Il terzo lungometraggio di Alfonso Bergamo, tra noir e revenge movie . Espandi ▽
In un luogo imprecisato del Sud Italia un netturbino che si fa chiamare Man trascorre un'esistenza solitaria. Vive con la madre invalida, di cui si prende cura e che porta i segni dei traumi dovuti ai soprusi subiti dal marito in passato. Quando l'amico e collega più anziano di origini americane Christopher - con il quale si diverte a scovare nella spazzatura oggetti ancora integri e dotati di una qualche bellezza - gli fa conoscere la figlia e la nipotina, Man intravede una luce nuova, una speranza di cambiamento. Dovrà prima però fare i conti con il boss criminale Rosario, a cui Man versa regolarmente denaro per estinguere un debito contratto anni prima dal padre defunto.
Tra noir e revenge movie, il film tenta di affidarsi alla forza delle immagini. Ma l'atmosfera suggerita non basta a raggiungere la tensione necessaria, né a rendere il dramma e la vendetta abbastanza coinvolgenti.
Non giovano la risoluzione frettolosa dei momenti chiave in cui culminano il dramma e la vendetta, il taglio grottesco di certe scene o di alcuni personaggi, la presenza di una colonna sonora invasiva e ridondante a voler sottolineare la crescita del pathos ma ottenendo l'effetto contrario. Recensione ❯
Vuk, un trentenne rimpatriato dal carcere, spinto dal suicidio del suo migliore amico, si assume la responsabilità di portare il fratello minore su una strada sicura e giusta. Espandi ▽
Vuk, un trentenne rimpatriato dal carcere, spinto dal suicidio del suo migliore amico, si assume la responsabilità di portare il fratello minore su una strada sicura e giusta. Recensione ❯
Divine G, imprigionato a Sing Sing per un crimine che non ha commesso, trova uno scopo recitando in un gruppo teatrale insieme ad altri uomini incarcerati in questa storia di resilienza, umanità e potere di trasformazione dell'arte. Recensione ❯
Un documentario attualissimo (e inquietante) che indaga su una parte sempre più potente della destra americana. Documentario, Norvegia2023. Durata 97 Minuti.
Un thriller politico che indaga le pericolose conseguenze della fusione tra cristianesimo evangelico e politica statunitense Espandi ▽
Un'indagine sul fondamentalismo religioso negli Stati Uniti, e in particolare dei movimenti evangelici, che tra pittoreschi gruppi di motociclisti predicatori, figure para-sacerdotali pericolosamente influenti presso politici d'estrema destra, fondatori di movimenti cristiano-sionisti e santoni televisivi in giacca e cravatta hanno come obiettivo quello di velocizzare l'arrivo dell'Apocalisse e così, secondo loro, favorire il ritorno di Gesù Cristo. Primo obiettivo: difendere a ogni costo Israele e generare il caos in Medio Oriente. Ovviamente con l'approvazione del Presidente Donald Trump.
L'inquietante documentario della regista norvegese Tonje Hessen Schei e del giornalista americana Michael Rowley indaga la messianica visione del mondo di una parte sempre più potente di destra americana.
Un'umanità arrogante, superficiale e incredibilmente banale (con la fortuna, però, di credere fermamente alle cose arroganti, superficiali e incredibilmente banali che dice e che fa), sfila nel corso del film facendo bella mostra del proprio potere e del proprio inconsapevole orrore. Recensione ❯
Una ragazza ribelle è scambiata per un maschio. Lei decide di prendere questa come una possibilità. Espandi ▽
Orfana di madre, la quindicenne Sasha vive sola col nonno. Quando un malore costringe quest’ultimo al ricovero in ospedale, la ragazza si trova obbligata ad andare a vivere col padre poliziotto, un uomo burbero e distaccato che per lei è come un estraneo. Insofferente per la situazione, una sera, mentre vagabonda senza meta, incontra i coetanei Maksim e Mysh, che la scambiano per un maschio. Forse per assecondare un sopito istinto di ribellione o forse solamente per gioco, decide allora di tagliarsi i capelli, fasciarsi il petto e fingere di appartenere a un sesso che non è il suo. La situazione, però, finisce presto per metterla in crisi, vuoi perché l’ingresso nell’ultima fase della pubertà coincide con la definitiva formazione della sua identità sessuale, vuoi perché la frequentazione con Maksim diventa sempre più intima.
