Due amici inseguono un lavoro nella polizia per riscattarsi, ma la tensione e la disperazione minacciano di spezzare la loro amicizia. Espandi ▽
Shoaib e Chandan, due ragazzi indiani rispettivamente musulmano e dalit (i cosiddetti "intoccabili"), tentano come migliaia di altri giovani un concorso pubblico per diventare poliziotti e avere una vita dignitosa. Finiscono per dividersi quando Chandan ottiene finalmente il posto, mentre Shoaib è costretto a lavorare come galoppino in un ufficio. I loro destini saranno uniti fino alla fine, quando il coronavirus sconvolgerà ulteriormente le loro vite.
C'è il nome del produttore esecutivo Martin Scorsese a nobilitare il nuovo film del regista indiano Neeraj Ghaywan, già affermatosi con il precedente Masaan. Una volta stabilito il contesto, nella seconda parte Homebound si abbandona al dramma degli affetti, trovando momenti di autentica commozione, senza mai perdere, però, il controllo formale evidente fin dall'inizio.
Ghaywan avrebbe modo di spingere sul pedale del melodramma, ma preferisce trattenersi per amore dei suoi personaggi, ai quali non fa sconti, ovviamente, ma per i quali è disposto a concedere anche nella tragedia la possibilità di una nuova vita. Recensione ❯
Simon Mesa Soto al secondo lungometraggio dirige una commedia amara sui sogni infranti e sul cinismo imperante. Commedia, Colombia, Germania, Svezia2025. Durata 120 Minuti.
Un poeta caduto nel dimenticatoio ha la possibilità di aiutare un'adolescente. Espandi ▽
A Medellín, Oscar ha raggiunto la mezza età senza mai consacrarsi come poeta di successo dopo qualche pubblicazione giovanile. La vocazione non lo ha però abbandonato, nonostante ora sia disoccupato, divorziato e senza un soldo, sperando di svoltare con le proposte di investimento truffaldine di un amico e prendendosi nel frattempo cura della madre anziana con cui vive. Quando si decide ad accettare un ruolo di insegnante per mettersi finalmente al lavoro, tra gli studenti viene colpito dalla quindicenne Yurlady; la ragazza sembra possedere del talento per la composizione, e Oscar le fa da mentore convincendola a partecipare a un concorso di poesia. Commedia amara sui sogni infranti e sul cinismo imperante, il secondo lungometraggio di Simon Mesa Soto è animato da un disagio vivido, e possiede un certo pathos a tinte grottesche che gli dà sicuramente carattere. Il regista colombiano, habitué del Festival di Cannes sia dai tempi dei suoi cortometraggi e per quest’opera ricompensato con il premio della giuria di Un certain regard, cattura ruvidamente in pellicola un mondo disperato in cui tutti annaspano e guardano al proprio interesse, e la cocciutaggine irresponsabile (ma in fin dei conti sincera) di Oscar è l’unica a segnare una controtendenza. Recensione ❯
Un coming of age sul delicato percorso di crescita di Donato, un ragazzo quasi diciottenne. Espandi ▽
Bari. Donato lavora in un garage ma la sua vita cambia quando una sera il suo destino s'incrocia con quello di Agust, un criminale di origini albanesi che lo costringe a fare da palo in macchina mentre lui sta compiendo una rapina. Per ricompensarlo, dopo gli regala una catenina che è parte della refurtiva. Ma Donato perde il lavoro per colpa di Agust e ora ha bisogno di soldi anche per pagare le costose cure della nonna malata di Alzheimer. Così il ragazzo torna da lui e gli chiede di essere coinvolto in altri colpi. Col tempo, dopo un giuramento, tra loro nasce un legame di amicizia.
