| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, Storico, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 110 minuti |
| Al cinema | 47 sale cinematografiche |
| Regia di | Damiano Michieletto |
| Attori | Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Hildegard De Stefano Cosima Centurioni, Federica Girardello, Rebecca Antonaci, Chiara Sacco, Miko Jarry, Valentina Bellè, Stefano Accorsi. |
| Uscita | giovedì 25 dicembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 3,77 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 dicembre 2025
Il film liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Primavera è 22° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 7.499,00 e registrato 333.483 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Venezia, 1716. Cecilia è un'orfana che la madre ha affidato all'Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell'istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell'orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all'istituzione.
Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico. E Vivaldi intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un'analoga passione per la musica.
Sgombriamo subito il campo dal possibile paragone fra Primavera e Gloria!, malgrado alcuni punti di contatto: sono entrambe opere prime cinematografiche che raccontano un gruppo di musiciste in un'epoca in cui il talento artistico femminile era considerato inferiore. Ma Primavera è molto diverso.
Il film si discosta da Gloria! nel suo svolgimento, soprattutto perché il film di esordio di Damiano Michieletto, regista teatrale affermato in Italia e in Europa soprattutto per la messa in scena di opere liriche, avvicina le figure di Antonio Vivaldi e di Cecilia creando fra di loro una comunicazione musicale irresistibile.
Vivaldi, prete per necessità, risveglia nelle ragazze, e in particolare in Cecilia, la passionalità a lungo sopita, e la rabbia per la condizione di sottoposta il cui valore è dato solo dalla possibilità di generare entrate per l'Ospedale, principalmente attraverso il matrimonio. Una volta andate in sposa infatti le musiciste dovranno abbandonare per sempre il loro strumento. Non è un caso che la prima composizione di Vivaldi affidata alla loro esecuzione si intitoli "La follia": c'è qualcosa di febbrile e di pericoloso nella musica vivaldiana, un afflato romantico disperato che non potrà non fare presa soprattutto su Cecilia, l'unica musicista che suona non per il plauso del pubblico ma per la propria necessità espressiva. E in questo è unica anche rispetto a Vivaldi, che invece è sensibile alle lodi e alle opportunità a lui, a differenza delle ragazze, accessibili.
Primavera mostra anche, attraverso il suo commento musicale, la genesi di "Le quattro stagioni", il capolavoro di Vivaldi, composto proprio nel periodo in cui si svolge questa storia. La composizione melodica che accompagna il film è eccezionale nel sostenere il racconto e occasionalmente agire da contrappunto: una scena di ballo ambientata fra nobiluomini e nobildonne truccati e parruccati, grottesca e primordiale al punto giusto, è da antologia. "State rovinando la nostra pace", dirà Cecilia a Vivaldi, ma la musica deve fare proprio questo, e in parte è vero che gli strumenti sono stati dati alle ragazze "per maledire la loro situazione".
Michieletto conosce bene la musica e ne capisce il potere, e capisce anche il potere dello spettacolo, dunque crea un film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo, con l'aiuto di una sceneggiatura solida, scritta insieme a Ludovica Rampoldi, che non fa mai l'errore di travisare il passato in base alle sensibilità contemporanee, pur parlando chiaramente anche dell'ingiustizia della condizione femminile.
Il secondo asso nella manica di Primavera è la sontuosa fotografia di Daria D'Antonio, che illumina in modo fortemente pittorico composizioni sceniche che sono quadri viventi. Terzo asso è l'interpretazione appassionata ma rigorosa di Tecla Insolia, che si conferma la migliore attrice italiana della sua generazione, ma tutte le interpreti del gruppo musicale sono molto efficaci, il che significa che Michieletto è capace di cura e comunicazione con tutti gli interpreti e tutti i reparti: una cura evidente anche nel tenere a freno Michele Riondino nei panni di Vivaldi, impedendogli ogni istintiva fuga sopra le righe.
Note di merito per Andrea Pennacchi nel ruolo del direttore dell'Ospedale, Valentina Bellè nei panni di una cortigiana non priva di empatia, e soprattutto Fabrizia Sacchi, che interpreta il personaggio più straziante della storia: una donna perfettamente consapevole dell'iniquità della situazione delle donne ma costretta a perpetuarla suo malgrado.
