georges Bizet, diretta dal maestro Daniel Barenboim, sciocca per la forte carica sessuale di cui è intrisa, portando in scena un pezzo di quel meridione pittoresco e passionale tipico del teatro dell'autrice siciliana. Desta scalpore anche "Le Pulle" (2010), pièce, a metà tra il musical e l'operetta, che racconta le storie di prostitute transessuali emarginate dalla società e in cerca della realizzazione dei loro sogni. La "Trilogia degli occhiali" (2011) consiste in tre spettacoli autonomi ma legati, che portano in scena i temi della povertà, della malattia e della vecchiaia, ulteriore esplorazione di quel mondo degli ultimi tanto caro alla regista.

Il debutto cinematografico
Nel 2013 la Dante esordisce come regista e attrice cinematografica con la trasposizione del suo primo romanzo, Via Castellana Bandiera, pubblicato nel 2008 e vincitore del Premio Vittorini. Il film, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, vede come attrici coprotagoniste Alba Rohrwacher ed Elena Cotta, che al festival si impone vincendo la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile. Duello muto, confronto tragico e per nulla eroico tra due mondi inconciliabili, Via Castellana Bandiera si incentra sull'incrocio tra due automobili lungo la via omonima di Palermo. Questa strada stretta non permette a entrambe le macchine di passare senza doversi fermare e lasciare il passaggio all'altra, ma né Samira, anziana albanese che abita in quella via, né Rosa, giovane palermitana lesbica che vive a Milano, accettano di arretrare.

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