Cattiva strada ha sicuramente delle interessanti intuizioni, a volte fin troppo sottolineate (l'orologio sfilato dal polso della nonna), ma non è sorretto da una scrittura agile. Quando il film ha il tempo di respirare, diventa più autentico e compie piccoli gesti di complicità quotidiana (lo smalto sulle dita della nonna, il flashback di un'amicizia). Restano le suggestioni di un debutto certamente ispirato ma con un passo ancora troppo incerto. Recensione ❯
Un racconto di emarginazione, di periferie fisiche e mentali, di luoghi oscuri fuori e dentro. Ma anche di creatività, resistenza e voglia di vivere. Espandi ▽
Antonio Morabito segue l'attività di Stefano Romani, un socioperatore che si occupa di un gruppo molto eterogeneo di disabili ai quali vuole far raggiungere il massimo grado possibile di liberazione sul piano espressivo, riuscendo anche a far riemergere vissuti spesso rimossi.
Il ritratto di un operatore capace di entrare in contatto con l'umanità profonda che alberga dentro anche alle persone apparentemente più chiuse.
Oggi si parla tanto di disabili (abbiamo anche un Ministero ad hoc) ma poi le barriere (non solo architettoniche) restano. Le persone come Stefano Romani fortunatamente suppliscono a quanto le strutture non riescono a realizzare. Che ci sia un documentario a testimoniare la loro attività si traduce in una frase che dovrebbe restare come monito: "Si può fare". Basta volerlo. Essendo magari disposti a fare anche passi indietro per poi poter ripartire. Recensione ❯
Una denuncia sulla condizione paradossale di coloro che si trovano ingabbiati tra le maglie giudiziarie di un Paese che volta le spalle a chi fugge per tutelare i propri diritti civili. Espandi ▽
Il 31 dicembre 2023 l'attrice, regista, giornalista e attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi, nata nel 1996 nel Kurdistan iraniano, approda con un'imbarcazione di fortuna sulle coste calabresi, insieme ad altri 77 migranti. Appena sbarcata viene fermata e poi arrestata dalla polizia locale, che la identifica come un'aiutante e complice del capitano. Per l'accusa di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, poi rivelatasi inconsistente, sconterà 310 giorni di reclusione, prima nel carcere di Castrovillari e poi nella Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria.
Nel febbraio del 2025 il processo di primo grado presso il Tribunale di Crotone si concluderà con l'assoluzione di Majidi, che era tornata in libertà il 22 ottobre del 2024. Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio l'hanno filmata in quell'intervallo, per documentare i mesi in attesa della sentenza, a Sant'Alessio in Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, dove Majidi ha risieduto temporaneamente.
Il doc si colloca a metà tra inchiesta giornalistica dal basso e instant movie, con i mezzi del documentario indipendente low budget e il pregio innegabile di dare voce finalmente a un nome rimbalzato a lungo sui media e di fare chiarezza. Affida infatti a Maysoon Majidi la ricostruzione dei fatti, alternandola ad alcuni estratti del dibattimento in aula. Recensione ❯
Il film racconta l'ultimo pellegrinaggio del Treno Bianco, tra fede, condivisione e speranza lungo 50 ore di viaggio. Espandi ▽
Ogni anno, come tradizione, un treno dell'UNITALSI parte dalla Sicilia per portare persone in difficoltà di salute al santuario di Lourdes. Il viaggio che qui viene seguito potrebbe essere l'ultimo sulla strada ferrata perché il treno potrebbe essere sostituito dal più economico volo in aereo. La camera segue ammalati e assistenti cogliendone i sentimenti più profondi.
Un documentario che tratta un tema che implica una molteplicità di punti di vista, con uno sguardo di profonda umanità.
La scelta di Valerio Filardo e dei suoi cosceneggiatori è quella di non porsi mai dalla parte del giudizio. Non ci sono, in questa opera, né adesione fideistica né scettica ironia. C'è invece uno sguardo su esseri umani che condividono un'esperienza traendone, ognuno secondo la propria sensibilità, un beneficio. Recensione ❯
Un'opera sempre sul filo di un equilibrio instabile ma che conserva l'anima più genuina del cinema artigianale italiano. Commedia, Drammatico, Horror - Italia2025. Durata 89 Minuti.