Tutto, in Primavera, è in perfetto equilibrio (con la possibile eccezione di Stefano Accorsi in un incongruo cammeo) nel raccontare una situazione strutturalmente squilibrata, sia dal punto di vista socioeconomico che dal punto di vista musicale, e in entrambi i casi la sperequazione è intenzionale, per mantenere un ordine costituito e per scompigliarlo a dovere. Il Vivaldi di Primavera è ossessivo e rabbioso, ma anche ispirato e autentico, può raccontare l'incanto di un pastore che si addormenta al pascolo come la minaccia di una tempesta in arrivo, è una mina vagante, come devono esserlo gli artisti, un sasso nell'ingranaggio la cui musica "esalta e stordisce, come la vita" chi, come lui e Cecilia, non si accontenta di "campare con la propria reputazione".
Primavera è "una questione di soldi, di musica e di morte" in cui i soldi servono (ma spesso non ci sono), la morte arriva, e la musica "non serve a niente" ma, come dice Vivaldi, "può fare tutto", e tanto basta.
Venezia. 1716. L'orfanotrofio dell'Ospedale della Pietà, il più grande della città, è una formidabile palestra di giovani musiciste. Tra loro spicca la ventenne Cecilia, una "putta", che di giorno strabilia con il violino e di notte scrive lettere alla madre mai conosciuta. Nel frattempo sciupa il suo talento esibendosi da dietro una grata con una maschera in volto per ricchi mecenati. La sua grigia quotidianità è stravolta, però, dall'avvento di don Antonio Vivaldi, nuovo insegnante di violino della struttura che ne diventa subito confidente e protettore, rendendola anche il primo violino dei suoi concerti, a patto che lei rinunci a sposarsi. Questa e altre imposizioni spingeranno via via Cecilia a ribellarsi per cercare la sua libertà senza abbandonare la musica.
Innestando l'Amadeus di Forman nella sensibilità femminista della cultura contemporanea, Damiano Michieletto firma la sua seconda regia dopo una fulgida carriera di opere liriche che lo ha portato a dirigere, tra i tanti teatri, alla Scala di Milano, alla Royal Opera House di Londra, all'Opera di Parigi e alla Staatsoper di Berlino.
Contrariamente a quanto si è scritto, infatti, Primavera è stato preceduto da Gianni Schicchi, esordio cinematografico del 2021 ispirato all'omonima opera comica di Puccini, in cui diresse Giancarlo Giannini insieme a cantanti di opera lirica.
Il regista - nato a circa trenta chilometri da quella Venezia dove si ambienta la storia e dove ha diretto sin dal 2009 molte opere liriche presso il Teatro La Fenice - guida un'ambiziosa operazione industriale: il film, girato tra la laguna e Roma, è una coproduzione italo-francese capitanata da Indigo Film e Warner Bros. Il soggetto è l'acclamato romanzo Premio Strega 2009 "Stabat Mater" di Tiziano Scarpa, edito in Italia da Einaudi l'anno prima e tradotto in più di venti paesi stranieri.
Sceneggiata dello stesso operista con Ludovica Rampoldi (anche lei dedicatasi di recente alla regia con una Breve storia d'amore, che condivide con questo film il compositore Capogrosso), l'opera è fotografata da Daria D'Antonio, ormai fida collaboratrice di Sorrentino, che ha attinto a fonti pittoriche del Settecento per illuminare gli ambienti quasi esclusivamente con delle candele. L'emergente Walter Fasano lo ha montato, Gaspare De Pascali, dopo Duse, altro biopic "veneziano", ha scenografato gli ambienti oscuri e opprimenti dell'orfanotrofio, mentre i costumi d'epoca sono cuciti dalla decana Maria Rita Barbera che vanta collaborazioni pluriennali, tra gli altri, con Bellocchio, Andò, Moretti e Mazzacurati.
Lo sforzo produttivo (quasi otto milioni di budget) ha prodotto per ora, dopo l'Audience Award al Chicago International Film Festival e l'anteprima mondiale in concorso a Toronto 2025 (sezione "Special Presentations"), la vendita del film, curata da Paradise City Sales, in più di venticinque paesi esteri (numero destinato a salire nelle prossime settimane).
