Il capo perfetto

Film 2021 | Commedia, +13 115 min.

Titolo originaleEl buen patrón
Titolo internazionaleThe Good Boss
Anno2021
GenereCommedia,
ProduzioneSpagna
Durata115 minuti
Regia diFernando León de Aranoa
AttoriJavier Bardem, Manolo Solo, Almudena Amor, Óscar de la Fuente, Sonia Almarcha Fernando Albizu, María de Nati, Daniel Chamorro, Celso Bugallo, Tarik Rmili.
Uscitagiovedì 23 dicembre 2021
TagDa vedere 2021
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,29 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fernando León de Aranoa. Un film Da vedere 2021 con Javier Bardem, Manolo Solo, Almudena Amor, Óscar de la Fuente, Sonia Almarcha. Cast completo Titolo originale: El buen patrón. Titolo internazionale: The Good Boss. Genere Commedia, - Spagna, 2021, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 23 dicembre 2021 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,29 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 10 maggio 2024

In attesa della visita di una commissione che possa premiare la sua azienda per l'eccellenza, il titolare di un'azienda produttrice di bilance industriali cerca di risolvere tempestivamente eventuali problemi dei suoi operai. Ha vinto un premio ai European Film Awards, Il film ha ottenuto 1 candidatura a Satellite Awards, 17 candidature e vinto 6 Goya, In Italia al Box Office Il capo perfetto ha incassato 683 mila euro .

Consigliato sì!
3,29/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO 3,49
CONSIGLIATO SÌ
Un Javier Bardem come sempre perfetto in una impeccabile dark comedy sul mondo del lavoro.
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 16 dicembre 2021
Recensione di Roberto Manassero
giovedì 16 dicembre 2021

In attesa della visita di una commissione che valuterà il vincitore di un importante concorso pubblico, il signor Blanco, padrone di una ditta di bilance, cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita privata e lavorativa: interviene personalmente per risolvere i problemi del capo della produzione; mantiene buoni rapporti con la moglie nonostante la tradisca con la nuova stagista; con il capo del personale e la guardia giurata dello stabilimento gestisce la protesta di un ex dipendente licenziato appostatosi ai cancelli; con tagli, cambi di mansioni e decisioni insindacabili fa affari con piglio gentile ma deciso. Blanco è il capo perfetto: un padre buono che vedi i propri dipendenti come dei figli ed è disposto a tutto pur di salvare l'azienda...

Quasi vent'anni dopo I lunedì al sole, Javier Bardem e Fernando León de Aranoa tornano a parlare del mondo del lavoro: questa volta però sono dall'altra parte della barricata, dalla parte del padrone, di colui licenzia e non di chi può essere licenziato.

Fa un certo effetto, dopo anni di film figli della crisi economica e dedicati a lavoratori licenziati o a fabbriche dismesse (La legge del mercato, In guerra, A fabrica de nada, On va tout péter), vedere un film come Il capo perfetto, in cui l'azienda al centro del racconto non solo è viva e vegeta, ma è tra le candidate a un premio che permetterebbe ulteriore prestigio e soprattutto ulteriori finanziamenti pubblici («altrimenti quei soldi vanno al cinema», dice Blanco...).

Il punto centrale del discorso di de Aranoa, che è anche sceneggiatore, non è tanto il lavoro quanto la responsabilità: la gestione della vita altrui da parte di un uomo che si identifica totalmente con la propria azienda. La crisi è un'eventualità ma è lontana (all'inizio si vede un licenziamento durante le celebrazioni dello stabilmento, ma per Blanco è un semplice esubero, una cosa legale...); la produzione serrata e la qualità dei prodotti immessi sul mercato sono un obbligo; la serenità aziendale è una necessità.

Giusto perché le cose siano chiare, la Blanco Básculas, la società di gestione familiare del protagonista, produce bilance (básculas in spagnolo) e il giusto equilibrio è proprio ciò che ogni imprenditore deve trovare: equilibrio fra padrone e dipendenti, fra tempo e lavoro, vita privata e azienda, benessere e grattacapi, interessi personali e collettivi, bene personale e bene di tutti. Questo è il compito del capo perfetto, insomma. O forse no.

Forse, come si comprende nel corso di una trama che prevedibilmente spinge il protagonista a fare scelte estreme (ma siccome non siamo in un film di Ken Loach si resta sul piano della commedia acida), l'equità necessaria è di altro tipo: è fra legalità e illegalità, bontà e cattiveria, magnanimità e spietatezza, naturalezza e calcolo, faccia gentile e animo selvaggio, innocenza e colpa (anche penale).

