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domenica 13 giugno 2021

Emma Dante

La regina siciliana del teatro di denuncia sociale

54 anni, 6 Aprile 1967 (Ariete), Palermo (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Articoli e news Trailer Dvd
Emma Dante
Via Castellana Bandiera

Via Castellana Bandiera

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(mymonetro: 3,05)
Un film di Emma Dante. Con Emma Dante, Alba Rohrwacher, Elena Cotta, Renato Malfatti, Dario Casarolo, Carmine Maringola.
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Genere Drammatico, - Italia, Svizzera 2013. Uscita 19/09/2013.

I taràssachi

Un film di Francesco Ranieri Martinotti, Rocco Mortelliti, Fulvio Ottaviano. Con Athina Cenci, Sergio Castellitto, Cochi Ponzoni, Laurentina Guidotti, Nini Salerno.
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Genere Drammatico,
Filmografia di Emma Dante »

mercoledì 26 maggio 2021 - Nomination nel segno della ripartenza con ben 45 film candidati, da Le sorelle Macaluso a Cosa sarà.

Nastri d’Argento 2021, tutte le cinquine delle candidature

a cura della redazione cinemanews

Nastri d’Argento 2021, tutte le cinquine delle candidature C’è anche l’horror Non mi uccidere, regia di Andrea De Sica, nella ‘cinquina’ dei titoli che si contendono il Nastro d’Argento per il miglior film 2021 e ancora una regista, Emma Dante (dopo la scelta di Miss Marx per il ‘Nastro dell’anno’ a Susanna Nicchiarelli) è in testa, insieme alla commedia di Sydney Sibilia L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, alle nomination dei Nastri d’Argento. In questa 75.ma edizione - realizzata come  sempre  con il  sostegno del Ministero della Cultura, Direzione generale per il Cinema, main sponsor BNL, Gruppo Bnp Paribas - seguono tra i più candidati Cosa sarà di Francesco Bruni e ben due opere prime, I predatori e Il cattivo poeta, in un’annata particolarmente eterogenea nella sfida per il Miglior film come nella ‘cinquina’ della regia, in cui mai come quest’anno convivono, autori - Pupi Avati, Francesco Bruni, Antonio Capuano, Emma Dante, Edoardo Ponti - stili e generazioni diverse.
 
Al  MAXXI – il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo la consegna dei premi la sera di martedì 22 Giugno. E i riconoscimenti, che da lunedì saranno votati dai Giornalisti Cinematografici, annunciano sorprese in un’annata che, soprattutto tra gli esordi e le autrici - registe  e sceneggiatrici – segna una svolta di novità e di cambiamento anche tra i ‘grandi’ che nell’ultima stagione, a dispetto delle grandi difficoltà che anche il cinema continua a vivere con la pandemia, hanno certamente rischiato di più anche nelle idee.
 
“Contenuto il numero delle nomination, al massimo sette, di quest’edizione che seleziona più di sempre anche tra i più ‘piccoli’ - ben 16 i film segnalati anche con una sola nomination - rivelando grande attenzione al nuovo e anche alle opere low budget” sottolinea a nome del Direttivo la Presidente Laura Delli Colli. E nella svolta dei ‘primi’ 75 anni, anche i Nastri si adeguano all’aria del cambiamento adeguando il regolamento per il premio ai produttori: da quest’anno saranno in corsa insieme ad ogni titolo inserito nella categoria del ‘Miglior film’, in competizione, segnalati anche nella Commedia.
 
Qualche curiosità nel panorama delle scelte: tra le ‘cinquine’ in quest’anno speciale con tanto cinema prevalentemente uscito in piattaforma, sono stati inseriti in selezione anche due tv movie d’autore come La bambina che non voleva cantare di Costanza Quatriglio e Carosello Carosone di Lucio Pellegrini. Per questo sono eccezionalmente sei i candidati che appaiono nella selezione degli attori, in due categorie. E sono sei, vista la scelta di sostenere il cinema giovane, anche le proposte del ‘Miglior regista esordiente’.

Per la prima volta inoltre un giovane attore - Francesco Patanè che duetta con Sergio Castellitto nel cast de Il cattivo poeta - è subito in candidatura tra i ‘non protagonisti’. Ma proprio i giovani sono al centro di quest’edizione che completerà il suo palmarès con il Nastro europeo e il Nastro della legalità. E poi i riconoscimenti che valorizzano i giovani talenti con i Premi Guglielmo Biraghi e Graziella Bonacchi, il Nuovo Imaie destinato anche quest’anno al doppiaggio e il ‘Cameo dell’ anno’. Oltre al Premio Nino Manfredi che sarà consegnato a Taormina, come tradizione, quest’anno insieme al Taormina Film Fest che si apre il 27 Giugno prossimo.

martedì 18 maggio 2021 - Autrici di opere prime, veterane e maestre. Ecco le donne più influenti della cinematografia contemporanea.

Le registe del cinema italiano

Ilaria Ravarino cinemanews

Le registe del cinema italiano Sono registe di opere prime, veterane e maestre del cinema italiano. Sono autrici: documentariste, pedinatrici, visionarie o solide voci di genere, dall’horror alla commedia, dall’erotismo al fantastico. Sono state candidate e spesso hanno vinto i più importanti premi del cinema italiano - David di Donatello e Nastri d’argento - partecipando con le loro opere ai più grandi festival internazionali. Le registe del cinema italiano, frettolosamente considerate una minoranza e troppo spesso relegate alla nicchia del “femminile”, incidono oggi in maniera importante, sia a livello espressivo che numerico, sugli orizzonti della cinematografia contemporanea. MYmovies ha provato qui a offrire una panoramica il più possibile completa delle autrici attive oggi, includendo nell’elenco registe che abbiano realizzato almeno un’opera prima di lungometraggio negli ultimi dieci anni, autrici selezionate nei circuiti festivalieri, le votanti ai David di Donatello e le riconosciute maestre del nostro cinema.

