Un'avventura internazionale che mescola azione esplosiva e battute taglienti. Espandi ▽
Il Primo Ministro inglese Sam Clarke (Idris Elba) e il Presidente USA Will Derringer (John Cena) hanno un rapporto non proprio amichevole, ma anzi una vera e propria rivalità sotto gli occhi di tutti che rischia di mettere a repentaglio la "relazione speciale" tra i loro Paesi. Ma quando diventano l'obiettivo di un potente e spietato avversario straniero - che si dimostra più che all'altezza delle forze di sicurezza dei due leader - saranno costretti a fare affidamento sulle uniche due persone di cui possono fidarsi davvero: loro stessi. Aiutati dalla brillante agente dell'MI6 Noel Bisset (Priyanka Chopra Jonas), dovranno darsi alla fuga e riuscire a lavorare insieme abbastanza a lungo da sventare una cospirazione globale che minaccia l'intero mondo libero. Recensione ❯
A Macao un ladro geniale ruba miliardi in criptovalute. La polizia richiama un veterano che guida un'unità speciale con metodi vecchio stile. Espandi ▽
Ambientato a Macao, The Shadow's Edge racconta una sfida di astuzia e abilità tra ladri e polizia che vede contrapposti Jackie Chan e Tony Leung Ka-Fai. Dopo un clamoroso furto di miliardi in criptovalute, il geniale criminale Fu Longsheng, detto The Shadow, guida la sua banda eludendo senza sforzo i sofisticati sistemi di sorveglianza e facendo perdere le proprie tracce.
Per fermarlo, la polizia richiama in servizio Wong Tak-Chung, leggendario esperto di sorveglianza ormai in pensione, che ha il compito di addestrare e guidare l'unità speciale "Adorable Unit", puntando su metodi investigativi vecchio stile per contrastare criminali capaci di trasformare ogni tecnologia in un'arma a loro favore. Recensione ❯
Ragione e sentimenti dietro le quinte della tv. Espandi ▽
È il 1957: nelle case degli italiani arriva la televisione, che diventa subito strumento di aggregazione sociale e di intrattenimento. Nelle abitazioni di chi può comprare la tv, nei cortili, nei bar, la gente si affolla per vedere - tutti insieme - i primi programmi della Rai. Tra questi c'è anche Carosello, trasmissione "cult" che cambia per sempre l'immaginario del Paese. Recensione ❯
Una testimonianza storica per comprendere la dinamica della guerra in Ucraina e la resilienza umana in condizioni estreme. Espandi ▽
Il piccolo villaggio di Andriivka è situato nella regione ucraina del Donetsk, e quindi nel cuore delle zone dove dal 2022 si combatte la guerra contro le forze d'invasione russe. Siamo nel 2023, durante la controffensiva ucraina che sorprende la Russia con operazioni di riconquista dei territori occupati inizialmente: lungo una striscia di terra desolata ormai abbandonata da tutti, un plotone di soldati ucraini si fa strada faticosamente tra il fuoco nemico per alzare la bandiera blu e gialla tra i resti delle abitazioni distrutte. Con loro c'è una piccola troupe di videogiornalisti a documentare il tutto.
La prospettiva in prima persona dei fucili durante gli scontri a fuoco crea quindi un corto circuito notevole, etico ed estetico, stadio ultimo del secolo digitale che su quella prospettiva da first-person shooter ha costruito la sua sensibilità. Il presente ultramoderno si scontra poi con un combattimento claustrofobico su una striscia di un paio di chilometri di terra, che sembra a tratti evocare l'insulsa contesa delle trincee nella prima guerra mondiale. Recensione ❯
Una serie fantascientifica di Vince Gilligan con la candidata all'Emmy Rhea Seehorn. Espandi ▽
Il mondo intero viene sconvolto da una trasformazione silenziosa che avvolge l'umanità in una coscienza condivisa: tutti gli esseri umani vengono "infettati" da un'essenza misteriosa che conduce verso un benessere diffuso e una cooperazione istantanea di tutti gli individui. Tutti, tranne una: Carol Sturka, autrice di romanzi storici romantici che resta inspiegabilmente esclusa da questo abbraccio collettivo. Mentre il mondo diventa gentile fino all'oppressione, Carol attraversa un paesaggio umano rimodellato cercando di capire se la sua singolarità sia un difetto da correggere o l'ultima prova che la libertà ha ancora un prezzo.