La giustizia di cui la bilancia è simbolo diventa allora un concetto aleatorio, utile alla bisogna, da modificare o manipolare a seconda delle esigenze: all'ingresso della Blanco Básculas, tanto per non lasciare nulla di implicito, c'è una vecchia pesa artigianale, che ogni giorno pende da una parte o dall'altra; c'è un solo modo per farla stare in bolla, e la soluzione trovata dal signor Blanco (ovviamente da non svelare) è la metafora del film, la sua sintesi, che come tutto il resto viene illustrata e spiegata con chiarezza.

Nulla in Il capo perfetto sfugge al controllo di una sceneggiatura senza sbavature: dal lunedì al lunedì successivo, la settimana lavorativa mette ciascun personaggio di fronte alla propria crisi e ai propri obblighi. Ciascuno ha il proprio ruolo e il proprio peso, in un mosaico in cui i ricattatori sono ricattati, i traditi sono anche traditori e i vincitori sono in realtà dei vinti che hanno camuffato la loro sconfitta. Niente è lasciato al caso, e il problema del film è proprio la sua voluta programmaticità, il suo moralismo divertito, con un Bardem ovviamente perfetto che come il suo regista resta costantemente in bilico fra farsa e dramma, presa in giro di sé stesso e di un intero sistema.

Tutto a posto niente in ordine, diceva il titolo di un film di Lina Wertmüller. O più ancora, crepa padrone, tutto va bene, dalla versione italiana di un film operaista di Godard: se non che in questo caso il padrone resta crepa, ma anzi resta saldamente alla guida del suo inferno - a dirglielo è proprio l'operaio licenziato - camuffato da paradiso.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 27 febbraio 2022
loland10

“Il capo perfetto” (El buen patròn, 2021) è il decimo lungometraggio del regista-sceneggiatore spagnolo di Madrid, Fernando Leòn de Aranoa. Film scaltro e cinico, irriverente e furbo, ironico e spassoso, vulgato e compiaciuto. Una storia che si addentra in un sistema lavorativo per il bene di tutti ma, soprattutto e unicamente, per il bene del ‘buon padrone’: [...] Vai alla recensione »

FOCUS
CELEBRITIES
lunedì 27 dicembre 2021
Marzia Gandolfi

Dell’arte cinematografica dell’epifania, l’apparizione di Javier Bardem sullo schermo è l’impronta letterale. Armato di un prosciutto e dei suoi vent’anni, è la rivelazione del torrido film di Bigas Luna (Prosciutto, prosciutto). È il 1992, è il suo primo ruolo da protagonista dentro jeans così stretti che disegnano tutta la sua gloriosa anatomia. A torso nudo dice “te quiero”, ‘prende il toro per le corna’ ed è praticamente la quintessenza della Spagna. Il film segna l’avvento dell’uomo-oggetto che non ha che per totem il suo fallo ma Bardem non ci sta o ci sta quanto basta.

Il suo corpo è uno spettacolo e il film non è che un vestito, uno dei tanti che l’attore indosserà in una carriera che è un mélange di sogno americano e mise en abyme del suo percorso. Quel fisico massiccio, su cui Hollywood proietta un ideale di virilità, Bardem lo piega alla sua idea del mestiere d’attore, performance dopo performance, praticando il trasformismo fisico e mentale. Il ruolo del sex-symbol gli va stretto al punto da portare i sentimenti dei suoi personaggi al di là delle passioni ordinarie, fino ad acquisire negli anni quella bellezza vera che si contempla sul fondo degli occhi e non a fior di pelle.

Le sue metamorfosi sono impressionanti e quel corpo-massa si fa strumento docile allo sguardo. Invecchia, ingrassa, si femminilizza, si virilizza all’occasione, si ridicolizza, si spegne dentro un letto o inchiodato a una sedia a rotelle, disegnando tutte le esistenze per apprendere il mondo con un altro sguardo: quello di un grande scrittore cubano perseguitato e malato (Prima che sia notte), quello di un tetraplegico condannato all’immobilità totale (Mare dentro), quello di un sicario “stupido”, nell’accezione coeniana (Non è un paese per vecchi), quello di un trafficante di miseria in una Barcellona senza sole (Biutiful). Volto picassiano e naso schiacciato da un pugno e un colpo del destino, Bardem debutta nella Spagna post movida, dove niente è tabù, dove si può dire qualsiasi cosa e dove emergono i personaggi emarginati dalle produzioni precedenti: l’omosessuale, il travestito, l’eroinomane, il transessuale. Il suo percorso artistico si snoda attraverso la Spagna, l’Europa, la Hollywood di ordinaria follia dei fratelli Coen e il parco a tema Disney, di cui diventa l’attrazione esotica (Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar (guarda la video recensione)).