Primavera, infatti, scommette sulla capacità di richiamo internazionale del regista combinata alla notorietà globale di cui gode ancora oggi Antonio Vivaldi tra gli appassionati di musica. Tuttavia, nonostante l'allusività polisemantica del titolo, "non è assolutamente un biopic del compositore, anche se la parte musicale è ovviamente molto forte" ha chiarito Michieletto che ha affidato a Michele Riondino la parte del violinista veneziano. L'astro nascente del nostro cinema Tecla Insolia, invece, conclude un intenso biennio recitativo con il romanzo di formazione della protagonista Cecilia: dopo L'arte della gioia che gli è valso il David come miglior attrice protagonista del 2025 e ha propiziato il David Rivelazioni italiane, dal 2024 è apparsa in Familia (film che rappresenterà l'Italia nella corsa all'Oscar per il miglior film in lingua straniera), L'albero e Amata. Il duo principale è affiancato dalla sempre ottima Valentina Bellè e dal padovano Andea Pennacchi, senza dimenticare Fabrizia Sacchi e Stefano Accorsi.
Il rapporto esclusivo e ambivalente tra Cecilia e il suo maestro catalizzerà una trama che verosimilmente evidenzierà il coraggio, il talento e la spregiudicatezza di una giovane donna chiamata a liberarsi ad imposizioni e soprusi di una società profondamente patriarcale, simboleggiata tanto dal rigido microcosmo dell'orfanotrofio quanto da un Vivaldi dominante e ambiguo, alle prese con un momento di appannamento creativo.
Primavera è la proposta autoriale - qualcuno l'ha definito "l'anti-cinepanettone" - su cui punta Warner Bros Italia per sbancare il botteghino natalizio: sarà nelle nostre sale dal 25 dicembre 2025.
Un mélange della potente e innovativa musica di Antonio Vivaldi, della famosa orchestra delle orfane dell’ospedale della Pietà, in una Venezia del ‘700, potrebbe far pensare ad uno sviluppo agiografico e sdolcinato della storia, facile da fare, quasi banale. Ma il film Primavera di Damiano Michieletto non è niente di tutto questo.
"Primavera" dell'esordiente regista Damiano Michieletto è senza dubbio un gran bel film che merita di essere visto al Cinema. La storia è ambientata agli inizi del '700 a Venezia, esattamente all'interno di un orfanotrofio chiamato "Ospedale della Pietà" in cui, quasi come una sorta di grigio Purgatorio, vivono tutte quelle giovani fanciulle che [...] Vai alla recensione »
Che bello il film di Damiano Michieletto, quell'atmosfera sospesa, quel silenzio visivo, la fotografia che trasforma la quotidianità come l’accordatura di uno strumento, la luce naturale , quell’effetto di chiaroscuro fiammingo che carica il soggetto di un valore quasi divino, proprio come nei quadri di Veermer. E che bella la colonna sonora di Fabio Massimo Capogrosso [...] Vai alla recensione »
Un film interessante che narra la forza della musica in un'epoca difficile per l'universo femminile. Un film lento dove i colpi di scena arrivano attutiti, mimetizzati nell'obbligo sociale decisamente più asfittico dei nostri tempi. Purtroppo ho trovato il film più simile a uno sceneggiato televisivo. Qualche asprezza avrebbe dato miglior tono al risultato finale, comunque [...] Vai alla recensione »
Primavera mi ha colpito soprattutto per l’atmosfera e per la musica, che è davvero il cuore del film. La storia di Cecilia, giovane violinista piena di talento ma senza libertà, è raccontata con delicatezza e riesce a coinvolgere. Ho apprezzato anche il modo in cui viene rappresentato Vivaldi: una presenza importante, ma mai ingombrante.
Primavera ? un film di Damiano Michieletto, da non perdere assolutamente. Mentre lo vedevo ho pensato che fosse un film che si pu? rivedere, senza annoiarci e apprezzandolo di pi?. Non solo perch? ci ?tocca?, ma soprattutto per un linguaggio cinematografico qualitativamente ricco e raffinato, dove tutti gli elementi che lo compongono creano poesia e si armonizzano felicemente: la sceneggiatura di [...] Vai alla recensione »
... certo per la musica di Vivaldi che ovviamente ne costituisce la colonna sonora, per l'ambientazione nella Venezia del Settecento: canali su cui le barche scivolano silenziose, calli immerse nella foschia della laguna, palazzi di eleganza barocca dove i frivoli aristocratici consumano la vita nel lusso e nel gioco, mentre i pi? vivono poveramente e le bambine sono abbandonate nella ruota dei conventi [...] Vai alla recensione »
Film bellissimo che ho visto due volte. Ti trascina in un vortice di emozioni. Queste ragazze che sembrano tutte uguali vengono invece raccontate ognuna per la propria personalità. Il ritmo del film ti immerge in una storia affascinante piena di verità mistero e fascino. Attori bravissimi e talentuosi grazie ad un regista che sa sorprendere e raccontare le tante [...] Vai alla recensione »
Una storia ben raccontata sconosciuta ai pi?. Riondino bravissimo accanto alla brava giovane interprete Tecla. La musica fa da padrona nel film. E sullo sfondo a dettare i risvolti della vita le miserie, il potere, i soprusi, le meschinit? dell'essere umano.
