Napoleon

Film 2023 | Drammatico, 158 min.

Regia di Ridley Scott. Un film con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Rupert Everett, Mark Bonnar. Cast completo Genere Drammatico, - USA, Gran Bretagna, 2023, durata 158 minuti. Uscita cinema giovedì 23 novembre 2023 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,77 su 36 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 17 novembre 2023

Argomenti:  I migliori film dedicati a Napoleone Bonaparte

Le origini di Napoleone Bonaparte e la sua rapida e spietata scalata al potere. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 4 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a ADG Awards, In Italia al Box Office Napoleon ha incassato 7,9 milioni di euro .

Consigliato sì!
2,77/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,80
CONSIGLIATO SÌ
Amori e imprese di Napoleone in un kolossal audace che vorrebbe farsi summa definitiva dei tanti film precedenti.
Recensione di Pedro Armocida
venerdì 17 novembre 2023
Recensione di Pedro Armocida
venerdì 17 novembre 2023

A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, Napoleon segue la parabola dell'ascesa al potere supremo di Napoleone Bonaparte da sconosciuto militare, capitano d'artiglieria, a Imperatore. Oltre alle armi, alle battaglie e alle strategie politiche, il film racconta da vicino la burrascosa storia d'amore di Napoleone con Giuseppina.

Come il vero Napoleone, due volte nella polvere e due volte sull'altare, la storia messa in scena da Ridley Scott si divide in due strade, tra straordinarie scene di guerra e una storia d'amore da romanzo d'appendice, che non s'incontrano mai.

Napoleone secondo Ridley Scott. O della sfrontatezza, marchio di fabbrica delle ultime opere del regista britannico, penso a Tutti i soldi del mondo e a House of Gucci.

Con sprezzo del pericolo, anche questa volta, alla prova del fuoco del personaggio mastodontico di Napoleone, cioè il mito che si confonde con la storia e non viceversa, Scott traduce e tradisce per i contemporanei l'ascesa al trono del mondo occidentale di Napoleone Bonaparte, politico e generale francese vissuto tra il 1769 e il 1821 cercando il film definitivo che contenga quelli precedenti, un po' anche quello sognato da Kubrick, con - tutt'insieme - il condottiero, il tiranno, il riformatore, l'imperatore, il traditore della Rivoluzione francese (d'altro canto il cartello iniziale recita che «le persone sono spinte dalla miseria alla rivoluzione» e viceversa) e l'Uomo.

E per farlo non disdegna certo la scorciatoie di una narrazione lineare e precisa nei riferimenti, come una pagina di Wikipedia, che mette in fila (seppur a volte superficialmente come per le vicende delle due isole, Elba e Sant'Elena) tutti gli snodi fondamentali della sua storia, posizionando improvvisamente Napoleone nella scena del crimine sotto la ghigliottina della regina Maria Antonietta.

Già da qui, già dalla prima scena inverosimile, è il mito di Napoleone che si confonde con la storia. Ma il mito va, ancora una volta, decostruito, riportato cioè dall'investitura mistica e divina a quella del cittadino che si autoincorona ritornando al futuro del Gladiatore di Ridley Scott d'inizio millennio con l'imperatore Commodo sempre interpretato da Joaquin Phoenix. Un uomo per di più proveniente dall'isola che fa dannare la Francia, un vero e proprio "delinquente corso" come viene apostrofato anche se il legame, fortissimo, di Napoleone con la sua terra non viene mai approfondito (peccato perché è proprio lì che il futuro sovrano aveva imparato a sparare sulla gente senza tentennamenti come vedremo nel film).

Così ecco che la sceneggiatura di David Scarpa si preme di sottolineare la prosaicità del personaggio e, naturalmente, il suo essere pragmatico che lo porta a vincere la sua prima battaglia a Tolone contro gli inglesi e l'immediata promozione sul campo, con il sangue in faccia, da capitano a generale. Da qui inizia la caratterizzazione del Napoleone secondo Joaquin Phoenix che, potremmo dire con una citazione abusata ma esemplificativa, ha due espressioni, con la feluca e senza la feluca.

Il suo non memorabile Bonaparte è un uomo meditabondo, a tal punto che si assopisce frequentemente facendo sorridere pure Arthur Wellesley, il duca di Wellington nella battaglia di Waterloo, interpretato da un perfetto Rupert Everett.

L'ironia anglosassone sul francese Bonaparte si sente tutta, non sappiamo quanto influenzata dalla geopolitica degli autori (ci sono belle parole anche per noi quando Napoleon dice: «Ho già conquistato l'Italia che si è arresa senza combattere»).