Al terzo lungometraggio, Vladimir Bek, regista russo da tempo trasferitosi in Germania, continua a raccontare i cambiamenti fisici, emotivi e sentimentali che accompagnano l’infanzia e l’adolescenza, tra sorprese, conflitti e turbamenti. Bek segue i suoi personaggi adottando un linguaggio scarno ed essenziale come le scenografie minimali e desolate in cui si muovono i protagonisti: macchina a mano, long take, prossimità ai loro corpi. Recensione ❯
Un coinvolgente dramma dalle tinte thriller ambientato su un volo dirottato. Espandi ▽
Un'assistente di volo e il fidanzato devono mettere a segno un furto di diamanti per saldare un vecchio debito, ma il loro piano va in fumo quando l'aereo è dirottato. Recensione ❯
I bambini diventano la misura di tutto in quest'opera che racconta di un'infanzia all'ombra della fabbrica. Documentario, Italia2023. Durata 75 Minuti.
Osservando i gesti e ascoltando le emozioni dei bambini di Taranto, entriamo nel mondo dell'infanzia e allo stesso tempo ci immergiamo nel presente di questo territorio. Espandi ▽
Prodotto dalla Zen Movies dello stesso regista e di Virginia Gherardini, Bangarang ha vinto il premio speciale della giuria ad Alice nella città 2023.
Mastromauro voleva acconciare un affresco etnografico dell’infanzia tarantina, e quello ha raggiunto – perché come si può fare etnografia in quella città senza sputare fuori la posa dell’ILVA? Quello che però fa strizzare gli occhi è il modo con il quale Bangarang è tenuto insieme: ad una prima riflessione sembrerebbe che la macchina da presa si sia limitata a scontornare la presenza dei bambini all’interno del profilo ferroso della Fabbrica – così, con la maiuscola –, e invece pian piano emerge quanto l’operazione sia di segno inverso, cioè sono i più giovani a cercare una rappresentazione diversa che li stacchi da quel fondale. Così i più piccoli divengono la misura di tutto, la loro storia è la storia di tutto, non c’è nessun adulto. Taranto è la città necessaria della lotta in Italia, ma Taranto dovrebbe essere solo quello dice il piccolo Gianni: “Il mare. Il pesce. Le cozze”. Recensione ❯
Le esilaranti avventure di Puffins Impossible prendono vita in un lungometraggio animato di circa 80 minuti, ambientato nelle suggestive terre artiche. Espandi ▽
Quattro puffins molto speciali: Tic, Tac, Didi e Pie, proteggono la cittadina di Taigasville dal malvagio tricheco ingegnere: Otto von Walrus. Quando i Puffins toccano avventatamente la superficie di un misterioso meteorite, la loro vita gioiosa a Taigasville cambia per sempre. I quattro amici si ritrovano, infatti, a possedere poteri eccezionali e a diventare supereroi. Recensione ❯
Il rapporto tra Seneca e Nerone. Uno mentore dell'altro fino al noto epilogo. Espandi ▽
Robert Schwentke costruisce Seneca sulla voce e sul corpo di John Malkovich. Quasi un one-man show, con l’istrionico mattatore che trasforma il filosofo morale della tradizione in un logorroico e contraddittorio solone. Seneca diviene una voce, narcisistica e disillusa, dell’etica in un mondo che della cultura non sa più che farsene: una landa selvaggia e desolata, dove la brutalità e la corruzione sono all’ordine del giorno. Schwentke parla della Roma imperiale per raccontarci il presente e i corsi e i ricorsi di una storia che finisce per indulgere nei medesimi errori. Il film resta un piacere per pochi, inclini a seguire l’andamento altalenante di una narrazione meta-teatrale, ma la forza dissacrante della sceneggiatura e dell’interpretazione di Malkovich mantengono un fascino indubbiamente contagioso. Recensione ❯
Il debutto alla regia della sceneggiatrice Lindsey Beer. Espandi ▽
Il film narra del giovane Jud Crandall che sogna di lasciarsi alle spalle la sua città natale di Ludlow, nel Maine, ma che ben presto scopre degli inquietanti segreti sepolti al suo interno ed è costretto a confrontarsi con un'oscura storia familiare che lo terrà per sempre legato a Ludlow. Recensione ❯
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Espandi ▽
Agosto 1914. Mentre l'esercito tedesco guadagna terreno nel nord della Francia, quattro ragazzi dai 10 ai 15 anni, LUcien, LUcas, LUigi e LUdwig, vengono lasciati indietro durante l'evacuazione del loro orfanotrofio. Recensione ❯
Un ottimo lavoro di ricerca che si fonde alle riprese amatoriali per indagare sull'essenza della Corsa degli Zingari. Documentario, Italia2023. Durata 56 Minuti.