Ecco la mappa per orientarsi:
LE GRANDI MADRI
LE DONNE DEL DRAMMA, TRA IDENTITÀ ED EMANCIPAZIONE
DONNE DA RIDERE: LA COMMEDIA
IL GENERE: HORROR, THRILLER, MUSICAL, FANTASY ED EROTICO
DOCUMENTARISTE, LE INDAGATRICI DEL REALE
LA TV: IL PICCOLO SCHERMO É DONNA 
 

LE GRANDI MADRI

mercoledì 12 maggio 2021 - La quasi totale esclusione tra i vincitori di Favolacce e delle candidate femminili dimostra che non è ancora tempo di rivoluzione.

David 2021, Volevo Nascondermi asso piglia tutto in un’edizione poco coraggiosa

Paola Casella cinemanews

David 2021, Volevo Nascondermi asso piglia tutto in un’edizione poco coraggiosa L’asso piglia (quasi) tutto ai David di Donatello 2021 è Volevo nascondermi (guarda la video recensione), il bel film di Giorgio Diritti sul pittore Antonio Ligabue già premiato a Berlino per la magistrale interpretazione di Elio Germano, e poi penalizzato nell’uscita sala dall’arrivo della pandemia e del conseguente lockdown: sette statuette, per Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista, Miglior Autore della Fotografia (Matteo Cocco), Miglior Scenografia (Ludovica Ferrario, Alessandra Mura, Paola Zamagni), Miglior Suono (Carlo Missidenti, Filippo Toso, Luca Leprotti, Marco Biscarini e Francesco Tumminello) e Miglior Acconciatore (Aldo Signoretti). 

Seguono, con tre David ciascuno, Miss Marx (premiato per il Miglior Produttore, la Vivo film di Marta Donzelli – neo presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia – e Gregorio Paonessa;  Miglior costumista a Massimo Cantini Parrini, reduce dalla nomination agli Oscar per Pinocchio; e Miglior compositore ai Gatto ciliegia contro il grande freddo), e L’incredibile storia dell’isola delle rose, film Netflix eleggibile in virtù della deroga che ha permesso anche alle piattaforme di concorrere ai David (Miglior attrice non protagonista a Matilda De Angelis, Miglior attore non protagonista a Fabrizio Bentivoglio e Migliori effetti visivi a Stefano Leoni ed Elisabetta Rocca). 
 
I grandi esclusi sono Hammamet, che porta a casa solo il premio al Miglior Truccatore (Luigi Ciminelli, Andrea Leanza, Federica Castelli), Favolacce (guarda la video recensione), che assegna il David solo al montaggio di Esmeralda Calabria, e due film che avrebbero meritato sia più candidature che più statuette: Le sorelle Macaluso di Emma Dante e Cosa sarà di Francesco Bruni. Felici invece per Marco Pettenello e Gianni Di Gregorio che vincono per la Miglior Sceneggiatura Non Originale di Lontano lontano, altro titolo ingiustamente penalizzato dal lockdown.

In generale, questa 66esima premiazione è sembrata improntata alla tradizione e ai riconoscimenti a volti e nomi noti, da Sophia Loren, che vince il David come Miglior attrice per La vita davanti a sé, a Pietro Castellitto, che vince come Miglior Regista Esordiente per I predatori, mentre le vere novità, come i gemelli D’Innocenzo o il cast di Favolacce e Le sorelle Macaluso, dovranno aspettare tempi più coraggiosi. 

Anche la presenza femminile alla regia, più cospicua che in passato, torna a casa a mani vuote: nessun David alla regia per Susanna Nicchiarelli ed Emma Dante, ma anche per Ginevra Elkann e Alice Filippi, candidate nella categoria Miglior Regista Esordiente, così come Francesca Mazzoleni e Valentina Pedicini, candidate per il Miglior Documentario, premio vinto da Alex Infascelli con Mi chiamo Francesco Totti. Nessun tributo neppure alla scomparsa Pedicini, un lungo (e meritato) tributo invece a Mattia Torre, premiato come Miglior Sceneggiatore per Figli: il premio viene ritirato dalla figlia Emma che fa il discorso più bello della serata, profondamente commovente e sincero.

L’unica vera sorpresa, e il momento più esilarante della serata, è il David alla Miglior Canzone Originale che, invece di premiare la superfavorita Laura Pausini, già candidata all’Oscar con la sua "Io sì", va a "Immigrato" di Checco Zalone, peraltro ignorato come Miglior Regista Esordiente per Tolo Tolo, il campione di incassi dell’annus horribilis 2020, la cui uscita sala aveva preceduto di un soffio l’esplosione della pandemia. La reazione divertita della Pausini e quella genuinamente sorpresa di Luca Medici, con moglie e figlia già placidamente addormentate e una connessione internet che rende il suo discorso di accettazione smozzicato e incomprensibile, la dicono lunga sull’imprevedibilità di questo David, e danno una salutare scossa ad una cerimonia per il resto molto convenzionale.

È però importante aver visto quasi tutti i candidati presenti (sebbene distanziati) al Teatro dell’Opera di Roma, e ascoltare le parole di speranza del ministro della Cultura Dario Franceschini, convinto che “ci aspetti una grande stagione” e impegnato pubblicamente in grandi investimenti sul cinema. Ci auguriamo che il trend verso una maggiore inclusione dei giovani e delle donne porti in futuro anche a maggiori riconoscimenti, così che non debba piovere solo sul bagnato.

   

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