“Scoperto” da Bigas Luna (Le età di Lulù) e sfidato da Pedro Almodóvar (Carne trémula) è segnato da una tradizione tutta iberica di melodramma, combinazione smisurata di tragedia e commedia, surrealismo e grottesco. Bardem è un attore che si lascia abitare generosamente dai suoi personaggi, quasi sempre mostrati nella semplicità dei loro gesti “minimi”: andare al bagno, fare l’amore, mangiare, morire o lasciarsi morire. Se Woody Allen cavalca il ‘mascalzone latino’ facendone l’oggetto del desiderio di due donne in Vicky Cristina Barcelona, l’attore aggiunge (sempre) materia alla sua immagine giocando ‘in casa’ dove recentemente ritrova Fernando León de Aranoa. Con lui aveva speso anni prima un lunedì al sole, per lui era stato impiegato di cantiere in piena lotta sindacale. Oggi salta la barricata e indossa il costume del buen patrón in una commedia nera e ‘bilanciata’ come le bilance industriali che commercia il suo personaggio.


Diretto di nuovo da de Aranoa (Il capo perfetto), Bardem adotta un tono comico e il fascino manipolatore di un mostro nascosto dietro l’impeccabile cravatta o l’inossidabile scollo a V. Contrappunto amorale a I lunedì al sole, Il capo perfetto secondo Bardem miscela potenza e morbidezza, sensualità cruda e giovialità, cimentandosi in permanenza con la ‘carne’ e le emozioni come solo lui sa fare. Perché l’attore è decisamente attirato dal côté fisico del suo mestiere, che Almodóvar gli aveva imposto come una sfida ‘mettendolo a sedere’ (Carne trémula).

 

Frasi
Quando sono vicino a te, cambio e questo mi fa paura
Liliana (Almudena Amor)
dal film Il capo perfetto - a cura di Michela
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 9 febbraio 2022
Emanuele Di Nicola
Gli Spietati

Non tutto è bianco o nero. Blanco, però, è bianco. O almeno vuole esserlo: vuole essere un capo perfetto, anzi un buen patrón, da titolo originale, come il "buon selvaggio" di rousseauiana memoria, ossia il mito dell'uomo primitivo non corrotto dal progresso sociale, che qui diventa un dirigente d'azienda non corrotto dal mondo intorno e accogliente verso i dipendenti.

NEWS
[LINK] EVENTO
martedì 14 maggio 2024
Simone Emiliani

Da vedere insieme dalle 20:00 a mezzanotte su MYmovies ONE. Prenota gratis | Vai all'articolo »

PREMI
sabato 10 dicembre 2022
 

Una dark comedy con Javier Bardem sul mondo del lavoro. Diretta da Fernando León de Aranoa. Vai all'articolo »

HOMEVIDEO
mercoledì 20 aprile 2022
 

6 Premi Goya per un film che racconta il mondo del lavoro, visto dalla parte di colui che licenzia. Vai all’articolo »

NEWS
martedì 30 novembre 2021
 

20 nomination per il film campione d'incassi di Fernando Leon De Aranoa con Javier Bardem. Dal 23 dicembre al cinema. Vai all'articolo»

TRAILER
giovedì 25 novembre 2021
 

Regia di Fernando León de Aranoa. Un film con Javier Bardem, Manolo Solo, Almudena Amor, Óscar de la Fuente, Sonia Almarcha. Da giovedì 23 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 8 novembre 2021
 

In attesa della visita di una commissione che possa premiare la sua azienda per l'eccellenza, il titolare di un'azienda produttrice di bilance industriali cerca di risolvere tempestivamente eventuali problemi dei suoi operai. Vai all'articolo »

winner
miglior commedia europea
European Film Awards
2022
winner
miglior film
Goya
2022
winner
miglior regia
Goya
2022
winner
miglior attore
Goya
2022
winner
miglior scenegg.ra originale
Goya
2022
winner
miglior colonna sonora
Goya
2022
winner
miglior montaggio
Goya
2022
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