L'opera postuma firmata da Gianni Leacche, una divertente commedia horror-grottesca. Espandi ▽
Alina, una donna bielorussa che vive in Italia, si scontra ogni giorno con atteggiamenti e comportamenti ostili e razzisti. Dopo aver lasciato nel proprio paese l'anziana madre ed essere scappata da un marito violento, poi deceduto, è continuamente ricattata da Loris, un pappone. Sulla sua strada però trova anche persone che l'aiutano. Finalmente sembra aver trovato un impiego economicamente soddisfacente; Giuliano, l'enigmatico e inquietante proprietario di Villa Baldassarre, le chiede di fare da badante alla sua amata madre che è taciturna e non si muove mai. Le regole sono chiare: non deve dire nulla di quello che accade lì dentro.
A mamma non piace incrocia anche il grottesco e la commedia, sempre sul filo di un precario equilibrio dove si avverte spesso lo scarto tra le intuizioni autentiche di un cinema italiano scomparso e una messinscena che non riesce spesso a sostenerle anche perché frenata dai limiti produttivi low budget. Siamo di fronte a un film libero nel suo essere completamente demodé e irrisolto, arricchito da una galleria di personaggi bizzarri. Recensione ❯
Una morbosa ballata della morte di notevole intensità emotiva e passionale. De Sica definisce l'identità del suo sguardo. Drammatico, Italia, Belgio2025. Durata 90 Minuti.
Ispirato al delitto Casati Stampa (1970), il film racconta una vicenda di passione e morte, tra amori clandestini, eccessi decadenti e sguardi voyeuristici. Espandi ▽
Inizio anni Sessanta. Il marchese Lelio vive con la moglie in una lussuosa villa su un’isola di sua proprietà. È spesso frequentata da gruppi di amici e vengono organizzati dei party. In uno di questi conosce Elena. Tra loro scatta subito il colpo di fulmine. La passione è travolgente. Si sposano e all’inizio sono felicissimi. Poi di colpo tutto finisce. Il gioco si trasforma in ossessione. Ci sono già tutti gli elementi per fare di Gli occhi degli altri un torbido melodramma che s’incrocia con le forme di un thriller che richiama l’anima elegante e decadente del cinema di François Ozon. Filippo Timi sembra essere uscito da un romanzo dell’Ottocento con il fisico di Laurence Olivier. Jasmine Trinca a sua volta buca lo schermo in ogni sguardo, movimento, gesto. Non è solo un film di notevole intensità emotiva e passionale. Rappresenta piuttosto il passo più convinto che definisce l’identità dello sguardo di De Sica. In parte è l’opera della maturità, in parte è l’improvviso slancio sul futuro di un cineasta che (ancora) crede in modo convinto alla bellezza e all’ipnosi del cinema. Recensione ❯
In perfetto equilibrio tra fiaba e realtà, un esordio che dimostra che il particolare può avere una risonanza universale. Drammatico, Iraq, USA, Qatar2025. Durata 102 Minuti.
Nell'Iraq di Saddam, la piccola Lamia deve trovare gli ingredienti per la torta del presidente, pena il carcere o la morte. Un'impresa di sopravvivenza. Espandi ▽
Primavera 1990. Sull’Iraq pesano le sanzioni dell’ONU. Eppure, nonostante la carestia, come ogni anno, in tutte le scuole del Paese è obbligatorio festeggiare il compleanno del presidente Saddam Hussein. L’ingrato compito tocca in sorte a Lamia, una bambina di nove anni che vive con la nonna in una casa galleggiante di fango e giunchi. Le due donne partono, dunque, all’alba alla volta della città per procacciarsi gli ingredienti necessari per la torta del presidente, in compagnia di Hindi, un gallo che Lamia porta sempre con sé nel marsupio e che considera il suo migliore amico. Hasan Hadi, procedendo a partire da un personale ricordo d’infanzia, instaura una premessa che sa immediatamente di paradosso e dunque contiene in sé tanto il motore di una possibile commedia quanto la natura dell’impresa impossibile tipica della fiaba, ma di fatto fotografa una drammatica realtà. La torta del presidente è anche la dimostrazione che il particolare, quando sincero e sentito, ha risonanza universale. Recensione ❯
Un film sul rapporto padre-figli che mescola adrenalina e dramma e deve molto allo spessore attoriale di Claudio Santamaria. Drammatico, Sportivo - Spagna, Italia2025. Durata 126 Minuti.