Plur1bus è un'ode all'errore. Provando a fare un po' il punto di questa serie, forse il tratto più originale della sua estetica sta nell'inquietudine benevola che racconta e che traduce audiovisivamente. Unisce precisione ingegneristica e vibrazione emotiva, technè e poiesis; con un'intelligenza dichiaratamente non artificiale e una rara grazia formale, Gilligan dà corpo al paradosso di una catastrofe tenera ma definitiva: Plur1bus è una serie che studia chi siamo e dove siamo, senza pretendere risposte definitive, ed è perciò anche una serie da studiare. Recensione ❯
Tre atlete si preparano per i Giochi Olimpici di Ludoj 2024 in tiro a segno, scherma e judo, tra pressioni sociali e riflessioni sul legame tra sport e guerra. Espandi ▽
Giochi Olimpici di Ludoj del 2024. Tre atlete si stanno allenando per partecipare alle gare nelle rispettive discipline. Si tratta di Alex Sokolov nel tiro a segno, Giovanna Falconetti nella scherma e Alice Bellandi nel judo. Devono sottoporsi a durissimi allenamenti fisici tra allenamenti in acqua, sollevamento pesi, corse sul tapis-roulant. Ma al tempo stesso, anche gestire lo stress e l'ansia della gara per reggere l'alto livello della competizione e la tensione della performance sportiva. Attraverso le loro figure, vengono messe a fuoco le contraddizioni di queste tre discipline sportive, nate in tempo di pace come allenamento per gli esercizi bellici e poi diventati sport professionistici. "Questo film è un lavoro di fantasia ispirato a eventi accaduti nel 1982". Inizia così sui titoli di coda la didascalia di Agon, debutto nella regia cinematografica di Giulio Bertelli che fonde tecniche di design nei dettagli delle parti del corpo umano, nell'attenzione alle geometrie e ai movimenti nello spazio e soprattutto nella rappresentazione della gara lontana dalle tensioni proprie del cinema sportivo ma invece più attenta a mostrare le tecniche e la pressione soggettiva a cui le atlete sono sottoposte. Nella ricostruzione di finzione emergono dei frammenti di verità. Agon è un cinema di corpi, anatomico, che prende più direzioni. Recensione ❯
Serie prodotta da Peter Craig, Ridley Scott e Brian Tyree Henry che ne è anche protagonista. Espandi ▽
Ray e Manny, amici che hanno passato insieme anche un periodo in carcere, ora si arrabattano per le strade di Philadelphia fingendosi agenti DEA e saccheggiando le case e le "cucine" di esponenti minori del narcotraffico cittadino. Ma quando un terzo amico esce di galera e gli segnala un posto dove possono fare un colpo più grosso, i due non resistono e subito la situazione precipita. Si troveranno presto braccati da un misterioso gruppo criminale, dai veri agenti DEA, da una banda di biker e da sicari dei cartelli.
Dope Thief è una serie prodotta da Ridley Scott, un crime drama a costante accumulo di tensione, ma progressivamente meno credibile nelle esagerate forze schierate contro i protagonisti. L'ottimo cast sarebbe perfettamente in grado di reggere un racconto più sottile e meno roboante - in particolare stupisce il protagonista Brian Tyree Henry.
La serie sceglie il consueto modello a base di frenetici ostacoli e colpi di scena, risultando così però in un titolo come tanti, con il pregio di buone sparatorie e il difetto di un potenziale drammatico sprecato. Recensione ❯
Il percorso di una donna determinata a ridefinire il proprio spazio in un contesto che la vorrebbe immobile. Espandi ▽
Da qualche parte, in uno sperduto villaggio del nord ovest iraniano, Sara vive insieme alla sua numerosa famiglia. Il padre è morto quando aveva sedici anni, e da allora è diventata il punto di riferimento dei suoi cari. La sua è un'eccezione lampante: in ogni campo del fare gli uomini hanno libertà d'azione mentre le donne sono oppresse. Per Sara, che veste abiti comodi e sportivi per salire sulla sua moto, ha lavorato sempre come ostetrica, e non ha mai chiesto il permesso per fare ciò che voleva, tutto questo è innaturale e inaccettabile. Quando nel villaggio si indicono le elezioni, si candida e stravince.