Certo le annotazioni più minime e minuziose disegnano un uomo mammone, l'unico che si tappa le orecchie quando parte la sua artiglieria con la quale, diceva in vita, "si vincono le grandi battaglie", uno che "ama le costolette" e che s'invaghisce di una Giuseppina, all'inizio rappresentata come una punk londinese, che lo invita a vedere la "sorpresa" che ha sotto la gonna e che in seguito lui prenderà sessualmente da dietro con il ritmo di un coniglio, e il particolare viene replicato nel film.

La storia d'amore tra i due, senza grande alchimia tra Joaquin Phoenix e Vanessa Kirby memore della principessa Margaret di The Crown, prende la piega del feuilleton facendo capolino anche nelle battaglie più epocali perché Napoleone è in continuo dialogo epistolare e mentale con lei. Infatti, se l'etimologia greca della parola 'storia' ci porta all'idea dell'"ispezione visiva", Napoleon di Ridley Scott costruisce proprio su visioni aneddotiche la descrizione dell'anima di un uomo che pensava in grande e che si voleva eternare, ecco dunque la sequenza dell'imprinting con la mummia sotto le piramidi, quella caduca della mosca nel vino e la problematica del figlio che Giuseppina non gli dà.

Poi certo il film è fatto anche di grandi battaglie che il regista 'colora' (l'autore della fotografia è il fido Dariusz Wolski) a seconda della location, dal bianco di Austerlitz al nero di Tolone con tanto di colonna sonora tra "Kyrie Eleison" e canti polifonici corsi.

Ridley Scott qui cerca l'epica, l'epopea, con le masse in combattimento che rendono bene l'idea dello schifo che è la guerra con un inevitabile rimando all'oggi con i soldati, morti che camminano, spostati come pedine. Ma le due narrazioni, quella austera, giustamente severa delle battaglie, e quella intima, quasi surreale nel kitsch della rappresentazione che cerca il comico, non s'incontrano mai. Inoltre, è bene ricordarlo, dal sublime al ridicolo c'è solo un passo.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 28 novembre 2023
Montefalcone Antonio

Kolossal tutt’altro che celebrativo dell’iconico generale e imperatore francese Napoleone. Quest’epopea storica-romanzata, seppur imperfetta e priva di autentico/intenso pathos, è molto interessante non soltanto per l’allegorico tratteggio del suo protagonista (nonché del psichico/sentimentale legame, tormentato e turbolento, con la moglie Giuseppina), egotista, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
venerdì 17 novembre 2023
Marzia Gandolfi

Non sarà Francis Ford Coppola o Martin Scorsese ma Ridley Scott, monumento del cinema popolare contemporaneo e inventore di grandi miti moderni, ha lasciato dietro di sé qualche opera memorabile: Blade Runner, Alien, Il gladiatore… E gli storici proveranno un giorno che c’è ancora lui dietro al successo del fratello Tony (Top Gun (guarda la video recensione), Spy Game, Domino), ma questa è un’altra storia. Come Steven Soderbergh, Tony e Ridley adorano i filtri colorati e hanno fiuto per i blockbuster: il primo ama(va) i film “bling bling”, il secondo ha risorse superiori ma mantiene un certo pudore. Al di là di analisi sommarie, se la filmografia di Tony Scott è decisamente eclettica, l’opera di Ridley ha un tema ricorrente: il potere, il suo esercizio, i suoi scacchi, la sua grandezza, la sua decadenza. Una parte non trascurabile dei suoi film racconta di imperi e conquiste.

Una delle scene più belle di Blade Runner evoca la potenza e l’immensità dell’impero che la Terra si è ritagliata nella galassia e le battaglie dantesche che hanno accompagnato la sua marcia. Ma già tre anni prima, in un classico della SF (Alien), lo spazio interstellare era diventato la nuova frontiera per un’umanità capace di prodezze tecnologiche. L’idea di trasporre il nostro sistema economico e sociale su scala galattica verrà illustrata in modo altrettanto straordinario da James Cameron in Aliens – Scontro finale, un sequel con tanto di multinazionali senza scrupoli, marines spaziali e una colonia da difendere da un nemico viscoso e letale. Nel 1992, con 1492 - La conquista del paradiso, Scott offre la sua visione delle prime ore di un impero e della dolorosa presa di coscienza dei suoi ‘conquistatori’ di fronte alla colonizzazione del Nuovo Mondo. Il suo senso dell’epica e la sua capacità di isolare scene intime nel caos della battaglia, fanno del film un’iniziazione convincente ai meccanismi politici dietro alla sete di grandezza. E pazienza i dibattiti teologici caricaturali e l’estetismo eccessivo.  