Il rapporto umano tra un padre e suo figlio - un manager e il suo pilota - e tutto ciò che ruota intorno a loro. Espandi ▽
Edu è un giovane pilota motociclistico particolarmente aggressivo di cui nessuna squadra si fida. Eli, team leader dell' Aspar Team in Moto2, gli offre un'opportunità a condizione che sia suo padre, Antonio Belardi, ad allenarlo. Edu non vede il padre da molti anni, un ex pilota che si è ritirato dalle piste dopo aver causato la morte di un altro pilota durante una gara. Sebbene Edu odi il padre per averlo abbandonato, sa che solo con lui potrà aiutarlo a realizzare il suo sogno.
Edu decide quindi di sottoporsi alla rigida disciplina che Antonio gli impone, che prevede tra l'altro di mettere da parte l'amore... Fino a quando non incontra Luna, una giovane artista che ha appena aperto uno studio di tatuaggi proprio sotto casa sua. Recensione ❯
Tekla Taidelli torna a occuparsi, senza moralismi ma con una straordinaria empatia, dei suoi personaggi perduti. Drammatico, Italia, Portogallo2025. Durata 90 Minuti.
Leo, intrappolato in lavori precari e dipendenze, incontra Jo-Jo, enigmatica e ferita. Insieme partono verso il Portogallo alla ricerca di libertà e senso. Espandi ▽
Leo ha 20 anni e una vita in bianco e nero. Le sue giornate iniziano sempre alle 6:06, tra lavori miserabili e una corsa senza fine per procurarsi la dose successiva. Ogni tentativo di cambiare, scappare, lo riporta sempre allo stesso punto: l'inizio. Finché non incontra Jo-Jo: coetanea enigmatica, parla solo francese e guida un caravan come se fosse in fuga da qualcosa. Anche lei porta un dolore profondo. Jo-Jo non è una salvezza facile ma è il caos di cui Leo ha bisogno. Lei ha i suoi demoni. In qualche modo sa vedere attraverso le crepe di Leo. Insieme partono verso il Portogallo, tra paesaggi onirici e polverosi, dove le loro anime si incontrano e parlano finalmente la stessa lingua. Recensione ❯
Un doc toccante su un'immortale figura dal fascino magnetico. Con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Documentario, USA2025. Durata 106 Minuti.
Amy Berg dirige un documentario sulla vita del cantautore americano Jeff Buckley, con materiali inediti e testimonianze intime. Espandi ▽
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Gentile e disponibile dove il padre era scostante, innamorato di un rock aperto e contaminato - un improbabile quanto elettrizzante incontro tra Nina Simone e i Led Zeppelin -, Jeff sembrava voler scrivere una storia completamente diversa. Eppure, il destino avrebbe finito per accomunarlo al padre nella stessa aura tragica, segnata da una fine prematura.
Il documentario di Amy Berg, già autrice del toccante ritratto di Janis Joplin in Janis: Little Girl Blue, chiarisce fin da subito il proprio intento: non ricostruire semplicemente il mito di Jeff Buckley, ma avvicinarsi all'uomo dietro la leggenda.
Il film restituisce la complessità di una figura che continua a esercitare un fascino quasi magnetico, proprio perché incompiuta. Come se la sua voce - limpida, fragile, vertiginosa - continuasse a risuonare nello spazio lasciato vuoto dalla sua assenza. Recensione ❯
Un biopic che illumina il lavoro di Maria Reiche, la donna che ha studiato e protetto uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti del pianeta. Drammatico, Germania, Francia2025. Durata 99 Minuti.