Siamo di fronte ad un film eccezionale dal punto di vista del soggetto prescelto - Sara come classica eccezione, la pioniera anticonformista che col proprio corpo e intelligenza fa da apripista - ma altrettanto prevedibile nel linguaggio. Premio della giuria al Sundance 2025, Cutting Through Rocks è frutto di una doppia, reciproca perseveranza tra l'oggetto e i suoi osservatori, accomunati da una volontà tenace di abbattere il conservatorismo. Recensione ❯
Dopo otto anni dal Canto uno e sei dall'Intermezzo, i personaggi ritornano, cristallizzati nel loro presente. Drammatico, Francia2025. Durata 134 Minuti.
Amin torna a casa nel sud della Francia e si riconnette con la sua famiglia, gli amici d'infanzia, suo cugino Tony e la sua migliore amica Ophelie. Espandi ▽
Stessa spiaggia, stesso mare: proseguono le avventure di quell’estate del 1994 a Sète, tra gli altri con Amin che vuole fare cinema, vive a Parigi ed è tornato per le vacanze, e Ophélie che sta per sposarsi con Clément ma è segretamente incinta di Tony, cugino scapestrato di Amin, e vuole andare a Parigi per abortire. E poi il ristorante tunisino, la grande famiglia allargata, gli amici e i flirt, le interminabili serate di festa. La novità è l’arrivo dell’attrice americana Jessica Patterson e di suo marito, il produttore Jack, che si interessa alla sceneggiatura scritta da Amin e invita spesso i due cugini nella sua villa.
L’elemento del destino c’era in fondo sempre stato, e lo aveva individuato lo stesso Abdellatif Kechiche quando - reduce dal successo de La vita di Adele - decise di girare una grande saga dedicata all’idea del “mektoub”, che in arabo rappresenta “ciò che è scritto”.
Il primo film, Canto uno, arrivò nel 2017 come un capolavoro folgorante. Cristallizzati nel loro presente, i personaggi riprendono da dove avevano lasciato - ma forse con un po’ meno di quello smalto che rendeva il naturalismo di Kechiche così fluido e abbacinante, e l’educazione sentimentale di una gioventù bellissima così luminosa. Un regista che aveva il dono di governare e modellare lo scorrere del tempo si trova ora a inseguire quello perduto. Recensione ❯
La storia di un personaggio che è il simbolo di un'epoca perduta di sogni, fallimenti, mirabile arte di
arrangiarsi. Espandi ▽
Per Tanio Boccia il 1964 sembra l'anno d'oro. Già allora considerato "il peggior regista del cinema
italiano", irriso da tutti i suoi colleghi e perseguitato dai creditori, riesce a mettere in cantiere quattro
film contemporaneamente, da Maciste alla corte dello zar a La valle dell'eco tonante. Solo che in quel
settembre del 1964 esce Per un pugno di dollari e nessuno va a vedere i film del grande Tanio... Recensione ❯
Nel 1983 Enzo Tortora, celebre conduttore TV, viene accusato ingiustamente di camorra. Inizia per lui un'odissea giudiziaria che segnerà l'Italia intera. Espandi ▽
Primi anni Ottanta. Enzo Tortora è un conduttore televisivo molto amato dal pubblico. Fra i suoi fan c’è appunto un carcerato ndranghetista, Giovanni Pandico detto lo Scribacchino perché redige le lettere di Raffaele Cutolo, il boss della camorra rinchiuso come lui a Poggioreale. Pandico scrive ossessivamente a Tortora ma non riceve risposta. Dunque quando il criminale deciderà di diventare “dissociato” si vendicherà facendo, fra molti altri, anche il nome del conduttore, e dando così inizio all’odissea giudiziaria di Tortora durata anni di detenzione in attesa di giudizio e una serie di processi a catena.
