Presentato all’ultima Festa del cinema di Roma, Misericordia ci offre un racconto scabro, nudo, toccante. In un villaggio sul mare, in un contesto di degrado, quasi di disperazione, vivono alcune prostitute che accudiscono Arturo, un ragazzo mentalmente fragile, figlio innocente della violenza. Una figura nuda, disarmata, un corpo che appena può danza, danza, come un derviscio, fino allo sfinimento. In quello spazio aperto, bellissimo e scenografico, che diventa però una sorta di prigione. E dove solo le prostitute che abitano in quel luogo ferito, di lamiere e di acqua, possono salvare Arturo con le loro attenzioni, con le loro carezze.
Tratto dallo spettacolo che Emma Dante aveva portato in scena con lo stesso titolo, affidato a un gruppo di attori straordinari, scritto insieme ad Elena Stancanelli e Giorgio Vasta, Misericordia si è rivelato una delle sorprese cinematografiche dell’anno con la sua poesia nuda, cruda, lacerata.