Il film ispirato alla straordinaria storia vera di Maria Reiche, matematica, archeologa e traduttrice tedesca - naturalizzata peruviana - che ha dedicato tutta la sua vita allo studio e alla salvaguardia delle misteriose Linee di Nazca. Espandi ▽
1936. Maria Reiche è una giovane insegnante tedesca che insegna matematica a Lima. Accettando di seguire come traduttrice di documenti in tedesco l'archeologo francese Paul D'Harcourt raggiunge l'area di Nazca. Qui viene colpita da linee e figure enormi tracciate nel deserto da una civiltà scomparsa da cinquecento anni. Lascia tutto per dedicarsi allo studio di quella manifestazione dell'attività dell'uomo. Dovrà superare ostacoli apparentemente insormontabili.
Biopic su una donna che ha consentito la scoperta e lo studio delle linee e delle figure di Nazca. Quello che viene messo in evidenza nel film è quanto una donna ritenuta "la pazza che spazza il deserto" si sia potuta avvalere delle sue conoscenze in ambito matematico per, metaforicamente, 'spazzare via' indifferenze e diritti di proprietà sul territorio che avrebbero portato alla completa cancellazione di queste tracce dell'antichità.
Dorsaz pone in rilievo il fondamentale contributo di Maria Reiche, portando alla luce l'ennesima figura di donna non sufficientemente supportata (ai tempi delle sue scoperte ma anche dopo) dal mondo accademico in cui gli uomini dominavano e dominano. Recensione ❯
Il dodicenne Nanning vive la caduta del nazismo in una piccola isola sul Mare del Nord. Espandi ▽
Isola di Amrum. Primavera 1945. Sono gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale e già si avverte che il nazismo sta per essere sconfitto. Il dodicenne Nanning ha il padre al fronte e una madre fervente nazista che soffre anche fisicamente per quanto sta accadendo. Il bambino cerca di comprendere quanto accade. Fatih Akin per la prima volta dirige una sceneggiatura che non nasce direttamente da una sua idea ma riesce a farla pienamente propria. Il film infatti ha origine da uno script del regista Hark Bohm che, vistosi nell’impossibilità fisica di dirigerlo, ha accettato la proposta di Akin di rivedere insieme il testo per poi portarlo sullo schermo. Akin ci consente di leggere una caduta dal supposto paradiso dell’ordine costituito ed imposto vissuta da chi indossa ancora la divisa della Hitlerjugend e che non può non avere introiettato il veleno dell’ideologia. Recensione ❯
Una storia di amore incondizionato, che non teme di affrontare a viso aperto temi complessi, dalla maternità al riscatto sociale. Drammatico, USA2025. Durata 114 Minuti.
Il fenomeno letterario della scrittrice bestseller n. 1 del New York Times Colleen Hoover diventa un film sulla maternità, il perdono e il potere dell'amore per superare anche il più grave degli errori. Espandi ▽
Kenna è una giovane donna che per un tragico errore ha perso l'amore della sua vita e trascorso sette anni in prigione a scontare la pena, lontana da sua figlia Diem. Sogna di rivederla, ma è sotto la custodia dei nonni paterni, che la giudicano pericolosa. Lei non si arrende, fa di tutto per riabilitare la sua figura, cercando lavoro in ogni dove e affittando una stanza in un discutibile motel, fino a trovare un barlume di speranza nel barista Ledger, che la prende a lavorare con sé.
È un ibrido tra commedia romantica e dramma esistenziale, Reminders of him - La parte migliore di te, tratto dal bestseller di Colleen Hoover tradotto in 45 lingue, con oltre 6 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti.
Una storia struggente ed emozionante di amore incondizionato, che non teme di affrontare a viso aperto temi complessi, dalla maternità al perdono, dall'elaborazione di un grave lutto al riscatto sociale. Recensione ❯