...ho letto qui che diversi criticano il film per la non aderenza storica... ecc. ma come si fa a parlar male di "Primavera"?? Averne di film così! Con lo stesso criterio allora "Amadeus" di Forman ....sarebbe una pagliacciata! Ma chissenefrega dell'aderenza storica, trattasi di un film, belissimo, e non di un documentario! Grazie di cuore a Michieletto e a tutta la [...] Vai alla recensione »
Davvero un bel film: bella fotografia, musica e costumi, storia antica ma modernissima, trama non scontata. Consigliatissimo.
È tutta un'emozione. Forte. Chiara. Limpida. Non attesa. Sorprendente. Non è un biopic, come avevo immaginato, ma mentre la trama si dipana e la sorpresa si accende... il film diventa gigante!!!! Lascia incollati alle poltrone mentre le note della Primavera..inebriano... Assolutamente da vedere!!! No spoiler!
La musica ti fa libera (in attesa della Primavera), mentre ci sorprende di come la Primavera si costruisca coralmente intravedendo e allo stesso tempo ritrovandosi pervase dalle note libere di un gioco con dei bambini, del fruscio dell'acqua e delle vesti, dall'assaporare la vita per un soffio, un trasbordo, un concerto privato, e dal richiudersi nelle mura
Film storico su uno dei momenti pi? alti della cultura europea, trattato per? con una sensibilit? da stampa scandalistica: la bellezza viene ?sporcata? da critiche ovvie alla crudelt? che all?epoca era comune in tutto il mondo e da una regia che cerca di scandalizzare lo spettatore senza perseguire un fine. Per me ? un segno di forte decadenza culturale: non sappiamo pi? guardare la virt? e l?eccellenza [...] Vai alla recensione »
Non ho ancora visto il film, lo vedr? nella matinee di oggi domenica 14. Il suo scritto ? bellissimo, sono ansioso di scoprire nelle immagini i contenuti da lei espressi.
Un falso storico clamoroso: le ragazze degli Ospedali veneziani erano professioniste riconosciute che ricevevano compensi e prestigio sociale. La più nota violinista della Pietà, cui Vivaldi dedicò molti lavori, si chiamava Anna Maria (1696-1782). Piegare la realtà per assecondare la propria ideologia non porta bene, ed infatti il film è piuttosto lento e filmicament [...] Vai alla recensione »
Da oggi in streaming su MYmovies ONE, Dietro le quinte di Primavera è un documentario che racconta cosa si nasconde dietro e dentro all’esordio alla regia di Damiano Michieletto.
GUARDA ORA IL FILM
L’idea nasce dal libro Premio Strega di Tiziano Scarpa, Stabat mater, e diventa, anche grazie alla scrittura di Ludovica Rampoldi che ne firma la sceneggiatura, un racconto più ampio che ha al centro l’incontro tra una giovane talentuosa violinista, Cecilia, e il suo nuovo maestro, Antonio Vivaldi. Sullo sfondo una Venezia all’apice del suo splendore: siamo nel 1713, la Serenissima è in espansione e perfino per delle giovani orfane come Cecilia sembra esserci una possibilità di riscatto.
La sfida con cui si misura Michieletto è alta: un film in costume, in una delle più belle (e più riprese) città al mondo, il desiderio di raccontare una storia che ha un forza contemporanea, toccando temi attuali come l’emancipazione femminile, il talento, l’ambizione. E Vivaldi, con la sua musica, ancora così amata e ascoltata in tutto il mondo.