Senza essere direttamente al comando del suo ‘esercito’, Ridley Scott ha continuato questa esplorazione degli intrighi e delle anime segrete dei protagonisti della Storia producendo la serie The Company, un adattamento piuttosto riuscito del capolavoro letterario di Robert Littell. Ma è a partire dal 2000 che la riflessione sugli imperi diventa predominante nella sua filmografia. Con Il gladiatore, primo peplum digitale ficcato alla fine del regno di Marco Aurelio, l’autore inglese dà prova di un raro virtuosismo nella scena iniziale della battaglia e mostra insieme l’ambiguità di questi signori della guerra, tanto affascinati dalla violenza, quanto avidi di pace. Il personaggio di Marco Aurelio, magistralmente interpretato da Richard Harris, illustra a meraviglia il conquistatore disgustato. Gli ‘storici’ eroi di Scott incarnano tutti il pragmatismo, la sete di grandezza, l’ostinazione ideologica, il candore criminale e soprattutto l’elemento umano, decisivo nelle grandi decisioni.

L’ultimo, in rigoroso ordine di apparizione, è Napoleone, l’officiale divenuto generale, il generale divenuto imperatore, l’imperatore divenuto tiranno. Il regista assolda di nuovo Joaquin Phoenix e promette battaglia e grande spettacolo sullo schermo. Ma il suo Napoleone, possiamo giurarci, non sarà come gli altri, perché il segreto di questo film, che si annuncia per forza monumentale, sarà l’ossessione dell’imperatore francese per la consorte (Vanessa Kirby), sempre in fuga. L’attore sarà al cuore del film senza esserlo. Un’altra maniera per Ridley Scott di sabotare il biopic napoleonico. In occasione dell’uscita di Napoléon, in sala dal 23 novembre, torniamo sui suoi protagonisti, sugli uomini, i navigatori e i cavalieri che fecero l’impresa e la Storia, la sua spettacolare filmografia e gli imperi che si creano e difendono soltanto con la violenza e la sottomissione degli avversari. Che si tratti di ‘ritirare’ un replicante o di eliminare un generale onesto, oppure uno schiavo troppo popolare, di catturare un criminale di guerra o di sacrificare centinaia di soldati per conquistare una città, è sempre una questione di volontà e di forza bruta. La politica non tollera a lungo l’ozio del potere, e a volte bisogna iniziare una guerra per evitarne una più dura, così come qualche volte bisogna saper negoziare. Questa è la storia del debutto di questo secolo, ed è naturalmente quella dei secoli che lo hanno preceduto.
 

Frasi
Se faccio un errore sono il primo ad ammetterlo. Ma io non ne faccio.
Napoleone Bonaparte (Joaquin Phoenix)
dal film Napoleon - a cura di husnain
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 16 gennaio 2024
Gianluca Pelleschi
Gli Spietati

Ridley Scott è un Autore o quello che una volta si chiamava mestierante? Cambia, di film in film, genere, registro, tono, ma rimane riconoscibile? Ha dei tratti, cioè, personali, autoriali che lo caratterizzano? A me sembra di poterne individuare almeno due: 1) riesce (quasi) sempre a destabilizzare e a far discutere con qualcosa che non ti aspetti.

NEWS
BOX OFFICE
domenica 26 novembre 2023
Andrea Chirichelli

Cortellesi ha ottenuto 10mila presenze in più rispetto a Scott. Scopri la classifica »

CELEBRITIES
venerdì 10 novembre 2023
Giovanni Bogani

L'attore è protagonista di Napoleon, il nuovo kolossal storico firmato da Ridley Scott. Dal 23 novembre al cinema. Vai all'articolo » 

TRAILER
giovedì 19 ottobre 2023
 

Regia di Ridley Scott. Un film con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Youssef Kerkour, Hannah Flynn. Da giovedì 23 novembre al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
lunedì 10 luglio 2023
 

Regia di Ridley Scott. Un film con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Youssef Kerkour, Hannah Flynn. Da giovedì 23 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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lunedì 10 luglio 2023
 

Regia di Ridley Scott. Un film con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Youssef Kerkour, Hannah Flynn. Da giovedì 23 novembre al cinema. Guarda il trailer »

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