In un piccolo paesino dell'Abruzzo sopravvive un rito crudele al limite della sopportabilità, la Corsa degli Zingari. Espandi ▽
A Pacentro, un comune dell'Abruzzo, ogni anno alla prima domenica di settembre si rinnova la tradizione della Corsa degli Zingari, una competizione che vede i partecipanti scendere da una montagna a piedi nudi su percorsi di terra e sassi per raggiungere la Chiesa dedicata alla Madonna di Loreto. Alcuni vi partecipano da decenni. Altri la affrontano per la prima volta. Ognuno con una propria motivazione.
Un documentario che approfondisce il senso di una tradizione che unisce sacro e profano. Zazzara riesce, con un ottimo lavoro di fusione tra riprese amatoriali anche datate e uno sguardo che sa come cogliere le motivazioni profonde di ogni partecipante, ad offrircene un'immagine che ce ne restituisce l'essenza.
Le testimonianze che Zazzara ha raccolto (utilizzando la tecnica del posizionare tutti in uno spazio neutro e nella stessa collocazione) offrono un'amplissima varietà di motivazioni. Recensione ❯
Nel mezzo di una crisi internazionale, una diplomatica si trova a ricoprire una carica ai vertici non adatta a lei che provoca conseguenze disastrose per il suo matrimonio e la sua carriera politica. Espandi ▽
Nel mezzo di una crisi internazionale, una diplomatica si trova a ricoprire una carica ai vertici non adatta a lei che provoca conseguenze disastrose per il suo matrimonio e la sua carriera politica. Recensione ❯
Un doc che non si tira indietro e racconta la città israeliana, immersa nel presente e proiettata verso il futuro. Documentario, Italia2023. Durata 91 Minuti.
Strutturato come un racconto visivo che si snoda in 24 ore, il film racconta Tel Aviv, città che non dorme mai. Espandi ▽
Tel Aviv è la città che non dorme mai, la città del divertimento e dell'intraprendenza imprenditoriale. È la capitale della cultura gay, la metropoli con il maggior numero di start up per abitanti, un terreno di sperimentazione per l'architettura contemporanea, un luogo di cultura, di scambio e conoscenza. Nel documentario di Giovanna Gagliardo, prodotto da Cinecittà Luce, Tel Aviv è osservata, attraversata, raccontata da chi la rende una delle città più innovative e movimentate al mondo: politici, artisti, intellettuali, cittadini comuni. Restano le domande su cosa vive ancora dello spirito originario di Israele, su quale sia il peso del passato, su quale sia il futuro oltre le notti senza fine di Tel Aviv.
Giovanna Gagliardo dirige il suo documentario, un viaggio di scoperta, di osservazione e ascolto che investiga la città e la interroga il più possibile. Le parole dei suoi protagonisti - artisti, intellettuali, politici, professionisti, gente comune, amanti della notte - ne raccontano la natura, ne spiegano il cammino, ne illustrano l'origine e provano a tracciarne la direzione.
Va riconosciuto al film, nonostante il tono didascalico e compilativo, di non tirarsi indietro, riconoscendo che il racconto delle glorie di una città va di pari passo con i problemi di un Paese, con le sue origini e le sue colpe. Recensione ❯
Una ragazza decide di fare di assistente a un celebre giornalista in difficoltà con il suo nuovo romanzo. Espandi ▽
All'inizio degli anni '90 Aley, giovane aspirante scrittrice che si guadagna da vivere come barista, accetta di assistere Walker Reade, il padre del giornalismo gonzo (quello in cui giocano un ruolo decisivo e innovativo le percezioni personali dell'autore) nella stesura del suo nuovo romanzo, che è in panne. Recensione ❯