Il Dietro le quinte mostra come nasce Primavera, grazie alla collaborazione di alcuni tra i più importanti professionisti del cinema italiano contemporaneo: Daria D’Antonio alla fotografia, Walter Fasano al montaggio, Fabio Massimo Capogrosso alle musiche originali, Maria Rita Barbera e Gaia Calderone ai costumi, Gaspare De Pascali alla scenografia.
Attraverso le voci dei protagonisti, da Michieletto, a Michele Riondino, Tecla Insolia, Stefano Accorsi, Valentina Bellè, Andrea Pennacchi e Fabrizia Sacchi, ci si addentra nel cuore della messa in scena.
Primavera è una produzione Warner Bros. Entertainment Italia e Indigo Film, una coproduzione italo-francese con Moana Films, in associazione con Paradise City Sales con la partecipazione di Diaphana Distribution e uscirà nelle sale italiane il 25 dicembre 2025 distribuito da Warner Bros Pictures.
Dietro le quinte di Primavera è un documentario realizzato da Elio Di Pace e prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, Indigo Film e MYmovies.
C'è chi lo ha inquadrato come un clone più elegante ma meno fresco di Gloria!, il film diretto nel 2024 da Margherita Vicario, altra vicenda di sofferta emancipazione. Ed elegante Primavera lo è senz'altro, nella messa in scena e nello stile del racconto, qualità affinate dal veneziano Damiano Michieletto in molteplici regie teatrali e liriche, che gli sono valse la fama internazionale.
«Primavera» è un film che aveva davanti a sé tante insidie. La prima è quella legata a Damiano Michieletto, un regista più specializzato nella messa in scena di opere liriche e che qui debutta nella finzione pur avendo come protagonista la tanto amata musica. La seconda è quella legata al confronto con un'altra opera prima che avuto un discreto successo e che affrontava tematiche molto simili, come [...] Vai alla recensione »
Nel primo Settecento, il pio ospedale della Pietà era il maggior orfanotrofio di Venezia. Tra le putte educate alla musica e alla morigeratezza spicca la ventenne Cecilia, talentuosa violinista ancora ossessionata dall'abbandono; per questo, di notte e in segreto, scrive appassionate lettere alla madre ignota. Finché arriva un nuovo maestro, nientemeno che Antonio Vivaldi; i due subito si annusano: [...] Vai alla recensione »
Tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Nella Venezia del Settecento, l'Ospedale della Pietà era sia orfanotrofio che scuola di musica. La giovane Cecilia sogna di ritrovare la madre che la abbandonò in fasce. La giovane Cecilia per la musica ha vero talento, se ne accorge il nuovo maestro assunto dall'istituto, Antonio Vivaldi in persona.
Somiglierà a dire una cosa abbastanza bizzarra ma forse le "strade traverse" aiutano un cinema come quello di casa nostra, spesso - non sempre, per fortuna - in gran crisi di ispirazione. Nel ciclone natalizio del duo Checco Zalone/ James Cameron compare, come terzo (certo piccolissimo) incomodo, un bel film del celebre regista veneziano di Opera lirica Damiano Michieletto (classe 1975) che probabilmente [...] Vai alla recensione »
Primavera, l'esordio alla regia cinematografica di finzione (dopo il film-opera Rigoletto al Circo Massimo e il divertissement pucciniano Gianni Schicchi, entrambi del 2021) del pluripremiato regista teatrale Damiano Michieletto, è un film che ti prende e non ti molla più. Ritmo, suspense, intensità crescente: tutto, dall'incipit metaforico sull'annegamento dei gattini al finale aperto e liberatorio, [...] Vai alla recensione »
Messa in scena elegante, mano sicura, cast omogeneo, confezione classica: la seconda direzione cinematografica di Damiano Michieletto, affermatosi internazionalmente come regista teatrale e lirico, è di quelle che lasciano il segno. Merito anche della solida sceneggiatura di Ludovica Rampoldi (in proprio ha firmato il dramedy "Breve storia d'amore" con la coppia Fogliati/Giannini, anch'esso in sala), [...] Vai alla recensione »
Dove c'è musica non ci può essere il diavolo", dicono a Cecilia, orfana veneziana cresciuta all'Ospedale della Pietà. Nel settecento, le senza famiglia con un po' di talento venivano avviate agli studi musicali, le più brave suonavano nascoste da una balaustra. In attesa che qualche uomo dotato di beni di fortuna - una quota spettava al convento, per risarcire le spese - ne scegliesse una per farne [...] Vai alla recensione »
