The Science of Fictions

Film 2019 | Drammatico 106 min.

Titolo originaleHiruk-pikuk si al-kisah
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneIndonesia, Malesia, Francia
Durata106 minuti
Regia diYosep Anggi Noen
AttoriGunawan Maryanto, Yudi Ahmad Tajudin, Ecky Lamoh, Alex Suhendra .
TagDa vedere 2019
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Yosep Anggi Noen. Un film Da vedere 2019 con Gunawan Maryanto, Yudi Ahmad Tajudin, Ecky Lamoh, Alex Suhendra. Titolo originale: Hiruk-pikuk si al-kisah. Genere Drammatico - Indonesia, Malesia, Francia, 2019, durata 106 minuti. Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un uomo vive come se fosse un astronauta.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Storia, finzione e verità in un'allegoria indonesiana di grande estro.
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 17 agosto 2019
Recensione di Tommaso Tocci
sabato 17 agosto 2019

Una notte, nella campagna indonesiana, Siman si imbatte in una troupe che parla inglese e sta girando un video di sbarco sulla Luna. Scoperto, Siman viene punito con il taglio della lingua, così che non possa mai rivelare a nessuno l'accaduto. La vita dell'uomo viene però sconvolta oltre il semplice silenzio. Subito dopo, la madre lo nota alzarsi dal letto e versare il tè con una lentezza anomala. Nel tempo, nonostante abbia perso tutto, Siman continua a danzare e a vestirsi come un astronauta, unica persona in un mare di indifferenza a tenere vivo l'inganno di anni e anni prima.

Nell'opera del regista Yosep Anggi Noen gli strati di cinema, tempo e verità si confondono e si sostituiscono, in una parabola onirica che dietro la storia di un uomo che viaggia a un ritmo diverso dagli altri nasconde una riflessione sulla storia sanguinosa dell'Indonesia e sul modo in cui la realtà viene inquadrata e comunicata.

Dopo un prologo in un bianco e nero dalla straordinaria ricchezza dei toni, il film inizia a mostrare segni di una certa dissonanza, a ovvia dimostrazione che in un'opera che si apre su una pericolosa messinscena, le immagini hanno un valore relativo.

Noen, passando al colore, muove poi l'azione allo stesso ritmo del suo protagonista, una danza disorientante di un corpo estraneo, come Lee Kang-sheng nel Journey to the West di Tsai Ming-liang. Più che una celebrazione, però, si tratta di un lento requiem per un personaggio privato di affetti, possedimenti e infine identità, ridotto ad attrazione. Dalle campagne la storia si sposta verso la città, mettendo in relazione i vecchi modi di manipolare la verità con i nuovi.

Se Joshua Oppenheimer, con L'atto di uccidere e poi con The Look of Silence, aveva affrontato il tema del genocidio indonesiano attraverso la vertigine del reale, tanto da sfondare il velo del cinema stesso, Yosep Anggi Noen sceglie il piano simbolico, con una complessa allegoria che sfrutta lo sbarco sulla Luna e il colpo di stato precedente al genocidio come genesi della finzione di potere e di legami con l'occidente.

Pur nella sua ambizione teorica, The Science of Fictions non dimentica mai di tornare spesso sui passi lenti di Siman, che nella struggente (e non banale dal punto di vista motorio) interpretazione di Gunawan Maryanto è al tempo stesso la vittima e la resistenza, corpo piegato e atto di dissidenza. Yosep Anggi Noen lo celebra in un'opera dagli squisiti valori tecnici e dai molteplici punti d'ingresso, un film sull'atto di fingere che risulta più vero che mai.

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