Marco Bellocchio affronta la “piccola storia ignobile” che ha segnato la coscienza degli italiani ricostruendola in modo tanto fattuale quanto metaforico, e facendo leva sugli elementi surreali e onirici che hanno caratterizzato l’intera vicenda. Davvero in Portobello ce n’è per tutti, nel resoconto impietoso di una vicenda infame in cui Bellocchio ficca il muso come ha fatto con il caso Moro, il caso Dalser e tante altre perversioni della nostra Storia recente, sapendo che sviscerare il passato significa avere la possibilità di riconoscerne le conseguenze sul presente. Recensione ❯
Il Maestro Giovanni Allevi, dopo aver affrontato la malattia, si racconta in un documentario che lo accompagna durante le prove con la sua orchestra della sua nuova composizione. Espandi ▽
Giovanni Allevi, celebre compositore e pianista, ci accompagna nel suo ritorno alla vita dopo la malattia che l’ha colpito. Le immagini in presa diretta delle prove, dei concerti e dei momenti di quotidianità – tra ospedale e fisioterapia – si alternano a confessioni inedite, interviste esclusive e testimonianze. Al cuore della narrazione il Concerto per Violoncello e Orchestra MM22 composto da Allevi nella stanza d'ospedale durante una lunga degenza oncologica. La malattia più temuta diventa così, grazie alla creazione artistica, il punto di partenza per una rivoluzione interiore che parla a tutti noi. Il ritratto Allevi – Back to Life diretto da Simone Valentini ci mostra un essere umano professionalmente diverso da come ci si può immaginare, per esempio quando dirige un’orchestra. Il Maestro Allevi si comporta con i professori d’orchestra con grandissimo garbo e pazienza anche quando magari non vanno tutti a tempo insieme. Glielo fa notare, con un mezzo sorriso. Dolcemente e gentilmente. Recensione ❯
Dracula rivive in storie diverse: un anziano vampiro attrazione turistica e un regista che usa l'IA per esplorare le sfaccettature di Vlad. Espandi ▽
Il mito e la storia di Dracula rivisti attraverso una moltitudine di racconti diversi: mentre un anziano “vampiro” si fa inseguire da un'orda di turisti come attrazione vacanziera, un regista chiede a un'applicazione di intelligenza artificiale di creare degli intermezzi narrativi che indaghino le mille sfaccettature di Vlad, tra passato e presente. Cultore dell'eccesso, intrepido formalista, indagatore delle perversioni contemporanee: è il profilo di Radu Jude, autore rumeno che come pochi altri ha saputo interpretare il cinema (e il mondo) di questi tumultuosi anni venti. Era forse inevitabile che i grandi successi lo portassero a un certo punto a confrontarsi con l'icona culturale suprema della sua Transilvania, e Jude lo fa a modo suo: come uno scherzo, indirettamente, e sovraccaricandone il simbolo per accumulo fino a farlo deflagrare in una galassia di riferimenti e provocazioni. Lo fa con un occhio da intenditore per l'estetica del brutto, un talento tanto singolare quanto indiscusso, e ampiamente messo in mostra già nei film precedenti. Recensione ❯
Un racconto intimo che esplora la possibilità di rinascita proprio nel luogo dove tutto sembrava perduto. Espandi ▽
Salvo, un pescatore siciliano segnato da una tragedia, ha abbandonato il mare per rifugiarsi tra le montagne della Calabria. La notizia della malattia del padre lo costringe a tornare nel villaggio costiero dove è cresciuto. Qui trova la casa di famiglia occupata da Binta, una donna di origine africana, e dal giovane figlio Moussa. Inizia una convivenza forzata, carica di silenzi e tensioni. Mentre Salvo tenta di allontanarli, qualcosa lo trattiene. Insieme al piccolo Moussa, con cui stringe un legame inatteso, rimette in sesto la vecchia barca del padre. Le certezze di Salvo cominciano a vacillare quando Binta sostiene di essersi presa cura dell'anziano uomo negli ultimi mesi di vita. Il passato riemerge mentre Salvo affronta la battaglia legale per la custodia della figlia. Per Salvo un viaggio che lo porterà ad affrontare il dolore e il perdono e a ritrovare sé stesso. Recensione ❯
Quando un attore disilluso incontra una cameriera sfortunata a Parigi, inizia la loro inaspettata storia d'amore. Ma sopravviverà alla luce dei riflettori? Recensione ❯
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