In una stagione cinematografica in cui tra i titoli di maggiore rilievo spiccano i due nuovi film dei Safdie, The Smashing Machine e Marty Supreme, anche l'Italia presenta un titolo che attinge direttamente alla tradizione del cinema sportivo. Già, perché Primavera di Damiano Michieletto presenta tutti gli elementi che caratterizzano il genere, nonostante ad essere raccontato sia in realtà un contesto [...] Vai alla recensione »
L'irruzione di un emarginato Vivaldi tra le orfane musiciste dell'Ospedale della Pietà di Venezia (1716) scatena ambizioni di emancipazione contro le regole di censura di un'epoca buia per la libertà femminile. Navigata, celebrata e discussa star della regia d'opera non convenzionale, tra un giro alla Scala e uno al festival di Salisburgo Michieletto ha composto il secondo lungometraggio dopo Gianni [...] Vai alla recensione »
Venezia, primi del '700. Cecilia (Tecla Insolia) è un'orfana dell'Ospedale della Pietà, luogo di salvezza ma anche prigione dell'anima, gestito da una priora inflessibile (Fabrizia Sacchi) e amministrato da un untuoso e avido governatore (Andrea Pennacchi). Le sue "putte" sono musiciste brillanti e invisibili ma, al momento opportuno, svelate e "vendute" a ricchi patrizi veneziani.
È il ritratto di una giovane in fiamme, la ventenne Cecilia, cresciuta, a inizio Settecento, all'interno del perimetro del Pio ospedale della pietà, il più grande orfanotrofio di Venezia. Lei è una violinista straordinaria che può esibirsi per un pubblico di ricchi solo in maniera anonima dietro a una grata. Poi arriva Antonio Vivaldi, nuovo maestro di violino, e con lui la primavera.
Proprio all'inizio di Primavera avviene un episodio sconcertante: una decana, scoperto il parto di una gatta nel cortile dell'orfanotrofio femminile, afferra la prole neonata, la schiaffa in un sacco, apre la porta e lo getta nel canale. Siamo nell'Ospedale della Pietà di Venezia, prima metà del Settecento. La giovane Cecilia e le altre orfane rimangono sconvolte, forse perché per loro si profila un [...] Vai alla recensione »
Dopo aver rivoluzionato il linguaggio della scena teatrale e operistica, Damiano Michieletto debutta alla regia cinematografica con Primavera, un affresco storico-musicale intriso di poesia, emozione e cura visiva. Distribuito nei cinema da Warner Bros Pictures dal 25 dicembre 2025, il film si ispira liberamente all'opera letteraria Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009), celebre per la [...] Vai alla recensione »
Venezia, 1716. Un istituto della pietà accoglie orfane lasciate da madri che, forse, un giorno torneranno a riprenderle. È la speranza covata dentro da Cecilia, interpretata da Tecla Insolia, ventenne promessa sposa e insofferente dal minuto uno di "Primavera", il film con cui Damiano Michieletto esordisce alla regia di un lungometraggio di finzione.
A esordire nel cinema di finzione è "solo" il più visionario, applaudito e richiesto regista lirico dell'ultimo decennio, Damiano Michieletto. Che con la sceneggiatura di Ludovica Rampoldi porta sul grande schermo il romanzo epistolare di Tiziano Scarpa: la storia, nella Venezia del Settecento, di una delle orfane musiciste dell'Ospedale della Pietà e di Antonio Vivaldi Da ordinari fruitori non siamo [...] Vai alla recensione »
"Sapreste riconoscermi, madre?" si chiede Cecilia, vent'anni tutti trascorsi tra le mura dell'Ospedale della Pietà, il più grande orfanotrofio di Venezia. Le lettere che scrive alla madre mai conosciuta fanno sono il filo su cui si muove Primavera, così come lo erano in Stabat Mater, il romanzo di Tiziano Scarpa all'origine dell'esordio alla regia cinematografica di Damiano Michieletto (in precedenza [...] Vai alla recensione »
Arriverà nelle sale il giorno di Natale Primavera, esordio al cinema di Damiano Michieletto, liberamente tratto dal romanzo 'Stabat Mater' di Tiziano Scarpa, Premio Strega 2009. Un film che nasce come racconto intimo e personale e che segna per il regista veneziano un nuovo inizio, lontano dal palcoscenico ma vicino alla sua idea di arte come esperienza trasformativa.